Non chiedermi chi sono

Qualche giorno fa ho avuto una mezza discussione con una persona (della blogosfera), la quale sosteneva che, insomma, avendo avuto pure contatti privati, conoscendo io la sua identità, e che diamine, il minimo dell’educazione era rivelargli la mia!

Non l’ho fatto, e ritengo che questo abbia guastato il rapporto.

La stessa cosa accadde qualche anno fa con una fedelissima, una vera e propria mascotte del blog della prozia, che mi ha voluto dire di sé, senza che io glielo avessi chiesto, vita morte e miracoli, ma poi si è ritenuta offesa perché non avevo ricambiato la cortesia.

Avevo intenzione di riprendere il discorso ma, in verità, ma ne sono sempre dimenticata, fino a che non ho letto questo post di Solindue (avrei volentieri partecipato alla discussione, ma antichi dissapori rendono inappropriata la mia presenza in quel blog).

Ok, affronterò l’argomento in casa mia. Una volta una tizia, per dimostrarmi quanto si fidasse di me, mi raccontò tutte le confidenze ricevute dalla blogsfera, e arrivò a girarmi e-mail di terzi, senza neanche oscurarne il nome.

Più che dimostrarmi quanto lei si fidasse di me, in questo modo mi provò piuttosto quanto lei fosse inaffidabile e da tenere alla larga il più possibile: delle cose proprie uno fa ciò che vuole, ma i segreti e le confidenze altrui sono e debbono rimanere sacre, persino nel caso l’amicizia si guasti.

Ora, siccome internet è una pubblica piazza e io tutta ‘sta stima della massa non ce l’ho, ritengo l’anonimato un diritto inalienabile: questo non perché uno abbia cose da nascondere ma insomma, non avere nulla da nascondere non significa rinunciare alla propria privacy ed esporsi nudi alla folla. Oltretutto , più o meno indirettamente, tramite i vari racconti, uno espone al pubblico anche vicini, parenti, colleghi e conoscenti, e questo mi pare davvero inopportuno.

BD - Bastardi Dentro, FB e la privacy

NB: la delicatezza della poesia d’introduzione e la crudezza della vignetta finale la dicono lunga sulla mia doppia anima!

64 commenti

  1. Luisa G.

    Ciao Ify. In questo caso sono costretta ad usare i due pesi e le due misure che di solito non amo. Sull’esporsi pubblicamente con dati sensibili mi trovi d’accordo, è un rischio che nemmeno io mi sento di correre. Infatti racconto di me lo stretto indispensabile ai fini del commento, oltre non mi sento d’andare. E’ anche una questione di carattere oltre che di prudenza. Tu ti racconti e fai partecipi noialtri della tua vita,delle tue emozioni. Ci conosciamo anche senza sapere il tuo nome e il tuo cognome. Si crea un’intimità fra le persone anche in questo modo. Per quanto riguarda il privato, se uno cerca di carpire, o meglio, di farsi raccontare il raccontabile ( e l’altro racconta, ovvio) e in cambio offre risposte evasive, qualche dubbio viene, ma dipende anche dalle persone e dal tipo di rapporto che si sta creando. A volte serve un po più di tempo per studiarsi meglio, altre volte per quanto tempo ci si prenda non si riuscirà mai ad andare oltre un certo limite di fiducia e di confidenza. A me non importa sapere come ti chiami e il tuo indirizzo, ma solo perchè sei tu e non mi suona alcun campanello d’allarme. Non è così con tutti, con questi si possono fare i necessari passi indietro oppure mettere la confidenza in stand-by e proseguire assolutamente sereni.

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    • Cara Luisa, come hai ragione!

      Se leggi “Un piccolo te“, uno dei primi post pubblicati su questo blog, c’è proprio questo rimpianto, subito, espresso nelle parole:

      “Mi hai sempre fermato dal chiederti qualsiasi cosa. La regola era quella, la soggezione.

      Tu chiedevi, io no, e le domande ingoiate hanno ogni tanto generato liti e poi, piano piano, senso d’estraneità, rinuncia.”

      Era una brutta storia, non tanto perché io pretendessi di sapere, non l’ho mai fatto con nessuno, ci mancherebbe, ma perché l’altro pretendeva di sapere, tartassava di domande, martellava, senza poi dare nulla in cambio, se non silenzio e mistero.

      Così io mi sentivo profanata, e ti assicuro che non è una bella sensazione: come se uno si permettesse di chiederti quanto guadagni e di sé non ti volesse dire neanche se lavora! Nei rapporti ci deve essere un equilibrio, sia pure nel rispetto delle peculiarità delle persone.

