Indenne

E’ una cosa meravigliosa scoprire di avere quello che gli amici sono disposti a fare per te.

A volte ci sorprende, come ci sorprende chi credevamo amico e da cui all’improvviso ci vediamo attaccati, o ci sentiamo abbandonati.

Oddio, magari l’abbiamo sempre saputo, e il nostro sesto senso, quello che non abbiamo mai voluto ascoltare, ce l’ha sempre detto, ma tant’è.

Ma torniamo al positivo: è bello scoprire che chi ha sempre detto di credere in te è  pronto a dimostrarlo coi fatti, è bello che anche chi non l’ha mai detto ti sia, semplicemente, accanto.

A tutti i miei amici, quelli veri… grazie  🙂

46 commenti

  1. larosaviola

    le mie amiche sono il pilastro della mia vita!

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    • Della mia amiche e amici. Certe cose, per la fiducia che ho in loro e per il rapporto che ho con loro, me le aspetto, ma in altre mi sorprendono, in positivo, con una spontaneità, una dolcezza, e a volte devo dire anche un coraggio a dir poco commoventi.

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  2. Luisa G.

    Grazie… grazie a te 🙂

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    • @Luisa: ehi ragazza, sei in buona compagnia! 😉

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  3. Melania

    bello bello bello questo post , mi piace tanto

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  4. Non sono ottimista come te e ti prego di scusarmi.
    Sto prendendo sberle in questo senso.
    Sberle che sinceramente non mi aspettavo.
    Che ti lasciano quell’amaro in bocca e che fanno perdere la voglia di continuare a lottare e andare avanti.
    Andrò da sola per la mia strada, imparando a fare a meno di tutto e d tutti.
    Anche di coloro che io pensavo e sentivo partecipi della mia vita.
    Si vive anche da soli.
    Non bene.
    Ma non si muore.
    In teoria, per lo meno.

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    • @Maria: non credere che io non abbia preso e non continui a prendere sberle. Alcune sono recentissime (e anche sotto i vostri occhi 😉 ), e succede sempre in questi frangenti che chi ti aspettavi ti stesse vicino non c’è (anzi…) e, almeno nel mio caso, chi ti aspettavi ti conoscesse dimostra di non conoscerti affatto, e di comportarsi come se avesse davanti agli occhi un perfetto estraneo.

      A questo punto, dobbiamo fare ammenda, perché evidentemente anche non non li conoscevamo abbastanza. Però, e da qui il mio post, c’è pure chi invece coglie le situazioni al volo, ne afferra tutte le sfumature, e per amici che diventano estranei ci sono estranei che diventano amici, in quel continuo divenire che è la vita e i rapporti umani.

      E così, quello che perdi, e non ti aspettavi, può essere compensato da quello che ricevi, e che pure non ti aspettavi. Certo, non è la stessa cosa, ogni persona è una persona, e quelle che ti sono vicine non potranno mai sostituirle ma, ripeto, la vita è anche continuo divenire.

      Si vive anche da soli? Credo di no, però credo che dobbiamo rassegnarci al fatto che le compagnie non saranno sempre le stesse, e che in aluni momenti bisogna anche “tenere botta” da soli.

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  5. Enrico

    E’ tutto molto relativo… dove sta il confine fra amicizia e non amicizia?

    L’amicizia va intesa come una specie di patto, con un momento iniziale, in grado di generare responsabilità, obblighi o doveri, oppure un rapporto che non ha punti fermi ma è in un continuo divenire, per cui le relazioni sono dettate dalla situazione presente, senza alcun vincolo da rispettare risalente al passato?

    Non vorrei che anche per l’amicizia si tendesse, come ad esempio per il matrimonio, a cristallizzare, a istituzionalizzare, il rapporto, imponendogli schemi comportamentali svincolati dalla spontaneità e sfocianti nell’obbligo di forma e nell’ipocrisia. 😉

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    • @Enrico: sto in ritardo feroce, ti rispondo dopo, anche perché il discorso è lungo (e interessante 😉 ).

      Ciao, a dopo!

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    • @Enrico: sono d’accordo con la tua affermazione iniziale, “L’amicizia va intesa come una specie di patto, con un momento iniziale, in grado di generare responsabilità, obblighi o doveri”, ma assolutamente discordo con “le relazioni sono dettate dalla situazione presente, senza alcun vincolo da rispettare risalente al passato”.

      La vita non è da rinegoziare ogni giorno dalla testa ai piedi, si costruisce, ci sono dei punti fermi. Se uno costruisce una casa, come una relazione, la casa deve essere solida, non può essere la casetta da ricostruire ogni giorno, eventualmente con la paglia.

