13 Maggio, festa della mamma

Grazie mamma per tutto quello che hai fatto per me e, soprattutto, hai permesso mi fosse fatto.

43 commenti

  1. Non si possono condividere foto del genere, neanche per denuncia. Bisogna segnalare alla Polizia di Stato o ai Carabinieri abusi o materiale che ritrae violenze su minori. Consiglio vivamente di eliminare la foto.

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    • @Alessio: la foto è presa dalla rete, dove è presente svariate volte, compreso il giornale su cui è stata pubblicata. La situazione di quella bambina, peraltro non picchiata da adulti ma da una bambina di due anni, ritengo sia perfettamente nota alle autorità (britanniche a quanto leggo).

      Comunque, per l’esattezza, la foto non rappresenta “violenza su minore”, ma una bambina col volto tumefatto, che è tutt’altra cosa, anche perché in teoria potrebbe essersi ridotta così anche cadendo dalla giostra e non è in alcun modo raffigurato alcun “atto di violenza” (semmai le conseguenze).

      Non voglio tuttavia trasgredire la legge per cui, se vorrà indicarmi le norme in base alla quali dovrei rimuovere qualla foto, lo farò senza alcun problema, anche perché lascerò il link al giornale.

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    • PS: forse la toglierò, ma per un altro motivo, discusso qui: http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4085&Itemid=62

      In effetti, se mia figlia fosse caduta dalla bicicletta, e la sua foto tumefatta venisse diffusa come simbolo dei bambini che subiscono violenza dai genitori, certo che piacere non mi farebbe.

      E’ chiaro però che qui il significato è simbolico, i bambini malmenati dagli adulti, che subiscono ogni tipo di violenza, e a volte sevizia, fisica e psicologica, sono una realtà, e una realtà che va denunciata, non per fare sensazionalismo, ma perché chi è intorno al bambino (parenti, vicini di casa, insegnanti) non chiuda gli occhi e denunci la situazione alle autorità competenti.

      Nel mio caso, tutti vedevano, i parenti negavano, oppure ritenevano che me l’andassi cercando (come se fosse possibile che un bambino qualsiasi “si vada cercando” quella sorta di violenza), i vicini si “facevano gli affari propri” (perché un bambino fatto massacrato non è un affare che riguarda nessuno, se non è il proprio).

      Vorrei anche avere i mezzi per denunciare quella clinica, cui mi portarono per medicare un occhio leso in seguito a una sfuriata, con mia madre che diceva che avevo sbattuto uno spigolo, io che urlavo che era stato mio padre e che intendevo denunciarlo, e medici e infermieri che scrivevano “la versione ufficiale”, che avevo sbattuto a uno spigolo.

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    • Non sono un giurista purtroppo, e non credo serva una norma legislativa per applicare il buon senso di non condividere qualunque immagine che rappresenti una violenza subita da un minore. Il tuo post cavalca l’emozione esplicitamente di questa violenza subita. La tua responsabilità stà nel fatto che per quanto 999 casi possano comprendere la tua buonafede e la tua denuncia, putroppo 1 caso con gravi squilibri mentali potrebbe confondere quell’emozione con l’emulazione. E’ una grossa responsabilità. Spero vivamente che tu trovi le parole giuste per denunciare la violenza senza usare immagini che ne raffigurino le conseguenze. Buona giornata.

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    • Mi spiace Alessio, non riesco a condividere il tuo punto di vista. Oltretutto, lo spirito di emulazione lo scatenano più i videogiochi (e sapessi quanti ce ne sono di davvero cruenti!), certi film, in cui si ricorre pure agli effetti speciali: la gente emula quando vuole sentirsi Superman, e qui mi pare che non ce ne sia proprio la materia.

      A proposito, hai presente quale foto ha vinto il premio Pulitzer quest’anno?

      Alla giuria la responsabilità morale di tutti i kamikaze che si faranno saltare in aria provocando tanto spargimento di sangue innocente e tanto dolore?

