Sugli scioperi (via Quarchedundepegi’s Blog)

Beh, qualcuno dirà che ci ho preso gusto a rebloggare i post altrui: spero che questo sia per i legittimi autori motivo di orgoglio e non, come ho letto da qualche parte, un sentirsi derubati.

Il reblog è ufficiale, nessuna attribuzione truffaldina di paternità, l’autore è chiaro e dichiarato, e la ripubblicazione è una manifestazione di apprezzamento e un mezzo di diffusione.

Ciò premesso, sono sostanzialmente d’accordo con quanto scritto da quarchedundepegi, e molto perplessa sulle nostre modalità di sciopero.

A voi la tastiera!

Proprio ieri su questo sito:  http://www.italia-news.it/italia-c3/sciopero-treni-24-ore–sabato-29-e-domenica-30-gennaio-56665.html ho letto: (IAMM) Domani, sabato 29 e domenica 30 gennaio 2011, potrebbero verificarsi dei disagi nel trasporto ferroviario a causa di uno sciopero di 24 ore indetto dal sindacato autonomo ORSA. Le Ferrovie dello Stato, con comunicato ufficiale, fanno sapere che “circoleranno in modo regolare oltre il 90% dei treni a lunga percorrenza in occasione dello sciopero nazionale del personale ferroviario proclamato dal sindacato autonomo ORSA, dalle ore 21 di sabato 29 alle 21 di domenica 30 gennaio.
Per quanto riguarda infine i convogli regionali, si ricorda che la domenica non sono garantiti i servizi essenziali della fasce orarie a maggiore mobilità pendolare, dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.
Per le informazioni, Trenitalia attiverà da venerdì 28 gennaio alle 21 il numero verde gratuito 800.89.20.21.
Sul sito ufficiale FS è possibile visionare Il Programma sciopero sabato 29 gennaio ed Il Programma sciopero domenica 30 gennaioMa gli italiani o si sono abituati agli scioperi che fanno ormai parte integrante del folklore locale, o sono diventati delle pecore e non reagiscono più a nulla.

Se infatti lo sciopero desse veramente fastidio e non fosse solo folkloristico, l’annuncio ci comunicherebbe anche la ragione dell’astensione. Siamo degli utenti e abbiamo diritto di sapere… o no?

Il “mugugno” sembra diventato, dopo il calcio, lo sport nazionale… seguito a ruota dai “furbetti”.

Intanto chi non può reagire in nessun modo continua a soffrire.

via Quarchedundepegi’s Blog

55 commenti

  1. Grazie. Grazie per questa tua divulgazione. Se si continuerà a divulgare “pacificamente” questi disagi frutti di sofferenze “gratuite”, gli italiani impareranno che si potrebbe farne a meno di certi “folklori”.
    Grazie di cuore.

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    • @quarchedundepegi: a me dispiace che lo sciopero non sia più un’arma, almeno non in queste condizioni, ma tant’è…

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  2. cavaliereerrante

    Concordo, Ser @Quarch !
    Ho viaggiato giornalmente per lavoro sui treni pendolari per 31 anni, ho effettuato insieme ai miei compagni ‘pendolari’ di sventura ogni azione di protesta costruttiva, e sò bene cosa sono “quei disagi”, e quanta parte della mia vita si siano portati via con sè !
    Ma i peggiori disagi, i più gratuiti francamente, li ho dovuti subire ogni qualvolta si muovessero i cosiddetti “sindacati autonomi” !

    Ps. Ehm … Queen @Ifigenia … era questo il Post che ci doveva far sorridere dopo le increspature di vento nel vasto nostro mare di amicizia che ci caratterizza, che caratterizza questo tuo bel Blog ???
    Evvabbè, se Ser @Aquila ci vorrà dare una mano, gli amici Ser @Balibar e Ser @Kalo l’ avranno fatta finita coi loro salamelecchi e la nostra Lady @Marty d’ Irlanda avrà ripreso gusto “ai merluzzi”, ci proveremo, e chissà che, anche sulle entrate e sulle uscite dei treni, non si riesca a tornare a ridere ‘sine finibus’, tranne quelli imposti dal famigerato ‘bollino rosso’ !

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    • @Ser Bruno: no, non è questo il post per farvi sorridere, per quello devo aspettare l’ispirazione (che al momento, lo ammetto, non c’è 😦 ).