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  2. beh mia cara Ifigonia… sai il fatto tuo…. 🙂

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    • @Masticone: in che senso? 😉

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    • nel senso che mi sembra tu abbia ben chiaro cosa vuoi e cosa non vuoi e non ti abbassi a scendere a compromessi. Insomma ti concedi ma solo e quando lo vuoi e sempre se ti va e non perchè spinta o sollecitata da qualcuno..

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    • Anzi, chi mi sollecita ottiene l’effetto opposto, mi chiudo a riccio e mi metto sulla difensiva! 🙂

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    • quindi non ti tormenterò..ma mi piacerebbe conoscerti davvero..

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    • @Masticone: di dove sei?

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    • Lucca

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    • @Masticone: non è lontano… credo che il prossimo incontro di blogamici sarà a Firenze, si può fare 🙂

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  3. non posso che concordare in pieno: io tengo molto al mio anonimato, forse proprio perchè mi “libera” da molti vincoli che ho nella vita “reale”, soprattutto nei confronti delle persone che mi ruotano attorno e di cui spesso parlo. Non si tratta di avere qualcosa da nascondere, ma credo che anche nel buttare in pasto alla rete la propria vita e quella di chi ci sta accanto ci voglia un minimo di riservatezza…

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    • @goldie: appunto. Senza contare che, se tu pure dici le cose tue privatamente a qualcuno sì di questo mondo ma con cui intrattieni rapporti extra rete, rischi sempre che questo se ne esca, più o meno avvertitamente, e una volta fatta è fatta. Conosco una tizia che sono almeno tre volte che chiude il blog e ne riapre un altro sotto mentite spoglie perché “cioccata”, ma io non voglio perdere tutto quello che ho scritto per qualche cretino che se ne esce come i dolori! Su fb mi è successo, e non è neanche una mia amica, ma una “amica di amica” a cui la mia amica aveva raccontato un po’ di me (tra le altre cose, in modo molto lusinghiero e invitandola a frequentarmi). Dopo di questo, scusa scusa ho cancellato, ma quando l’hai pubblicato su una bacheca di fb hai voglia a cancellare, il danno ormai è fatto! 👿

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  4. cavaliereerrante

    Condivido fino alle virgole ed ai punti, le riflessioni di @Luisa, poichè mi appaiono sincere, profonde ed esaustive ….
    Mi sembra infatti – per come vedo le cose io, s’ intende – che sia di gran lunga più importante conoscere, di una persona di cui si percepiscano affinità elettive, gli aspetti del sentimento e della ragione …. dell’ anima e del cuore, ed a questa empatia che pian piano germoglia, cresce e diventa pianta radicata, conoscere altri aspetti anagrafici diventa del tutto superfluo .
    Certamente, le amicizie interiori …. i sentimenti condivisi per un tratto del viaggio navigando nella virtualità dell’ etere “senza guardarsi mai negli occhi o sfiorarsi col corpo, possono attenuarsi, corrodersi …. cessare almeno da una parte, ma così può accadere anche nelle amicizie coltivate nella vita quotidiana …. ed è sempre amaro in ugual misura !
    @Bruno ….

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    • @Bruno: infatti, ciò che avviene qua risponde agli stessi meccanismi e dinamiche di ciò che avviene fuori di qua, con una differenza: qui è più facile scegliersi e aggregarsi per affinità e quindi, in un certo senso, si è più protetti.

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  5. il bello delle rete e delle relazioni è che puoi decidere tu come gestirle. Se qualcuno si offende saranno ben cavoli suoi e l’eventuale perdita, credimi, non sarà poi tanto grave.

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    • @ilgattosyl: esattamente come nella vita fuori di qui…. 🙄

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    • non proprio, da questo punto di vista è anche meglio. Nella vita reale DEVI avere a che fare anche con chi non ti va a genio (parenti, colleghi, professori, compagni), nel blog invece puoi veramente andare a commentare solo chi ti piace.

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    • @ilgattosyl: la penso esattamente come te, e infatti io sono una fiera sostenitrice della blogsfera, in cui mi trovo divinamente 😀

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  6. Luisa G.

