E se volessimo riprenderci il 15 ottobre? (il 16 no, grazie, abbiamo già dato).

Sapete cosa mi chiedo ogni giorno, continuamente, incessantemente, martellantemente?

Cosa potremmo realmente fare per cambiare questa situazione.

“Non essere più corrotti” mi sembra una via poco praticabile, molti di noi non lo sono e non lo sono mai stati, ma non raggiungeremo mai l’unanimità, neanche ci avvicineremmo.

Dire che una voce convinta fa la maggioranza sono davvero belle parole e basta, io le mie armi le sento spesso spuntate.

Mi fanno notare che anche lo sfinimento cui ci porta la burocrazia è un’arma del sistema per non farci alzare la testa, e non stento a crederci. Ancora un qualche potere di tutelarci potrebbe averlo la magistrautra, ma lo usa? E potrebbe usarlo, visto che deve applicare leggi comunque prodotte da questo sistema?

Cosa potremmo realmente fare per dare un futuro ai nostri figli (che poi, anche dargli – e darci – un presente non guasterebbe).

Avete qualche idea, vedete una qualche via percorribile?

31 commenti

  1. Io una mezza idea per il mio futuro ce l’ho: estero!!!

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    • Mia figlia ha la stessa idea… ma io intendevo cosa possiamo fare per l’italia, non per il nostro personale orticello!

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  2. Hai ragione ed è bruttissimo da dire, ma in Italia non vedo speranze nè per me che per tutti gli altri giovani. Sono dell’opinione che serva un cambiamento radicale, come un totale rinnovamento e “ringiovanimento” della classe governante. Insomma, che siamo rappresentati da chi ha davvero a cuore gli interessi del popolo e non esclusivamente i suoi!

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    • Che dirti Scruty, io di governi ne ho visti tanti, e continuo a non credere che il problema sia tutto lì.

      Io non so com’è negli altri Paesi, forse quello che io vedo e deploro è semplicemente nella natura umana, ma ritengo che se tutti noi diventassimo meno “elastici” (elastico inteso nel senso deteriore del termine) anche chi ci rappresenta sarebbe diverso. Sono stanca di questo “tapparsi il naso e votare il meno peggio”.

      Io vorrei sapere, se pure non ci fossero stati i black block, quale sarebbe stato l’esito della manifestazione di ieri: non credo sarebbe cambiato qualcosa. Io vorrei sapere se tutti quegli “indignados” rifiuteranno di votare chi promette loro un posto di lavoro in cambio di quel voto, se chiederanno ai vari professionisti di rilasciar loro regolare fattura, sapendo che per ritorsione aumenteranno il prezzo, se pretenderanno un servizio degno per principio, evitando – pur quando potrebbero – di rivogersi “a una persona ” che li può aiutare.

      Li vorrei vedere questi indignados all’opera. Uno di loro, certamente, è il sindacalista di cui parlavo qui, un’altra, un altro lavativo “elastico” di mia conoscenza. Io non ci credo che quello di ieri sia stato un corteo – a parte i black block naturalmente – tutto di gente altamente idealista disposta a metterci del proprio.

      Molti sicuramente sì, ma che darei per sapere quanti.

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  3. Per quanto riguarda l’Italia, non credo che si possa salvare.
    La soluzione è quella che veniva indicata sopra: ESTERO.
    Per quanto riguarda il 15 ottobre, personalmente sono convinto che, se volessero, i cosiddetti “blecbloc” potrebbero, forse, mettere un piede fuori di casa (uno solo) prima di finire in galera.
    Ma cosa vogliamo pretendere da uno Stato che c’ha dei servizi segreti che sono impegnati a depistare le indagini sui delitti dei servitori dello Stato stesso?
    “Il difetto sta nel manico”, si dice dalle mie parti, e qui ci sono politici senza dignità, senza palle, senza capacità e senza pudore.

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    • @aquila: “qui ci sono politici senza dignità, senza palle, senza capacità e senza pudore”.

      Che noi votiamo.

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  4. Stavo leggendo proprio poco fa un articolo che ho trovato su un sito preso fra i tuoi link… le sue conclusioni sono condivisibili o comunque utilizzabili per sviluppare deduzioni proprie.
    Passare da una dimensione individualistica, egoistica, della ricerca del miglioramento delle condizioni di vita, del raggiungimento del successo, a una dimensione collettiva.
    Non più avere come obiettivo la propria personale massima affermazione (anche materiale) o della ristretta cerchia familiare, ma agire come facenti parte di una comunità che anch’essa va avvantaggiata dalle nostre azioni, resa partecipe, o almeno non compromessa.
    Sull’ampiezza di questa comunità (che si sente propria, che “si ama”) si può discutere… ma va da sé che più piccola è, più sarebbe facile realizzare un simile progetto… e che in una dimensione globale ciò diventi assai più arduo. 😉

    http://www.kabbalah.info/it/giornale/?p=257

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    • @Enrico: sono riuscita solo oggi a leggere l’articolo che hai linkato, e che condivido pienamente (mica certi siti li linko a caso 😉 ).