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  3. Io sono sempre stata pendolare in Italia e ogni volta che c’era uno sciopero dei trasporti la punizione veniva data a me e a tutti quelli come me che dovevano andare al lavoro in macchina. Chi non ha mai avuto l’esperienza di guidare a Milano all’ora di punta, soprattutto in una situazione in cui ci sono circa mezzo milione di persone in più per le strade, quelle che normalmente avrebbero preso i mezzi pubblici, non può capire l’entità dell’orrore dell’esperienza 😀 Per fortuna è capitato molto raramente, è davvero insolito che lo sciopero sia generale, nel senso che non ci sia neanche un servizio ridotto.
    Ciononostante io credo fermamente nell’arma dello sciopero come forma di protesta, soprattutto quando quando chi decide di prendervi parte è letteralmente arrivato alla frutta, ovvero non arriva a fine mese. Un mio zio (purtroppo ora morto) ha lavorato per anni all’ATM e vi assicuro che, con 5 figli, non era davvero un bel vivere. Il problema non è lo sciopero, ma quelli che mettono i lavoratori nelle condizioni di usarlo come mezzo per ottenere ciò che è loro di diritto.

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    • @Martina: io credo solo nello sciopero a oltranza, che davvero mette in difficoltà il datore di lavoro: scioperelli così, il prezzo lo fanno pagare solo ai poveri disgraziati che ne subiscono, loro e solo loro, i disagi.

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  4. cavaliereerrante

    E’ verissimo, Lady @Martina, e sacrosanto quanto affermi, e posso confermare anch’ io, che sono stato Figlio “orgoglioso” di un Tramviere dell’ ATAC ( così si chiamava l’ Azienda Comunale di Tram ed Autobus di Roma ) con tessera PCI e tessera CGIL !
    Ma attenzione, io da “studente” ricordo benissimo quegli scioperi generali, umanissimi e sempre protesi a salvaguardare “studenti e lavoratori”, dovuti a migliorare onestamente le proprie condizioni !
    Cosa assai diversa, dagli scioperi selvaggi indetti da “sindacati autonomi” senza considerazione per alcuno !
    Anche io credo e sostengo il “sacrosanto diritto a scioperare”, diritto inalienabile in uno Stato democratico, ma ritengo, e non con parere “errante”, ma in forza dei miei ideali politici, che “ogni sigla sindacale” seria e responsabile, senza nessuna imposizione dall’ alto ( o bisogno di restrizioni penali “sempre nefaste” ), debba sempre soppesare il limite tra l’ arrecare un danno all’ Azienda ( talvolta, necessario, specie quando l’ Azienda opprima o licenzi ingiustamente i suoi lavoratori ) ed il danno alle categorie più indifese della società, quali gli studenti che vadano a scuola o i lavoratori che si rechino con sacrificio sui posti di lavoro, come seppero fare “quei sindacati” che tutelavano gli interessi di lavoratori come tuo Zio e mio Padre !

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  5. Luisa

    Fortunatamente non sono mai incappata in uno sciopero generale. Da ragazza accoglievo con gioia la notizia degli scioperi degli autobus così non andavo a scuola. Quando ho viaggiato da adulta, ho sempre temuto di trovarmi in una situazione tale, lontana da casa e con la necessità di non perdere le coincidenze perchè non avrei saputo dove sbattere la testa. Comprendo il diritto di sciopero, a volte unico modo di farsi ascoltare, ma quando durano giorni e giorni e gli unici danneggiati sembrano essere altri poveri lavoratori come loro, un po di fastidio viene. Ricordo che qualche anno fa sciperarono gli autotrasportatori francesi. Bloccarono il paese per più di 15gg, la gente comune che veniva intervistata continuava a manifestare il loro sostegno agli scioperanti…saranno più tolleranti, penso…o hanno avuto fortuna nello scegliere le persone da intervistare…chi lo sa?

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    • @Luisa: è proprio vero, cento teste, cento tribunali! Ho appena scritto che credo solo nello sciopero a oltranza… quello di un giorno o di qualche ora, serve solo a far risparmiare soldi alle aziende, con qualche disagio per i cittadini.

