Gli indignati

Ho letto dei disordini oggi a Roma. Francamente, non mi piace il teppismo, non mi piace il vandalismo, ma oggi non sono così sicura che manifestazioni pacifiche risolverebbero qualcosa.

Il vandalismo di oggi è quello che oramai da anni viene perpetrato nella nostra vita, tanto da non poter nemmeno più fare finta di niente, come troppi sarebbero portati a fare per un comodo, pavido e opportunistico “quieto vivere”.

La fiducia al governo è stata un’ulteriore violenza al popolo italiano, e non mi stupirei a veder considerare anche quella un atto vandalico superiore a una vetrina spaccata e alle due macchine bruciate (purtroppo, anche le macchine bruciate saranno state di due poveri disgraziati cui si sarà aggiunta al danno la beffa).

Concordo sostanzialmente, se non per piccoli particolari ininfluenti, con le parole di Mizaar, che qui riporto:

Sono indignata e arrabbiata per un mondo economico che non riconosce i miei sforzi perchè non sono Marchionne. Sono indignata e arrabbiata perchè ho due figli pronti per essere macellati da un sistema economico trita intelligenze. Sono indignata e arrabbiata per 316 ladri seduti sugli scranni che gli abbiamo servito su un piatto d’argento. Sono indignata e arrabbiata per tutto quello che fa torto all’intelligenza di ogni persona in Italia: le evidenti connivenze, le lampanti ingiustizie, le macroscopiche ingerenze personali. Sono indignata e arrabbiata e lo sarò sempre se qualcuno o qualcosa non mi darà modo di ricredermi. 

Dimenticavo di chiarire: non ce l’ho con Berlusconi, ce l’ho con questo stato di cose. Ce l’ho con gli opportunisti, con gli uomini dalla coscienza elastica e con i venduti.

26 commenti

  1. Martina

    Non sono esattamente teppisti, sono infiltrati, si sapeva già che i disordini sarebbero avvenuti e si sa perché non sono stati bloccati preventivamente dalla polizia nonostante tutti sapessero che sarebbe successo.
    C’è una ragione ben evidente perché i disordini non siano capitati in altre capitali.
    E mi fermo qui.
    La manifestazione era pacifica di intenti.
    I feriti ce li ha sulla coscienza un uomo solo, e uno solo. Nessuna scusante.

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    • @Martina: vogliamo metterla così: rendere la manifestazione violenta fa comodo al governo per vari motivi: impaurire ed eventualmente perseguire i manifestanti, è così? Che ci sarebbero stati lo sapevano tutti, compresi i manifestanti. Ci sono sempre, potrebbero essere degli infiltrati, o potrebbero essere semplicemente persone abituate a perseguire i loro scopi con la violenza.

      I feriti non ce li ha sulla coscienza un uomo, i feriti ce li ha sulla coscienza chi li ha feriti: mi dispiace Martina, lo sai che sono per la responsabilità individuale.

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  2. Martina

    Scusa, mi ero dimenticata di riportare le parole del commento di Nichi Vendola su Fb, che esprimono bene quello che penso anch’io:
    “Tutti sentono che stiamo slittando verso un buco nero. Tutti stanno cercando di aprire una finestra per venire fuori da questa situazione. Ma questa finestra è stata chiusa dai black bloc. Lo stesso corteo dei pacifisti ha cercato di espellere i violenti, ha cercato di bloccare i black bloc. I black bloc sono contro gli indignati: l’indignazione si esprime pacificamente contro la violenza.”

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  3. Luisa G.

    Faccio un parallellismo magari un po azzardato. In Egitto si dà la caccia al Cristiano per creare il panico fra la popolazione e far credere che con la democrazia non c’è sicurezza per nessuno. In Italia non si fermano i Black block per far credere che le manifestazioni di protesta contro il governo e questo stato di cose, debbano finire necessariamente così. Non penso che coloro che si sono portati dietro i bambini pensassero di finire in una guerriglia urbana. Non passi in secondo piano il motivo della protesta a causa dei disordini. Spero che questi vandali vengano puniti severamente, però hai ragione, quello che si è consumato nel parlamento è altrettanto vergognoso. Io speravo in un sussulto di dignità, che per una volta alle parole seguissero fatti, ma si vendono per poco, più squallidi delle escort.

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    • @Luisa: hai detto bene, più squallidi delle escort, che perlomeno non pretendono di essere dell’altro.