      Anche da Diemme è in corso una discussione che secondo me verte sullo stesso tema, una coscienza diversa per salvare noi stessi e il mondo, perché se siamo tutti nella stessa barca, non è mandando a fondo la barca che ci salveremo.

      Certo, l’istinto dei più è di buttarsi sulla prima scialuppa libera e tentare così di salvarsi la pelle alla faccia di chi rimane a bordo, ma una vita da naufraghi non è poi una gran vita: meglio salvare la barca,

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  5. Appunto. Che sono VOTATI.
    Quindi, come al solito, il problema sta “a monte”.
    Per questo non ci possiamo salvare.
    Perché NON VOGLIAMO.

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  6. @Enrico : molto interessante l’articolo che hai linkato.
    Io sinceramente ne so poco di economia, però ho cercato di capire i passi essenziali e, a quanto ho capito (e mi risulta logico), un sistema basato sul capitale e sul profitto è destinato, per sua natura, ad implodere.
    Questo perché il capitale si sposta, tanto per semplificare, da chi compra a chi vende, ma da lì non ha un ritorno. Chi insegue il profitto vorrà sempre di più e, per far questo, impoverirà sempre più chi spende, fino al punto che chi vorrebbe (od è incitato a farlo) comperare, non avrà più risorse per farlo, non avrà più soldi.
    Tanti poveri e pochi ricchi, ma quest’ultimi a chi venderanno?
    Una cultura individualista (diffusa con ogni mezzo) vuol dire maggior numero di potenziali acquirenti, che saranno portati a consumare sempre di più, a credere e a perseguire il possesso di migliaia di status symbol. Ma fino a quando? Qual è il punto di non ritorno del sistema? Secondo me, e non voglio fare la figura del catastrofista, ci stiamo andando vicini.
    Quando si fanno questi discorsi subito si controbatte “ma allora preferivi il sistema russo socialista?”.
    E qui io non capisco perché la scelta debba essere esclusivamente fra queste due teorie economiche. La mente e la creatività umana potrebbero vedere nuove possibilità, e non è escluso che qualcuno lo abbia già fatto; ma, a quanto pare, questo a qualcuno non conviene.
    Quindi penso che noi ci affanniamo, come nell’articolo, ad inseguire qualcosa che ci hanno convinto essere indispensabile nella vita.
    Sconfiggere l’individualismo (mantenendo il rispetto dell’individualità) sarebbe già una gran cosa.
    L’idea di cambiare prospettiva e passare da un’ottica individualistica ad una “comunitaria”, io sinceramente lo ricordo come un’idea di quella vecchia sinistra che oggi non esiste più. A dire il vero, personalmente penso che oggi una sinistra non esista proprio, per cui mi domando a chi si riferisce il nostro premier nelle sue invettive.
    Ps: mai notato che nei momenti peggiori di crisi la pubblicità, ad esempio delle auto, è rivolta su modelli dai 30000 euro in su e quando c’è qualche barlume di ripresa, si riaffacciano anche quelle per auto sui 10000 ?

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    • @balibar: non saprei aggiungere altro alla tua analisi, solo che concordo (e che onore ogni tanto leggerti, caro coautore 😛 )

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  7. Sapete cosa vi dico?
    Cercate di capire perché io non so se sono in grado di spiegare.
    E’ da ieri che mi si è piazzato una specie di mattone al posto dello stomaco. Io tendo a somatizzare.
    Ma non sta qui il punto.
    Io non ci sto.
    Non accetto.
    Non voglio.
    Non più.
    Quello che sta succedendo, ciò che è successo in Italia, ma non solo, è TROPPO.
    Questo è masochismo allo stato puro.
    Non mi riferisco solo allo stato mortificante e deleterio dell’Italia.
    Ma di tutto questo Pianeta.
    Che io AMO.
    L’abbiamo derubato, defraudato, ingannato, spolpato,
    Messo in ginocchio.
    E siamo tutti responsabili.
    Io per prima.
    Stiamo lasciando ai nostri figli un paese mortificato e senza prospettive.
    Avevo altre aspettative, ingenua, e ci credevo.
    Altrimenti non so se le avrei messe al mondo.
    Lo so, anche queste sono solo parole.
    Prendetelo come uno sfogo.
    Di una persona che ha creduto fermamente in certi ideli.
    Anche in certe persone.
    In certe correnti.
    E ora non sa più a chi credere.
    Faccio fatica a fidami di chiunque.
    E questo è qualunquismo.
    Ma allo stesso tempo è la realtà.
    Non mi fido di chi non ha ideali.
    Non ha un credo morale, ideologico e politico.
    Io credo che la manifestazione di sabato sia nata come un qualcosa di “puro” ma, come avviene ormai di consueto, sia stata volutamente “sporcata” e depauperizzata. Volontariamente. Ideologicamente.
    Ma l’immagine di certi ragazzi scesi in piazza a protestare e manifestare, l’immagine di mia figlia, fra di loro, mi rincuora.
    Forse, a questo punto, siamo noi che abbiamo qualcosa da imparare da loro.
    E il minimo che possiamo fare è dargli fiducia.
    Noi abbiamo sbagliato.
    Il presente lo dimostra.
    Io voglio avere fiducia nelle nuove generazioni e farò di tutto per dargli il mio appoggio,
    A me sembra che loro siano più “puliti”.