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  6. In che senso “si chiamava”? vuoi dire che la mitica ATAC non è più ATAC? Mi ricordo le mie corse adolescenziali sugli spericolati autobus romani, da La Storta, dove stavano in miei cugini, al centro, per le mie spensierate vacanze romane 🙂 A ogni turista che va a Roma per la prima volta e mi chiede informazioni, dico sempre che è assolutamente essenziale che prenda almeno una volta un autobus romano per un’avventura alla Indiana Jones (ammettete che i conducenti guidano come pazzi 😀 ).
    Scusate per l’OT, ma questa è stata come una madeleine proustiana… 🙂

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  7. cavaliereerrante

    Nò, Lady @Martina, ho detto “si chiamava” perchè come te, ‘proustianamente’, andavo col ricordo agli anni ruggenti, e l’ ATAC era l’ Azienda Municipalizzata di Roma, oggi credo si chiami ancora ATAC, ma è una Società Per Azioni, con partecipazione Comunale .
    Sicuro che la nostra Amica Queen @Ifigenia non ce ne vorrà, se questi due ‘nottambuli’ dei suoi Amici sfiorano l’ off topic, ti racconto un piccolo aneddoto, che chiarisce meglio il diritto inalienabile allo sciopero ed il senso di responsabilità che dovrebbe distinguere chi guidi i sindacati . Dunque devi sapere, che a Roma, dopo anni ed anni di corruzione, si cercò, a partire dal 1976, di dare un indirizzo diverso . Il PCI vinse le elezioni Comunali a Roma e la Direzione del Partito stesso ( guidato da Enrico Berlinguer ) che aveva indicato come Sindaco l’ Indipendente di Sinistra Prof. Argan, il notissimo Critico d’ Arte, volle dare a costui la più ampia collaborazione !
    Iniziò così una Politica di ampio respiro, che tuttavia non ebbe grande durata, finchè lo stesso Prof. Argan non fu costretto a dare le dimissioni . Nel ’79 quindi, fu eletto Sindaco di Roma, Luigi Petroselli, un viterbese classe 1932, iscritto nel PCI a 18 anni, uno dei collaboratori più stimati da Berlinguer . Petroselli, da Sindaco di Roma, continuò ad abitare dove era sempre stato, e cioè in un appartamento del quartiere Tuscolano di di 4 stanze più servizi, insieme alla Moglie, una insegnante di Matematica, una coppia felice, legata da ideali condivisi e realizzata, pur non avendo avuto la gioia di essere Genitori .
    Non ville, nè parchi, nè ricche feste e festini, caratterizzarono Luigi Petroselli : lui era il primo ad arrivare negli Uffici Comunali, e l’ ultimo ad andarsene, per ritornare nella sua “vera casa”, accanto alla Moglie adorata, ai suoi Libri, alla sua passione politica, ai suoi Amici di sempre .
    Il 17.9.81, Petroselli è rieletto Sindaco di Roma con ben 130.000 voti di preferenza ! Era infatti divenuto, grazie alla sua azione onesta e sempre gestita in prima fila, il più amato dei Sindaci, l’ Uomo alla portata di tutti, la persona “vera” che viveva ‘con e fra’ i suoi Concittadini, senza alcuna prevenzione politica nei confronti di tutti : lui si sentiva il Sindaco dei Romani, e non il Sindaco di chi la pensasse come lui !
    La sua fragilità, la sua inarrendevolezza a risparmiarsi, a riposarsi, il suo correre sempre ovunque ci fosse bisogno della sua Persona, lo stroncarono il 7.10.81, avendo da poco compiuto, se ben ricordo, “quarantanove anni” ! Roma, che gremì con una folla impressionante la zona dei suoi funerali, lo ha ricordato dedicandogli l’ ex Via dell’ Anagrafe, dalla sua morte chiamata Viale Luigi Petroselli !
    Bene, quest’ Uomo nobile, semplice e retto come pochi, alla fine degli anni settanta, di fronte ad un sciopero generale indetto dai sindacati nazionali, si recò nel più grande Deposito dell’ ATAC, dove Autisti, Bigliettai ed Operai della manutenzione avevano già incrociato le braccia, paralizzando tutto il traffico pubblico di Roma .
    Non parlò con i sindacalisti ed il personale “da Sindaco”, ma parlò loro ‘da Uomo’, e scongiurò tutti a desistere dallo sciopero a oltranza, richiamando a ciascuno “chi” andassero a danneggiare, e quali parti della società, le fasce più deboli, per una vertenza miglioristica delle loro condizioni che lui rispettava, ma che era assai di minor peso rispetto al danno arrecato all’ intera cittadinanza .
    Io non c’ ero in quel deposito, ma quel discorso mi fu raccontato da un mio Amico ‘autista di autobus’ che era presente, e mi disse che molti piansero di fronte alle nobili parole di quel piccolo Uomo stressato, già minato da una non buona salute ( soffriva di cardiopatia e si curava malissimo ! ), ma impetuoso e sincero come pochi ! Così, “tutti gli scioperanti” tornarono al lavoro, non potendo opporre “a quel Sindaco” alcuna ragione valida, fra quelle che li avevano indotto allo sciopero !
    Altri tempi, Amica mia, altre Persone e valori ideali, da una parte e dall’ altra, valori che oggi sono purtroppo svaniti nel vento !

