Enfant terrible

Cari amici,

oggi mi sono fatta una maratona di post di D&R: oramai me lo sono imposta, li sto leggendo tutti, a partire dal più recente e andando via via a ritroso nel tempo. Arriverò alla mèta, tranquilli, me lo merito: non so esattamente se perché sono stata buona o perché sono stata cattiva, ma comunque me lo merito. 😀

Dunque, dicevo, il viaggio è stato appassionante, paesaggi bellissimi, aria tra i capelli, corse tra il verde, e ogni tanto c’è scappata anche una nuotatina, con tanto di musica d’accompagnamento.

Questo post però mi ha fatto piegare in due dal ridere, e non può  rimanere sepolto nel suo passato.

Ecco dunque a voi (rullo di tamburi, si abbassino le luci per creare l’atmosfera, oppure viceversa), signori e signori, le fantasmagoriche imprese dello straordinario, mirabolante, incredibile e sorprendente

Questa ve la devo proprio raccontare, per farvi capire di che pasta, che animo sensibile era questo blogger qua, quando ancora non pagava neanche il biglietto del tram.

E, giuro, è tutto vero.

Sì, ero proprio piccolino, sui 4 anni penso, ma già con quell’inventiva che mi caratterizzava e quella voglia di smontare e scoprire ogni cosa che mi hamo portato in conseguenza a laurearmi ingegnere.
Smontavo tutto, lo faccio ancora, i pezzi del mio smarphone Asus son lì tutti in una scatola a dimostrarlo, guardandomi malissimo.
Ricordo che quando i miei genitori avevano la necessità di affidarci a qualcuno, i parenti interpellati si affrettavano subito ad aggiudicarsi le mie sorelle, facendomi assistere a delle scene del tipo “prendo le due bambine e ci metto su anche due biglietti del cinema per voi ma lui no, vi prego!”. Insomma, con me, chi arrivava per ultimo, perdeva.
Mi sentivo un pò come deve sentirsi il bambino più brocco all’oratorio, quando si formano le squadre per la partita di calcio.

Ho scoperto la differenza tra corrente continua ed alternata prendendo un motorino (smontato dal meccanismo che dava la voce al Cicciobello) e infilando i due fili che la collegavano alla pila da 1.5 Volt direttamente nella presa dell’ingresso. Avevo sei anni ed il botto me lo ricordo ancora adesso. Avevo automobiline velocissime, che mentre viaggiavano oltretutto dicevano anche “mamma, mamma”, o cantavano vezzose filastrocche. Le mie sorelle per contro, non erano per niente contente.

Quando poi, molti anni dopo, ho affrontato i primi rudimenti di quello che sarebbe poi diventato mestiere, al Corso di Elettrotecnica 1, ho sorriso come quando ti raccontano di un vecchio amico, ricordando quel botto: io con la corrente praticamente ci parlo. Ma ho divagato, come mi capita spesso. Torno all’episodio.

Ero impegnato nelllo studio dei fluidi, in quel periodo. Avevo entusiasticamente scoperto che le pentoline di mia sorella maggiore, quelle con i manici, incastrate nella tazza del water e con un sapiente dosaggio dello sciacquone, si mettevano a girare vorticosamente ed erano qualcosa di molto simile alle turbine delle centrali idroelettriche. Un precursore, un genio in pantaloncini corti e bretelle, direte voi.
Ed i miei genitori niente. Mio padre dava la colpa al berretto troppo stretto che, in qualche maniera aveva limitato l’afflusso del sangue al cervello.
E pertanto i miei, che non capivano il mio fulgido genio, invece di appoggiarmi e di seguire le mie crescite mi osteggiavano, mi nascondevano i fiammiferi ad esempio, come quella volta che ho incendiato il materasso (il quinto, in ordine di: prima un divano, poi le tende, un parquet appena vetrificato e… ah, sì, un albero!!!) ma non divago di nuovo, torno al racconto.

Allora, ero lì, bello e concentrato con matita e taccuino, con il mio esperimento in corso che avrebbe potuto portare a grandi scoperte ed ampliare la mia conoscenza tecnica, quando un veniale errore di valutazione sulla portata dei liquidi ha scaraventato la pentolina dentro lo scarico incastrandola a fondo con un sonoro “plop” e creando immediatamente il mio primo invaso artificiale, con notevole stupore da parte dello scienziato in erba e sgomento improvviso da parte di mia madre, fino a quel punto ignara, richiamata dalle urla di mia sorella che, in camera sua, si era trovata con i piedi improvvisamente a mollo e molte pentole in meno nella sua cucina giocattolo.

Mia madre accorre fulminea e strappa via con mio disappunto tutte le altre pentoline (avevo in programma tutta una serie di simulazioni scientifiche). Controlla il bagno allagato e si rende conto che la pentola è incastrata troppo a fondo. Non si perde d’animo, è mia madre, l’ho allevata bene, tenendola sempre in guardia. Riflette sul fatto che, con tre bambini da 0 a 6 anni, un bagno solo (inutilizzabile) ed il primo idraulico all’orizzonte magari il giorno successivo, non può attendere oltre e, da donna risoluta quanto è ancora adesso (due mesi fa mi ha chiesto di acquistarle una motosega, ma anche questa è un’altra storia…) si mette a smontare il water per liberarlo dall’intoppo. E lì commette un errore gravissimo: non mi immobilizza al radiatore con il nastro adesivo da idraulico, come nei film.
E così, mentre è lì che traffica, tra pinze, chiavi inglesi e guarnizioni, affannata e sbuffante a mollo nell’acqua si dimentica di me.