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  4. 😀 grazie!

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  5. Non c’è violenza nel voto parlamentare: ogni deputato è libero di esprimersi come meglio crede… d’altronde gli uomini e le donne che sono lì non sono altro che lo specchio (con pregi e difetti) di chi rappresentano.

    Una testa, un voto, questo è il principio… fare distinzioni in base alla qualità della testa non è corretto, il sistema democratico in cui siamo non prevede valutazioni di questo tipo, né discriminazioni che attribuiscano un valore ponderale ineguale ai voti espressi o limitino la loro stessa esprimibilità.

    Ciao e buona domenica! 😉

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    • @Enrico: non parlavo di violenza ai parlamentari, parlavo di violenza a noi popolazione. Se un parlamentare vende il suo voto, se un gruppo vende il voto dei suoi adepti, tutti in cambio di qualche favoritismo, qualche poltrona, etc., (e ritengo che questo sia ciò che molti di noi pensano, anche se nessuno di noi potrebbe portare prove inconfutabili della compravendita, sono scambi per cui non si rilasciano fatture, e che viaggiano senza bolla d’accompagnamento), la popolazione subisce un sopruso, e questa è violenza.

      Per ila fatto che i nostri parlamentari sono lo specchio di chi rappresentano, ahimé, hai perfettamente ragione. Tu sai che la colpa di quello che sta succedendo all’Italia io l’ho sempre data agli italiani, a noi italiani, mai al governo che è, purtroppo, proprio ciò che tu dici, tant’è vero che, anche con governi di diverso colore, l’Italia non è mai stata additata ad esempio di efficienza e integrità.

      Non sono invece d’accordo che fare distinzioni in base alla qualità della testa non sia corretto: non è possibile, mi dirai, ma secondo me sarebbe la cosa più corretta di questo mondo: le teste non sono tutte uguali, ed è per questo che credo anche tu scelga un medico piuttosto che un altro, un commercialista piuttosto che un altro, un libro di un autore piuttosto che un altro, e così via.

      Buona domenica a te caro Enrico, e grazie della tua visita, sai che a me fa sempre piacere sentire “l’altra campana”.

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  6. sabby

    pensavo alle madri di questi teppisti, mentre guardavo scolnvolta quelle scene di folle violenza, magari neanche lo sanno di avere figl così violenti.

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    • @Sabby: non saprei. I figli, salvo eccezioni, rispecchiano molto spesso come sono cresciuti e ciò che respirano in famiglia.

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  7. Vi invito anche alla lettura di quest’articolo:

    http://andreadefilippis.wordpress.com/2011/10/13/la-legge-del-caos-delle-liberta/

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  8. sabby

    ma non sempre!!!

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    • Non ne sarei così sicura. Io credo anche ovviamente nella tradizione genetica e nell’influenza sociale, ma guarda che quello che respirano a casa, fin dalla nascita e soprattutto per i primi anni, è quello che dà l’impronta caratteriale, e oserei dire anche etica.

      Con questo non ho detto che i figli vengono su uguali ai genitori, ma ho parlato di “ciò che respirano in famiglia”: io ho lavorato in case famiglia, e poi sono stata per qualche anno rappresentante di classe e, che te lo dico a fare, quando conoscevo i genitori mi era perfettamente chiaro il quadro dei bambini e dei ragazzi.

      Vorrei però tornare alla discussione del tema proposto.

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  9. Martina

    Non parlavo di responsabilità, Ify. E’ chiaro: questo centinaio di infiltrati si era portato un intero arsenale in piazza un paio d’ore prima dell’inizio. La polizia li ha lasciati fare, tutti sapevano che sarebbe successo, tutti, e intendo tutti, ne parlavano. Poi ci sono andati di mezzo i poliziotti giovani, quelli che obbediscono agli ordini e basta, vedere quei ragazzi con il naso sanguinante e le gambe rotte mi ha fatto rabbia.
    C’è chi la chiama dietrologia spicciola, io li chiamo fatti.
    C’è arrivato anche Alemanno ieri sera in una soprendente intervista a Bianca Berlinguer, e se ci è arrivato lui ho detto tutto. Ti dirò che ho avuto il dubbio che fosse stato clonato da una specie aliena, e questo dubbo mi perseguita ancora a distanza di molte ore… 🙂
    Quindi certo, violenza orchestrata in modo che si potesse monopolizzare dopo dai vari leccapiedi di potere (Minzolini & co.) e dal malato al governo. Che non ha fatto i conti con un dato sostanziale e certo: la gente non ci crede più a queste stronzate.
    La festa (dicasi bunga bunga o varie) è finita. Troppo tardi. Ieri ce n’erano 200.000 (ameno) in giro.
    E la responsabilità E’ sua. i nomi di questi provocatori li sapevano tutti e non sono stati arrestati PRIMA che ciò accadesse.
    Che si svegliassero tutti prima che si torni agli anni di piombo.
    Ringraziate il cielo che alla base di questo movimento ci sono pacifisti che come me ancora credono a queste stronzate.