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    • la foto è di un articolo inglese. Questa bambina di 4 anni è stata picchiata all’asilo da una bambina di 2 anni. I genitori hanno permesso di fare la foto per il giornale per far vedere come picchiava la piu piccolina. ma cavolo sta facendo il giro del mondo affibbiandola ai peggio articoli!

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    • Ciao Alessandra. Ora non posso leggere tutti i commenti, ma mi pare che l’origine di quella foto sia stata abbondantemente denunciata e chiarita. Serviva una foto di una bambina picchiata, rappresentativa, la foto non vuole significare “QUESTA bambina è stata picchiata da sua madre”.

      Ne avrei messa una mia di foto se me ne avessero fatte, ti assicuro che apparivo più o meno così, a volte peggio.

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    • Beh, mi pare che sia la notizia di cui abbiamo parlato spiegando l’origine della foto.

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  2. cavaliereerrante

    Concordo con @Alessio …. rimuovi la foto @Ifigenia !
    Per stare dalla parte dei bambini – sempre e comunque poi, quando siano di una tale età – non c’ è bisogno di attingere a casi eclatanti, peraltro messi in giro da certa stampa che, sull’ horror che titilli il gusto greve della gente ci gioca e ci guadagna …. in maniera veramente invereconda !
    Se il caso che ci segnali fosse vero, la polizia e le istituzioni già lo conoscono e sapranno prendere le adeguate misure …. se invece fosse l’ ennesima bufola da far girare nella rete, mi sembra che sia il caso di sottrarsi a questo girotondo che non aiuta nessuno, tranne chi ci guadagna in soldoni !
    @Bruno …

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    • @Bruno, ma che stai dicendo? La foto che ho messo non si riferisce ad alcun caso eclatante. Ripeto, ho cercato in rete con la chiave di ricerca “bimba picchiata” e ne sono venute fuori due, peraltro nessuna delle due si riferiva a bambine percosse dei genitori.

      La seconda era di una bambina picchiata con un mattone da un branco di adolescenti, e la piccola vittima era veramente ridotta in maniera orribile, ho scelto la foto meno cruenta.

      E comunque, per favore, non voglio discutere sulla foto, ma sui genitori che picchiano i figli: non sono tutte mamme del Mulino Bianco, che la notte vegliano i figli, che non mangiano per sfamarli e si sfiancano dal lavoro, che li proteggono da tutti e tutto, e che al ritorno dalla scuola, dove li mandano lindi e pinti, fanno trovare il pranzo pronto e la torta fatta in casa.

      Ci sono donne che i figli li picchiano, che li sacrificano al loro egoismo. Oggi il caso più eclatante è quello delle madri separate che usano i figli come arma contro gli ex, defraudando i figli del loro diritto al genitore per le loro bieche ripicche.: io, come sai, non l’ho mai fatto ma, credimi, sono stata continuamente sobillata a farlo. Tutti i grandi consiglieri, tutti quelli che non sanno vivere la propria vita ma sarebbero capacissimi di vivere la mia, hanno tuonato “E tu non gli fai vedere la ragazzina!”: meno male che sono molto, ma molto poco influenzabile!

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  3. Va bene. Oltre al fatto che la foto è molto crudele non vedo perché non debba essere pubblicata se messa liberamente su internet? Ci tocca la nostra sensibilità? Meglio. Cosi saremmo in grado di prendere atto molto più decisi a a tali fatti. Fatti che…..alcuni di noi (no presenti) sembrano a non vedere affatto. Altrimenti, se abbiamo cosi tanto sensibilità visiva, avessimo dovuto smettere di fumare oppure di bere (vista la pubblicità aggressiva che si fa, con delle foto-shock). Per non parlare dei TG.
    Ma c’è qualcosa che mi ha colpito Ifi. Le ultime parole.