Di me, il genio del crimine in braghette che, privato del principale obiettivo mi ero subitamente dirottato, assetato, verso altre fonti del sapere.
Mi ero immerso nello studio degli sport, analizzando le possibili migliorie per portare una ventata di innovazione nei giochi Olimpici, per sostenere il povero barone De Coubertin.

E così quando mia madre sente un rumore di vetri rotti e si precipita in cucina, abbandonando un bagno inagibile ed allagato non capisce.
Non capisce, trovando me, mia sorella maggiore e un bottiglione frantumato che era pieno di olio proveniente dalle Cinque Terre.
Non comprende che, sul pavimento a piastrelle rivestito di un sottile velo untuoso, stavamo sperimentando una nuova disciplina artistica chiamata “pattinaggio su olio”, che secondo il mio modesto parere si poteva effettuare ovunque, senza grossi impianti costosi e addirittura senza pattini, permettendo spericolate evoluzioni anche sulla schiena, come stavo infatti sperimentando. Non si rende conto dell’inventiva, della voglia di creare, non mi guarda come mi aspettavo con quello sguardo pieno di orgoglio e quella nuvoletta con su scritto “Questo è mio figlio”: cioè sì, su quella nuvoletta forse c’era scritto quello, accompagnato comunque con tutta una serie di improperi e disegni improponibili, ma lo sguardo, quegli occhi, in quel momento esprimevano tutto tranne che orgoglio. Ma per fortuna (mia) non ha tempo, per me, come vorrebbe.

E così, ancora una volta, con il bagno smontato ed allagato da una parte, la cucina invasa dall’olio dall’altra e noi due unti da far paura non si perde d’animo, ci pulisce alla belle meglio, sparge della segatura per rimediare al danno e cerca di evitare che le due masse liquide si incontrino drammaticamente sul tappeto del salotto.

Ed in quel mentre le telefona mia nonna.
Chiama sofferente, la povera vecchia, chiedendo a mia madre di mollare tutto eraggiungerla, perchè è sola in casa ed è caduta, rompendosi una spalla.
Ma mia madre però, al limite della crisi isterica risponde che questa volta proprio non può.
Non può perchè che la casa è un incubo, c’è olio ovunque, noi due siamo sporchi da far schifo e il bagno è inagibile e dice a mia nonna, testuali parole: “E’ tutta colpa sua (indicando me), che non so cosa abbia in testa, e se non lo ammazzo oggi, giuro, non lo ammazzo più”.

Io, allora, animo sensibile e discretamente impressionato dalla possibilità di terminare precocemente la mia tenera esistenza, mi allontano silenziosamente. Esserino galante, ricordavo vagamente una frase della pubblicità che le donne si conquistano con un fiore. Entro in sala, sgocciolando olio dappertutto, sul tappeto, il parquet e i mobili. Mi dirigo verso una sanseveria alta più di me, orgoglio e vanto di mia madre che lei curava in modo maniacale. Mi avvicino. La abbraccio e la tiro su, sradicandola. Torno indietro, verso di lei ancora in piedi accanto al telefono a muro, lasciando una traccia di foglie, perdendo pezzi di terra nell’olio, e mi dirigo verso di lei, che si immobilizza a bocca aperta, quando mi vede arrivare, che mi avvicino e con la pianta ormai miseramente stritolata tra le braccia pronuncio la seguente frase:

“Mamma, facciamo pace”.

E voi, da bambini, cosa avete combinato da narrare ai posteri?

Siamo tutt’orecchie, un magnanimo perdono omaggio per ogni confessione, soprattutto se NON accompagnata da sincero pentimento. Vietati soprattutto gli atti di contrizione 😉 .

67 commenti

  1. D&R

    Mi hai preso in castagna e sono arrossito, giuro.
    Valeva la pena, questa sera, far tardi in studio.
    Mi hai fatto un regalo bellissimo.
    Sei una persona splendida. Grazie.
    E Voi non ridete troppo, capito?

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    • Io quando sei arrivato al fiore non ce la facevo più, ero con le lacrime agli occhi.

      Me la immagino la scena, mi metto nei panni sia della madre coi capelli diritti che del bimbo dolciotto che vuole fare pace regalando un fiore alla sua mamma: teneri!

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  2. cavaliereerrante

    UNOOOOO ?!?
    Ser @Diendèrre … ehm … ce n’ ho messo … sai ? di tempo per leggere e rileggere questo tuo elettrone di vissuto e … beh … lo posso dire ? … oso ???
    Ora capisco, perchè travalicò le valli e le convalli, attraversò i fiumi e sfociò al mare ed arrivò col vento fino al mio malinconico galoppare sotto le stelle un urlo, un urlo non umano, un urlo appetto al quale quello di Ser @Edward Munch apparirebbe l’ annoiato sbadiglio di uno telespettatore che stia vedendo ‘radio londra’ del ruffiano e ripetitivo messer @giulianone da ferrara, un urlo … per farla breve “COSMICO” ….
    Sì, grande Amico mio, era quello di tua Madre …
    Nel vento … correva l’ eco …. “Erode …. Erode il Grande … torna da me”, te ne sei scordato uno :mrgreen: !!!!

