Chiarire o soprassedere?

“E’ meglio essere felici o avere ragione?”.

Così ci ammoniva Louise Hay nel suo audio: “Guarisci il tuo corpo”, e la risposta pare ovvia, meglio essere felici.

Ma è sempre così chiara la scelta? Sempre così ovvia? Sempre così definita?

Sono davanti a un dilemma.

Da discussioni continue con una persona ci troviamo alla fine stagnanti su due posizioni: quella del “chiariamo” e quella del “soprassediamo” o meglio, quella del “non si può andare avanti senza aver chiarito” e “non si può andare avanti rimuginando sempre sugli stessi fatti”.

Spiego ancora meglio.

Posizione 1: è una vita che reiteriamo gli stessi comportamenti, se non ci spieghiamo, se non individuiamo quello che ferisce l’altro, non ne veniamo fuori. Possiamo pure soprassedere e ricominciare, ma poi, per l’appunto, ricominciamo, come abbiamo sempre fatto, e ripetiamo lo stesso copione, tale e quale, perché finché non avremo capito le nostre dinamiche, e non le avremo smantellate, reciteremo la stessa sceneggiata all’infinito.

Posizione 2: è una vita che ci rinfacciamo le stesse cose, se non facciamo punto e a capo non ne usciamo fuori, ci stiamo dilaniando Facciamo finta che ci siamo incontrati ora.

Posizione 1 bis: l’abbiamo fatto duemila volte punto a capo, e sempre si sono ripetute le stesse cose, e ci siamo ritrovati ad accapigliarci nello stesso identico punto, per lo stesso identico motivo. Finché non avremo capito, e soprattutto finché non avremo capito l’altro, non ne usciremo.

Posizione 2 bis: le abbiamo dette e ridette cento volte le stesse cose, non ne posso più neanche di sentirle, sono un disco rotto. Punto a capo, pietra sopra e si riparte, perché continuando a discutere non verremo a capo di niente.

C’è una terza via: la separazione delle strade, per incompatibilità totale.

Una curiosità: la foto, trovata in rete, era accompagnata da una scritta che diceva:

Ho un amico, cristianissimo, piissimo, buonissimo, provatissimo e fidatissimo.

Egli un giorno ha deciso di troncare la sua amicizia con me improvvisamente, senza spiegarmene il motivo e mettendoci (come si dice) una pietra sopra!

Io mi ci trovo benissimo sotto quella pietra, perché è la pietra del mio amico.

Che dirvi, la frase mi ha commosso!

66 commenti

  1. dani

    Sì, è una frase carina, commovente ma.. quanta sofferenza.
    Bisogna soffrire per forza perchè amici anche quando apparentemente non sembra esserci un motivo vero? Perchè amico è necessario accettare la sua decisione.. ma lui perchè non sente la necessità di spiegarsi di più proprio in nome di quella amicizia..?
    Non so..

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    • @Dani: ho notato che è un atteggiamento prevalentemente maschile. Non se ne abbiano i miei amici maschi, non è un’opinione, è una presa d’atto statistica: gli uomini ritengono più opportuno sparire così, tagliano i ponti dietro di sé, e non voltandosi mai a guardare.

      E rifiutandosi ostinatamente di capire il dolore provocato, e a chi. Fare del male è sempre sbagliato, ma farlo, volontariamente, a chi ci vuole bene… no comment.

      E stiamo parlando pure di gente che non ne vorra sapere di tornare sui propri passi, non dico per tornare amici, ma almeno per mettere fine a un rapporto con civiltà, chiarezza, rispetto per l’altro che, generalmente, questo rispetto lo merita.

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  2. Queen @Ifigenia, per me quella scelta “chiarire o soprassedere”, semplicemente, onestamente, appassionatamente, “NON ESISTE” !
    O meglio, la cancello ogni volta che, reiteratamente, l’ esistenza reale ( ch’ è beffarda assai, quando ci si metta di buzzo buono ! ) mi conduce a quel bivio del Viaggio !
    Ad essa, che io lo voglia o nò, mi precludende ogni possibilità di intraprendere o l’ una o l’ altra delle opportunità – e me ne scuso con Lady @Louise Hay ! – il mio inossidabile, immarcescibile, irrifiutabile : “le azioni umane non deriderle, ne compiangerle, ma sforzati sempre di comprenderle” !!!!
    Crea, questa monocordicità del mio agire, un freno al mio Viaggio ?
    Non porta effetto niuno alla reciproca comprensione umana, e talvolta comporta anche la perdita di un ‘amico’ ?
    Non giova alla mia felicità ?
    Farò piangere Lady @Louise Hay e tant’ altri ‘studiosi dell’ anima’ ?
    Può darsi, Queen @Ifi …..
    Ma meglio quegli effetti negativi e quelle perdite, che la perdita di me stesso !
    Questo, ovviamente, è il mio “errantissimo” pensiero .