    Sono riuscita a leggere il post “un piccolo te”. Dall’incipit si capisce subito che non suonano campanelli d’allarme, ma sirene anti-incendio. Un vero peccato, io non ho mai dubitato che amicizie nate in rete possano diventare profonde e radicarsi nella nostra vita e nella nostra anima come già scriveva Bruno. Serve però collaborazione, o come diciamo io e il mio amico in tante occasioni, uno scambio equo e solidale 🙂 Se è solo uno a dare e l’altro tende la mano solo per prendere, uno si pone mille domande, non ultima quella su cosa si sta tentando di costruire in questo modo. Di certo non un rapporto di fiducia reciproca. E’ vero, ognuno ha le sue peculiarità, i suoi argomenti tabù sui quali per rispetto non si fanno domande, ma se si percepisce un continuo ritrarsi, è inevitabile infastidirsi e non poco. Se a quel rapporto si tiene, qualcosa bisogna imparare a dare. La faccio semplice e banale, se ci si rende conto che non si può o non si vuole dare niente o quasi di sé, non è meglio mantenere rapporti cordiali di “buon vicinato” senza alcun avvicinamento personale? Poi, ci può stare pure che frequentandosi ci si renda conto che la simpatia reciproca non è in realtà tanto forte e che si preferisca tirarsi indietro. Ma se le persone si frequentano e stanno bene assieme, è meglio non seminare il seme del dubbio e farli ‘sti passi in direzione dell’altro.
    Ripeto, sulla riservatezza in pubblico non ci vedo assolutamente niente di male.

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    • @Luisa: hai detto bene, sirene d’incendio.

      Io continuo ad avere il cuore pieno di rammarico per tutto ciò che è andato perduto in quell’incendio, ma sono perfettamente cosciente che indietro non si torna, che si può ricostruire, con impegno e fatica, ma non recuperare.

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  7. Mi sembra ovvio che ognuno possa “calibrare” come vuole le informazioni che decide di mettere in rete e quindi di condividere con gli altri. E questa scelta, altrettanto ovviamente, deve essere rispettata dagli altri.
    L’anonimato da “protezione” può diventare, paradossalmente, un terreno di coltura di nuove amicizie, forse proprio perché le affinità possono emergere più facilmente.
    Paradossalmente, direi che apprezzo di più chi svela un millesimo della propria persona, ma si sente che è sincero, piuttosto di chi spiattella in rete tutta la propria vita, magari “condendola” con un po’ di esagerazioni.
    Detto questo, per finire posso dire che io sono giovane (!), bello, simpatico, ricco (dentro), intelligente, sensibile e… 😉
    Per cui…

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    • @Aquila: io che ti ho conosciuto di persona posso confermare che sei giovane (!), bello, simpatico, ricco (dentro), intelligente, sensibile e.. (e che?)

      Speravamo profondamente che fossi ricco anche fuori (non per essere poco romantiche o interessate, ma con l’età un po’ di senso pratico avanza).

      Non abbiamo capito bene il “per cui…”: a cosa ti riferiresti esattamente? 😛

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  8. cavaliereerrante

    …… e modesto ! :mrgreen:
    Nonchè “para”-padano, e scrittore in ascesa !!! 😀
    Eh … che altro ci dovevi rivelare … il numero delle scarpe che porti o il colore delle tue mutande ???
    O quante penne hai addosso ?!? 😯

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    • @Bruno: ma no, siamo pratici, e rispettosi dell’intimità altrui: ci basta la denuncia dei redditi 😆

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  9. Soprattutto modesto!

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  10. cavaliereerrante

    Ah ah ah ah ….. 😆
    Dunque, amico mio …. saresti un “modesto” non vedente ?!? 😯
    Quindi, se due + due fà quattro …. NUN CE VEDI PROPRIO !!! :mrgreen:

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  11. cavaliereerrante

    Beh … certo :la denuncia dei suoi redditi è bastevole !!! 🙂
    Tuttavia, parlando del nostro amico @Aquilaprivacy, visto che abbiamo detto quasi tutto di lui … aggiungiamoci pure che egli SOMIGLIA, COME UNA GOCCIA D’ ACQUA SOMIGLIA AD UN’ ALTRA GOCCIA, AD @INDIANA JONES “DA GIOVANE” !!!! :mrgreen:

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    • Ti ricordo che lo conobbi di persona… ed ebbi un tète a tète con lui… nei pressi della mia magione… in cui non salì mai perché non aveva con sé i plichi: oh aquiladimenticante!

      (Avevo prenotato un tavolo, ma mica avevo lasciato il nominativo: e quando mi ci freghi! 😛 ).

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  12. Luisa G.

    Si, volendo si può ricosturire, con impegno e fatica, come dici tu. Fatti e non parole, altrimenti è ancora tempo perso. Penso anche che se uno ha dei motivi validi per non voler rivelare certe cose di se, può pure dirlo chiaro chiaro così da fugare le eventuali ombre sul nascere. Serve un po d’onestà con se stessi e gli altri, alla fine. Tanto prima o poi i nodi vengono al pettine.
    Dimenticavo, buon pomeriggio 🙂

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    • O quantomeno, vuoi mantenere la tua privacy, rispetta pure quella degli altri!