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  3. @Ser Bruno: io non ho riportato le ultime righe del post, sulla reazione della madre.

    Consiglio di seguire il link all’originale. 😉

    Comunque anche mia madre era solita dire che se invece di metterla al mondo una persona ce l’avesse tolta già avrebbe scontato la pena: prevedibili queste madri!

    I figli no. 😆

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  4. Cara Ify, ti confesso che ho letto il tuo post fino al secondo link, poi mi sono “catapultata” nel mondo di D&R (che non so perchè pensavo fosse una donna) e ne sono uscita solo adesso (ti giuro che ci ho passato un bel pò di tempo).
    Scrive delle cose da brividi…

    Grazie di aver “altruistato” (postato altruisticamente) questo post! 🙂

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    • @Rory: eh eh, sono una telent scout, io 😉

      Attention please, che dopo aver finito con Dienderre è il tuo turno!

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  5. Beh, io ti avrei ammazzato. Tua madre è una santa 😆 😆

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    • @Martina: qualunque madre. La sua è veramente più santa della media nazionale, e non dimentichiamoci che ne aveva tre!

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  6. Già Rory, questo è il secondo link su altro blog che il nostrO (:D) D&R si becca… lui fa tanto il timido ma spero che cominci a capire il suo talento adesso.
    😉

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  7. @ Martina: qual è il primo link?
    ti giuro che mi ha fatto un pò l’effetto di quando ho scoperto te, nel senso che non riuscivo a smettere di leggere. Solo con le sensazioni opposte, non so se mi hai capita.
    Son dovuta “scappare” perchè troppo miele tutto insieme può far male, soprattutto in questi giorni! 🙂

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    • @Rory: a me quello che fa effetto di D&R sono solo che scrive in maniera divina, ma ha proprio la libertà che gli scorre nel sangue. E poi, quando corre, nuota o scala, è tutt’uno con la natura, e quella è un’emozione che non dico di non avere mai provato, ma certo l’ho provata raramente e mai in modo così intenso e totale.

      Al miele avrei resistito, alla libertà e alla fusione con aria-acqua-terra-musica diventa decisamente più difficile.

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  8. @Rory, questo: http://killercat.blogspot.com/2011/03/ti-ho-sempre-soltanto-veduta.html

    (D&R non protestare 😉 )

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    • @Martina: io già gli ho chiesto le royalties, comunque ti do volentieri la precedenza 😉

      (D&R non protesterà 😀 )

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  9. Ho saputo subito di che pasta era fatto questo uomo fantastico…anche se in questo post è un incrocio tra genio e scienziato pazzo!

    Beh siamo felici che si sia unito a noi oramai da diversi mesi!

    Si si ci piace tantissimo avere questo tipo tra noi!
    Buongiorno D&R 😀

    Giorno blogger 😀

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    • @Kate: buongiorno a te!

      Beh, una mente geniale una vena di follia deve pur sempre averla, altrimenti non si potrebbe esprimere.

      Io, per esempio, se mi dicono che sono normale quasi mi offendo.

      Cioè, se me lo dicessero, che finora non ci si è mai azzzardato nessuno .lol:

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  10. @ Martina: appena ho letto il tuo commento col link sono andata a ritroso nei commenti. Mica avevo letto che “D&R era qui”. 🙂
    Meno male che ho scritto cose buone.

    @ D&R: piacere di conoscerti. Te l’ho già scritto da te ma ti ribadisco i miei complimenti.

    @ Ify: i post di cui parli non li ho letti, ma tanto ci torno eccome da quelle parti. Concordo su ciò che detto del suo modo di scrivere.

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    • @Rory: ma non concorderesti col suo modo di scrivere sms… ieri, quando ha realizzato della quantità di suoi post che stavo leggendo, me ne ha mandato uno in cui metteva in dubbio la mia salute mentale.

      Mi ha consigliato di rivolgermi a uno bravo, e in questo non è stato originale: tutti quelli che conosco mi consigliano di rivolgermi a uno bravo!!! 😯

      PS: alcuni aggiungono “che ti chiuderà dentro e butterà la chiave” 😥

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  11. Grazie, ho avuto difficoltà a leggerlo fino alla fine perché gli occhi erano ostruiti dalle lacrime …

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  12. Luisa

    Dienderre è stato fortunato a non avere la mia di mamma.Per mooooooolto meno, ed ero piccolissima, biondina e tenera, ha minacciato di buttarmi in una diga…ancora glielo rinfaccio. Comunque, se sei ancora qui ed in salute, la mamma ti ha perdonato ed è stato un bene :), però che bimbo terribile!
    Le mamme che chiedono la motosega mi piacciono, come pure quelle che, lo dicono con dispiacere e con motivo, confessano d’aver collocato in prima persona i sanitari nel bagno di casa. Mitiche…

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    • @Luisa: e allora sono mitica anch’io…. ho imbiancato casa, messo la carta da parati in una stanza, montato mobili e mobiletti…

      L’armadietto in balcone è pieno solo e unicamente di attrezzi da lavoro. Manca il trapano, è una questione di principio 😉