    “hai permesso mi fosse fatto”

    Non riesco a capire. E tentare di indovinare mi sembra odioso. A cosa facevi riferimento?

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    • @Valentino: magari un giorno ne parliamo in privato.

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  4. Il tuo esempio non regge assolutamente il confronto. Di quella foto che ha vinto il premio Pulitzer si conosce il nome dell’ autore e della redazione che l’ha pubblicata. Un autore che ha documentato una realtà che molto spesso viene ignorata dai media. La violenza rappresentata e la responsabilità che ne deriva nel pubblicarla viene presa in carico in toto dal’autore di cui ripeto si conosce il nome e la storia e quindi la motivazione.

    Quale confronto si può fare con una foto di una bimba come quella rappresentata dalla foto?Che storia rappresenta? Chi è l’autore? Chi l’ha pubblicata? Chi è questa bambina? Che ha fatto per meritare anche una pubblicazione del suo dolore? A chi faccio riferimento per la responsabilità?

    Troppe domande senza risposta, a mio parere è solo “pornografia della violenza”. Differentemente dalla foto del premio di cui conosco tutti i retroscena e le motivazioni. Bubblicandola è tua la responsabilità morale, anche se l’hai trovata già nella rete. Spero vivamente che tu cambi idea, per il rispetto che dobbiamo verso il vero giornalismo e verso tutti i minori.

    Grazie ancora per l’attenzione, ti auguro una buona giornata.

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    • @Alessio: francamente, non capisco questo tuo accanimento nei confronti di quella foto e, se permetti, sono le tue di motivazioni che non reggono. A parte che, della bambina in questione, ho rivelato tutto, e nel giornale cui rimando col link ci sono tutti i dati da te richiesti, tranne il nome di chi l’ha scattata che suppongo sia un fotografo della redazione (che avrà avuto pure gli opportuni consensi per pubblicarla) ma, tornando al problema da te posto, che ci azzecca con l’istigazione all’emulazione il fatto che in un caso l’autore della fotografia abbia un nome e nel secondo no? Se permetti, conoscendo le dinamiche degli “emulatori”, credo che sia più la foto del pulitzer che possa suscitare emulazione (e credi che non ci siano anche fotografi – spero rari – che, davanti una tragedia, prima che al dolore delle persone pensano allo scoop che faranno e alla fama della loro foto?).

      Insomma, tu qua puoi esprimere liberamente la tua opinione, ci mancherebbe, ma non puoi impormi di condividerla, e non puoi neanche convincermi se non porti motivazioni un po’ più sostanziali: vedendo quella foto, a chi verrebbe in mente di emulare chi? E, soprattutto, perché?

      Ti faccio presente poi che abbiamo la cronaca piena di genitori che uccidono i figli e di figli che uccidono i genitori, di ex che uccidono le ex, etc., etc. etc.: penso che la foto qui pubblicata sia veramente l’ultima cosa contro cui dovresti scendere in campo.

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  5. Lungi da me imporre qualcosa a qualcuno, ho solo sperato di poterti far cambiare idea. Ma rimango della mia, nonostante ci siano esempi ben peggiori di violenza anche nei comuni TG nazionali, non mi sento in diritto di entrare a far parte del sensazionalismo della notizia e della violenza della stessa. Finiscono qui i miei commenti.
    Comunque grazie lo stesso per la possibilità di esprimere il mio pensiero nel tuo blog. Buona giornata.

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    • @Alessio: tu sei il benvenuto, e finché ci si muove nello spazio dell’educazione, qui potrai esprimere sempre a tua idea, per quanto in contrasto con la mia possa essere (anzi, il contrasto dà sempre spunti di riflessione e di crescita, e quindi va bene così).

      Continuo ciononostante a non aver capito a quale tipo di emulazione potrebbe condurre quella foto: forse che un genitore, vedendola, potrebbe pensare “Perché lei sì e mia figlia no? Quasi quasi ora vado a casa e la faccio nera”? Mi sembra fortemente improbabile.