      Non c’è amicizia senza memoria. Sicuramente nessun rapporto è cristallizzato, non sarebbe un rapporto vitale se lo fosse, ogni relazione è un continuo divenire, ma non certo un continuo annullare tutto il passato, sarebbe un incubo.

      Le due opzioni, secondo me, non sono o spontaneità o obbligo e ipocrisia: io ne ho piene le tasche di questo culto della “spontaneità” che, tradotto in soldoni, significa “faccio quello che mi gira per la testa senza rispetto per niente e per nessuno, senza considerazione per il passato o attenzione per il futuro”. L’altra opzione non è “sono legato a te con le catene anche se non abbiamo più niente né da dirci né da darci, ma in quanto etichettato (o autoetichettato) come amico resto stoicamente al mio posto”.

      C’è una capacità di costruire un’amicizia che passa attraverso sì la spontaneità, l’affinità, l’affetto, il dialogo, il rispetto, la responsabilità, la voglia di curarla e di mantenerlo questo rapporto, che deve sempre rimanere un’amicizia, e cioè un vincolo sincero e libero da obblighi di convenienza sociale.

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  6. Martina

    Le persone non si conoscono facilmente. Mai sicuramente a livello virtuale, perché ci si mette delle maschere. Le persone non si conoscono neanche quando te le porti a letto. A volte neanche quando te le sposi.
    Concordo con Enrico, le amicizie non sono cose cristallizzate. Le persone sono in divenire ed hanno situazioni personali complesse, che cambiano continuamente.
    Soprattutto, l’amicizia non si definisce da una discussione su Internet.
    Dietro a quelle maschere virtuali a volte si prendono delle sviste clamorose. Ma si prendono anche se incontri le persone, se le frequenti per un po’.
    Io preferisco, però, le persone dirette. Quelle che si rapportano con te per quello che sono, che in una discussione mettono in chiaro subito quello che vogliono. Quelle che non fingono per interessi subdoli.
    Siccome mi sembra che qui si stia parlando prevalentemente di rapporti virtuali, poi c’è tutta l’altra categoria, di quelli che si dipingono in un modo che conviene, che attira consensi. Queste sono dinamiche da internet, ormai ben sperimentate ed osservate. Internet è un’arma che se usata male può lasciare cicatrici.
    Lasciamo i blog alla discussione di idee e facebook per cazzeggiare.
    L’amicizia è altro.

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    • @Martina. D’accordo in liena di massima, meno d’accordo sulla differenza del virtuale.

      Riporto le parole appena risposte a Enrico, “C’è una capacità di costruire un’amicizia che passa attraverso sì la spontaneità, l’affinità, l’affetto, il dialogo, il rispetto, la responsabilità, la voglia di curarla e di mantenerlo questo rapporto, che deve sempre rimanere un’amicizia, e cioè un vincolo sincero e libero da obblighi di convenienza”, e sono tutte cose per cui il virtuale non è certo un impedimento.

      Le persone che portano maschere, se le portano anche nella vita reale, non ci credo io alla maschera virtuale, non ne ho conosciuto uno che poi fosse nella realtà diverso dall’idea che mi ero fatta via internet. Certo, io magari sono una “cerebrale”, ho una certa capacità d’astrazione, forse la deformazione professionale che mi porta a guardare oltre le parole, e farmi un quadro che va al di là del dettaglio che, preso a sé stante, magari significa pure poco.

      L’amicizia è altro? Certo, l’amicizia non è lo sconosciuto che ti chiede l’amicizia su fb, non è l’avatar che interviene ogni tanto a dire la sua sul blog, ma quando si è costruito un rapporto, anche senza incontro fisico, è difficile secondo me rimanere delusi, a meno che non si veda solo quello che si vuole vedere, o prima o dopo.

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  7. anch’io ho preso molte sberle ma da chi sapevo che, prima o poi, mi avrebbe tradito. in genere, sono quelle persone che usano l’amicizia, quelle che cercano di trarne il massimo dei benefici senza dare nulla in cambio. queste persone le perdi per strada, ma quelle che rimangono, sono la tua forza

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    • @emmecarla: le persone che rimangono sono la tua forza e quelle che vanno via… (o che mandi via…) ognuna ha la sua storia.

      Non sempre sono persone traditrici, a volte semplicemente la vita separa, ci rende diversi, e quello che univa prima non c’è più, ci si ritrova con poco da dirsi. Un paio di amiche, forse tre (quattro?) le ho perse per la loro debolezza, perché c’era qualcuno, generalmente un uomo, una volta una figlia, ma potrebbero essere anche altri amici che frequentano più fittamente, che tirava altrove.