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  13. cavaliereerrante

    Sì, lo ammetto e lo confermo qui !
    Ser @Diendèrre, insieme a Ser @Aquila ( un suo “gemello discolo”, nonchè collega 😆 ), Ser @Balibar e Ser @Spaziocorrente, sono quattro fra i miei migliori Amici di sempre pur non avendoli mai visti una sola volta, ad onta della ‘virtualità’ del Blog, cianciata e suffragata da soloni del 3° ordine scaduto di rango !
    Amici veri, con cui ridere di ogni cosa ( noi stessi compresi 😦 ), capaci di presentarsi quando meno te li aspetti ( ma li vorresti accoratamente vicino ! ) e – materialmente ! – non farti più sentire solo neanche in un deserto, costringendoti, col loro mirabile modo di scrivere e percepire empaticamente il tuo stato d’ animo, con il loro aiuto beffardo e con la visione dei loro mondi straordinariamente puliti, a prendere a calci in culo ogni malinconìa, per quanto ostinata a non lasciarci essa sia !
    Sono lontani ???
    Abitano in posti non raggiungibili quando ci prema averli vicino ??? Non conta nulla, loro sono sempre nei tuoi pensieri, per condividere un sentimento o pur nò, per rabbrividire insieme di fronte ad una emozione o scannarci ‘a ditate negli occhi’ per dire l’ ultima parola o risata, ma con la freschezza sempre di un percepire aperto e sincero, leale, memore, senza più limite alcuno !
    Così, è la vita … così l’ Amicizia !

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    • @Ser Bruno: hai detto bene: i loro mondi, i nostri mondi, straordinariamente puliti 😀

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  14. Luisa

    Esatto, sei mitica anche tu, come tutte le donne che si rimboccano le maniche senza scoraggiarsi e prima di mollare almeno ci provano!
    🙂 e con certi figlioli che girano… 😆

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    • @Luisa: la mia non è stata particolarmente terribile, solo molto creativa…..

      Diciamo poi che è specializzata nello sporcare tutto quello che è pulito, rendendo il mio lavoro un giro a vuoto, ogni mio sforzo inutile.

      Mi ricordo una volta che aveva trasformato la stanza in un paesaggio meraviglioso, un lenzuolo azzurro per il mare, teli verdi per i prati, tutto ciò che c’era di colorato per i fiori, i salvagenti gonfiati fungevano da fontane e dentro le palline colorate (ricordate il “mare di palline” che tanto è andato di moda un periodo e ancora si trova in qualche parco giochi?) che fungevano da acqua (quelle azzurre per l’acqua fredda, le rosse per la calda, le gialle per la tiepida, e le altre sparse per tutto il resto di casa.

      Poi, del tutto in ammollo abbiamo già parlato, nonché dello stato in cui versa il mio letto (cioè, in cui tutto è riversato nel mio letto 😯 )

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  15. Luisa

    Beh dai…simpaticamente creativa…io lo ero un po meno(bimba timida e paurosa)…ho fatto pattinaggio in veranda bagnandola tutta, la seconda versione era lordarla di borottalco…si scivolava in egual modo…ma mamma lavorava e avevo cura di ripulire prima che tornasse…era sempre stanca e nervosa e non era il caso di farla arrabbiare…la mia stanza-discarica era un modo per oppormi al suo ordine, ma ne pativo le conseguenze solo io…se vuoi l’unica cosa veramente originale è stata infilarmi un cece o un pisello, non ricordo,nel naso…c’era stato, ma per toglierlo…un incubo…

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    • Io pure sono sta abbastanza tranquilla (i miei smentirebbero con decisione).

      Al massimo ho fatto a strisce una sovraccoperta, era per l’appunto a strisce, ricordo ancora la fatica di tagliare diritta lungo la linea senza sbagliare, e che sollievo quando ci riuscii!

      Per il resto, mia madre non sapeva dove nascondere lo sciroppo per la tosse, che era troppo buono e lo bevevamo a mo’ di succo di frutta.

      Ecco, il cibo a casa mia spariva, non sapeva più dove nascondere l’impasto dei dolci che finiva nella nostra pancia prima che riuscisse a metterlo in forno.

      A casa nostra l’impasto diq ualsiasi cosa era cibo come gli altri, difficilmente arrivava nel forno… 😆

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  16. Luisa

    Hai mai provato ad assaggiare l’impasto della pasta fresca? buono buono 🙂 beh…anche il ripieno dei ravioli dolci non era male…(da noi i ravioli dolci si fanno col sugo…perversioni da isolani) :mrgreen:

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    • @Luisa: abbiamo provato tutto, nessuna sorta di perversione gastronomica ci è estranea (la Lobot mi tolse dalle mani una polpetta fritta con lo zabaione, che stavo mangiando per una scommessa con Attila 😯 )

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  17. cavaliereerrante

    Ehi, Lady @Luisa-28 … ‘niente niente’ ci stai riportando ‘alla quattona’ sul vecchio Post di Queen @Ifigenia nel quale, partendo dalla necessità di mettersi a dieta, si finì per parlare di cibo da ingurgitare ‘senza limiti’ che fece impallidire e rabbrividire il pur crapulone Ser @Trimalcione 😆 ?!?!?
    Guarda che, Pasqua incombendo, con la sua solita ‘strage’ di innocenti ( abacchi, agnelli, capretti, polli, capponi, aquile … ehm nò, volevo dire “quaglie”, pecorelle, vitellini, maialini etc. etc. 😦 ), ti stai avviando su un cammino erto ed infido …
    Meglio, a mio parere “errante”, ritornare – essì ‘obtorto collo’, questo lo posso capire, quando più che fame si abbia la “ràja” ! – sulla poesia che “certi rondoni”, siano essi gallo-liguri ‘barcaroli scalatori’, siano essi ‘rapaci stanziali in riserva’ di padania, non di rado ci propinano :mrgreen: … sfamandoci … ehm … con l’ emozione !