      Buon pomeriggio a te 😀

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  13. cavaliereerrante

    @AQUILAAAAAAAAAAAAAAAAAA … MACCHEMME FAI SENTIIIIII’ …. 😯
    Maccome, te capita n’ occasjone come qquella …. e Tu ?
    TE VAI A SCORDA’ LI @PLICHI ?!? 😯
    SMEMORATO !!! :mrgreen:

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    • Io avevo portato anche mia figlia per fare da baby sitter alla sua… insomma, mi ero organizzata 😆

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  14. Ma veramente io in quell’occasione facetti… febbi… fecci un sunto dei plichi e mi scrissi tutto sul palmo della mano.
    Poi si sa come vanno queste cose. Faceva caldo… il sudore… l’emozione… gli appunti si Scancellarono e non mi restò che magnamme la pizza… 😕
    Che dici Ify, se la prossima volta digitalizzo o plichi e li carico sul TUO smartfon? :mrgreen:

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  15. Dal profilo di una blogger (fivestarspao):

    “Sono le mie azioni e le mie idee che mi qualificano, molto piu’ di CHI sono. CHI sono è un dato sensibile, accessibile solo a chi mi conosce bene, a chi si è conquistato la mia stima e la mia fiducia e a chi ha la pazienza di sopportarmi in quei momenti in cui si mostra il mio lato oscuro… Se potessi, vorrei essere un’Elfa, non per essere immortale ma per poter scegliere di non esserlo… “

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  16. cavaliereerrante

    “Se potessi …. ehmm …. vorrei essere un @Elfa” …..
    UNA @ELFAAAAA ?!?!? 😯
    Ommadonna …. ecchedè ?!?
    Ah …. ci sono 💡 : è uno spiritello del bosco !?!
    Beh …. @Ifi, se vorresti esserlo “per poter scegliere di non essere immortale”, mi sembrerebbe meglio essere una @Guelfa ….. almeno, mortale sempre resteresti, ma col @Papa alle spalle …. che è sempre un utile scudo, visto che ogni carriera inizia sempre da una sacrestia, o almeno cantava così @Fabrizio De Andrè ! 🙂

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  17. Secondo me tu sei un’ALFA… :mrgreen:
    (o una Mercedes?)

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    • @Aquila: guarda che le parole riportate sono di Paola, non mie! Mi ci vedi tu a fare l’Elfa? Io posso fare Wonder Woman 😀

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  18. cavaliereerrante

    ….. la penso come te, @Aqui …. @ALFA ( o MERCEDES ? ) meglio ancora che @Guelfa 😯 …. ma @ALFA “fuoriserie” e col motore aumentato di potenza !!! :mrgreen:

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    • @Ser Bruno, ti ripeto la risposta data ad Aquila, comunque grazie! 😉

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  19. kalojannis

    Secondo me tutto dipende dal rapporto che si crea…
    io non sono uno strenuo difensore dell’anonimato a tutti i costi, a differenza di altri commentatori – anzi commentatrici 😉
    ma una cosa è l’anonimato (o meno), un’altra è il rapporto di intimità che si può creare (o che, da quello che scrivi, a volte viene preteso)… quello sono restìo a concederlo anche nella vita reale, figurarsi sul web 🙂
    quindi, non vedo nulla di male a conoscere l’identità reale di una persona… di converso, è anche vero che l’anonimato permette di essere un po’ più liberi nonché permette la crescita di una certa curiosità nei confronti di chi sta dall’altra parte della tastiera…
    poi, posto che son cresciuto a botte di Perry Mason ed Ellery Queen, è chiaro che faccio di tutto per capire nome cognome e professione delle persone con le quali mi relaziono maggiormente… (tuttavia, nel caso specifico, della padrona di casa so ben poco)…

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    • @Kalos: devo dire che io sono un’eccellente detective, probabilmente pure un po’ di deformazione professionale (e familiare… 😆 ), però devo pure dire che non ho mai fatto cattivo uso delle informazioni reperite, neanche nei confronti del peggior nemico.

      Sì, essere in vetrina toglierebbe spontaneità e libertà, e già a volte sono frenata dal sapere che certe persone, della vita reale, leggeranno quello che scrivo.

      Sai ben poco di me? Tu capita dalle mie parti, che ti farò una capoccia così di racconti! 😀

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  20. cavaliereerrante

    Ehm …. Mister @Kalo :-8 …. della padrona di casa, sai quanto me – che son cresciuto a carezze di @Sam Spade e @Pjhilip Marlowe – e cioè quanto basta : TUTTO !!! :mrgreen:

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    • @Bruno: tutto quello che ho in testa e nel cuore, tutto il resto è un dettaglio.

