E un’altra mamma è andata via…

Per qualche strana coincidenza in questi giorni su questo blog si è tornato a parlare di mamme, e di riavvicinamento alle stesse.

E proprio ieri sera mi ha chiamato una mia amica disperata, ché la mamma era stata colpita da ictus.

Sapevo tutta la storia con sua madre, sofferta come poche. Mi ricordo una volta, mi raggiunse in piscina con lei e si misero a sedere insieme un po’ discoste, per poter parlare con più riservatezza.

Dopo un po’ fece un salto da me e mi disse tutta contenta che la madre si era aperta con lei, le aveva confidato col cuore in mano tutte le sue paure, le sue fragilità, il perché dei suoi comportamenti, che cosa l’aveva portata a sbagliare, e lei finalmente l’aveva potuta capire e perdonare.

L’aveva ritrovata, ma poi l’aveva ripersa, perché capire forse è più facile che cambiare: capire è il primo passo, a cui non necessariamente seguirà il secondo.

L’aveva persa e ripersa ma poi, qualche mese fa, in seguito a un male che l’aveva colpita e che sembrava avere brillantemente superato, si erano ritrovate per non perdersi più.

Su questa terra, oggi, si sono perse di nuovo. Un nuovo ictus ha portato un’altra mamma in cielo.

Si ritroveranno, sapete che la penso così. Tra tanti anni.

Alla mia Lucy dedico questa:

La Madre (G. Ungaretti)

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra,
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
sarai una statua di fronte all’Eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

29 commenti

  1. kalojannis

    Beh, dispiace… ovvio che incomprensioni, diffidenze e a volte anche astio rientrano nel normale gap generazionale… e non sempre è facile accorgersi che i nostri genitori sono persone da comprendere e capire… riuscire ad accorgersene in tempo è una conquista a cui non tutti arrivano… che dire, siamo tutti vicini alla tua amica Lucy…

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    • Sai una volta che ho detto a mia figlia’?

      Le ho detto “In qualunque momento io dovessi venire a mancare, sappi che lo so che mi vuoi bene. Anche se dovessimo aver litigato un attimo prima, anche se mi dovessi aver detto qualche cattiveria, non passare la vita a crucciartene, perché lo so che mi vuoi bene, e l’attimo di rabbia, la frase di stizza, nulla tolgono al rapporto d’amore totale che abbiamo sempre avuto”.

      Così, ero particolarmente ispirata…

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  2. Cra Ify… oggi è una giornata di tristi notizie per tutti.
    Mi identifico molto, come ben sai perché ne abbiamo parlato a lungo, con questa situazione. Dopo decenni di incomprensione con entrambi i iei genitori adesso c’è stato un riavvicinamento. Ci sono voluti anni di crisi, malattie di tutti i generi, difficoltà e alla fine un divorzio orribile per mettere in risalto l’essenzialità della situazione. Ovvero che si può perdonare e ci si può riavvicinare, si può e si deve “essere famiglia” se è possibile salvare qualcosa. E il mio pensiero va immediatamente a te e alla vita difficile che pure tu hai avuto con i tuoi.
    Un saluto particolare dunque alla tua amica Lucy che, nel suo dolore avrà sicuramente il conforto di averla ritrovata alla fine.
    Il conforto che avrò anch’io, perché nonostante auguri ai miei una lunghissima vita so che non sarà ancora per molti anni, e voglio che quando se ne andranno ciò accada in serenità e soprattutto non in solitudine.
    Un forte abbraccio, a tutte e due.
    Scusa ma oggi sono particolarmente emotiva… 😦

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  3. cavaliereerrante

    Qualunque sia l’ età in cui si perda la Mamma, per un Figlio/una Figlia cambia radicalmente la vita … anche se quel Figlio/quella Figlia non se ne accorgano subito .
    Ma quella uscita dal mondo della nostra stessa carne, porta indubitabilmente via con se, e per sempre, un pezzo straziante di noi, comunque lo si inquadri …
    Noi, ovviamente, continueremo a vivere, a fare le stesse cose di prima, ad inseguire gli stessi sogni o a curvarci sugli stessi rimpianti, ma “senza lei”, sia stata essa alata o dura con noi, tenera come un angelo o chiusa ed incombente come un muro invalicabile, non sarà mai più la stessa nostra esistenza !
    Spero che @Lucy, ora, l’ abbia sempre vicina, qui e in questo momento, qui nel suo cuore e nei suoi pensieri amari che condivido con tutto me stesso !