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    • @Ser Bruno: ‘ndo se mandùca Dio ce conduca 😀

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  18. Addirittura “butta la chiave”??
    Da quel pò che ho letto direi che non esagerano. 🙂

    Dovrei imbiancare anch’io qualche stanza. Quando finisco di restaurare il tavolino! 🙂

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    • @Rory: dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io! Su di voi ci si può contare eh! 😛

      Rory cara, direi che sei dei nostri!

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  19. Io da piccola sono sempre stata un angelo 🙂 quindi non ho episodi particolari da raccontare. Mio fratello, invece, aveva un estro che, per certi versi e specie per la sconfinata passione per l’elettronica, assomiglia a quello di D&R.
    Per fare solo un piccolo esempio, insignificante per lui, mio fratello, ma terribilmente grave per me, dolcissima e buonissima sorella, aveva trovato il modo di far ascoltare ai suoi amici le miei telefonate direttamente dalla radio. 😦 Anche lui, comunque, genio incompreso in famiglia.

    Per quanto riguarda la mia esperienza di madre, ho avuto anch’io una piccola peste. Uno su due, è già qualcosa. Il mio secondogenito, infatti, una ne combinava e cento ne pensava. Sorvoliamo sul fatto che si è tirato addosso il televisore che gli avevo appena vietato di accendere (lui salvo, il televisore da buttare), su quella volta che si è catapultato dal tavolo del salotto direttamente sul tappeto (trama del tappeto stampata sulla fronte) e quella in cui, facendo ginnastica artistica in cucina, si era inventato le parallele dondolando tra il tavolo e la sedia (botto incredibile, sguardo da ebete, mano sulla fronte, “non è successo niente sto bene sto bene” e corsa in ospedale). Sorvolando su tutto questo (ma ne avrei di episodi da raccontare, soprattutto avrei da raccontare delle amicizie fatte con tutto il personale medico e paramedico del pronto soccorso pediatrico), mi limito a due episodi tanto esilaranti, a ripensarci, tanto sconfortanti nell’averli vissuti.

    La ruotina nel naso. Io ero a scuola, ignara di ciò che succedeva a casa, e per fortuna la baby sitter non mi ha fatta chiamare (allora non esistevano i cellulari e comunque in aula non si possono nemmeno tenere accesi), però ha telefonato in studio a mio marito. “Suo figlio si è infilato una ruotina nel naso, io con il cotton fioc ho peggiorato la situazione perché adesso si è proprio incastrata, se starnutisce cosa succede, o mio dio, venga presto, la prego”, questa la traduzione italiana perchè la baby sitter era spagnola e il suo italiano lasciava molto a desiderare. Mio marito “vola” a casa, prende figlio e tata, riprende la macchina e “vola” in ospedale. Guida come un pazzo e la spagnola, arrivati a destinazione, esclama: “madre de dios, è mancato poco che finivamo tutti in ospedale, ma morti”. No comment. Il medico, otorinolaringoiatra, ha estratto la ruotina dal naso, con una delle mille pinze di cui disponeva, atte ai più svariati usi, a seconda che i pargoli si infilassero nel naso non solo una ruotina ma una jeep intera. Rideva, lui. Io, quando me l’hanno raccontato, a momenti svengo.

    L’apparecchio per i denti. Il mio piccolo aveva sette-otto anni e portava l’apparecchio mobile. Una sera mi arriva in cucina con la mano sulla bocca e farfuglia qualcosa del tipo: “mi si è incastrato l’apparecchio nel labbro”. Lo guardo e gli dico “finiscila di scherzare, tanto non ti credo”. Amava, ed ama tutt’ora, fare il burlone e io lo sgridavo e gli ripetevo che chi urla “al lupo al lupo” dopo un po’ viene ignorato. Così, infatti, feci allora. Ma lui insisteva e dopo un po’ ho ceduto e gli ho detto di togliersi la mano dalla bocca: l’apparecchio penzolava dall’interno del labbro e anche quella volta a momenti svengo. Che faccio che non faccio, nel frattempo arriva mio marito che decide di tranciare il ferro dell’apparecchio perché così non si può mica portarlo in ospedale, con quel coso a penzoloni. Errore; il chirurgo si è incazzato non poco perché ha dovuto fargli fare una radiografia, individuare l’anellino dell’apparecchio rimasto conficcato nella carne, incidere, pregando di azzeccare il posto giusto, togliere il minuscolo ferretto, ricucire … era l’antivigilia di Natale, tra l’altro. L’unico vantaggio: per qualche giorno mio figlio è stato zitto, ma se non fosse stato zitto a causa dei punti e della bocca che sembrava un salsiciotto che le labbra di Nina Moric non sono nulla al confronto, lo facevo zittire in altro modo. 😦

    Scusa Ify se alla fine ho scritto un commento più lungo del tuo post e di quello di D&R messi assieme, ma finalmente ho un po’ di tempo: è il primo giorno delle vacanze pasquali. 😀

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    • @Marisa: c’era una mia zia con un figlio terribile che le ha fatto venire i capelli bianchi anzitempo.

