Farsi pagare

Vi riporto la mia risposta a un e-mail di un mio amico che, unendo competenze e capacità a grande disponibilità, viene spesso chiamato da “amici” (e conoscenti, e amici di amici, e conoscenti di amici, e conoscenti di conoscenti) per “dare un’occhiata a…” e “vedere se si può fare qualcosa per…”. Il tutto va a finire gratis et amore dei, anche se lui ci ha impiegato delle ore per risolvere il problema, e anche se magari il tizio per cui è stato fatto il lavoro fa (raramente) la mossa di voler dare qualcosa, spesso a mezza bocca e guardandosi bene dall’insistere.

Ecco, il mio consiglio è stato “Visto che la seconda volta non te lo chiedono, accetta fin dalla prima. E se non c’è neanche la prima, fatti avanti tu dicendo ‘Allora fanno tot euro”. Ma leggiamo insieme la mia risposta.

Sì, fatti pagare. Anche se c’impieghi cinque minuti. La gente deve imparare che il tempo degli altri non è gratis (cioè lo è, nei rapporti di amicizia, di solidarietà, insomma, di altro genere).

Che il tempo sia prezioso non significa necessariamente che vada pagato, ma quantomeno apprezzato. Non parlo neanche di gratitudine, guarda, ma di valutazione oggettiva. Se io vado a fare la spesa alla vecchietta della porta accanto, mi carico due sporte e gliele recapito a casa, intendo che lei sappia che qualcuno ha fatto qualcosa per lei, mettendoci del suo, e che non era dovuto.

Sul tema dell’ingratitudine ci siamo già scontrati: il beneficato non ha contratto alcun debito, ci mancherebbe, non è questo che intendo, ma intendo che bisogna apprezzare quello che gli altri fanno per noi, capire che l’hanno fatto, non dare tutto per scontato. In fondo, sapere che qualcuno ha fatto qualcosa per noi ci dovrebbe rendere anche più felici: non debitori, ma meno soli.

Comunque, qui si parlava di lavoro. Se tu un lavoro lo termini in dieci minuti significa o che sei bravo o che hai fatto una pecionata: sono certa che tu rientreresti nella prima categoria, e quello che ho in testa tu me lo paghi (se il rapporto è quello).

Leggevo di un pittore che fece un ritratto, stupendo, a una nobildonna. Per farlo impiegò circa mezz’ora. Quando presentò il conto, la donna lo trovò esorbitante, si rifiutò di pagarlo e la questione andò a finire in tribunale.

Alla domanda del giudice “E’ vero che ha impiegato solo mezz’ora per eseguire quel ritratto?” il pittore rispose: “Sì, mezz’ora. Più tutta la vita fino a quel momento.”

E vinse la causa.

E voi, che ne pensate?

61 commenti

  1. Che se si da tutto per scontato, se non si fa pesare nella giusta misura il lavoro e/o la collaborazione fornita, si finisce che “i beneficati” non apprezzino più l’ amichevole fornitore, e lo ritengano una Persona di poco valore . Nei casi limiti, il deprezzamento finisce per svilire chi si presta ‘troppo generosamente’ ad aiutare gli altri, e talvolta gli fa fare la fine del Medico descritto da Ser @Fabrizio De Andrè, che per voler ad ogni costo aiutare a guarire la Gente “gratuitamente”, nessuno lo chiamò più e lui si ridusse a vendere, per campare, “elisir di lunga vita” !
    Quindi, a mio parere ‘errante’, poichè alla generosità ed all’ altruismo è difficile, quando siano sorretti da una passione ideale, mettere limiti, penso sia cosa giusta che almeno ciò che si dà la si faccia ‘adeguatamente pesare’, in modo che chi riceva il beneficio capisca che beneficiante è una Persona generosa, non “un fesso” !

    "Mi piace"

    • Sì, la gente non apprezza ciò che è gratis, che poi sono le cose più belle, oltre che quelle più necessarie.

      Ogni tanto penso ai giocatori, quelli che si rovinano a carte, in stanze buie e fumose, e rovinano se stessi e le famiglie per stare lì, mentre una pedalata in mezzo al verde farebbe bene al corpo e all’anima.