      In effetti, certe persone, troppo deboli per i miei gusti per essere amici davvero, hanno scelto di essere coloro che riempivano un determinato spazio in un determinato tempo, anziché sostenere (o essere sostenuti da) ciò che quello spazio lo riempiva.

      Pace.

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  8. Parlando di rapporti virtuali io non parlerei tanto di amicizia (ma poi quali sono le condizioni in presenza delle quali può parlarsi di amicizia?), ma di un rapporto di sintonia, che può nascere e vive grazie a continui riscontri… e questo “speciale”, raro, rapporto di sintonia, se è veramente spontaneo e nasce da affinità caratteriali, di espressione e di pensiero, queste conferme le avrà e dureranno nel tempo.

    Ha importanza stabilire se tutto questo è amicizia o no?

    Non credo… e a me non mi interessa neppure dare un nome a qualcosa che comunque è il frutto migliore che possa offrire l’uso dei moderni sistemi di comunicazione.

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    • @Enrico: beh, un rapporto di sintonia, che nasce e vive, non è pure amicizia? Tante sono le forme d’amore, e tante d’amicizia. Ogni sentimento umano si può manifestare in tante forme.

      Io ho tanti amici, anche da oltre quarant’anni, e molte amicizie sono nate in modi assai bizzarri, ma non per questo sono di serie B.

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  9. Luisa G.

    Oh mamma, questa storia delle maschere non mi piace. Non credo che le amicizie nate nel mondo virtuale siano viziate necessariamente dal peccato della maschera. Proprio perchè ci si presenta con un avatar e un nome che può essere vero oppure no, si è più liberi di essere se stessi. A che pro fingersi diversi? cosa si instaura? niente. finte le chiacchiere sul blog, su facebook o quale sia il mezzo. A questo livello si potrebbe ancora bluffare, ma se si stringono rapporti personali sempre più frequenti non ha proprio senso. E’ vero che non si può mai affermare di conoscere totalmente le persone( e nemmeno noi stessi), anche perchè si cambia, si scoprono interessi che prima non si aveva, si riflette meglio su certe altre questioni, ma si può ancora farlo insieme rendendo partecipe chi ci è stato vicino fino a quel momento. Alle amicizie come case solide costruite con pazienza ci credo profondamente. Ho la prova che la cosa funziona, e se Dio vorrà e pure noi, anche i nuovi affetti dureranno a lungo. Niente maschere, solo persone che si sono scelte per affinità e che non necessariamente la pensano sempre allo stesso modo perche sono e rimangono due individui distinti…che si vogliono bene e che si rispettano.

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    • @Luisa: la penso esattamente come te. Io tutte ‘ste maschere in giro per il web non le ho viste, non più che nel mondo reale perlomeno.

      Aggiungo poco con questa mia risposta, ma quello che hai detto l’hai detto così perfettamente bene, esattamente rispondendo a quello che anch’io penso, che posso solo aggiungere “grazie” 🙂

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  10. “A me non mi…” che italiano perfetto!

    Eppure non avevo bevuto tanto a tavola…. 😆

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    • @Enrico: ai miei tempi, a scuola, insegnavano che “a me mi” non si può dire assolutamente, doppio dativo, due complementi di termine, no no no, proprio non si può. Oggi ci sono altre correnti di pensiero, che ritengono l’uno rafforzativo dell’altro, e quindi consentito.

      Che dire, non hai sbagliato, ti sei solo adeguato ai tempi! 😉

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  11. Luisa G.

    Smack 🙂
    E meno male che ho sempre detto che mi lascio poco andare a tenerezze 🙄 . ok, eccezione per questa volta 😀

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    • @Luisa: tieniti pronta che sto per portarti al parco 😉

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  12. SyS

    BRAVA LUISAAAAA!!!! 🙂
    t appoggio.

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  13. Martina

    “non ne ho conosciuto uno che poi fosse nella realtà diverso dall’idea che mi ero fatta via internet”
    con grande cinismo (e amarezza) dico: sei stata fortunata.
    Io non lo sono stata. Ed ho imparato le mie lezioni di prudenza.

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    • @Martina: mi spiace tu sia stata delusa, anche se mi hai raccontato che a volte è successo anche il contrario, persone che sembravano terribili sul blog (ricordi quando parlavamo dei flame?), una volta conosciuti sono diventati cari amici.