      All’ennesimo oggetto ingurgitato, quando ormai non respirava più, mi racconto che il dottore lo mise sottosopra, glielo fece espellere, e poi stanco lo buttò sul letto esclamando “Stavolta, o mòre o campa!” (oramai intervenire su mio cugino era un lavoro a tempo pieno, non lasciava spazio ad altri pazienti).

      Quando mi ha raccontato della passeggiata del figlio sul balcone mi sono sentita male per lei a distanza di anni 😯

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  20. @ Ify
    Ah, be’, se parliamo di pediatri, il mio, dopo che al telefono gli chiesi cosa dovevo fare visto che mio figlio aveva appena ingoiato un birillino del “Non t’arrabbiare”, esclamò: “ma suo figlio non ha che ca*** fare tutto il giorno?”. 😦
    E poi, lo chiamava l’impalatore dopo che, venuto in visita domiciliare un martedì grasso ché il primogenito aveva la febbre, il secondogenito, vestito da Zorro, ha cercato per tutto il tempo di infilzargli il sedere con la spada. 😦 😦 😦

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    • Troppo carini!

      Mi pare che Amurri scrisse “Come ammazzare il figlio e perché”: che dici, ci mettiamo a quattro mani a scrivere il sequel? 😆

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    • Giusto che mi viene in mente, Sissi piccola piccola diede da mangiare a sua padre un’antennina del telefono facendogliela passare per liquirizia 😉

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  21. @ Ify

    A me risulta che Amurri abbia scritto “Come ammazzare la moglie, e perché”, “Come ammazzare il marito senza tanti perché”, “Come ammazzare mamma e papà” e “Come ammazzare la suocera”.
    Il figlio l’ha risparmiato, che buon cuore! 🙂 Quindi, se vuoi, al posto di scrivere il sequel potremmo proprio scrivere il libro. Ma, antennina a parte, Sissi ne ha combinate altre? Non so perché ma me la immagino una bambina tranquilla, o forse sono solo convinta che le femmine siano più brave dei maschi, avendo vissuto l’infanzia e l’adolescenza dei mei continuando a chiedermi: perché non ho avuto due femmine?

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    • Ok, scriviamo il libro, però credo che i nostri figli da soli non ce la faranno a riempirlo tutto: vogliamo scatenare il Web?

      Il primo capitolo direi che ce l’ha scritto D&R, io mi metto al lavoro, cercherò di raccogliere anche testimonianze in ufficio: e voi che leggete, se avete racconti, se siete arrivati sull’orlo dell’infanticidio (ma anche bambinicidio, adolescenticidio, figliadulticidio 😛 ) raccontateci!

      Penseremo anche a un premio per il racconto più esilarante, o più ad alto grado di suspance.

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  22. Luisa

    Bene, io che non ho figli, vi leggerò più che volentieri…quando vi scatenate siete tremendamente divertenti 🙂 e ridere fa bene alla salute!
    In verità io penso solo a mangiare, è il mio chiodo fisso. Ho rinunciato da tempo ai piaceri della carne, ma al dolce, no! :mrgreen: Con me gli abbacchi stanno tranquilli, e pure i porcelli, non penso d’affilare coltelli…servitemeli a mortadella e ritirate la mano…ecco,v’ho svelato l’arcano…
    Mi vergogno di quanto sopra, ma pazienza…io le poesie non le so scrivere…comunque, da piccola sono riuscita ad infilare entrambi i piedini fra i raggi della bicicletta…meno male che ho le articolazioni forti…magari domani mi spacco le caviglie, ma per stasera non importa 😀

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    • Mia figlia è tutto sommato tranquilla, ma è una macchina da guerra per produrre sporco in casa. E’ di pochi minuti fa il ritrovamento di una torta dello stipite portaoggetti accanto al forno, dove generalmente tengo padelline piccole che uso poco e niente (che, tradotto, poteva significare che la torta sarebbe rimasta lì un mese, e da vedere poi che cosa, una volta in forte stato di decomposizione, avrebbe finalmente denunciato la sua presenza).

      Una volta, in una bottiglia per spruzzare tipo Glassex, fece una miscela di sabbia e acqua e me la spruzzò su tutti i vetri appena puliti.

      In quei casi però, più che di ammazzarla mi viene da piangere, la fatica a vuoto mi scòra, e purtroppo non è un caso eccezionale.

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  23. Luisa

    Imparerà, imparerà, non dubitare…nel frattempo, armati di pazienza e…chiedile il suo contributo per le faccende domestiche…solo chi sa di dover pulire impara a non sporcare…

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    • In effetti da un po’ di tempo aveva preso l’abitudine a cucinare per i suoi compagni di classe, ma senza ripulire mai la cucina. L’ultima volta che le avevo imposto i piatti dopo tre giorni li ho fatti io di disperazione, perché lei con la scusa dei compiti, le interrogazioni, la grande stanchezza per cui veniva a casa e crollava, nonera mai il momento.

      Stamattina però, con l’inizio delle vacanze, non ha avuto più scuse. Ci ha messo tutta la mattina per lavare una bacinella di piatti (senza pulire la cucina a gas, praticamente tenendomi bloccato il vano della cucina che è un punto di passaggio e così impedendomi ogni altra attività. Il pomeriggio se n’è andato per il suo dentista, e il mio primo giorno di ferie è andato così.

      Oltre tutto in questo periodo è particolarmente nervosa e polemica: sarà l’età, che ti devo dire, oppure vuole aiutarmi a scrivere il libro che abbiamo ideato io e Marisa.