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    • @Ser Bruno: io cerco di comprenderle, ma non posso entrare nella testa di un altro.

      Se uno vuole essere capito, bisogna pure che lo sforzo di spiegarsi lo faccia, o quantomeno ci provi.

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  3. kalojannis

    Soprassedere, se chiarire rischia di far rima con rompere…

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    • @Kalos. Non credo sia sempre possibile, soprassedere significa spesso ingoiare un rospo che rimane là, si lascia che il problema aumenti, e poi se ne aggiunge un altro, fino a che si scoppia, e si rompe, spesso spiazzando l’altro.

      Poi, se uno a un modo di agire che turba, infastidisce o ferisce l’altro, se non si chiarisce continuerà, per l’appunto, a metterlo in atto, e allora la rottura sarà definitiva.

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  4. Luisa

    Ciao, ci potrebbe essere la soluzione 1,5. Ovvero parlare veramente fuori dai denti(operazione rischiosissima), dirsi proprio tutto quello che ci fa star male dell’altro, le motivazioni ufficiali e quelle che ci sono sempre state sotto e che nemmeno noi volevamo ammettere. Se si è decisi a salvare il rapporto, bisogna stare attenti al linguaggio, perchè altrimenti il messaggio non arrriva,e a non farsi prendere troppo la mano. Se, vuotata la cisterna, ci sono più incomprensioni di prima, inutile insistere. Ad ogni modo, affinchè non sia stato solo fiato perso e sofferenza gratis, meditare su quello che ci viene detto… ciao

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    • @Luisa: è quella che ho adottato io, ho sviscerato tutto, ma non lasciandolo accumulare, ho detto sempre tutto volta per volta.

      Ma mi sono sentita sempre davanti a un muro di gomma, e a volte solo arrivando a liti estreme si è smosso qualcosa (abbiamo sempre litigato moltissimo, e non è stato mai indolore).

      Alla fine, non riuscendo a chiudere perché l’affetto era comunque tanto (troppo), ho fatto in modo che i ponti, incapace per detto affetto di chiuderli io, li chiudesse lui. E lui li ha chiusi, ma lasciando un file sottile su cui è sempre difficile, e anche ansiogeno, camminare e allora, quello che oggi chiedo, è che quel ponte o si ricostruisca o si demolisca la parte rimasta: così non è possibile.

      Ho anche cercato di capire le sue di ragioni, ma siamo di fronte a una persona che, nonostante l’apparenza, non parla, e allora io mi sento come nella foto, sotto un macigno, che posso pure amare perché è la pietra del mio amico, ma a parte le belle parole, vi pare che si possa vivere in quel modo?

      Io non ne ho intenzione.

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  5. Ehm …… Ser @Kalos, “ove chiarire faccia rima con rompere” ????
    Beh ….. allora Tu soprassiedi sempre ????
    Poichè penso che neanche Ser @Leopardi riuscirebbe a far rimare “chiarire” con “rompere” !
    Mah, tutto sommato credo che la posizione di Queen @Ifigenia-6-7-8, sia umanamente corretta, così come “giusta” vedo la sua decisiva speranza che “o quel ponte di collegamento si renda agevolmente percorribile o si abbatta” !
    Mantenere un filo sottile tra noi e l’ Amico che ci abbia rifiutato , a mio parere “errante”, sarebbe inutile per noi, cinico e immemore se a lasciarlo in vita fosse quell’ “amico” !!!

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  6. kalojannis

    @ cavaliereerrante:
    penso sia molto difficile generalizzare.
    Tendenzialmente preferisco un confronto ma laddove mi rendo conto che le peculiarità della situazione e/o dell’interlocutore rischiano di farmi “rompere”, soprassiedo. Sempre se all’interlocutore ci tengo particolarmente.
    In altre parole, non me ne frega niente di avere l’ultima parola.
    Ripeto, il concetto non si può estrapolare dalle situazioni specifiche (che nel caso di Ify non conosco)… alcune persone le ho mandate affan…, con altre “evito” i campi minati…

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  7. Se mi è dato esserlo io sono imbarazzato. Posso esserlo? E posso chiedermi: ma esiste una simile amicizia? Mi basterebbe sostenere come dice Ify che sono uomo. In verità io non prendo le cose a fasci. E innanzitutto mi sento persona. Molto e a volte troppo disponibile. Nelle mie esperienza io sono uno che non ha mai imparato a portare rancore. Sono però anche uno che, soprattutto in amicizia, non ha mezze misure e non sa mentire. Non sono disposto a portare nessun macigno. Lo farei anche ma so che non servirebbe. Lo scazzo di un momento lo lascio a quel momento. Non ho trovato quasi mai qualcuno che poi dica: è patrimonio del passato. Sono io e solo a me capita? Non credo. Ho aiutato persone consapevole che le avrei perse proprio per quell’aiuto. Perché poi vedermi avrebbe ricordato loro quel momento di debolezza. E ho perso lunghe amicizie proprio grazie alla mia disponibilità, in una restituzione strana e incomprensibile. E nella vita ho fatto molti incontri e ho molti ricordi. Ho la sensazione che non sia umano un eterno per sempre.