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    • @Ser Bruno: grazie, sei sempre tanto caro. Lucy ci ha letto e ringrazia noi tutti.

      Anche quelli “invisibili agli occhi”.

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  4. daniela

    😦
    non riesco ad esprimere a parole quello che vorrei.. spero tanto che il dolore della tua amica sia più lieve al pensiero di averla avuta vicino in questi ultimi tempi…
    e tu Ify.. che bella ispirazione hai avuto con la tua bambina… credo che quando ti allontanerai lei ricorderà le tue frasi e saprà di averti con lei! sempre.. qualsiasi cosa accada!

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    • @Daniela: ne ho viste morire tante di persone, e spesso mi sono trovata a raccogliere le lacrime dei loro cari, e in tutti lo stesso rimpianto, quella cosa non detta, quella parola soverchia…

      Io ho imparato, il mio affetto, ad esternarlo, e a prendere le parole soverchie contestualizzandole e spogliandole degli abiti non loro.

      Mia figlia dovrà ricordare di me solo che m’ha reso tanto felice e che la mia vita sarebbe stata nulla se non ci fosse stata lei.

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  5. Deve essere terribile per Lucy, mi dispiace tantissimo…
    La poesia di Ungaretti è invece superba.

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  6. cavaliereerrante

    Sì, sono d’ accordo con l’ eterea Lady @Scrutatriceduniversi ( che meraviglioso nick hai, @Veronica ! ), i versi di Ungaretti sono straordinari ( forse, i più belli mai dedicati “senza retorica” ad una Mamma ! ), nè sembri irrispettoso parlare di Poesia in questo momento …
    Come ci insegnò l’ indimenticabile @Alda Merini che del dolore più infame ricamò la sua umile veste, il pianto dei Poeti “è canto”, canto sublime che innalza la nostra sofferenza sopra lo stesso pianto, dandoci una ragione per vivere “con dignità, rispetto per tutti e non chiusi a riccio in noi stessi”, anche dopo la peggiore delle perdite che amaramente dobbiamo ascrivere alla nostra tribolata precarietà umana, la perdita di nostra Madre !

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  7. Daniela

    Ify 7: meraviglioso il tuo dirle che senza di lei sei niente..
    è bellissimo!
    Ad un compleanno la mia mamma mi ha scritto un bigliettino che ancora oggi a ricordarlo mi commuovo: la frase che ricordo con più emozione è “sei la mia anima..” ed è proprio così che voglio essere…
    buona notte!

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    • @Daniela: senza di lei sarei niente, ma un po’ più riposata. Stamattina l’avrei strozzata, ma capisco anche che questo “confronto” sia la normalità, e certo nulla toglie all’amore 😉

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  8. Luisa

    Mi dispiace veramente tanto per la tua amica. Si sono amate, alla fine è l’unica consolazione. Perse e riperse, ma ritrovate nel momento giusto. Si saranno capite con le parole, con lo sguardo, con le carezze, con il cuore. L’avrà vista andar via piangendo,le sue lacrime avranno accompagnato la madre fino al cielo. Non soffre più.

    Ify, hai detto a tua figlia qualcosa che ricorderà sempre. L’unica cosa da dire a chi sappiamo soffrirà terribilmente quando non ci saremo più. Che tu ami tua figlia, e che tu ne sia riamata è sotto gli occhi di tutti, ed è bellissimo.

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    • @Luisa: la Lobot (la mamma di Attila) voleva che abortissi… quando ci penso mi sento male, impazzisco alla sola idea.

      Credo che sia anche per quello che l’ho sempre tenuta lontana dalla mia vita (la Lobot, intendo :shock:) .

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  9. @ Ify

    Mi dispiace molto per la tua amica Lucy e penso che, in questa situazione, non possa astenersi dal pensare, con rimpianto, al tempo perduto, quello delle incomprensioni, intendo.

    Nel rapporto madre-figlia le incomprensioni sono all’ordine del giorno ma credo non ci possa essere al mondo una ragione, benché la si consideri grave o gravissima, per prendere le distanze dalla propria madre. Non conosco nei particolari la tua storia, Ify, ma vorrei aprire per te uno spiraglio alla speranza di poter superare le incomprensioni e vivere il tuo rapporto con la mamma in modo meno formale e più sentito. Non si può non voler bene ai genitori così come non si può non voler bene ai propri figli, qualunque cosa facciano. L’hai detto anche tu a Sissi, no?