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  6. Luisa G.

    Povera piccola, che sia stata picchiata da un coetaneo e nessuno sia intervenuto a separarli, o da un adulto che sapeva quello che faceva, poco cambia. Tra una sculacciata e le percosse c’è molta differenza. So di bambini che venivano regolarmente picchiati dalla loro madre. Picchiati prima di sapere i perchè e i percome. Picchiati perchè non dormivano, picchiati e basta. Quella che doveva difenderli, accudirli e proteggerli diventava la loro acerrima nemica. Stanca, stressata da una vita infernale, ignorante, però i figli non erano responsabili di niente se non d’essere bambini in un periodo in cui la vita era dura per tutti.Non posso nemmeno essere certa che lei non avesse subìto a sua volta lo stesso trattamento. Non è un destino ineluttabile fare agli altri quello che è stato fatto a noi, anzi, è un motivo in più per cercare di impedirlo con tutte le forze.
    Ci sono pure quei bambini che vengono regolarmente picchiati dai compagnetti di giochi, quelli che tornano a casa con la testa sempre rotta e sanguinante, quelli che si ritrovano le ossa rotte e non si sa bene se siano più disperati per il dolore fisico o perchè nessuno li ha protetti.Nessuno nessuno. Certo prima o poi si dovrà imparare a difendersi, a restituire qualche colpo se è l’unico modo per sopravvivere, ma non lo trovo granchè giusto.
    Una parola ancora per i medici che tra le scuse dei genitori e le denunce dei figli decidono di far finta di niente. Se la situazione è chiara e dal disagio del bambino penso si possa desumere, si chiama la forza pubblica e basta.

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    • @Luisa: se una persona ha subito quel trattamento, è difficile uscire dalla spirale di violenza. Io ne sono uscita, nonostante il mio passato, e nonostante lo sfiancamento da cause a voi ben note, ma non ne sono uscita immediatamente: non posso dire di non aver mai perso la pazienza più di quanto avrei dovuto anche se, ovviamente, siamo ben lungi da certe coreografie!

      Quando io ero a pezzi, e mi sfogavo piangendo con la mia zia adorata, lei mi diceva “Ma tua figlia non c’entra niente!”: e lo so che non c’entra a niente, ma io sono ugualmente a pezzi! Diciamo che soprattutto urlavo, cosa non buone neanche quella ma che, comunque, appartiene a ben altra sfera.

      Bisogna dire però che ho sempre capito la situazione, per cui quando ero fuori di me magari mi chiudevo in camera con la musica a palla, e poi in qualche modo mi riprendevo e la vita andava avanti.

      Io e mia figlia ci siamo sempre tenute strette e i problemi li abbiamo vissuti insieme, anche se ritengo che il compito di un genitore sarebbe di tenere fuori i figli dalle proprie beghe e dalle sue stanchezze, ma i genitori perfetti non esistono, e certamente non sono io a fare eccezione.

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  7. Già, è vero, non tutti sono genitori “alla mulino bianco”.
    Per un sacco di motivi, certo, ma nessuno giustificabile.
    Poi i bambini elaborano le violenze ricevute e le ripropongono da grandi: contro i coetanei, contro i più piccoli, contro gli stessi genitori.
    Il tuo comportamento, di non utilizzare la figlia come “arma di ricatto”, è encomiabile, anche se dovrebbe rappresentare la normalità.