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    • Martina, in uno stato garantista come l’Italia, mi dici come si fa ad arrestare le persone PRIMA che commettano qualcosa, in base a un processo alle intenzioni? Potevano fermarli, non so in che modo trasportassero l’arsenale, forse per quello arrestarli, ma l’Italia è il paese dei cavilli.

      Anche a me è dispiaciuto per quei due carabinieri, ed è stato bello che manifestanti i forze dell’ordine abbiano collaborato per fermare i facinorosi: questo dimostra che cittadini e polizia sono dalla stessa parte della barricata, mentre i violenti stanno dall’altra. L’unica considerazione che facevo è che finora, con le manifestazioni pacifiche, non abbiamo ottenuto nulla: hai presente quante manifestazioni antiGelmini ci sono state da quando è al governo, e con che razza di partecipazione di massa? Eppure la Gelmini è là, a rovinare la nostra scuola.

      Se gli infiltrati sono una manovra politica, senz’altro è una manovra collaudata, e non esclusivamente da Berlusconi (e non me lo far difendere, che è l’ultima cosa che vorrei fare!).

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  10. Io credo ancora che la pacifica protesta popolare possa portare ad un cambio di governo… purché si tratti di una protesta di massa.
    Penso che questa consapevolezza ce l’abbiano anche i governanti di diversi Paesi che, proprio nel momento in cui queste manifestazioni divenatno troppo “popolari”, cercano di farle fallire.
    Alcuni sparando sulla folla (Siria, Libia ecc.), altri con metodi più sottili…
    @Martina: condivido ogni virgola di quello che hai scritto.

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    • @Kalos: e io condivido quello che hai scritto tu 😉

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  11. Ciao cara Ifigenia, vorrei dirti che neppure io parlavo di violenza ai parlamentari, ma di violenza dei parlamentari, eventuale e da te individuata in loro comportamenti che non reputi corretti.

    Per quanto riguarda il discorso sulle teste, questo è riferito all’espressione del voto, al peso dato al singolo voto… e all’indifferenza delle qualità del soggetto che lo esprime al fine del suo computo… per il resto, io sono un convinto assertore delle diversità fra le persone, che prendono maggiore o minor rilievo a seconda dell’ambito in cui si esprimono.

    Vorrei anche aggiugere che la piazza non necessariamente rappresenta il popolo in modo reale, c’è chi non vuole oppure non può, per ragioni di età o salute, essere presente alle manifestazioni, per cui andrei cauto nel ritenere un suo potere di condizionare o ribaltare legittimamente gli equilibri politici.

    Ti ringrazio ancora per le gentili parole e per l’accoglienza. 😉

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    • @Enrico: lo so che la piazza non rappresenta il popolo, non sono una fan delle manifestazioni di piazza, e soprattutto mi è capitato di toccare con mano l’incoerenza di certa gente che si riempie la bocca di parole, di “urla in piazza” e poi è la più incoerente di questo mondo, quando non è la prima a vendersi.

      Io credo nella microazione quotidiana, nel testimoniare i nostri principi di uguaglianza e giustizia (oserei dire anche solidarietà e, all’occorrenza, carità), 24 ore al giorno, in ogni ambito della nostra vita.

      Per l’accoglienza non devi ringraziarmi, per me è un onore avere qui persone del tuo spessore, che sono quelle con cui è possibile un confronto che offra prospettive diverse e induca a ulteriori riflessioni (non necessariamente ripensamenti 😉 ).

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  12. La violenza è sempre da condannare, almeno da parte mia. Le immagini che ho visto a Roma sono una vergogna rispetto a quello visto a New York. Ed in entrambi i casi si voleva dimostrare il malcontento della genta.
    Fa.