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  8. Ehm …. a ben riflettere, “politically correct” Ser Kalo-10 e Ser @Amandoross-11 !
    Resta comunque ‘on topic’ il dilemma ( eh, lei è coriacea, soprattutto negli affetti che sente in sè, in questo ‘mia sorella’ ! ) della nostra Ospitante : tagliare o pur nò, quel filo sottile tenuto sù dal cinismo altrui e dall’ oblio dell’ amicizia ???
    A mio giudizio “errante”, sì !
    “Taglialo subito”, Queen @Ifi, con un deciso colpo di ‘forbicine da unghie’, anche se non c’ è forbici, ahitè e ahimè, che recida nel tuo cuore quel filo d’ ombra immemore !

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  9. Cari amici, io ho preso la mia decisione e credo di avere appena definitamente rotto.

    Ieri sera parlavo con Bali e gli raccontavo di un mio “conoscente” che, lasciato dalla ragazza, gli fece una corte appassionata, con grande spiegamento di mezzi, e appena lei ricedette alle sue lusinghe la piantò, confessando candidamente che tutta la sua corte mirava a questo, ad avere lui l’ultima parola e a farle soffrire quello che aveva sofferto lui.

    Che volete, c’è chi si diverte così!

    @Kalos: qui non stiamo parlando di un singolo fatto, è chiaro che se alla persona vuoi bene e ci tieni, chiudi un occhio e pure l’altro, e soprassiedi finché puoi. Ma se è un rapporto ad essere malato, è inutile portarsi dietro gli strascichi: il medico pietoso fa la piaga purulenta.

    @amandoRoss: “Amico beneficato, nemico dichiarato”. Non mi sono mai spiegata il perché, ma pare proprio che sia così. D’altra parte, i proverbi sono frutto di secoli di osservazione dell’umana natura … 🙄

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  10. Ify, ma stai per caso parlando dei rapporti tra Fini e il Berlusca? Perché tra quei due mi sa che ormai sia finita, eh?
    Comunque sono contento di essere arrivato dopo la tua decisione, così il mio parere non rischia di provocare disastri.
    Del resto è notorio che questa sia una strategia comune delle donne: sollevare un problema, lasciare che i maschi si scannino tra loro e alla fine sentenziare che, comunque, la decisione è già presa… :mrgreen:
    Non voglio errare, (mi perdoni il Cav.), ma penso che già il Giordano Bruno (che per capire quale sia stato il nome e quale il cognome bisogna farsi dare il codice fiscale) si sia occupato di questo tema: chiarire o soprassedere. Sappiamo alla fine com’è andata… 😥
    Buon week-end!
    P.S.: ehm… non ricordo più quale fosse la mia opinione in merito, ma fa lo stesso…

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    • @Aquila:

      1) Le decisioni delle donne non sono mai definitive.

      2) Non so come sia andata a finire a Giordano Bruno la discussione sul tema.

      3) Hai invitato una persona di troppo sotto il piumone (capisciammé), io e Martina non ti eravamo sufficienti??? 😯

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  11. 1) anche questo fa parte della strategia femminile: decidere ma fare capire che si potrebbe anche cambiare opinione. Tremendo…
    2) il Giordano? Si sta ancora spalmando la crema anti-ustioni…
    3) 😳 😳 😳

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    • @Aquila:

      1) l’intelligenza è movimento, e le donne sono intelligenti, per questo cambiano spesso opinione 😛

      2) lo so come è andato a finire Giordano Bruno, è la disquisizione che mi manca!

      3) Sì sì, arrossisci! A Roma si dice “Te se po’ compra’ chi ‘n te conosce!” (ma noi ti conosciamo… 😛 )

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  12. Ser @Aquila, imprescindibile Amico mio, nel mio lungo vagare per lande solitarie e non, mai vidi un viandante che fosse superiore a te “nel nascondere” i sentimenti autentici che nutri sotto le tue penne e la tua ‘non vedenza’, credimi, mai !!!
    Quanto alle ‘Donne’ ( per intenderci, le “Foeminae” del mio Amico San Pietrino ) e Tu, ma ……. ehm …. pur ‘parapadano’, hai qualche antenato Arabo ????

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  13. 1) lo so, lo so che l’intelligenza è movimento e che le donne sono intelligenti. Infatti si vedono di quei movimenti…
    2) so soltanto che la disquisizione è stata molto… accesa.
    3) neanche con lo sconto? 😀

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    • @Aquila: sconto??? Noi vogliamo pezzi di valore, non del discount!