    Forse un giorno ti racconterò quanto male mia mamma abbia fatto a me. Eppure le ho perdonato tutto, così come lei ha perdonato a me il fatto di non essere sempre stata una buona figlia, cosa difficile quanto essere una buona madre. Ti dico solo questo: tu hai sempre tenuto lontana la Lobot; a me la stessa cosa è stata detta da MIA MADRE, quando ho avuto la minaccia d’aborto alla seconda gravidanza. Non solo, visto che il mio “piccolino” mi ha sempre dato dei pensieri, in ordine crescente man mano che l’età avanzava, mia mamma me l’ha ripetuto spesso. Sarebbe stato un motivo sufficiente per non rivolgerle mai più la parola e invece ho ingoiato il rospo e sono andata avanti. La scorsa estate è successo una sorta di miracolo, ma se mi fossi guardata indietro, non sarebbe accaduto proprio nulla. Ho preferito, tuttavia, guardare avanti ed ora non sono per nulla pentita della mia scelta.

    E così ho risposto anche al tuo commento sulll’altro post. 🙂

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    • @Marisa, mia madre non mi ha “fatto del male”, mia madre mi ha ucciso.

      Pentita? Credo mai. Capito quello che ha fatto? Non mi illudo.

      Comunque, tanto per essere sicura, dieci anni più tardi mi uccideva di nuovo.

      Tutto il resto della vita è cosparso di colpi innumerevoli, non ferali ma continui.

      Da qualche tempo è cambiata (non che non sia sempre l’avvocato d’ufficio della controparte). Diciamo che dopo avermi gambizzato spinge la sedia a rotelle, e dopo avermi ridotto in coma tiene pulito il comodino dell’ospedale e chiama l’infermiera quando è finita la flebo: non so, non riesce a commuovermi.

      Comunque, mi bacchetto da sola, forse non era questo il post più adatto per parlarne.

      Per tornare on topic, sono felice che almeno Lucy ce l’abbia fatta a recuperarla prima di perderla: io non so se avrò la stessa sorte.

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  10. @ Ify

    Scusa, ma non vorrei essere stata fraintesa. Io facevo riferimento alla mia esperienza, senza mettere in dubbio le tue validissime ragioni per non voler ricucire il legame con tua mamma. Quello che volevo dire è semplicemente che può accadere ciò che sembra impossibile si realizzi, anche in modo del tutto involontario. Io te lo auguro anche se, a questo punto, mi viene il sospetto che il mio più che un augurio venga interpretato per uno sventurato presagio.
    😦

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    • Assolutamente no, io vorrei ritrovare mia madre, e sono la prima ad augurarmelo: anzi, ti dirò, forse in questo momento è il mio desiderio più grande.

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  11. Concordo con te @Ser Bruno. Questi versi così leggiadri, ci rendono esseri non più così imperfetti, anche se non ancora in grado di comprendere un mistero così imperscrutabile, quale la Morte.

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    • @Veronica: grazie del tuo passaggio, buon fine settimana!

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  12. cavaliereerrante

    @Ifi, scusami, ma dò ragione a 360° alla nostra Amica ( carissima, ora, che sto imparando a conoscerla meglio ! ) @Marisa : ho sentito con le mie orecchie “da Figli e Figlie” la frase “mia Madre mi ha ucciso”, ma proprio da tanti,e se il blog non tutelasse la privacy, potrei farne nomi e cognomi ( e di alcuni/alcune anche l’ indirizzo, poichè li frequento ancora ) !
    Ebbene, di alcuni che non fecero “quel gesto, se non d’ affetto straziante, almeno di humana pietas”, ho visto il dolore lancinante “dopo”, quando non era più possibile comporre “quelle uccisioni”, e soprattutto quando, scomparsa la loro Mamma, si resero conto che “quegli omicidi” non erano che “comuni incomprensioni” che loro stessi, arroccandosi nell’ egoistica ( e naturale ) difesa della propria vita e della propria libertà, avevano ampliato col rancore cieco, acerbo e inconcludente !
    Quelli/quelle che invece, pur violentandosi, sciolsero “prima” i nodi dell’ incomprensione e dell’ amarezza, vivono oggi ancor più felici grazie al recupero meraviglioso di chi li mise al mondo, ad essi/esse sorridendo come solo una Mamma sa fare a chi ha appena generato !

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  13. @Ify
    E’ sempre un piacere passare di qui. Buon weekend anche te!

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  14. Luisa

    Ricordo ancora il pianto disperato di mia madre quando aveva visto uscire la sua dentro una bara. Nonostante le forti incomprensioni, il fatto che certe cose “non si perdonano ne si dimenticano”, aveva avuto la gioia di essersi riappacificata con lei quando era ancora in tempo.