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    • @aquila: la violenza non è mai giustificabile, ma il non essere genitore del mulino bianco forse sì. Il non avere utilizzato mai mia figlia come arma di ricatto e non averla mai allontanata dal padre è una cosa di cui vado particolarmente fiera, e ti assicuro che sono andata controcorrente e sono stata sempre molto giudicata per questo: va beh, diciamo che fregarmene del giudizio degli altri per me non è mai stato un grosso sforzo :mrgreen:

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  8. cavaliereerrante

    Attenzione : io non parlo di far scomparire foto talmente crude da ferire la sensibilità di chi le guardi …. tutt’ altro ! Io consigliavo di non favorire, a mo’ di catena di s.antonio, la circolazione di foto di questo tipo, non perchè feriscono, MA PERCHE’ APPAGANO il sadismo di non poche persone, che se strafottono della condizione reale di sfruttamento o di violenza sui piccoli . Come dicevo prima, chi ama i bambini come ama qualunque persona non in grado di difendersi dalla cattiveria altrui, non ha nessuna necessità di siffatti promemoria .
    E mi dici @Ifi che non è un caso eclatante ??? Una bimbetta di appena due anni che, con le sue sole mani o con oggetti ‘a percosse’ riduce in simili condizioni altri bambini/bambine …. è un caso usuale, è la norma ricorrente in un asilo nido ?!?
    Ma per favore …. quella foto e quell’ articolo sono apparsi, e non solo a me, pretestuosi e lo ripeto : se il fatto è veramente accaduto, le autorità sapranno come risolverlo ( mi auguro … ), se invece è fasullo se lo goda pure chi ne ha voglia !
    La verità invece, specie quella crudele, la violenza feroce e impensabile di uomini su uomini, di uomini su donne, di uomini e donne sui minori, va sempre testimoniata a mio parere, e laddove le immagini turbino qualche ben pensante, chi se ne frega . Ben altro è il fine di chi, talvolta, rischia la vita per documentare gli orrori, e li pubblica anche per far conoscere bene la bestia umana che ci trasciniamo dentro …. poichè quella bestia, è necessario guardarla negli occhi, fino nel fondo dell’ abisso, per non ripeterla più !
    Continuo quindi ad essere d’ accordo con @Alessio : foto di questo tipo non mi piacciono …. ma peggio per me ! Lungi tuttavia da me l’ intenzione di voler spostare il tema su argomenti che Tu, @Ifi, non intendevi trattare !!! 😀

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    • @Ser Bruno: addirittura appagare il sadismo? E che è, una persona con i chiodi conficcati, appesa a un palo o legata alla ruota della tortura?

      Per quanto riguarda il caso eclatante non mi sono spiegata, è chiaro che quello a cui si riferisce la foto lo è, ma non è di questo che stiamo parlando, bensì della violenza dei genitori sui figli, e di quello non ho citato nessun caso, questo intendevo.

      Mi fa piacere che tu sia d’accordo con Alessio, non mi piace che le persone siano sole a lottare, fosse pure contro di me: so’ troppo democratica io! 😛

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  9. cavaliereerrante

    E perchè …. contro di te, @Ifigenia ?!? 😯
    Quando parlo di “sadismo”, parlo dei bastardi che sono sadici proprio nei confronti dei bambini e non sono eclatanti, ma ahinoi usuali, i casi di cronaca nera ( italiana e internazionale ) in cui infami violentano e/o deturpano bambini anche in tenerissima età, nè sono infrequenti i casi in cui gli stessi bastardi fanno girare via internet, fra adepti, foto vergognose delle loro turpi bravate ! Dunque, foto di questo tipo ( e cioè come quella qui linkata … ) non mi piacciono, e peraltro, se fosse vero che questa povera bambina è stata ridotta in queste condizioni da una bambina ancora più piccola di lei …. per quanto mi sforzi, non vedo cosa abbia a che vedere con i genitori ( o mamme o papà o i loro compagni …. ) che seviziano i loro figli …
    Dunque, amica mia, in che sarei contro di te ???
    Se il tema è – e resta – quello del pessimo comportamento “di genitori contro i figli”, essendo Tu madre ed io padre, ed essendo entrambi legatissimi ai nostri figli ( e non solo ai nostri, per dire il vero …. ), come potremmo non essere d’ accordo nel combattere e denunciare “questi” genitori solo di nome ???
    Vedi le nostre affinità elettive @Ifi ???
    Prima ancora che Tu esprima il tuo parere in merito al tema “genitori cialtroni-figli vittime”, IO SONO GIA’ D’ ACCORDO CON TE !!! :mrgreen:

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    • @Bruno: direi che in questo momento è irrilevante l’autore dei lividi della bimba, e direi che è anche morboso questo incalzare sul particolare.