      Stasera mentre ero al telefono con Bali ha parlato in sottofondo per tutto il tempo, ha operato incessante azione di disturbo a causa, secondo me, di una per niente celata gelosia per il suddetto. Che poi quando le capita di parlarci vanno d’amore e d’accordo: sono io che non ci devo parlare, io sono sua e basta.

      Insomma, uno chaperon tipo mastino…

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  24. Luisa

    Ti vuole per se, sei la sua mamma. Penso sia normale un po di gelosia…non sottovaluteri nemmeno l’opzione che prevede la sua collaborazione e relativa partecipazione agli utili del libro…

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  25. Grazie di “accogliermi”! 🙂
    Felice di avere un’appartenenza.:-)
    Mò stacco che voglio leggere un pò.
    Buon proseguimento.

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  26. D&R

    Buona sera. Ancora una volta grazie per le vostre chiacchiere che mi fanno sorridere. Grazie per i tantissimi complimenti, che veramente non penso di meritare ma oggi ho fatto un piccolo esperimento, e, a quelli qui in studio che non sanno del mio blog ho fatto leggere, come per caso, questo post qui da Ify.
    Belle, le loro sincere risate che ignoravano quanto gli fosse vicino l’autore.
    Vorrei passare a salutarvi con calma, ma come Ify sa, non c’è proprio il tempo.
    Buona, splendida serata a tutti, padrona di casa in testa.
    E, tu Ser Bruno, nun te incazzà, in altre lande… 🙂

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  27. @ Ify

    I “nostri” figli non basterebbero per riempire il libro? I miei due bastano e avanzano, te lo assicuro. Il fatto è che non ho tanto tempo da dedicare alla scrittura, ma se uniamo le forze …

    Buona notte … chaperon tipo mastino! 😀

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  28. cavaliereerrante

    Non preoccuparti, Amico mio !
    Non mi incazzai nella irlandese landa della bella @Martina !
    Persone ( o “personaggi” ) come Messer @Anonymus ( ora già @Silvio ), ove non esistessero, me li inventerei, poichè come nessuno mi stimolano e mi eccitano ( altrochè gli atomi immessi in un Sincrotone ! ) in quel mio inesausto desiderio di “crescere in diminuendo”, ed infatti ho appena brindato con @Silvio alla nostra “nuova ed inquieta amicizia” !
    Ma, scusandomi con MyLady @Ifigenia ( un bene che jè pìa ! ), torniamo al galoppo “on topic”, fresco insignito essendo ( sì, Ser @Totson, la “premite” ha colpito anche da noi ! ) dell’ Out Topic Award .
    Al dunque :
    A) Lady @Luisa-41, le cose stanno così, eh ? Colpii il tuo incrociatore, eh ? col mio intervento number twenty nine : ora, non lo puoi negare 😆 !
    B) Lady @Marisamoles & Queen @Ifigenia ‘without numbers’ : ancora, mentre errando vago per lande solitarie e sotto le stelle m’ accompagna il vento, ancora odo e limpido l’ eco di quell’ urlo straziato “ERODEEEE, … OOODEEEE …. EEEE, ritorna ggjù chette possin’ ammazzatte ! Ce ne sono altri” !!!!
    Sì, è ancora l’ urlo cosmico della Mamma del nostro Ser @D&R, che aleggia inascoltato fra i monti, le valli, le convalli, i balconi, i salotti … e … ehm … i blog :mrgreen: ….

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  29. Devo ammettere però che questa difesa a spada tratta di Ser Bruno (coadiuvata da Ser Mario) mi ha onorata.
    Che dire… invidio tua moglie! (e che non si fraintenda quest’ultima affermazione :lol:).

    E tu, caro sognatore in corsa, ferma un attimo il turbine della tua vita per contemplare il mare, quel mare che tanto ami…. se non lo fai, poi te ne pentirai 😉

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  30. @ Martina: vero, bello avere dei cavalieri così. Mario mi ha lasciato una dedica bellissima sul blog. 🙂
    Buona Pasqua a tutti!

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  31. cavaliereerrante

    Se il tenzonàr, allieta un Cavaliere
    e lo motìva, nel suo triste andare,
    di più egli tenzòna, se alle mère
    gioie del palio, forte sente amare !

    Non premi o le ricchezze che ogni passo
    attiran lieto chi cerca la fortuna,
    ma quelle, fan volàr sempre nel basso
    l’ animo suo, giammai su l’ alta Luna …

    Le tue parole, o tenera @Martina,
    che qui rileggo con l’ animo sereno,
    mi fan volàr nel firmamento pieno
    e dolce àpron per me questa mattina !

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  32. daniela

    Mi dispiace D&R… ma non ho resistito e ho riso… troppo divertente la situazione (a leggerla NON a viverla) era come guardare un film.. scritta benissimo.. seguirò il consiglio di Ify azzeccato)..
    Anche io non ero una pargola tranquilla, anzi mia madre diceva che ero un maschio mancato (colpa sua… quando era incinta era convinta fossi un maschietto.. ho portato vestiti celesti per i primi mesi della mia vita.. ne aveva comprato solo di quel colore!) e come tale (maschio) amavo il calcio da vedere in tv e da giocare.. volevo essere un portiere (forse per faticare meno, pigra già in fasce!!) e la mia porta in casa era la finestra… (°.°)
    Per ben due volte (o tre?) sono riuscita ad infilare la testa nel vetro della finestra con il collo “circondato” dagli spuntoni dei vetri …. solo la mano ferma di mio papà e la pazienza di mia mamma mi hanno tirato fuori senza un graffio…. non mi ricordo se ho avuto punizioni o se erano solo felici di avermi tutta intera e quindi hanno “glissato”…
    e non ho combinato solo questo…. ma non sto qui a tediarvi..
    Baci a tutti… ps: già che ci sto, vi faccio anche gli auguri di buona Pasqua!!!!!!!!!
    Ciao Ify bella, salutami Sissi….