      E infatti, il problema è che, diviso in tre, il prezzo è troppo basso 😛

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  14. Io sono certa che la soluzione più onesta e corretta sia CHIARIRE, ma dopo mezzo secolo di vita ho capito, ma non lo so ancora praticare, che non va bene con tutti.
    Bisogna saper trovare altre strade:
    1- certe persone non sono proprio in grado di capire,
    2- altre non ti ascoltano perchè non pensano esista un diverso modo di vedere le cose se non il loro,
    3- altre ancora, chiarire è uguale a troncare, quindi basta troncare senza lasciare adito ad altri inutili appigli.
    Io chiedo molto a un amico ricambio con tutto quello che posso, gli altri sono compagni di viaggio, più o meno buoni….

    La frase della pietra è tragicamente e comicamente commuovente, un po’ come questi versi della “Preghiera alla Vita” di Lou Salomé:

    “Millenni per esistere, per pensare
    Stringimi fra le tue braccia:
    Non hai più gioia da donarmi…
    Ebbene… donami il tuo dolore.”

    “Certo così un amico ama un amico,
    come io amo te, o Vita, Vita misteriosa”
    (sempre di Lou e io con lei)

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    • Il mio tipo appartiene alla categoria n. 2 😉

      Bellissima la preghiera di Salomé, e pensare che ho amici così, e credo anche di essere un’amica così. E la vita è bella. 😀

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  15. Chiarire. Sempre. Non presumere. Nessun compromesso. Nessuna mezza parola smozzicata.
    Mi sono rovinata la vita perché ho presunto cose che non c’erano. Mi sono rovinata la salute per aver fatto compromessi che non mi sarei neppure dovuta sognare di fare.
    Vivo un presente (ed ho vissuto un passato) senza qualita’ perché non ho avuto il coraggio di dire le cose in faccia come stavano.
    D’ora in poi, chiarezza sempre. Niente rancori. Niente mezze verita’.
    Chi si merita a vicenda si ritrova prima o poi sulla stessa strada.
    chi non si merita, prende strade diverse. Bon, e’ la vita.
    Sono diventata un’integralista esistenziale.
    non me ne pento.

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    • @Martina: e infatti io sono della prima corrente di pensiero, ma se la chiarezza l’altro non te la dà. Se tu ti spieghi e ti spieghi, e dall’altra parte c’è un muro, e poi si ricreano sempre le stesse dinamiche, che ti fanno soffrire, hai qualche possibilità alternativa al troncare (o soffrire)?

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  16. dani

    Sì, Martina. Chiarire.. sempre. Anche io l’ho capito tardi… troppo tardi.
    Ti auguro di riuscire a mettere in pratica le tue nuove intenzioni di vita!! 🙂

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    • @Dani: non avere troppi rimpianti per non averlo capito prima. Io ho sempre chiarito, e a volte non mi pare che sia servito a molto (e torniamo ai tre casi elencati da Alicemate).

      Certo, gli amici che mi sono rimasta sono di quelli con cui il rapporto è di massima schiettezza, e forse è per questo che ho degli amici meravigliosi, però non posso negare di averne persi per strada, e di non avere mai dimenticato neanche loro. Non è facile.

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  17. Riporto sull’argomento le parole di un amico “lurker”, su cui ritengo ci sia da meditare:

    ” Il problema dei mancati chiarimenti deriva anche dal fatto che vengono usati linguaggi e logiche profondamente diverse. Non ce ne rendiamo conto perché a noi “sembra così chiaro!”, in realtà siamo l’eskimese che parla col cingalese convinto di essere compreso.”.

    Credo che abbia ragione da vendere… 🙄

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  18. dani

    Ragionissssssssima!!! 🙂

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  19. Certo Ify. Se la controparte non da’ chiarezza, si soffre.
    Versa le tue lacrime come facciamo tutte (siamo destinate a queste badilate in faccia, eh?) poi rimettiti in piedi. Sei una donna forte. Riprenditi la tua dignita’. E vai avanti per la tua vita, senza compromessi. Ne hai gia’ fatti troppi.
    Un forte abbraccio da una padania uggiosa.

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    • Ah, già, sei in Italia!

      Mi raccomando, la scheda… 😉

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    • Pardon, Marty, tutta presa dal fatto che tu sia in Padania e che mi sembra possa essere più facile contattarci quasi non rispondevo al tuo commento.

      Insomma, non sono d’accordo che abbia perso né la mia dignità né che sia scesa a compromessi (se non nei limiti di una giusta contrattazione quotidiana che è necessaria al rispetto anche delle esigenze altrui).

      L’orgoglio sì, l’ho lasciato da parte, ma quella è stata una libera scelta, e proprio la scelta di chiarezza. Non ho mancato di dirgli “Io sto soffrendo, mi fa stare male quello che fai”, non ho fatto finta che non me ne importasse niente, e quando ha fatto qualcosa per ferirmi non ho fatto finta che il colpo non fosse giunto a segno, ma questo, ripeto, l’ho fatto scientemente.