      Mi serviva la foto di una bambina picchiata per illustrare un post di denuncia sui genitori che picchiano violentemente e selvaggiamente i propri figli: quella foto illustra perfettamente quello che io volevo comunicare, e quindi per il mio articolo va bene così.

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  10. Quelle non sono mamme, ma carnefici….

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    • @Patrizia: e poi ci sono anche le sevizie psicologiche: un bambino che era all’asilo con mia figlia, molto aggressivo, aveva una madre che lo chiudeva al buio perché voleva che avesse paura, voleva che suo figlio morisse di paura: c’è sempre un motivo per cui un bambino è aggressivo, e il motivo è quasi sempre legittima difesa!

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  11. ho pensato che fosse una meraviglia trovare qualcuno che ricordasse TUTTE LE MAMME … che :”NON SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO”… m apoi i commenti … che tristezza vedere adulti che invece di difendere TUTTI I BAMBINI DEL MONDO, CHE SON TUTTI BELLI, PERCHE’ SON IL FUTURO (quello che non abiteremo e che non dovremmo mai ipotecare od offendere), si perdono a parlare di “foto” … ma forse han ragione … perchè mostrare la foto di una bambina e non di una MADRE che picchia, che rinchiude in uno sgabuzzino, che insulta, che minaccia, che umilia, che trascina il/la figlia come un pacco per negozi, che strattona il/la figlia come non strattonerebbe il cane, che usa i figli come armi per avere più soldi dall’ex marito …? forse una critica alla foto potrebbe esser giusto questa, che è ipocrita … comunque non mostra le donne, “le mamme”, che han giusto “sgravato” …
    e davvero non basta copulare e restar gravide per meritare una vita di “GRAZIE MAMMA”

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    • @Marco: grazie per aver centrato il problema, mi è sembrato davvero sterile perdersi nella critica della foto.

      Avrei dovuto mettere la foto di una madre nell’atto in cui picchiava il proprio figlio? Non l’ho neanche cercata, ma non ce l’avrei fatta, non voglio riaprire ancora di più ferite che comunque non smetteranno mai di sanguinare.

      Qualcuno dice, relativamente alle mie filippiche contro l’aborto, “ma non è meglio non nascere che essere figlio di un genitore che non ti vuole?”. Direi che i due discorsi non sono dipendenti l’uno dall’altro, un genitore violento lo è indipendentemente dal fatto che il figlio l’abbia voluto o meno.

      Ci sono donne che mettono al mondo un figlio quasi per dovere sociale, o per far contento il marito, o per avere un bambolotto in carne ed ossa, senza rendersi conto che un figlio non è un cicciobello che puoi buttare in soffitta quando ti sei stancata di giocare.

      La mamma che merita il “Grazie mamma” non è quella che ci ha dato la nostra vita – che, come dici tu, bello sforzo! -, ma quella che ci dedica la sua, quella che ci fa sentire ogni giorno amati e protetti.

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  12. sabby

    Mi rcordo ancora di quella cintura: nera, di cuoio, pesante.
    Mi ricordo quella violenza che per me era eccessiva, quella scarica di colpi.
    Il setto nasale rotto e per la vita il ricordo di quella violenza, ma anche senza setto nasale rotto queste cose si ricordano, perché è dentro la ferita puù grande.
    Arrivi anche a capirlo: non è capace di parlare, ti dici, usa solo le mani. Le mani al posto delle parole.
    L’ho fatto anch’io. Con mio figlio. Imperdonabile. Evidentemente avevo solo quel modello da proporre. Però dalla mia parte c’è la mia cultura e la mia sensibilità e mi sono guardata con un terzo occhio per rimproverarmi e per non farlo mai più.