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  33. daniela

    PS: credo che NON SO COME si sia cancellato un pezzetto di frase: dicevo che seguirò il consiglio ed andrò a leggere sul blog di D&R e così vedrò se ho azzeccato la fine della storia, con la reazione della mamma.. che immagino sorridente nonostante la crisi isterica imminente… (altro che pezzettino.. s’è cancellato un sacco di roba.. BOH!)
    ciao!

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  34. La mia me ne ha appena combinata una, sulla falsariga del padre.

    Io non so come fare a far capire a questi due […censored…] la differenza tra un documento e un pezzo di carta.

    Voi considerate che quando venne da me la baby sitter, chiaramente anni or sono, le dissi chiaro e tondo: se vuoi andare d’accordo con me in questa casa non toccare nulla che sia di carta. Tutto il resto è a tua disposizione, ma astieniti dal valutare, relativamente alla carta, ciò che è importante o no, ciò che mi può servire o no.

    Insomma, non è bastato la domestica che mi ha buttato nel secchio due anni di articoli di giornale raccolti per fare la tesi (erano giornali vecchi, e quindi secondo lei cartaccia), continuano a prendermi appunti su fatture e documenti. Non esiste un posto sicuro, in alto, in basso, nei cassetti, appiccicati con lo scotch sul soffitto…

    Oggi è stata la volta di uno scontrino della farmacia, pronto accanto al pc per la richiesta di rimborso all’assicurazione. Ora è tutto dipinto col pennarello rosso: vi devo dire quanto mi è costato il disegnino? 👿

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  35. Luisa

    Io ho perso una fattura di un mio farmaco della modica cifra di 253 €… in questi giorni l’ho cercata, e niet…non c’è…fortunatamente ho mandato la mail alla ditta e me ne hanno mandato una copia, altrimenti…

    Ser Bruno, ormai faccio merenda a carote, vuoi che non pensi al cibo anche nei commenti? però ho perso due chili(grazie al medico num.2 che, non sapendo del num.1, mi ha vivamente consigliato di cambiare rotta…). In meno di 3 mesi due medici mi fanno osservazioni, alla fine il messaggio l’ho recepito forte e chiaro mio malgrado…

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    • Luisa, questo è un post allegro, non tocchiamo le dolenti note…

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  36. Luisa

    Hai super ragione Ify, sorry …vado a lavorare, ciaoooo 🙂
    p.s. belle le faccine giganti…riciao…

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  37. cavaliereerrante

    😥 ?!?

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    • Ser Bruno, quale dubbio ti attanaglia?

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  38. cavaliereerrante

    Nò, carissima ( e affettuosissima ) @Ifigenia !
    Dopo la ‘chicca’ che mi hai dato sugli ‘emoticons’, stavo facendo una ‘prova microfono’ sulla faccina triste che piange lacrime inconsolate !
    Chesseppoi, vogliamo farci affacciare il ‘lapsus’ di Ser @Freud, beh allora “quelle lacrime” sono di “cum-dolentia” con chiunque sia costretto a mettersi a dieta e … ehm … anche con la nostra afflittissima @Aquilasolitariaesconsolata :mrgreen: ….
    E pensare che, “se avesse vinto bibùlo” …. forse nessuno di noi l’ avrebbe preso ( censored ) … ehm … là 😆 !
    Con l’ occasione, carissima Queen @Ifigenia, lascio a te, a @Sissi, a @Balibar, a … e perchè nò ? alla tua … ehm … ‘scollacciata’ Prozia, nonchè a tutti i Filibustieri e Filibustieresse di questo intelligente Blog ( ahò, @Aquile ceche, oppur nò, comprese, eh ? ) i miei più affettuosi AUGURI PASQUALI che …. a causa di questa ricorrente influenza che chiamano “augurite” 😆 … ehm … reitereremo sui prossimi e variegati schermi 😀 !

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  39. dani

    Post molto divertente… 🙂 🙂
    p.s. ma se fosse stato mio figlio non avrebbe avuto possibilità di.. raccontarlo!!!! 🙂

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  40. cavaliereerrante

    Oh, Lady @Dani, sarebbe stato così, eh !?! 😥
    ERODA !!!!
    :mrgreen:

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  41. rosigna

    NOOOOOOO … io non posso leggere queste cose e dovermi trattenere per non scoppiare in una fragorosa risata …. perche’ qui proprio non posso!!!!

    Quest’uomo merita ben piu’ di un popolo che lo segue in giro per il web ….!!!!!!

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  42. cavaliereerrante

    Lady @Rosigna ?!?
    😯 !!!

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  43. rosigna

    eh si’, mio prode cavaliere … ogni tanto ritorno 🙂

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  44. cavaliereerrante

    Ed è sempre piacevole, riammirare il tuo sorriso ed il tuo buon senso, cara @Rossigna 😀

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