      Compromessi, tutto sommato mai (forse, un po’ di più avrei dovuto?).

      E per quanto riguarda lo stare in piedi, io sto in piedi: magari con le articolazioni lise o infiammante, però sto in piedi, ci mancherebbe!

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  20. non e’ neanche una questione di orgoglio, Ify. quello l’ho lasciato da parte da anni. E’ la necessita’ di proteggersi da ulteriori ferite, non ne hai bisogno. non ne abbiamo bisogno. c’e’ un limite a cio’ che si puo’ subire.
    Ma comunque mi fa piacere che tu sia in piedi, giunture o non giunture 😉 e che stia bene.
    In quanto alla scheda, non appena provvedo ti faccio sapere 😉

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    • Ok, attendo speranzosa!

      OT: la prozia ha giusto citato il tuo merluzzo nel suo ultimo post, appena un accenno ma l’ha citato 😆

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  21. ahahah, ho letto ma non ho avuto tempo di rispondere!!! lo faro’ magari stanotte 😉
    ehm… il “tuo”?… 😛

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    • Il “mio”????

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    • Ah, ho capito, il “tuo” merluzzo… beh, vedi tu, se lo vuoi riciclare 😆

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  22. Ehm ….. però,
    come mai tutti questi “merluzzi”,
    proprio nel vostro mare ?

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    • Per quanto riguarda Martina, perché l’Irlanda è un’isola pescosa, per quanto invece riguarda la prozia, perché chiedi a me, che ne so io con che criterio lei incappa nei vari merluzzì, baccalà, carciofi, and so on?

      Io, al massimo in opossum altamente disinteressati! 😛

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  23. Oh, “opossum” ???
    Ehm …. ma và ?
    Mica fessa, Queen @Ifi : la pelle del merluzzo è buona per i gatti a digiuno, la pelliccia di opossum è roba sopraffina !

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    • @Ser Bruno: ma io tengo all’opossum, non alla sua pelliccia!

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  24. Luisa

    Mi piace la frase del tuo amico “lurker” (dopo controllo cosa significhi). Capitano questi fraintendimenti, e uno si chiede come sia possibile mal interpretare a tal punto e si che si è usato un tono gentile e si è scelte le parole…alla fine, è meglio essere brutali, così se s’arrabbiano almeno c’è un motivo 😯 … ciao, buonanotte 🙂

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    • “Lurker” è chi legge i blog ma non scrive. Lui in realtà ogni tanto scrive anche, ma moooooooooolto raramente, o almeno, più raramente di quanto vorrei, e così mi diverto a stuzzicarlo.

      Ieri si parlava proprio con lui (col lurker intendo) di fraintendimenti con altre persone: tu mi parli di parole non capite, ma a volte non lo saprai mai che qual è la parola o il gesto che ha creato fraintendimento e malessere; la persona ti volta la faccia, e basta, ed è per sempre, e magari era una persona che tu adoravi, esattamente come nella frase citata nel post: è terribile, e nella vita capita e ricapita, e se chi fa questo si rendesse conto che voragine eterna apre nell’altro, forse ci penserebbe due volte (o forse no? Forse questo pensiero gli darebbe maggior soddisfazione?).

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  25. Ah, mi credevo, chè con voi Donne non si può escludere niente, in materia di “pelli e/o pelliccie” !!!
    Ed è un sollievo anche per me, poichè “quell’ opossum”, ancorchè spesso in letargo, mi è caro assai !

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  26. Luisa

    E chi lo sa? magari non aspettava altro per andarsene, oppure era in uno di quei periodi( a volte piuttosto lunghi) in cui tu dici bianco, e viene capito nero e s’innervosiscono pure , tutto il mondo è contro di loro e pure noi che DICEVAMO di essere loro amici li trattiamo male…a questo punto è inutile dire qualsiasi cosa,ma verrà male interpretato anche il silenzio…come la si risolve?

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    • @Luisa: già, come si risolve? Ma si risolve? E fino a che punto bisogna cercare di risolverla?

      In effetti, cui “pure noi che DICEVAMO di essere loro amici li trattiamo male” mi fa rivenire in mente un episodio, nel quale lui mi rispose “tu quoque?”. Capii che si era sentito non sostenuto, anche se io volevo solo fargli capire quanto le parole ferissero, che non ero io ad essere particolarmente sensibile, ma che anche altri venivano feriti nello stesso modo. Però lui ne rimase amareggiato, senza peraltro che questo abbia aiutato la comprensione, e l’amarezza fu dunque anche la mia, avrei voluto trovare un’altra strada. 😦

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  27. Uela

    Quanto alla domanda sulla felicita` Albert Aistein una volta disse : “E` meglio essere ottimisti e avere torto, che essere pessimisti e avere ragione”

    Alla domanda invece di chiarire o no, io sono dell’opinione che e` sempre importante chiarire prima di tutto con se stessi poi con gli altri.