      E’ gratis l’aria (per ora, anche se siamo riusciti a inquinarla), un tempo lo era anche l’acqua (insomma, il Padreterno ce ne fornisce gratis in abbondanza), l’amore, l’amicizia, la confidenza…

      Costano un sacco le droghe, nulla le passeggiate. Leggere un libro è uno dei passatempi più economici, ed è il passpartout per vivere mille vice.

      Costa un sacco l’amore mercenario, niente quello vero. Tanto i falsi amici, nulla quelli veri.

      "Mi piace"

  2. il deprezzamento finisce per svilire chi si presta ‘troppo generosamente’ ad aiutare gli altri
    Ecco, mi hai appena descritto in una riga. Anzi in un post.
    E la cosa peggiore, sai qual e’? Che per quanto mi ci sforzi, non riesco a cambiare.
    C’e’ un nome per le persone come me: fessi.

    "Mi piace"

    • No, non è fesso che si presta per gli altri senza tornaconto, è fesso chi non sa apprezzarne il valore, di chi non ha alcuna capacità di valutazione e alora si basa sul prezzo. E’ fesso chi apprezza qualcosa in base al prezzo, e desidera solamente ciò che tutti vogliono, ciò che è “in”.

      Le persona di talento poi difficilmente sono bravi menager di se stessi, forse proprio perché tutto ciò che fanno per loro è normale.

      Per esempio, nel campo della medicina, io ho trovato dei medici veramente competenti nella struttura pubblica e degli scalzacani privati, però se uno ha bisogno di una visita, pare che “vado da un privato” garantisca una migliore tutela della salute.

      "Mi piace"

  3. ehm, ho mischiato gli interventi di cavaliere e Ify,scusate e’ stata una lunga giornata 😉 vi abbraccio entrambi 🙂

    "Mi piace"

  4. mi piace quel “Più tutta la vita fino a quel momento.”
    Il mese scorso il mio capo, durante uno dei nostri colloqui mattutini, mi ha raccontato di aver rotto tutti i rapporti con il mondo del volontariato organizzato, di qualsiasi genere.
    La sua osservazione era pertinente: tutti i suoi amici o amiche sono persone ricche, addirittura nullafacenti e per questo si dedicano ad iniziative gratuite, cercando di coinvolgere gli amici che però a disposizione non hanno tutto quel tempo. Così, ad un certo punto ha detto: “va bene, partecipo a questa iniziativa però mi fate fattura…”
    In fondo, lui dice: sono qui tutto il giorno, che faccio l’impossibile per mandare avanti l’azienda…se devo lavorare anche fuori esigo di essere pagato come se fossi qui.

    "Mi piace"

    • @Pani: beh, non è un discorso totalmente condivisibile. Intanto, se è volontariato è volontariato, cioè volontario, non “devi” lavorare. Se poi gli amici, in qualità di pance piene che non capiscono quelle vuote, pretendono che altri facciano per forza quello che loro fanno spontaneamente e in ben altre condizioni, sono solo dei superficialoni cui il volontariato non ha insegnato niente.

      Io, piuttosto che dire “se mi dedico a questo presento la fattura” ribadirei il concetto che sono io a stabilire le mie priorità, e loro possono proporre, non imporre, neanche con gli sleali mezzi delle sottili allusioni e del ricatto psicologico. Tutte cose da cui ognuno di noi deve imparare quanto prima a difendersi.