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  8. Luisa

    Di ricente c’è stato uno sciopero ad oltranza. La gente che doveva viaggiare ha pazientato un po, poi sono diventati lividi dalla rabbia. I lavoratori erano depressi perchè non ricevevano lo stipendio da mesi, e credo abbiano risolto poco anche dopo…ma ad un certo punto non si sa più che fare…

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    • Io credo che in Italia oramai ci sia una situazione da barricate: stanno togliendo a poco a poco (e a volte neanche così a poco) ai lavoratori tutto ciò che hanno conquistato in anni di lotte.

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  9. Luisa

    Stiamo tornando indietro di 50 anni. Quando la gente doveva accontentarsi del poco e stare pure zitta. Ma io dico, stanno lavorando? e dagli quello che gli spetta, non stai facendo un regalo a nessuno. E’ loro.

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    • Sarà pure loro, ma i padroni preferiscono tenerselo. Prepotenza e prevaricazione impunita.

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  10. cavaliereerrante

    Abbasso i padroni, viva i lavoratori, sempre !!!
    Ma … ehm … negli scioperi … “adelante Pedro, ma cum judicio” !!!

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    • No, guarda, “adelante Pedro” proprio no (ma non posso dirti il motivo 😉 )

      Sto cercando di raccapezzarmi qualcosa sugli scioperi e le manifestazioni in Egitto: mi sa che tra un po’ toccherà pure a noi, meglio essere preparati 🙄

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  11. Kalojannis

    @Ify17:

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    😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆
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    • @Kalos: solo tu potevi capirmi 😉

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  12. Luisa

    Temo anch’io che siamo su quella strada…ma per dirla come i mitici Inti-illimani “El pueblo unido jamàs serà vencido ” ma el nuestro pueblo jamas serà unido…yo pienso y temo… 😦

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    • @Luisa: appunto. Yo temo tambien 😦

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  13. cavaliereerrante

    Carissima Lady @Luisa, hasta la victoria, siempre !!!

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    • @Ser Bruno: ma tu lo sai che io ancora canto “El pueblo” in macchina quando guido, a squarciagola?

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  14. Luisa

    hay que haremos, hay que haremos 😦

    si, ser Bruno, hasta la victoria siempre 🙂

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  15. Luisa

    E’ una canzone bellissima, io la cantavo da piccola, in casa c’era la musicassetta…tanto,ma tanto tempo fa…

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    • @Luisa: io ho il cd, me lo sento in macchina… 😀

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  16. Kalojannis

    Mi permetto di postare una versione, a suo modo, storica, e che la padrona di casa sicuramente gradirà…
    ricordo due minuti di standing ovation…

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    • @Kalos: e infatti la padrona di casa ha molto gradito 😉

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  17. El Pueblo? Ma è una canzone di comunistacci! 😀 😀

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    • La lotta per la libertà non ha colore politico 😛

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  18. Luisa

    Ha gradito il video anche l’ospite della Ify 😀
    Nel commento 24 ho messo 2 “h” iniziali che non servivano. Errore grave.

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    • Non vedo due h iniziali… comunque, melius abundare quam deficere!!! 😀

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  19. Luisa

    allora ne posso aggiungere altre???? 😉

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    • Ma tutte quelle che vuoi, tanto l’acca da noi è muta, se ne sta lì zitta zitta senza dare nessun fastidio 😉

      Io tra le altre cose avevo scritto “quan” anziché “quam”: gli errori di digitazione sono sempre in agguato 🙄

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  20. cavaliereerrante

    Storica versione ???
    Nò, ma ugualmente bellissima, poichè chi non amò gli Inti Illimani ?
    Storica, invece, è questa !
    Vi ho selezionato una “scarna ed acustica” versione, quella di Pete Seeger, che alle Ladies @Martina, @Luisa ed @Ifigenia ricorderà qualcosa, sia per questa indimenticabile Ballata, sia per le sue “We shall overcome”, “Where have all the flowers gone” e “Turn, turn, turn”, anime del movimento pacifista mondiale, alla cui testa Peete Seeger non si è mai sottratto, nè si sottrae !