    Attiriamo sempre cio` che siamo, ovvero attiriamo persone e/o eventi che sono simili alle nostre percezioni di vita.
    Se si attira nella prorpia vita una persona che ci fa` soffrire e perche` la nostra percezione, forse guidata dall’ego, pensa che noi meritiamo di soffrire.
    Se attiri una persona che non fa` chiarezza con te, ci possono essere varie ragioni che solo tu puoi scoprire dentro te stessa con un’analisi interiore.

    Io ho alcune ipotesi:

    1) forse significa che tu non vuoi chiarire qualcosa con te stessa. Con tutto il rispetto. Sono sicura che lavori molto con te stessa, ma forse c’e` qualcosa che non vuoi chiarire con te stessa.

    2) Oppure hai la percezione opposta : pensi cioe` che la chiarezza debba essere essenziale e vuoi chiarezza su tutto a tutti i costi. Lucidi lo specchio il piu` possibile al punto dal farlo scomparire.

    3) forse il tuo subconscio pensa che tu non meriti chiarezza ne` rispetto.

    Se hai attirato una relazione con una persona che non chiarisce o non ti capisce o ti fa` soffrire, vuol dire che da qualche parte nel tuo subconscio tu pensi di meritare la confusione e la sofferenza. ( ma la mia e` solo un’ipotesi)

    Nel momento in cui scoprirai da sola che meriti chiarezza, che meriti felicita` allora incontrerai una persona diversa che ti dara` chiarezza.

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    • Cara Uela, intanto un benvenuto speciale, non mi aspettavo proprio una tua visita: pirata o no, ci fa proprio piacere che tu sia qui!

      Delle tue ipotesi, io nel mio caso opterei per la seconda. Il problema è nato proprio dalla pretesa di chiarezza, io ho detto “Così non si va avanti, o chiarezza o preferisco il nulla” e nulla è stato.

      Però, poiché non si trattava di una relazione amorosa ma amicale, forse mi sarei dovuta far bastare quel tot? Io penso tuttora di no, e invece lui vorrebbe il ripristino della situazione non chiara, più una percentuale di nebulosità aggiunta (cioè, peggio di prima).

      Inossidabile ai miei no. Che direbbe Jack Sparrow a cotal proposito?

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  28. Fede

    Se ci fosse veramente voglia di continuare il rapporto, avreste già trovato il modo di non ripetere mille volte gli stessi errori, gli stessi comportamenti e dirvi le stesse parole.

    Se ciò non è stato possibile, ci sono poche alternative, secondo me. Se il rapporto è malato, forse sarebbe meglio per entrambi romperlo. Farlo di comune accordo o unilateralmente aprirebbe poi altri infiniti dilemmi…

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    • E come al solito hai colto il punto… 🙄

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  29. Fede

    Avrei preferito sbagliarmi… 😉

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    • … che ne so, a volte i malati guariscono. Voi che ne pensate, a un rapporto malato gli antibiotici si possono dare? 😉

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  30. kalojannis

    Un rapporto malato può guarire ma più che gli antibiotici penso occorra addentrarsi nell’ambito delle staminali… per intenderci, quelle cure che resettano il corpo umano per farlo ripartire da zero…

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    • @Kalos: grande! Credo che tu abbia proprio ragione…. anzi, sicuramente ce l’hai, però il problemi è che stiamo parlando sotto metafora: tradotto in soldoni, che cosa potrebbe rappresentare in un rapporto le cellule staminali? 😯

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  31. Posso ?
    Bravo Ser @Kalojannis !!!

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  32. Uela

    Ciao Ifigenia,
    adesso questo caso m’incuriosisce piu` di un episodio del tenente Colombo!!!
    Per quel che ne so tutto cio` che ci accade e` il riflesso delle nostre percezioni e/o emozioni.
    Per percezioni intendo anche convinzioni.
    Cambia le tue percezioni e cambi la tua realta`.
    Cambia le tue percezioni e incontrearai altre amicizie e relazioni.

    La tua percezione e convinzione e` : ” avere chiarezza a tutti i costi”
    Non c’e` nulla di male ne` di sbagliato, e` una bellissima convinzione e ti ammiro molto per questo.

    L’unico problema e` che la tua convinzione crea la realta` che ti circonda.
    Quindi, attirerai sempre di piu` persone e/ o eventi poco chiari e confusi
    perche` si formera` una realta` che vibrera` similmente alla tua percezione che vuoi fare chiarezza a tutti i costi.

    Piu` vuoi chiarezza a tutti i costi, che ripeto non c’e` nulla di male, piu` attirerai persone che ti daranno confusione o scarsa chiarezza.
    Cosi` avrai qualcosa da chiarire.
    Infatti, come tu stessa racconti, il tuo amico adesso vuole riprendere l’amicizia ma con una maggiore confusione.
    Ma sei tu che hai attirato questa confusione.
    Perche` la tua percezione vuole chiarezza. Capisci il giochetto?