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  21. Grazie dell’invito a visitarti anche in questo blog, cara Ifigenia!
    Mi sono soffermato giusto su questo post, perchè mi coinvolge parecchio, essendo anch’io uno che vorrebbe, sempre in un rapporto di corretta e leale parità, conoscere qualcosa di più, almeno il nome reale, delle persone con le quale arrivo a relazionarmi volentieri.
    So di aver già fatto la domanda e di aver subito capito che mi sarei dovuto accontentare di un nome fittizio, sebbene me ne dispiaccia, anche perchè so che con me nessuno ci ha mai rimesso e intendo mantenere questo modo di comportarmi.
    Però è un dispiacere che si può rimuovere, perchè conta di più la sostanza delle persone, quello che sono realmente e cosa possono dire di importante nelle varie circostanze che accadono nel relazionarsi in questi ambiti.
    So di aver sempre avuto un approccio, forse un pò ingenuo, perchè tutto questo un pò mi ha fatto pensare di esser stato troppo fiducioso nel mettere, di me, dati, foto e tutto quanto può servire a capire in partenza che tipo di persona posso essere, magari pure prendendo degli abbagli come talvolta capitato!
    Per il resto mi ritrovo nelle considerazioni che ho letto di @Luisa e quel che sentirò necessario conoscerlo, cercherò di desumerlo, anche se, lo ripeto, rispetto alla sostanza passa in secondo piano!

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    • Caro Sergio, la tua curiosità è più che legittima ma qui, anche se sembra di essere in una chat, anche se sembra che il dialogo sia privato, purtroppo non lo è.

      Nulla evita di stabilire un rapporto di sincerità e affetto presentandoci, almeno in questo ambito, con un nick anziché un’identità che poco aggiungerebbe, ma molto toglierebbe.

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  22. Condivido nella maniera più assoluta… Le persone che nel rapporto “virtuale” perdono ogni freno e vogliono metterti a parte di tutta la loro vita mi mettono tristezza, perché il più delle volte sono persone sole o esibizioniste.
    Se poi ritengono che automaticamente tu dovresti fare lo stesso nei loro confronti, cominciano a infastidirmi, mi insospettiscono, e mi fanno venire l’orticaria.

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    • @paperi si nasce: secondo me il fatto che sono persone sole ci può stare, in fondo questa è una grossa valvola di sfogo, e una grossa opportunità per chi non ha troppe possibilità, per qualsiasi motivo, di una vita sociale piena e soddisfaciente (condizioni di salute, economiche, geografiche, familiari).

      Se ci metti davanti nome e cognome, un po’ il sapore d’esibizionismo lo prende, ma rimangono comunque affari propri. Pretenderlo dagli altri è una prevaricazione e una grossa mancanza di rispetto.

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  23. …Non è il mio nome che vi dirà di cosa rido e di cosa piango, non vi dirà quante strade ho percorso, nè con quali calzari, nè le ragioni per cui ho intrapreso il viaggio. Non vi dirà nemmeno perchè nel mio viaggio ho voluto solo pochi compagni e li ho scelti mortali in un mondo di immortali. CHI sono lo diranno le ferite sul mio corpo e le lacrime dell’anima poichè esse sono il sacrificio che conduce alla saggezza…. (Discorso di un Elfa)

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    • E’ proprio quello che cercavo di dire… in questi diari c’è la mia anima, chee serve di più?

      Ben approdata a Ifylandia, e Buona Pasqua!

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  24. Buona Pasqua a te e a tutti i tuoi visitatori. A presto!

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  25. Ma per carità Ifi. Resta cosi. Resta I. Resta F. Resta l’altro I. La nostra D misteriosa. La M con i suoi problemi. Non voglio che tu sia ne una Maria… o Giulia… o chicchessia. Resta la nostra coscienza. E la coscienza non ha un volto no?

    P.S. Ma perché non ti chiede di pubblicare anche il tuo CV. Oppure il codice fiscale. Più trasparenza di cosi? 🙄

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  26. cavaliereerrante

    @Vale …. la nostra amica, nel suo enigmatico mistero ( essì, il mistero …. ha un fascino enorme, insostituibile …. quando non sia una maschera ), ci offre in visione l’ anima sua e questo ci dovrebbe bastare !!!
    A me, per esempio, mi basta ….
    Magari, accompagnata, questa visione profonda di lei “senza veli”, da una bella “pizza napoletana” offerta da lei alla prima occasione ! :mrgreen:
    @Bruno …

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    • @Bruno: ah, quanto soffro a non poter vedere i video! La prossima volta, magari, posta anche la trascrizione del testo 😉