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  21. Bellissima la versione della canzone che ha messo Kalo!
    E poi lo sanno ormai tutti che Ify sotto sotto è sempre stata comunista.
    Una volta ha persino scritto una tiritera sulle mutande rosse (o erano di altro colore?)

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  22. Blu… Aquila, ma sempre di mutande stai a parlare?
    🙄

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    • E infatti adesso per dispetto me le tolgo, così non saprà mai di che colore sono, tiè!

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  23. Quarchedundepegi

    Luisa, fra l’altro dice:”e dagli quello che gli spetta…”.
    Il problema è molto o tutto lì. Oggi, in tutte le multinazionali e non multi, la cosa più importante è il profitto. L’ingordigia non conosce limiti.
    @Ifigenia Io non sono bravo come voi. Come faccio per ricevere il tuo Blog (che fra l’altro ha molto successo)?

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    • @Quarck: io lavoro in una multinazionale e, ti dirò, la logica seguita mi sembra un incubo. Io prima avevo lavorato per piccole e grandi società, sempre con grande soddisfazione, c’era il riconoscimento per il lavoro svolto bene, quello che portava lustro all’azienda. Oggi non devi portare lustro all’azienda, devi portare soldi: a qualsiasi costo.

      La società moderna non è etica, e io non credo che ci possa essere un profitto che dia un reale benessere se si prescinde dall’etica. I nostri ricconi arraffoni, caterpillar sulla vita della gente, i propri soldi se li spendono in droghe e puttane, e muoiono soli come cani stroncati da inevitabili infarti: però intanto la nostra vita ce l’hanno rovinata.

      Ti riporto uno stralcio di una lettera di un mio amico, che parlava con amarezza di una situazione lavorativa che ci riporta indietro di tanti anni, prima che acquisissimo tutti i diritti cui siamo abituati.

      Come tanto tempo fa, quando aveva questo senso la famiglia e la moglie casalinga. Lavorare per 11 mesi e mezzo l’anno, senza tanti grilli, seduti sulla propria condizione. E allora veniva fuori l’oretta al bar, i 15 giorni al mare, se possibile d’estate, e niente più.
      E la domenica si tirava fuori la 600 o il 128, questa era la vita.

      Ho bisogno di una società etica. Vorrei che la gente ambisse a una ricchezza che non odori di sangue e lacrime altrui. Io non sono contro il capitalismo, io non sono contro la ricchezza, io sono contro il capitale e la ricchezza a qualsiasi costo, schiacciando gli altri, ingannando, rubando, opprimendo.

      Non sono soldi che danno la felicità a chi li fa (al massimo una soddisfazione fasulla), ma in compenso levano la vita a coloro ai quali vengono rubati.

      Per la sottoscrizione aspetta, faccio una verifica e torno.

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    • Eccomi.

      Dunque, per prima cosa, quando sei sul mio blog, devi cliccare in alto sulla scritta “Subscribe”: si apre la tendina e allora devi cliccare “Subscribe to blog”. Poi, sempre quando sei collegato, ma non c’è bisogno che sita sul mio blog, vai in alto a sinistra su “Il mio account”, apri la tendina e clicca su “Manage my Subscriptions”. A questo punto, accanto a tutti i blog di cui hai richiesto la sottoscrizione, c’è una finestrella da cui puoi selezionare la frequenza con cui essere avvisato dei nuovi post. Lui è in automatico posizionato mi pare su “Never”, tu impostalo a “Istantly” e voilà, il gioco è fatto. Riceverai immediatamente un’e.mail di conferma sottoscrizione.

      Grazie per i complimenti per il blog, in effetti non mi posso lamentare, anche se ogni tanto s’infiamma…. meno male che ho dei validi aiuti per spegnere il fuoco 😉

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  24. cavaliereerrante

    Queen @Ifi-38 !
    Lasciamo da parte Ser @Aquila “che non si ricorda il colore di quelle mitiche mutandine”, in fondo lui è “nonvedente”, e come tale non potrà mai distinguere il colore “rosso” da quello “blù”, ma … ehm … mi ha un tantino … come dire … intrigato ? … quella tua risposta fulminea ” … me le tolgo, così non saprà mai di che colore sono, tiè!” ?!?!?
    Ehm … perdona la mia curiosità, ma chi sarebbe “questo fortunato” ?