    Non hai commesso alcuno sbaglio, ne` hai alcuna colpa ne` responsabilita`.
    Una calamita non ha colpa se attira un chiodo.
    Le tue percezioni o convinzioni sono le tue calamite.

    Vuoi chiarezza???
    Attirerai sempre di piu` situazioni, persone, eventi confusi o poco chiari che ti spingeranno a volere sempre piu` chiarezza. E cosi` via.

    Il mio consiglio e` : smetti di desiderare la chiarezza ad ogni costo. Prova a sentire pace e distacco. E in quel momento, senza cercarla ad ogni costo, arrivera` la chiarezza.
    Non necessariamente dal tuo amico ma attirerai nella tua realta` amici diversi che vibreranno similmente alla tua nuova percezione.

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    • Cara Uela, una mia carissima amica, oltre trent’anni fa, rimproverandomi di aver fatto delle confidenze a una persona evidentemente indegna di riceverle, mi disse: “Non con tutti si parla di tutto: ci sono persone con cui si parla del tempo”.

      Ecco, è proprio così. Ci sono rapporti di un tipo, e rapporti di un altro tipo. Ci sono rapporti profondi, e rapporti meno profondi, fino ad arrivare a quelli più superficiali. Credimi però, con questi ultimi mi sento veramente poco a mio agio. Passi col vicino che incontri in ascensore, sorrisetto e “buongiorno” pure se lo detesti, o in fila alla cassa “passi pure prima lei” alla signora screanzata e forse pure un po’ cretina, ma con le persone con cui ho un rapporto che diventa amicale, continuativo, e anche profondo, questo rapporto non può avere picchi di estrema superficialità, non può avere troppe zone d’ombra (non oltre il limite fisiologico della propria privacy intendo), e non può essere unilateralmente schietto.

      Non può essere il rapporto in cui l’altra parte ti fa “un dispetto” a mo’ di bambini dell’asilo, “per dimostrartti che”.

      Tornando alle persone che attiro, io sono circondata di persone splendide, con cui il rapporto è chiaro, sincero e senza tensioni; questa forse è la prima volta che mi capita una cosa del genere, e infatti le discussioni sono state il nostro pane quotidiano, fino allo stremo.

      Ma pane quotidiano è stato pure l’affetto, sia pure alla fine inficiato dal resto.

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  33. Cara Queen @Ifi, non entro nel merito di un’ indagine psicologica “professionale”, sia perchè non sono uno psicologo, sia perchè non amo, ma questo già lo sai da tempo ormai, conoscere “nome e cognome, indirizzo completo di Cap, numero telefonico ed eventuale codice fiscale o partita Iva” delle cause ‘psichiche o chimiche’ da cui siano scaturite le emozioni !
    A me interessano esclusivamente le emozioni, e mi sforzo di capire me stesso e gli altri servendomi unicamente di queste, osservando da fuori, ma cercando di mettermi “dal punto di vista dell’ altro”, i comportamenti ed i sentimenti ( miei ed ) altrui .
    Fatta questa premessa e conoscendoti, o meglio percependoti in base a ciò che senti e scrivi, e su questo, ammetto che ti sento sincera, a volte perfino cruda, e quindi ciò che scrivi lo dò per certo, posso tentare di comprendere le tue riflessioni !
    Non c’ è dubbio che Tu, come me del resto, non riesci a vivere la quotidianità “senza dare anima e corpo” a tutto ciò che attraversi, sia che si tratti di persone qualsiasi cui ti basti un semplice saluto per spezzarne l’ anonimità, sia che si tratti di Persone ‘che ti ispirano affetto ed amicizia’ nei vari gradi, sia infine che si tratti di ‘cose’, pur esse da rendere familiari anzichè estranee o ostili !
    Detto questo, e se questo rispondesse al vero, mi appare normale che Tu rimanga delusa quando le tue naturali aspettative rimangano disattese, o quando, trattandosi di un rapporto spinto fino all’ amicizia “data comunque e senza nulla a pretendere”, ti intristisca un comportamento o irriconoscente o addirittura ostile dell’ altro o dell’ altra . E’ vero, grazie al tuo carattere forte e naturalmente fiero e combattivo, ed al giusto orgoglio ‘di te e di quello che fai’, non di rado riesci a difenderti benissimo dall’ ignavia altrui, ma anche Tu, laddove l’ amicizia sia stata particolarmente intima ( per non parlare di un sentimento che si sia trasformato in amore ), non riesci – nè a mio avviso riuscirai mai fino in fondo ( ma qui, mi auguro di sbagliare ) ! – ad estirpare da te quel frammento di memoria irrefrenabile, quel ricordo minimo sì, un’ ombra forse, ma sufficiente a farti un poco soffrire !
    E’ così ?

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    • Sì, caro Ser Bruno, è proprio così.