      "Mi piace"

  5. Ma allora non succede solo a me?
    Questo è confortante. Certo resto quello che sono. Non so chiedere. Amo proprio farlo per il piacere. E questo mi fa sentire più libero. Anche eventualmente di rifiutarmi. Anche se non l’ho mai fatto. Certo che ti chiedono un quadro ed è come se ti facessero un piacere. Ti chiedono di fare una grafica ed essendo il tuo lavoro non retribuito allora sarà sempre “dilettantesco”. Non lo farebbero se lo pagassero e lo pagherebbero profumatamente. Invece credono di avere il diritto di dirti che quel rosso doveva essere più pieno e quel particolare spostato un po’ più a destra. Mi trovo, a volte, a dover spiegare che hanno la facoltà di rifiutarlo, non quella chi chiederlo diverso; di inter5venire nell’opera, nel prodotto finito. L’ultima: chiedono a Ross (lei è proprio come me) una serie di foto, un vero e proprio servizio, e poi provvedono a rovinarle. L’amico non sa usare Photoshop ma non lo sa accettare. Traforma il colore in un bianco&nero tragico e allarmante. Mette intorno una confusa cornicetta di ombra. Mi consola che la faccia è la sua.
    Alla fine ho smesso di fare alcune cose. Se c’è un’occasione da publicizzare se ne vadano da un grafico, magari mediocre. Lo paghino profumatamente. Se sono contenti così perché contrariarli.

    "Mi piace"

    • @Mario. Io so chiedere. So fare patti chiari prima. Generalmente faccio tutto gratuitamente, come dici tu, per il piacere di farlo. Un sorriso, l’aver compiuto un gesto di amicizia, o semplicemente essersi resi utile a qualcuno, possono essere una gratificazione più grande di qualsiasi cifra: ma devo sceglierlo io di prestare la mia opera gratuitamente, non devo ritrovarmi “incastrata”.

      Ma tanto non mi ci trovo.

      Consideriamo però un’altra cosa. Io posso permettermi il lusso di lavorare gratuitamente perché ho già un lavoro che mi fa guadagnare quanto mi basta per vivere, ma se avessi bisogno di un guadagno extra? Davo finisce il favore fatto all’amico e incomincia l’impegno professionale?

      Una negoziante, persona peraltro meravigliosa, che non faceva una lira di sconto a nessuno, a mio padre che, essendo suo carissimo amico, ci era rimasto molto male rispose: “Qui sono tutti miei amici: dovessi dare agli amici la merce a prezzo di costo, andrei sotto i ponti col piattino”.

      Come darle torto? Quando uno poi ha bisogno di lavorare (ho lavorato fin da ragazzina), i conoscenti erano i primi a cui uno si rivolgeva per qualche lavoretto.

      Prezzo di favore, ma comunque contrattato prima, e regolarmete pagato.

      "Mi piace"

  6. Daniela

    hai ragione Ify… ma è molto difficile chiedere quello che dovrebbe essere ovvio…
    la stessa cosa mi capita quando presto dei soldi… e colui/lei che me li dovrebbe ridare.. si dimentica… io non li richiedo .. ma caspita! e la cosa più ridicola è che se me li richiedono non so dire di no…
    Buona giornata!

    "Mi piace"

    • @Daniela: “Chi presta i soldi a un amico, perde i soldi e perde l’amico”. Io generalmente, quanto do qualche soldo a qualcuno, do esattamente la cifra che sono disposta a perdere.

      Se poi me li restituisce, tanto meglio. Altrimenti, vorrà dire che gli ho fatto un regalo già messo in preventivo.

      "Mi piace"

  7. Daniela

    .. scusate.. è ovvio che si tratta di 10 o 20 euro.. però messi uno dietro l’altro… 🙂

    "Mi piace"

  8. dani

    oh.. mi piace tantissimo la risposta del pittore!! Condivido del tutto!
    Bisognerebbe anche non chiedere troppo ad amici che sanno fare qualcosa che ci torna utile.. perchè ci sono persone che esagerano. mi sembra d’obbligo chiedere se si deve qualcosa e insistere ma se l’amico insiste sul “niente dovuto” ci sono tanti altri modi per ringraziare..

    "Mi piace"

    • Un mio carissimo amico diceva sempre “Mai grazie agli amici”, e secondo me aveva perfettamente ragione. Gli amici fanno perché fa loro piacere, noi dobbiamo sapere che sono amici e che hanno fatto (e qui torniamo al discorso della riconoscenza e della gratitudine), ma “ricambiare” la trovo quasi una brutta parola in questo caso, un tenere in pari il piatto della bilancia, quasi un non voler dovere niente.