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    • @Fasix: la violenza di ieri è da condannare, ed è stata un’autentica vergogna, ma io non credo che la violenza sia sempre da condannare: a meno che tu non sia una persona così credente da essere convinta che si possa rispondere alla violenza con preghiere e recite di rosari. La legittima difesa (che non c’entra niente con la storia di ieri) è un diritto e, oserei dire, un dovere di ogni individuo: anche la resistenza passiva di tradizione gandhiana credo che possa essere solo una libera scelta sostenuta da idee del tutto rispettabili, ma non necessariamente condivisibili.

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  13. Vi segnalo anche il post di oggi della nostra goldie, l’ennesima espressione di amarezza per come sono andate le cose e, soprattutto, di come Roma, e quindi l’Italia che essa rappresenta, abbia dato di sé al mondo pessimo spettacolo:

    http://gatmetro.wordpress.com/2011/10/16/ma-anche-no/

    Ci aggiungo però una riflessione mia: era un bello spettacolo quello che volevamo dare? L’avevamo davvero scambiata per una festa di piazza?

    Venivamo qua tutti allegri, con le bandiere colorate, a fare una gita fuori porta?

    Non sono una politologa, ma c’è qualcosa che non mi suona in tutta questa storia, profondamente non mi suona.

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  14. Aggiungo qua il pensiero di Giraffa, espresso nel suo post uscito or ora ( http://lagiraffa.wordpress.com/2011/10/16/indignata/ )

    Indignata, per i disastri delle banche fatti ricadere su cittadini incolpevoli;

    indignata, per l’incapacità del governo italiano di affrontare una crisi economica della quale non siamo responsabili;

    indignata, per l’incapacità del governo italiano di gestire le contestazioni dei cittadini;

    indignata, per la corruzione che ammorba l’aria nelle stanze del potere, compresa la stanza del bagno;

    indignata, per i tentativi dell’intera classe dirigente italiana di uccidere i sogni e gli ideali di giustizia, libertà, uguaglianza;

    indignata, per il penoso stato di asservimento al potere politico dei mezzi di informazione italiani;

    indignata, per i doppi e tripli incarichi milionari di chi gira intorno alla nostra classe dirigente;

    indignata, per le file alla mensa dei poveri;

    indignata, per le spese di una giustizia sempre più ingiusta;

    indignata, per le tasse usate per pagare lo stipendio di incompetenti;

    indignata, per la politica del bordello;

    indignata, per l’invenzione dei black bloc.

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  15. Mah… mi sembra evidente che mai nessuna opposizione e mai nessuna manifestazione ha fatto cadere un governo, per lo meno in Italia.
    L’unico governo che la sinistra è riuscita a fare cadere era quello di Prodi nel 1998, cioè lo stesso governo del quale faceva parte… 👿
    In realtà c’è ancora oggi, purtroppo, in una parte della sinistra una sorta di giustificazionismo della violenza. C’è che sostiene che la polizia conosce questi fantomatici “blecbloc” e probabilmente è vero. Ma ci si dimentica di dire che probabilmente (anzi, secondo me sicuramente) tante altre persone “di sinistra” (metto tra virgolette non per caso) li conoscono e sarebbe sufficiente che li denunciassero semplicemente.

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    • @Aquila: ma figurati se lo fanno: l’omertà è un nostro patrimonio culturale.

      Sulla nostra bandiera, se scrivessero “Fatti gli affari tuoi che campi cent’anni”, forse ci rappresenterebbe di più: speriamo solo che i nostri giovani si salvino.

      I nostri genitori, che hanno vissuto la guerra, ci hanno lasciato un mondo pienamente ricostruito e il boom economico. Noi, ai nostri figli, stiamo lasciando un baratro: forse perché, non avendo passato l’occupazione e la guerra, non abbiamo saputo apprezzare quello che avevamo, e abbiamo pensato di poter avere tutto e di più senza il minimo impegno, solo con qualche furbata qua e là, e percorrendo le strade già battute e giudicate più sicure. Ci siamo appiattiti, ci siamo sbracati, e questo è il mondo che stiamo consegnando ai nostri figli.

      Avere il massimo dando niente è come cucinare senza ingredienti: chi gli ingredienti li ha rubati dal vicino, comunque ha finito col ritrovarsi anche il giardino accanto una terra depredata, abbandonata, incolta. Il sistema sta implodendo.

      Stiamo lasciando ai nostri figli un compito davvero arduo, speriamo di svegliarci in tempo almeno per aiutarli un po’, e tamponare i danni.

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