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  27. Caro @Cavaliere. (Per me) non centra il fatto che l’ autore sia una donna o no. Io scelgo un posto di dialogo (blog, chat, radio) quando i soggeti di conversazione sono (non necesariamente di mio gradimento ma… ) interessanti. Almeno per me. Tu lo sai, io non conosco di persona ne Ifi, ne Tu, ne Luisa, Martina, Acquilla, ne Sergio (è l lista puo continuare a lungo). Mi sono trovato pure a difendere persone (come Attila, “par example”) pur non sapendo nemmeno il colore dei loro occhi. Persone che mai visto, e probabilmente mai vedro. O magari che li vedo ogni giorno, facciamo collazione accanto, ma senza sapere che ci conosciamo atraverso questo blog (come Sergi Baldin che ho capito che si trova a Treviso). Ma poi alla fine cosa cerchiamo quando sfogliamo un blog? Cerchiamo persone? Volti? Identità? No. Almeno io, no. Quello che ci interessa sono le idee, le concezioni. Le mentalità. Confronti mentali, oppure assimilanze concetuali. Cerchiamo conforto nelle problematiche irrisovibile. Da persone che la fanno disinteressate. E questo il senso del blog, mi pare. E se avrei voluto conoscere una persona allora …… direi…. che questo sarebbe il posto sbagliato.

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  28. cavaliereerrante

    @Valentino, caro amico invisibile …. condivido ogni tuo pensiero !
    Nemmeno io ti ho mai visto, o ho visto gli altri – che pure sento come “straordinari” amici – con cui non di rado, in questo blog o nei pochissimi altri in cui amo affacciarmi, intrattengo condivisioni o pensieri diversi che, non sempre, nella vita quotidiana mi/ci è possibile intrattenere …. nè questa impossibilità ( che poi, è solo “apparente” …. a ben vedere ) ferma il mio desiderio di incontrare la mia e l’ altrui parte più nobile o migliore ….
    Queste tue riflessioni : “Cerchiamo persone? Volti? Identità? No. Almeno io, no. Quello che ci interessa sono le idee, le concezioni. Le mentalità. Confronti mentali, oppure assimilanze concetuali. Cerchiamo conforto nelle problematiche irrisolvibili. Da persone che la fanno disinteressate. E questo il senso del blog, mi pare. E se avrei voluto conoscere una persona allora …… direi…. che questo sarebbe il posto sbagliato” …. mi permetto di giudicarle ( esattamente come mi permetto di giudicare “in primis” me stesso …. ) L’ ANIMA DI QUELLO CHE – a mio personalissimo, “errante”, parere – DOVREBBE ESSERE UN BLOG !
    Non anagrafe o ufficio dell’ agenzia delle entrate, non gabinetto medico ( talvolta, ginecologico … ) o laboratorio di ‘analisi chimiche’, non ufficio postale o sportello bancario di pronta cassa, non sede di partito o pulpito di sacrestia, non specchio delle proprie vanità o ambito fasullo di rivalsa per tutti i nostri fallimenti reali, bensì LUOGO DI INCONTRO SINCERO – COMUNQUE E SENZA NULLA A PRETENDERE – DEI CUORI E DELLE COSCIENZE, LUOGO DELLE NOSTRE MEMORIE INALIENABILI, LUOGO DELLE LACRIME AMARE E DELLE RISA SCROSCIANTI, DEGLI ABBRACCI CHE ABBATTANO LA SOLITUDINE E DEGLI ADDII CHE FANNO MALE ….. LUOGO INFINE, MERAVIGLIOSO, IN CUI RITROVARE ED EMETTERE “L’ UNICO GIUDIZIO POSSIBILE” CHE SIA NELLE NOSTRE FACOLTA’, IL SOLO GIUDIZIO INAPPELLABILE CHE POSSIAMO/DOBBIAMO EMETTERE …. E CHE E’, ACCORATAMENTE E’ : “SIAMO TUTTI UGUALI”, TUTTI FIGLI DELLA PRECARIETA’ E FRATELLI DELLA SOLITUDINE, TUTTI IN VIAGGIO SOTTO LE STELLE LA CUI LUCE CI ARRIVA, SENZA CHE MAI NOI RIUSCIREMO A TOCCARLA !
    Un abbraccio e un sincero applauso al tuo modo di ragionare, @Vale, che è così giovane e veemente, e così antico ! 🙂
    @Bruno …. Cavaliere Errante per vocazione

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  29. Ciao @Ifigenia! ti mando una Poesia che ho ricevuto da mia figlia, per la Festa della Mamma. Secondo me è bellissima!
    Nives
    > Poesia per le mamme