      In un rapporto d’amore, nel senso universale e quindi anche amicale, chi ha dà: mai grazie agli amici, ma la riconoscenza di sapere che sono amici, e che per noi hanno fatto. Quando avranno bisogno loro, noi ci saremo, senza stare lì a contare se quello di cui hanno bisogno è più o meno di quello che abbiamo ricevuto noi.

      Non so se sono riuscita a esprimere il mio concetto…

      "Mi piace"

  9. Nel mio lavoro è possibile trovarsi nella condizione di assistere, consigliare e provvedere per cose che in alcuni casi prevederebbero una sostanziosa parcella finale. Non lo faccio mai ma non per questo mi sento “fessa”. E’ il mio modo di essere professionale. Certo molte persone ne approffittano è logico, me ne accorgo presto e mi metto in salvo, altre invece seppur non riconoscono effettivamente il valore in denaro di quello che gli viene dato, alla fine ricambiano in modi anche più interessanti. A volte mi sento certamente meno ricca in fatto di denaro, ma molto ricca in considerazione, amicizia, fiducia e affetto. Il guaio è che preferisco essere in credito di favori piuttosto che in debito. Anche se so che per certi favori, niente riuscirà a farmi sdebitare. Ma come ovvio questo non è motivo di partita doppia.
    Io e Mario siamo piuttosto simili. Ambedue siamo disponibili senza dover chiedere niente in cambio per questo. Molto spesso siamo a rischio fregatura, ma alla fine ho sempre visto che i conti tornano, anche se lasciano spiacevoli sensazioni, soprattutto se si tratta di amici.
    Con gli estranei è diverso, ci si investe meno. Devo dire che la mia disponibilità mi ha fatto godere di ospitalità deliziose. Per esempio ricordo un fine settimana lungo, in un “posto” in Toscana che non avrei probabilmente mai potuto godere altrimenti, persino con la presenza di un autista quasi privato e di ottimo Brunello al seguito. Oltre a questo un soggiorno a New York per sei persone in Park Avenue in un appartamento da sogno. Che importanza ha ricevere un riconoscimento in denaro se puoi avere molto di più? 🙂

    "Mi piace"

    • @Ross: concordo con te a 360° ma, come ho detto prima, prestare la mia opera gratuitamente deve essere una mia scelta, non un essere messa davanti a fatto compiuto e sentirmi fessa e incapace di farmi riconoscere quanto fatto.

      "Mi piace"

  10. Concordo con Ross. Anch’io ho spesso aiutato studenti con disabilita’ a preparare esami, servizio che l’universita’ avrebbe dovuto pagarmi ma che non ho mai fatturato. E’ solo un esempio, se vedo una madre in difficolta’ l’aiuto e, come Ross, per i miei amici darei tutto, incluse le chiavi della mia piccola e disordinata casa. Ma questo mi appaga, non ho bisogno di contributi, mi appaga il farlo, mi appaga vedere persone con disabilita’ ed altri problemi (anziani ecc) che si sentono accettate, per cui lo faccio. Tutta la mia vita ho agito cosi’ e non cambierei, ma non penso Ifigenia si riferisse a cio’.
    Il mio “essere fessa” si riferisce a farmi mettere i piedi in testa da persone che nonlo meritano e si approfittano. E’ successo ad esempio in tutta la mia carriera professionale. Ho spesso lavorato “aggratis” (ovvero tonnellate di ore in piu’ che non ero tenuta a fare), svolgendo competenze che non mi spettavano. Senza neanche un favore in cambio, nel mio caso, l’unica conseguenza era l’incremento del profitto personale del mio datore di lavoro. Guarda mi capita in continuazione, persino la settimana scorsa, e’ un “problema” da cui non riesco a liberarmi. Certo questa cosa poi si riflette a livello personale, non a caso sono finita fregata e senza un centesimo dopo anni di lavoro e di risparmi alla mia veneranda eta’ grazie a persone che non hanno avuto scrupoli ad utilizzare questa mia caratteristica e fini personali.
    Penso che sia invece quest’ultimo fattore a cui si riferisce Ify. Dimmi se sbaglio.
    Alla fine della fiera pero’ non penso che riusciro’ mai a cambiare. e non penso neppure di voler cambiare.