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    • @Maria: ti sei spiegata benissimo, interpretando anche i pensieri e i sentimenti di molti di noi. I miei senz’altro.

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  8. Martina

    Brava Maria. Condivido ogni parola.
    Non solo sono più puliti, sono più puri.
    Chi era in piazza, intendo, i 200.000. Non quegli altri, gli infiltrati, quelli stanno con il potere corrotto.
    E’ compito dei nostri figli adesso ripulire questo mondo che gli abbiamo sporcato.

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    • @Martina: “E’ compito dei nostri figli adesso ripulire questo mondo che gli abbiamo sporcato.”: è così, e me ne vergogno.

      Anzi, me ne vergognerei, ma so per certo che, anche pagando conti salatissimi, non ho contribuito a sporcarlo, anzi.

      (E per conti salati intendo conti salati, credetemi).

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  9. Buongiorno Ify e buona settimana.
    Vabbeh, qui si continua a cincischiare, però non si parla del fatto veramente importante di questi giorni: perché il Papa s’è fatto un giro sulla pedana mobile?

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    • @Aquila: per smaltire i chili in eccesso? 😛

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  10. Dici che partecipa anche lui alla dieta della prozia e company? :mrgreen:

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  11. Il parlare del Papa mi ha portato a un blog di suoi fan (e dai Martina, prendila con filosofia 😉 ), da un cui articolo, a firma Paolo Pugni, riprendo queste parole, non a difesa di Berlusconi, ma contro l’additarlo a unico responsabile del disastro in cui siamo.

    “Perché tutto si potrà dire di questo vecchio che sta mal vivendo la sua senescenza, non si sa se più travolto dal delirio di onnipotenza o dall’esplosione degli ormoni, ma non che sia la causa di questo degrado del quale è solo, e non è poco sia chiaro, sciagurato amplificatore.”

    e ancora:

    “Ciò detto tornando a quest’altro vecchietto, chirurgicamente modificato, gli si può imputare incoerenza, e questa gliela carico addosso volentieri come colpa e tradimento, gli si può imputare inadeguatezza, inappropriatezza, ma non dolo morale, dato che non fa che fare in grande ciò che tutti nel loro piccolo cercano di fare: soddisfare le proprie passioni quali che siano. D’altronde siamo dèi, capaci di decidere da noi del bene e del male, che vogliamo dunque? Siamo per la libertà che afferma e impone e odiamo l’obbedienza e la regola.

    Perché siamo infatti il popolo che aborre la legge e le forze dell’ordine al punto da sfanalare all’imbecille che procede a una velocità tre volte superiore al limite per avvisarlo della macchina dei carabinieri nascosta dietro la curva, senza considerare che magari il medesimo tizio tra qualche giorno falcerà un gruppo di persone tra cui, magari, nostro figlio.”

    A chi interessasse, l’articolo intero è qui:

    http://costanzamiriano.wordpress.com/2011/10/16/siamo-dei/

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  12. dani

    se cerchi qualche idea.. già vedi in positivo!!
    Io credo che possiamo fare molto poco.. se non in tempi lunghi..
    Sono del tutto pessimista!!

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    • @Dani: spes ultima dea… se ci impegnamo ce la facciamo, ma dobbiamo smettere di asservirci a un sistema economico che ci fagocita come un buco nero.

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  13. Veramente non è che si capisca molto nel testo di P.P. che proponi… anzitutto che cosa significa dolo morale? Il dolo è coscienza e volontà dell’azione.. per cui, tentando di indovinare, il dolo morale potrebbe essere una cosciente volontà di compiere un atto moralmente valutabile.

    Vogliamo forse sostenere che B. non abbia la consapevolezza che quel che fa è passibile di valutazione morale?

    E non credo neppure sia motivo di attenuazione di eventuali atti moralmente riprovevoli il fatto che altri ne compiano o ne compirebbero di analoghi se si trovassero nelle stesse condizioni.