    >
    > Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in
    >braccio i loro bambini ammalati dicendo “è tutto a posto tesoro, la
    >mamma è qui con te”. Per quelle che stanno per ore con i loro bambini
    >che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.
    >
    > Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito
    >nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro
    >borsetta.
    > Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte
    >e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.
    >
    > E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
    > Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
    > E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le
    >madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e
    >che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno
    >potranno ritrovare in Cielo!
    >
    > Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore
    >inestimabile appesi in cucina.
    >
    > Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio
    >invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le
    >chiede “Mi hai visto, Mamma?” potranno dire “Certo! Non me lo sarei
    >perso per niente al mondo !” pensandolo veramente.
    >
    >
    > Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata
    >disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i
    >capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece
    >contano fino a 10.
    >
    > Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli
    >per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che
    >avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
    >
    > Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare
    >ai loro figli.
    > Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le
    >sere e poi la rileggono “ancora una volta”.
    >
    > Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di
    >allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola.
    >
    > E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
    >
    > Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli
    >maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un
    >rubinetto che perde.
    >
    > Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente
    >quando sentono una vocina chiamare “mamma!” in mezzo a una folla,
    >anche se sanno che i loro figli sono a casa – o anche via
    >all’università …
    >
    > Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con
    >il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio,
    >per poi ricevere una chiamata dall’infermeria della scuola chiedendo
    >di venirli a prendere. Subito.
    >
    > Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada
    >sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
    >
    > Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di
    >altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non
    >vengono apprezzate !
    >
    > Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle
    >sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di
    >verde.
    > Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le
    >madri di chi ha sparato.
    >
    > Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore
    >la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e
    >salvi.
    > Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di
    >essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla
    >guerra sani e salvi.
    >
    > Cos’è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La
    >determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un
    >bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore ? E’
    >il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per
    >la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo
    >scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla … alle 2
    >di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ? Il panico
    >che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l’ora
    >di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa
    >sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per
    >abbracciare i tuoi figli quando senti che c’è stato un incidente, un
    >incendio o un bimbo che è morto?
    >
    > Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le
    >giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di
    >sonno… e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.
    >
    > Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa.
    >
    > Per le madri single e quelle sposate.
    >
    > Madri con soldi, madri senza soldi.
    > Questo è per tutte voi.
    >
    > Per tutte noi.
    >
    > Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. Dire
    >a loro tutti i giorni che li amiamo.
    > E pregare.
    >
    > Passa questo a tutte le mamme che conosci. Se lo manderai anche
    >solo ad una persona, dovrebbe fare il giro del mondo entro il giorno
    >della Festa della Mamma

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    • @Nives: grazie, davvero bella 😀

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  30. Ciao Ifigenia. Sono nuovo nel mondo virtuale, vecchio in quello reale. Sinceramente non capisco (forse mi ci vorrà del tempo, che non ho) cosa l’anonimato possa offrire. In realtà il nostro, anzi il vostro, è solo il tentativo di esplorare lo scenario della vita da altri “point of view”. Senza volerli realmente affrontare. E’, scusami il confronto, come la droga per i giovani di oggi. I giovani che si drogano (in vario modo) lo fanno a mio avviso per una molteplicità di motivi che raggrupperei in una sola classe: la mancanza del futuro. Sì, perché questo è il problema: Noi esseri umani possiamo vivere solo a condizione di avere una prospettiva, un futuro. Il passato è sempre pesante, perchè ci ricorda i momenti felici (che oggi non abbiamo più) o i giorni tremendi che ancora ci tormentano. Il presente, quello sì che c’è, ma si traduce in angoscia sul modo di viverlo, intasato così com’è di rapporti oscuri, indecifrabili, labili, temporanei, spesso, troppo spesso, destinati a dissolversi in malo modo o, peggio, nella completa indifferenza. E allora cosa cerchiamo? Io credo che i nostri obiettivi (certamente non da tutti riconosciuti a livello conscio) siano i seguenti: famiglia, lavoro, salute. Quando uno di questi ingredienti manca ci sentiamo incompleti, mezze persone, come una pietanza senza sale. In poche parole senza un futuro. Già perchè cos’è in realtà il futuro se non la consapevolezza del perdurare dello stato presente, stato che ci rende pienamente soddisfatti, oppure la consapevolezza dell’evoluzione dello stato presente verso una situazione che vorremmo stabile? Dunque, tornando all’anonimato, non c’è dubbio che raccontarsi sul web può costituire un mettersi alla gogna, perchè in realtà non confidiamo i pensieri o le azioni o i fatti da noi vissuti che ci hanno fatto gioire (certo facciamo anche quello), ma, credo, che l’obiettivo sia quello di verificare cosa pensano o cosa farebbero gli altri in quelle situazioni in cui noi stessi ci siamo trovati e che non abbiamo gradito o peggio che ci hanno molto colpito. E’ come andare dallo psicoanalista dicendogli: “ad un mio amico/a succede questo….”. Forse sarebbe opportuno che questo mondo virtuale diventasse REALE. Un bacio. Giuseppe VALERIO (nome e cognome sono reali). Se vuoi contattami su gval42@hotmail.com

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    • Gentile Valerio, mi farebbe piacere tu leggessi quello che io ho definito il manifesto dei blogger, “Anime blogghe“, che racchiude un po’ tutto questo mondo. Tra chi si affaccia qui ci sono sicuramente anche le persone che tu dici, ma non credo di appartenere a questa categoria.