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    • @Sabby: anch’io la ricordo. Lei è l’unica ad averla dimenticata, e anch’io mi sono guardata con un terzo occhio per poter rompere, finalmente, questa catena.

      Come vedi, mia cara Sabby, noi anime blogghe non c’incontriamo per caso…

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  13. perdonami se mi permetto ancora una volta, ma nulla fa più male ai bambini e alle “sante madri” che il negare l’esistenza di una realtà che diventa tanto più devastante quanto più viene tenuta nascosta
    esser bambina/o e provare a dire: “Mia mamma è cattiva”, per anni è stato impossibile… “Come osi? Nessuna mamma è cattiva, se ti picchia il cattivo/la cattiva devi per forza essere tu!” era tutto quello che potevi sentirti dire …

    perchè mostrare l’immagine di una donna violentata e non mettere in prima pagina la foto del violentatore? possibilmente quell’uomo per “perbene”: l’avvocato, il medico, il padre … (troppo comodo mostrare solo il mostro sporco e brutto, povero e ignorante .. la violenza non è una “tara” del povero o “dello straniero” … è spesso “elegante crudeltà” che della sua “eleganza” si fa forza per agire “sopra ogni sospetto” …come la “buona madre”)

    così vale per i bambini e le madri

    riparire ferite? vedere, rivedere in una foto, me bambina (io non sono marco) col volto livido, le gambe segnate dalle cinghiate … quanto dolore che risale e soffoca … vedere finalmente l’immagine di una MADRE CATTIVA … ecco il riscatto … riesci a capirlo perchè quella foto è sbagliata, e di fatto ha spostato altrove il discorso?

    e sai una cosa? non si riesce a trovare on line una foto di una donna che picchia suo/a figlio/a … l’ho cercata per proportela

    però, se mi permetti, ti proporrei questa immagine

    non ho letto il libro, non la propongo per “far pubblicità”, magari leggendolo troverei cose con cui non concordo, che non condividerei … ma … immagina un bambino che vede il tuo post … cosa lo aiuterebbe? la foto di se stesso livido e la paura di “meritare quel male perchè a farlo è la brava mamma”, o il grido “MAMMA NON FARMI MALE” ( il cattivo/a non sono io …)?

    scusa se ho voluto insistere … ma nulla segna di più la vita di una persona di una madre .. e quando la madre è il MALE (e non son persone malate, rare da incontrare … sono tante e “perbene”…) …che fatica cancellarti da dentro l’idea che “se mi picchiava mia madre e se tutti mi han detto che quello è amore, perchè le mamme son tutte brave … allora forse è giusto mi picchi il mio uomo, mio fratello, il datore di lavoro … la vita….”

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    • @Marco, hai ragione. Questo non tocca soltanto i bambini, ma anche le donne maltrattate e le categorie vessate in genere: tutti loro, in qualche angolo del cuore, pensano di meritarlo, non inorridiscono abbastanza.

      Ora vedrò cosa fare per le foto, siccome molti commenti si riferiscono a questa, oramai lascerei questa.

      PS: ma che significa “non sono marco”?