    "Mi piace"

    • Sono di passaggio, solo un secondo per dire che concordo con Ross e Martina ha colto esattamente quello che intendevo.

      Comunque io so benissimo quando voglio essere pagata, E MI PAGANO, e quando invece rispondo ai principi espressi da Ross. Almeno questo l’ho imparato, tenere a bada gli approfittatori!

      "Mi piace"

    • @Martina: sì, mi riferivo a questo, credo che si sia evinto dai miei commenti precedenti.

      "Mi piace"

  11. Tu domandi, Lady @Ross : “Che importanza ha ricevere un riconoscimento in denaro se puoi avere molto di più” ?
    Ed io ti rispondo : NESSUNA !!!
    Da luglio u.s. ( e scusatemi, se questa volta parlo di me ! ), dò lezioni di Latino, Greco e Matematica “gratuitamente” ( poichè i Genitori del Ragazzo, che è ‘Figlio unico’, sono ‘Operai precari’ ) ad Alessandro, un sedicenne che, arcanamente, scelse di frequentare il Liceo Classico ‘come spinto a farlo’ . Venuto per caso a conoscenza che questo Ragazzo ( un bel Ragazzo alto e robusto, ma impegnato a studiare, conoscendo i sacrifici dei Genitori, più che a fregarsene “di scuola e studio” e darsi ai piaceri e al dolce far niente tipici della sua età ! ) intelligentissimo, era vessato da alcune sue compagne ( ‘bullette ed oziose’ figlie di “riccaccioni locali” ! ) e non compreso e/o aiutato dai suoi ‘scarsi’ Insegnanti, “mi presi l’ inderogabile e volontario impegno” ad accompagnarlo, gratuitamente, fino alla sua Maturità ( che sosterrà tra tre anni ), ed a sforzarmi ad estrarre da lui, seguendo il metodo di Socrate a me caro, quel mondo meraviglioso che questo giovane “già possiede” in se, anche se gli altri ( lui stesso che pure lo percepì, i suoi Insegnanti (sic!), i suoi stessi Genitori ) non se ne sono ancora accorti !
    Sulla piazza di Anzio, una lezione ‘privata’ di un’ ora ( a prescindere dal ‘valore’ dell’ Insegnante, qui assai scarso ! ) di Greco, Latino e Matematica costa Euro 25 . Io ho già dato un centinaio di ore di lezione ad Alessandro, e nei prossimi tre anni le ore saranno migliaia ( al ritmo di 5 ore a settimana ) .
    Ma, a prescindere dai buoni voti che lui sta già conseguendo a Scuola, non c’ è cifra al mondo che possa compensarmi ‘in denaro’ adeguatamente, quanto l’ ultima cosa che Alessandro mi ha detto ultimamente, prima di andarsene a casa dopo una lezione di Greco e Matematica : “Bruno, che mondo affascinante è questo” !!!
    Da un Ragazzo di sedici anni ……. questa riflessione !
    Sì, Lady @Ross, non c’ è denaro al mondo che possa valere questa soddisfazione interiore !

    "Mi piace"

    • @Ser Bruno: sappiamo di Alessandro, e noi ci auguriamo che tutti i ragazzi di intelligenza e volontà che non abbiano genitori in grado di capirli e/o sostenerli, e insegnanti distratti, incapaci o menefreghisti, incontrino sulla loro strada dei cavalieri (o cavallerizze) erranti mandati dal cielo a tendere loro la mano di cui hanno bisogno (e cui, secondo me, hanno pieno diritto).