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    • @Ser Bruno: ti ha risposto lui nel post successivo… 😉

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  25. Cav.: qui, se non stai attento, va a finire che ti spolpano…

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    • @aquila: spolpare no, però, considerando la mia novelle cuisine, difficile pure che ti rimpolpi… 😆

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  26. cavaliereerrante

    Ehm … Ser @Aquilatemente … mi sa che abbiamo sbagliato ancora una volta il Post …
    Non è quello che pensavamo io e te … ehm … “da oltre 300 riflessioni”, ciascuna a rischio di mutand .. nò, che sto dicendo, “bollino rosso” !!!
    Capirai, se Queen @Ifigenia comincia a parlare di “novelle cuisine”, anche l’ erotomane Pietro l’ Aretino potrebbe andarsene tranquillamente a vendere i bruscolini !

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    • Ehm… temo di non aver capito…

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  27. Luisa

    Mio padre dice che “basta dire padroni, e hai già detto tutto”.
    Quando ero più giovane ho accettato lavori faticosi e parzialmente in nero. Venivamo istruiti su come comportarci in caso di controlli. Avevamo rinunciato consapevolmente ai nostri diritti in cambio di un po più di soldi . Se si consideravano le ore e a cosa rinunciavamo, venivamo pagati una miseria. Al padrone non importa il benessere degli operai e non gliene importerà mai. Se ci stai è così, se non ci stai, ci sono maree di persone più morte di fame che lo accetteranno…ma anche noi italiani non siamo troppo ben messi ed è sempre più facile prenderci per il collo…

    Simpatica canzone Ser Bruno,ma dove le trovi?

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    • @Luisa: sì, anch’io mi sto trovando in una situazione difficile, che non promette niente bene.

      Una situazione che è stata un incubo fin dall’inizio, vent’anni di stillicidio, e non so se i nodi sono arrivati al pettine.

      Mi consolo pensando che a volte le situazioni che sembrano tanto negative si rivolgono in positivo. Anche se questa, di situazione, ha fatto proprio il percorso contrario.

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  28. cavaliereerrante

    Le trovo nella memoria, Lady @Luisa … in quei ricordi indimenticati in cui, specie dopo l’ ignominiosa presa di potere del “generale fellone” @pinochet e la sua orrenda catena di delitti e repressioni cruente, io e tanti miei Amici passavamo le sere a suonare la chitarra e l’ armonica a bocca per cantare ininterrottamente quelle accorate ballate, che ci facevano provare orrore per i delinquenti despoti e vigliacchi, spingendoci poi ad azioni di manifestazioni contro quello stramaledetto tiranno ed altri !
    Eravamo giovani sì, ma mai immemori, mai rinchiusi in noi stessi e nelle nostre debolezze !
    “Guantanamera” ( musica di Fernandez e testo del Poeta Jose Marti, una delle vittime della repressione fascista di @pinochet in Cile ), fu ripresa e rimusicata dal grande Pete Seeger ( risentiti le sue “We shall overcome” e “Where have all the flowers gone”, che piacerà tantissimo a Lady @Marty, Figlia dei Fiori ), divenne a partire dal ’73 il nostro inno per non dimenticare l’ accorato Cile e le sue vittime cadute per la libertà di quel martoriato Popolo !
    Un’ altra ballata che suonavamo sempre e cantavamo nelle nottate di veglia, era questa che ti linko ora, degli indimenticabili INTI ILLIMANI …

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    • @Ser Bruno: che ricordi…

      E anche gli Intillimani ho nel cuore…

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  29. cavaliereerrante

    Allora, risentiti di loro “El condor pasa” !
    E’ imperdibile, anche nella versione, bellissima, di “Simon&Garfunkel” … che bella musica, a quei tempi, e che tempi sarebbero stati, Amica mia, se ci fossimo incontrati allora, sotto le stelle !

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    • Appena arrivata a casa lo cercherò, qui non posso… 🙄

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  30. Luisa

    Sto ascoltando la musica degli Inti-illimani proposta da Ser Bruno MI piacciono tanto. Conosco anche il “El condor pasa”,bella bella. Io l’ho nella versione di Nicolas De Angelis…Chissà cosa mi sembra il suono della chitarra…Mi piace pure confrontare le versioni, ognuno ci mette qualcosa di suo, è la stessa canzone o musica, eppure è diversa…

    Le mie situazioni lavorative erano palesemente difficili dall’inizio,ma ne ho sempre fatto una questione d’orgoglio, e non ho mai mollato. Vero è che non sono mai durate tanto. Vent’anni sono lunghi da passare…

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    • @Luisa: vent’anni sono lunghi da passare… eppure, anche loro, passano 😉

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