      Tempo fa una cara blogamica, Marisa Moles (nome e cognome veri) , alla domanda “Cosa cambieresti del tuo blog?” rispose che avrebbe cambiato il nome, perché da queste parti può diventare pesante portarsi a spasso la propria identità.

      Sul tuo blog tu parli di luoghi, sul mio parlo di me, e non solo, parlo di chi mi sta accanto, che potrebbe pure non essere particolarmente d’accordo a mettere i propri fatti in piazza: qui vogliamo parlare di idee, non violare l’intimità delle persona, né tantomeno mettere alla gogna.

      Sicuramente non ti sarà sfuggito quello che al momento è l’ultimo post: ho voluto sputare il rospo di questa storia che mi ha fatto tanto soffrire (anche se poi mia madre violenta non era, la storia è un po’ più lunga), ma certo l’ultima cosa che vorrei è che mia madre oggi uscisse di casa con un marchio addosso, mal guardata e mal giudicata.

      Anche su Attila (non è il suo vero nome) si scherza, ma lungi da me il volerlo mettere alla berlina nella vita reale.

      Grazie per il tuo indirizzo di posta, ho già provveduto a scriverti: sono sicura che il nostro scambio sarà proficuo (in fondo, finora lo è stato 😉 ).

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  31. A proposito, perché ti sei data il nome di Ifigenia. Gran bel nome, ma un po’ demodé. Ricordo un tizio che per vendicare le corna non sue, ma fatte a suo fratello fece un gran trambusto, uccise la figlia (bellissima come il tuo gravarar) per poter andare in guerra, vinse la guerra e se ne ritornò a casa dove scoprì di essere stato a sua volta cornificato (il fratello a questo punto disse: “io me ne lao le mani”). E fu ucciso dalla moglie. Dunque e per questo che risorgi come l’araba fenice, e ti comporti come un fantasma che vorrebbe vivere? Chiamami, io non so chi tu sia veramente, né mai te lo chiederò, ma tu sai chi sono e stai anche cominciando a conoscermi. A presto

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    • @Giuseppe: scusa, mi era sfuggito il secondo commento, la domanda sul nome Ifigenia.

      Questo nome, che mi scelsi da adolescente, si riferisce proprio all’Ifigenia che tu citi, quella immolata su un’ara dal proprio padre (anche se mio padre era un po’ meglio di Agamennone 😉 ), in fondo per una funzione pubblica, come lo sono staa io (il famoso “occhio sociale”).

      Io sentivo di essere stata sacrificata sull’altare della “mentalità”,i quei pregiudizi e quegli “obblighi sociali” per cui i genitori di un tempo tante lacrime facevano versare ai propri figli.

      Risorgo come l’araba fenice? Forse. Mi comporto come un fantasma che vorrebbe vivere? Hai centrato il cuore del problema.

      No, non chiedermi chi sono… cerca tra le tue carte, magari troverai pure una fotocopia della mia carta d’identità 😉

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  32. cavaliereerrante

    “Non mi dire chi sei …. il nome che hai, a me non importa …. vieni e dimentica con me il passato e ritorna a vivere …..”, era una vecchia canzone, @Ifi, e la cantava, nella sua maniera indimenticabile, il grande @Umberto Bindi che @Giuseppe ricorderà …. Tu forse nascevi proprio allora ….
    Era questa che ti linko … e se ne sarò capace, ti posterò – come m’ hai richiesto già precedentemente – il testo : mi piacerebbe che Tu l’ ascoltassi ( è una musica bellissima, raffinata …. ), dimenticando le tue sofferenze ameno per poco, almeno finchè, accanto a te, ci sono nuovi e vecchi amici . 🙂
    @Bruno ….

    Ed ecco il testo che sono riuscito a recuperare ! 🙂

    Non mi dire chi sei
    il nome che hai
    per me non importa
    adesso che sei qui
    desidero che tu
    rimanga accanto a me
    oltre la vita
    non mi dire chi sei
    se il nome che hai
    ci può separare
    da oggi se tu vuoi
    fintanto che vorrai
    saremo solo io e te.
    Inseguo sogni fantastici
    perdendomi fra le nuvole
    perché tu amore impossibile
    ora sei vero
    sei vivo nella realtà.
    Non mi dire chi sei
    il nome che hai
    per me non importa
    vieni e dimentica per me
    il passato e torna con me
    a credere alla vita.

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    • @Bruno: bella bella bella, l’ho riascoltata un sacco di volte 🙂

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