      "Mi piace"

  12. Oh, leggo ora, dopo l’ invio del mio commento, le considerazioni di Queen @Ifi e Lady @Marty d’ Irlanda, che insieme a Lady @Ross e a Ser @Mario, oltre a me, farebbero parte di quelli che i ‘cialtroni infestanti ed i ‘furboni da tre cent al mazzetto’ chiamano “fessi” !
    Bene, questa qualifica mi gratifica assai !
    Ma, mi/vi dedico, affinchè come dice la nostra Ospitante la generosità ‘senza nulla a pretendere’ sia riconosciuta come tale e risponda ad una autentica esigenza d’ aiuto del beneficiario, piuttosto che ad una forma di sfruttamento surrettizio della nostra inguaribile disponibilità, questa indimenticabile Ballata di Ser @Fabrizio dei Nobili De Andrè .

    "Mi piace"

  13. Solo due casi di “impagabile amicizia”.
    Un amico con un locale decide di prendere delle televisioni. Momento di necessità (anche se non proprio necessaria). Mi offro di finanziargliele. Dopo mi chiede se voglio la restituzione in un’unica trance o a rate. Accetto le rate perché gli vanno meglio. Mi prega di passare varie volte per il locale ma ogni volta poi non c’è la moglie. I soldi li ho dati a lui ma li restituisce solo lei. Di quei soldi farei pure a meno. Sarebbe bastato dire: E’ un momento difficile; posso darteli più avanti. Mica glieli chiedo. Ora ne ho avuti una parte. La cosa, involontariamente da me, mi fa sentire come un ufficiale giudiziario. Mi sento come di creargli problemi, di toglier loro il pane di bocca. Ciò che non va non sono i soldi ma il fatto che per soldi questo ci, o almeno mi, crea disagio. Avrei voluto fin dall’inizio dire ve le regalo io. Ho sbagliato allora.
    Un altro amico mi chiede di aiutarlo a fare un sito e di collaborare allo stesso. Mi impegno sia per la parte informatica che a scrivere raccontini (quelli che sto pubblicando, circa 250 in un paio di mesi) sia per dei post sulla musica. I raccontini li mando che li pubblichi a sua scelta. Pian piano a suo dire diventano pieni di errori di battitura. Controllo minuziosamente: sono “sani”. Lo prego di segnalarmene almeno uno. All’atteggiamento non so dare altra spiegazione che una strana forma di gelosia. Ha deciso che lui è uno dei più grandi intellettuali del 900. Non accetta che il 900 (ne il 2000) lo riconosca come tale. Mi tortura la vita perché qualsiasi cosa faccio non va. Il problema è che non esistono i problemi che lui mi segnala. Mi chiama ad ogni ora. Mi spiega che lui è il direttore. Sostiene di essere dio. Ci litighiamo e finisce una amicizia che durava dal 68. Non ci ho capito niente. Contribuisco al solo scopo della casistica. Confermo: non so dire di no a nessuno anche se qualche volte me ne debbo pentire.

    P.S. ascoltero poi il buon Faber ché dall’ufficio non posso.

    "Mi piace"

    • @amandoRoss: ci avevi parlato di questo tuo “bizzarro” amico. Direi che può essere tranquillamente annoverato nella categoria: “Non ragioniam di lor ma guarda e passa”.

      Per quanto invece riguarda i tuoi amici debitori, una volta mi ci hanno fregato due persone, una di quelle coppie che aveva soldi per lo scialo e non per il necessario.

      Prestai loro dei soldi che non rividi mai più. Li vedevo tornare a casa con pacchi di pasticceria, comprare ogni sorta di giocattolo inutile per i figli, ma dei miei soldi neanche l’ombra anzi, a un certo punto mi tolsero anche il saluto.

      Una volta però capitò loro una questione tra capo e collo, e lui venne da me con la coda tra le gambe a chiedere umilmente aiuto: beh, NON fui superiore… ma neanche un po’. Gli dissi: “Mi dispiace, non so proprio come aiutarti”.