      Sono in quella fase di limbo in cui lui non è né presente né assente, né più come un tempo, né estraneo.

      E ostile sì, lo fu, e non sai quanto, e quanto profondamente ne fui ferita, cosa che, non so come, non riuscì mai a comprendere (o comprese e se ne beò?)

      Che fare? Temo che chiarire non sia nella sua natura, e soprassedere non sia nella mia: e la storia infinita continua così, in questo limbo… 🙄

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  34. Ecco, Amica mia, ad onta della strombazzata ‘virtualità’ del mezzo, ora percepisco empaticamente questa tua pena, che sarebbe poi anche la mia, e lo fù, ahimè, in passato .
    Anch’ io non sò risolvere questa intricata matassa di sentimenti, tanto più che il tempo trascorso ha pressochè eliminato la sostanza del contendere . Ma anche a me è capitato che la controparte ( forse perchè giudicata in torto da tutti, anche da quelli a lei più vicini ) vive in un rancore imbecille quanto vano !
    Mi conforta, tuttavia, che nel tuo caso, Tu – a parte quell’ ombra di inevitabile malinconia ( ma quella, fà parte di noi ! ) – ti sia chiamata fuori e veleggi in un limbo, sebbene in cuor tuo non disperi che un giorno, chissà, anche quel tuo Amico od Amica comprenda la differenza fra il voler bene spassionato ed il ‘voler bene a profitto’, fra l’ orgoglio del giusto che si piega in ragione dell’ amicizia e dell’ affetto nutrito e l’ orgoglio stupido fine a se stesso o della propria, presunta, dignità !

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  35. Uela

    Sono sicura che attiri persone splendide ifigenia, non era questo il mio discorso. Ti auguro di chiarire presto col tuo amico.
    Poi sono d’accordo con te, non bisogna fare confidenze a tutti, ecco perche` non ho un blog !

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    • Beh, io attiro un po’ tutti, persone splendide da un lato, profittatori per altri versi.

      Persone splendide che apprezzano e condividono i miei valori, e parassiti pronti ad approfittarsi del buon cuore. Insomma, non è che sia proprio disarmata, ma l’è dura!

      In raltà i problemi delle confidenze non sono nella confidenza di per sé, ma nel travisamento che se ne fa, e questo mi dispiace: io mi prendo la responsabilità della mia vita e delle mie scelte, ma la calunnia no, quella non l’accetto.

      Comunque, sono andata off topic perché, almeno in questo caso, la calunnia non c’entra niente 😀

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  36. Io sarei per il 2bis, con un però, che sono dell’idea che non sia sopportabile il ripetersi della medesima situazione di contrasto perennemente, sempre uguale: c’è un limite a tutto, non si possono sopportare a lungo momenti sgradevoli ricorrenti.

    Quindi evitare di andare a fondo, di sviscerare (procedimemto pericolosissimo) ma, sorvolando, con intelligenza e in silenzio (e carità e benevolenza verso l’altro) capire le dinamiche del problema e fare in modo da renderlo non ripetibile o meno ripetibile.

    Certo, ci vuole un interesse a mantenere vivo il rapporto, un sentimento reciproco, altrimenti proprio usando l’approfondimento, lo svisceramento impietoso, si può trovare il modo di rendere effettiva e insanabile una rottura.

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    • Toh, è praticamente passato un anno da quando pubblicai questo post e devo dire che, con mio grande rammarica, la questione con quella persona si è definitivamente chiusa.
      Non abbiamo saputo (voluto?) mettere in atto né la prima, né la seconda, ne la seconda bis. Almeno l’altra persona ha optato per la terza, reiterare nel suo comportamento e, anzi, caricare la dose.

      Tornando a noi, credo che proprio tu abbia ragione, mitigare e smussare i propri comportamenti, quegli aspetti che hanno finito per scontrarsi, sarebbe stata la cosa migliore: l’irrigidimento sulle proprie posizioni è stato esiziale.

      Mi prendo le mie responsabilità per non essere stata mai capace di metterci una pietra sopra ma, ti assicuro, non me ne è stato dato il modo: sull’altro fronte il “sorvolamento” e la “reiterazione” sono state troppi e provocatori, né io sono, forse purtroppo, geneticamente una che si fa passare la mosca al naso.

      L’insanabile frattura, ahimé c’è stata, e posso assicurarti che non c’è stato alcun vincitore. Abbiamo perso entrambi (entrambi da intendersi sia come soggetto che come complemento).

      Ora si può solo andare avanti, senza aggiungere il terzo errore, di piangere senza costrutto sul latte versato.

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  37. L’andare avanti è reso inevitabile anche dal fatto di non poter andare indietro…

    😆

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    • @Enrico: sei una fonte di enorme saggezza.

      Scommetto che è tua anche il “Meglio ricchi e sani che poveri e malati” 😛

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  38. E’ di un mio avo…. 😆

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