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  14. cavaliereerrante

    Dunque cara @Ifigenia, visto che siamo d’ accordo sia sul giudizio su certi, infami, genitori, sia soprattutto su cosa fare da parte nostra, ciascuno/ciascuna operando in concreto, e giorno dopo giorno, per cercare di eliminare questa piaga che ferisce i bambini ( e li ferisce ancora più nel profondo rispetto ai pur devastanti danni fisici …. come conferma la toccante testimonianza della nostra amica @Sabby ) ed impedisce loro di crescere liberamente e serenamente, come @Alessio …. esco dalla tangente, certo di aver espresso il mio punto di vista in merito, parere che è assolutamente in linea con il tuo . 🙂
    Ma lasciami domandare, se è lecito e se non disturba, a @Marcomolteni dove mai abbia letto, in questo post ovviamente, di adulti che, anzichè stigmatizzare i genitori carnefici, “si siano attardati” sull’ estetica, buona o pessima, di una foto : qui, a parlare di quella foto, siamo stati io ed @Alessio, oltre a te …. e non mi sembra che, io o @Alessio, abbiamo dimenticato il problema, essendoci noi semplicemente limitati a rifiutare un’ abitudine a propagandare, come fossero verità apodittiche, “alcune” fotografie che, se false danneggiano, e se autentiche non giovano di certo a risolvere il problema che hai posto in quanto non pertinenti al problema stesso, giacchè esistono ben altre foto documentali dei misfatti di “alcuni” genitori sui propri figli …. sempre che, quegli infami carnefici, non li abbiano addirittura soppressi !
    Tutto qui … o no ???

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    • @Bruno: credo abbia ragione Marco, l’attenzione è stata deviata sulla foto, anziché esaminare il dramma dei bambini maltrattati.

      Ho capito che nessuno ha detto che questi genitori fanno bene, ma si è sorvolato sull’argomento, con una condanna quasi sottintesa, pronunciata a mezza bocca, che non basta.

      Io, da ex bambina ferocemente picchiata, da persona che, come dice marco o chi per lui, ha avuto le gambe piagate dalle cinghiate, voglio che la voce di condanna si alzi più alta, voglio che i vicini di casa chiamino la polizia ogniqualvolta sospettino un abuso del genere, o perché lo sentono mentre è in atto, o perché ne vedono i segni sul bambino o ne raccolgono le testimonianza.

      Ti dirò di più: probabilmente quei genitori, che potrebbero non essere mostri ma semplicemente persone disperate, sarebbero lieti che qualcuno raccogliesse il grido di aiuto che si leva dalla loro casa e venisse loro in soccorso.

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  15. cavaliereerrante

    Condivido il giudizio ( “bellissimo articolo” ) espresso dalla nostra “amicissima” @Ifigenia …. e mi permetto di invitare, chi voglia approfondire il tema, a visitare @Valentino …. il grande assente “sempre presente” !!! 😀

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  16. Ei daiii…. 😳 mi avete fatto arrossire

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  17. cavaliereerrante

    Arrossire … @Vale ?!?
    E perchè ???
    Ci hanno insegnato a “dare a @Cesare quel che è di @Cesare” …. e quindi, se @Ifigenia sottolinea che le manchi oppure loda un tuo commento, mi sembra che la cosa non faccia una piega, così come mi appare logico che anch’ io, conoscendoti abbastanza ( almeno per la singolarità dei tuoi interventi e per l’ acume che li sottrae alla retorica e alla faciloneria di certa parte della blogghisteria ), mi unisca all’ amica per farle da cassa armonica !
    Dunque, nessun rossore : non ci mancherà, in altre occasioni, l’ opportunità di prenderci a randellate in fronte ( ma sempre con lealtà e appropriatezza …. 🙂 ), vista anche la tua attitudine ( che condivido ) a dire “pane al pane e vino al vino” …. come me del resto, e come anche la Padrona di casa, che con me condivide il segno del @Toro ! 😀
    A presto … impegni permettendotelo !
    @Bruno

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  18. alessio

    mamma dio non ti perdonerà mai

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    • @alessio: veramente la mia di mamma mi dice “Dio perdona tu no”, ma in fondo in fondo l’ho perdonata anch’io: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.

      Non sanno quello che fanno. La chiave di lettura è tutta lì.

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  19. @Valentino: bellissimo articolo, hai colto un altro aspetto di questa società disumana, aspetto cui avevo pure fatto riferimento in una delle mie risposte ad Alessio.

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