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  15. Ify, so la tua storia, non commento perché ti ho detto ciò che penso.
    Però mia madre è stata una delle ragioni principali per cui sono finita in Irlanda e consequentemente in un matrimonio disastroso. Non l’unica ragione, ma una delle principali, era diventato praticamente impossibile viverci nelle vicinanze per via dei suoi problemi mentali. come mio padre abbia resistito, è tutt’ora un mistero. Avessi avuto una casa accogliente, mi sarei risparmiata moltissimo dolore.
    Dovrei portarle rancore? No. Ho deciso che non ne vale la pena. comunque lei adesso sta molto meglio, ha deciso di curarsi e di cominciare a capire anche gli altri, questa è stata la chiave del riavvicinamento.
    Non posso e non voglio vivere circondata dal rancore. Anzi, nel momento in cui lascerò questo infame paese, la parola rancore scomparirà dal mio vocabolario.
    Che il mio Samsara sia giunto alla fine?
    😀
    Abbracci

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    • @Martina: non so se sai la mia storia, quella a cui mi riferisco, perché non l’ho detta a nessuno. Bali mi ha sgamato, ma tutto sommato sa solo il titolo, non tutti i passaggi di quello stillicidio.

      Parlavo or ora proprio con lui della tendenza umana a trovare la ragione dei nostri problemi fuori di noi (ho esordito scherzando con un “A me m’ha rovinato ‘a guera!”), e io sostenevo che non possiamo neanche dare l’intera colpa a noi. Se uno lasciato nella bufera muore di polmonite, non mi sta bene che si dica “Si vede che era cagionevole, altri sono sopravvissuti”: il fatto che abbiamo le nostre fragilità non significa che ci possano menare impunemente, perché la colpa sarà sempre nostra che siamo fragili, non ci sto.

      E’ chiaro che se fossimo forti, appagati, pieni di autostima, etc., etc. etc. certi individui ci scucirebbero un baffo, ciò non toglie che certi individui ci attaccano e tentano di danneggiarci: un figlio poi è più indifeso, perché è piccolo, inerme, dapprima anche fisicamente ma poi quasi per sempre emotivamente dipendente dai genitori. Io voglio trovare delle giustificazioni a mia madre, che è una brava persona e che ha fatto sacrifici enormi per noi, ma non ci riesco. Non dimentichiamo che quando mi sono rialzata dalla -metaforica- sedia a rotelle, dieci anni dopo, non ha fatto altro che ripicchiare duro e ricostringermici.

      Forse un giorno potrò nuovamente correre ma per ora, non dico mica che provo rancore, ma certamente neanche trasporto.

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  16. cavaliereerrante

    Ahi, carissima @Martina … samsara ?!?!?
    SAMSARA ?!?
    Ecchedè ?!?
    La cugina del tantra e la cognata del kamasutra ( …. cci loro, a questi indonipponici o cinindiani che siano ) ?!?
    Ahò, ogni volta mi tiri con l’ arco di diana questi dardi che mi lasciano stecchito …
    MA CHE VOR DI, eh ?!?
    CH’ EDE’ ‘STO “SAMSARA” ?!?
    Un Samurai Saraceno ???
    ‘Na specje de ‘salamandra’ aramaica ???
    Ch’ edè, che ve possino ….vve a voi e lo zenne …. !
    Ve rennete conto che un povero crociato, appena smontato da li bbastjoni in fjamme de Jerushalajm, de ‘sti termini ‘n lingua ‘strogota nun ne capisce ‘n ca@@@ ?!?

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  17. chiedi a Bali e lui ti spiegherà tutto 😉

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  18. cavaliereerrante

    Seseeee a @Bali 😦
    Quello, ha fatto “Il giuramento dei Samurai” …. peggio che andar di notte …. più muto di un pesce che abbia perso la parola !
    Rimarranno a lancinarmi nelle notti di luna, quelle tre frecce nel mio cervello ( ahò, eppure m’ ero messo l’ elmo col cimiero 😀 ), e continuerò a guardare le stelle mute ( …tacci loro, pure quelle ! Ti spiegassero qualche volta lo straccio “di un perchè” !!! ) a quel mio vano domandar “tantra, kamasutra, samsara” : quae sunt ??? In nomine ostrogotorum nominum dei, quae illa verba sunt ???
    Mistero … e mistero sia !

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  19. Si sono già ritrovate … sono l’una nel cuore/anima dell’altra …

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