      No, non credo sia stata solo questione di fortuna, forse ho anche la capacità di vedere nelle persone quello che c’è, e non quello che ritengo, induco e deduco che ci sia. Per fare questo, bisogna avere la mente libera da pregiudizi. E forse bisogna pure amarla la gente, al di là e al di sopra delle quisquilie.

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  14. Luisa G.

    E finalmente! metto le scarpe adatte…

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    • Dammi cinque minuti, così almeno oggi ci andiamo con un po’ di sole, anche se mi ha riferito Sissi che la temperatura è un po’ rigida.

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  15. Luisa G.

    Tranquilla, tanto sono lenta nei preparativi 😀

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    • @Luisa: piaciuta la passeggiata? Ti ci ho fatto passare due volte per il parco, e il clima era anche mite 😀

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  16. hai proprio ragione, alcune le ho perse per la loro debolezza. trovato un uomo, flop, sparite…e per me è stato difficile digerire ‘sta cosa. stavo con un tizio che era geloso delle mie amiche. nessuna discussione in merito, gli dissi, gli spazi con le mie amiche sono intoccabili…e la storia finì, ma non solo per questo…

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    • @emmecarla: il marito di una mia amica prima ci provò con me, e poi proibì alla moglie di frequentarmi. Lei mi propose di vederci di nascosto, le risposi se per caso non fosse impazzita.

      Purtroppo mi devo rendere conto però che se una non ce la fa non ce la fa, e a volte non capiscono neanche il meccanismo: non si tratta di scegliere tra il marito e le amiche, anche perché non capisco che necessità ci sia di essere posti di fronte a questa scelta. La scelta è tra il farsi rispettare e il farsi schiacciare, prevaricare, annichilire; se vogliamo essere trattate come compagne di vita oppure oggetti di proprietà, se abbiamo la gestione della nostra vita, sia pure con la piena responsabilità di un compagno e di una famiglia, o siamo schiave senza diritto alla parola, una mix tra elettrodomestici e bambola gonfiabile.

      Ma perché gli uomini hanno queste paure? Uno disse chiaro e tondo alla moglie che aveva paura che le mettessi troppi grilli per la testa….

      No comment.

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  17. In Yahoo! answers questa sarebbe sicuramente stata la risposta col maggior punteggio..

    😆

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    • Beh, se le metto grilli in testa io, che sono per la famiglia, la fedeltà totale, tratto il mio uomo (insomma, trattavo 😛 ), come una geisha viziandolo e coccolandolo, mi è difficile capire cosa intenda per non averli i grilli per la testa.

      Veramente lo so cosa intendeva: per i suoi complessi, temeva che venissero messi in discussione i ruoli tipo che lui comandava e lei ciecamente obbediva, che lei faceva tutto in casa e con i figli mentre lui giocava alla playstation, che non si mettesse in testa neanche di andare in palestra o frequentare un corso d’inglese… e infatti, l’ho ritrovata anni dopo completamente a pezzi, che non guidava più perché aveva paura, che non frequentava più nessuno perché non voleva scatenare la sua reazione, piangeva e tremava come una foglia: quando si dice un brutto esaurimento! 😯

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  18. Visto che hai un po’ titubato ma poi la risposta la sapevi… 😀

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    • @Enrico: come sono solita dire, conosco i miei polli 😛

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  19. Luisa G.

    Certo che m’è piaciuta! temevo non mi ci portassi più 😦 , invece… 😀

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    • @Luisa: col bel tempo poi ti ci porterò più spesso, e vedrai che belli quegli alberi fioriti!

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  20. EHI VOI!
    La prossima volta al parco vengo anch’io!
    Metto le scarpe con la suola antistatica? 😯
    (Non sia mai che tutte ‘ste signore siano un po’ elettriche…)

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    • @Aquila: ma no, noi andremo a piedi nudi nel parco… 😉

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  21. Luisa G.

    Va bene 🙂 a piedi nudi nel parco col bel tempo si può fare…

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    • @Luisa: ehm ehm… la passeggiata a piedi nudi nel parco è romantica, ci vogliono una lei e un lui… almeno nel nostro caso 😉

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  22. Luisa G.

    Ok, allora indosso le ciabattine e vado un po a zonzo…mi dicono che da quelle parti c’è molto da vedere e avrei da passare il tempo…però a una certa ora tornate a prendermi che a casa da sola non ci so tornare…zero senso dell’orientamento, purtroppo 😥

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    • Su quello non ti posso aiutare… se mi rapissero non avrebbero neanche bisogno di bendarmi! Due giri di palazzo, fosse pure nel mio quartiere, e non so più dove sono 🙄

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  23. Luisa G.

    Come ti capisco 😦

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