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    • @Enrico: a quanto ho capito, l’autore vuole dire che Berlusconi non ha ingannato il popolo proponendosi, da un punto di vista morale (e mi riferisco al bunga bunga et similia, non ai falsi in bilancio) come un santo che invece non è. Non capisco invece cosa intenda tu per “cosciente volontà di compiere un atto moralmente valutabile”: ogni atto è moralmente valutabile, e di questo si dovrebbe avere coscienza a prescindere.

      Certo pure che non è un’attenuante il fatto che altri compiano o compirebbero fatti analoghi, secondo me il succo del discorso era un altro, come dagli stralci che ho riportato, che è la stessa cosa che abbiamo detto qui: è un governo che ci rappresenta. L’esempio del lampeggiamento per avvisare l’estraneo qualsiasi della presenza della pattuglia dei carabinieri, è significativo di certa italica superficialità, di questa tendenza alla solidarietà nella trasgressione, nel patto tra gli italiani che io sto zitto da una parte e tu stai zitto dall’altra, e dividiamo la torta (v. mancato rilascio di fatture, assolutamente consenziente.).

      Oggi ho avuto una lunga dissertazione con un mio amico sull’utilità o meno di questa manifestazione, ed è vero che è bello sentire il polso della situazione, di vedere quanti siamo ad essere “indignati”, ma secondo te, nei centri di potere, non lo sapranno quanta gente non sarebbe punto disposta a metterci del proprio, e quindi basta farli chiacchierare, basta fare sgonfiare la bolla?

      Lui mi ha detto: “Non puoi erigere ad esempio la situazione tal dei tali (in cui la gente s’è data, ndr)”, e ho replicato che non sono nata ieri, non vivo in eremitaggio o in un piccolo paesino di dieci anime: ho conosciuto tanta gente, centinaia e forse migliaia, ho conosciuto molteplici situazioni nei contesti più variegati, e la morale è sempre quella: quelli che rimangono puri, coerenti sono molti ma molti di meno di quelli che urlano in piazza.

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  14. Forse valutabile è troppo poco, vogliamo dire giudicabile, criticabile, condannabile?
    Che non sia imputabile “dolo morale” io l’avevo inteso come l’affermazione di un’assenza di volontarietà e consapevolezza nel compiere azioni moralmente.. vogliamo mettere questa volta condannabili?.

    Tu mi dai invece l’interpretazione autentica, di cui prendo atto… come di tutte le tue altre considerazioni.. alle quali non so cosa aggiungere di mio, salvo forse, in relazione al lampeggio, che una certa solidarietà fra automobilisti è concepibile in taluni casi, vista l’imposizione di limiti di velocità eccessivamente bassi in relazione alle caratteristiche della strada… il motivo per cui esistono tali limiti incoerenti, lo lascio alla tua immaginazione.. 🙂

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    • Fare cassa? E questo è il comportamento doloso dello stato nei confronti del cittadino.

      Ultimamente poi, con gli ausiliari del traffico, si è trasformato in persecutorio.

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  15. Martina

    Passo completamente su un altro piano. Pubblicata anche su FB, la pubblico anche qui. Presto anche sul mio blog, la trovo bellissima:

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    • Bellissimo, anche se ho fatto prima a leggere le parole da te che ad ascoltare il video, che vedo solo adesso.

      Quando ho letto le parole ” il muro degli ex idealisti accomodati in morbide poltrone con l’obbiettivo vacanze“, mi sono detta “Ecco, questo è quello che ho cercato di dire, con la mia amarezza di pensiero sulla massa e sulle manifestazioni, sulla gente che grida, e che da sedicente idealista fa troppo presto a diventare ex-idealista, di quelli entrati in banca con la spinta di papà.

      Ne parlavo ieri con Bali, dicevo che nella mia scuola che era assolutamente rossa, se ne saranno salvati un paio. Gli ex capetti sono ora i peggiori borghesi: almeno, fino a che ne ho avute notizie, hai visto mai che poi col tempo non abbiano avuto un rigurgito dei vecchi ideali, dell’antica pulizia interiore e sogno di giustizia?

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  16. Sempre a proposito della manifestazione e dei danni provocati dai black bloc, vi invito a leggere queste riflessioni:

    http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2011/10/18/comincia-il-magna-magna-sui-danni/

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  17. qualche giorno fa, non so dove, ascoltavo il racconto di un tizio che diceva che, scendendo da un aereo, aveva sentito due stranieri dire “l’Italia è una grande potenza…pensa cosa potrebbero fare se iniziassero a lavorare davvero” ecco questa cosa a me ha fatto riflettere…

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    • Ah ah! Io sapevo questa sugli inglesi che vengono in Italia 😆

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