      "Mi piace"

  14. Questo mi conferma, Ser @Amandoross, e conferma ‘on topic’ quanto constatato da Queen @Ifigenia, che “anche” Tu, Amico mio, debba, non dico cambiare i tuoi sentimenti ( sono i cialtroni, che devono cambiare i loro !!! ), ma attrezzarti ( e questo l’ intelligenza e la sensibilità, ce lo può consentire sempre !!! ) a che cessi nei tuoi confronti “lo sfruttamento surrettizio” della tua irrifiutabile ( da te ) disponibilità ! Quanto ai due “amici” (sic!) che hai citato, l’ uno ( il ‘grande romanziere’, colui appetto al quale Dostoevskij potrebbe andare a pulire i cessi della Stazione di Venezia ! ) dovresti levartelo “definitivamente” dalle balle ratto come un fulmine ( poichè, vedrai, ‘amicizia’ rotta o non rotta, coglierà il momento opportuno per riaffacciarsi da te a chiederti ancora qualcosa ), con l’ altro ( il finanziato ) hai già perso tempo ! Dimenticandoti che per elementi del genere, c’ è il secchione delle immondizie .

    Ps. Ascoltati attentamente “Il Medico” di De Andrè, e riflettici sopra, poichè così è l’ esistenza reale !

    "Mi piace"

  15. Il medico lo conosco più che bene.
    L’intellettuale è un intelletuale a tutto tondo. Sostanzialmente politico e sociologo ma sa anche di letteratura e di poesia e di tutto. Può tutto e tutto bene. Se n’è andato da se. Per il resto… sto bene con me. Sai… il finanziato si vanta di essersi sempre mangiato tutto e i nostri “risparmi” paiono quasi come una colpa. E’ la fortuna e sono lì come se li potessimo gettare. Strano perché siamo stati solo previdenti un pochino e non ci possiamo certo dire ricchi. 🙂

    "Mi piace"

  16. Ma la generosità autentica ed autenticamente offerta “comunque e senza nulla a pretendere” a chi ha un’ autentica necessità, Ser @Mario, non ha mai arricchito nessuno “in soldi”, ma indubitabilmente arricchisce in un ben altro modo, e soprattutto ci fa star bene con noi stessi !

    "Mi piace"

  17. kalojannis

    Ne avrei di cose da dire…. e tante (ahimé) per esperienza personale.
    Il problema principale è che si finisce con l’essere “cornuti e mazziati”… non solo si lavora senza retribuzione ma quella disponibilità viene scambiata per “non professionalità”… di aneddoti (personali) me avrei a decine.
    Ma non voglio annoiarti/vi.

    "Mi piace"

  18. Signori, intanto grazie a tutti voi per i vostri interventi. In questo periodo sono totalmente immersa nel lavoro, e posso dedicarmi a voi, che siete sempre così cari, solo al mio ritorno a casa.

    Ora con calma leggo, ascolto, rispondo.

    Per ora, buona serata a tutti e un invito a Kalos: raccontaci!!! Non ci annoierai davvero, sono sicura che quelle che ci racconterai saranno esattamente il tipo di osservazioni e considerazioni che questo post voleva suscitare (e che sicuramente ha suscitato, da quello che sono riuscita, sia pur frettolosamente, a leggere durante la giornata.

    Torno subito 😉

    "Mi piace"

  19. kalojannis

    Discorso complicato…
    nella maggior parte dei casi in cui ho dato dei pareri sono stato io a rispondere “nulla” alla canonica domanda “quant’è?”… ma a fronte del mio “nulla” aspetto, quale gesto di cortesia, che tu ti presenti con un “presente” quale ringraziamento.
    Invece, in diversi casi, dopo il mio parere e il mio nulla, non solo nessun segno di gratitudine ma al danno la beffa… nel senso che chi ha usufruito del mio parere si è rivolto ad un mio concorrente che dopo avergli dato identico parere, gli ha pure fatto pervenire regolare parcella… riuscendo – ciò che maggiormente sconcerta – a fidelizzare il cliente stesso!
    Perché il concetto è che se ti paghi sei un professionista, se non sfrutti il cliente sei solo un bravo ragazzo… mah?!

    "Mi piace"

    • Purtroppo è così, il popolo è bue, non dimenticarlo.

      Io avrei avuto molto più successo nella vita se avessi accettato di fare l’imbonitrice, di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. Comunque guarda, io mica sono d’accordo a dire “nulla” quando invece vuoi qualcosa. Io in fondo preferisco pagarla una persona piuttosto che starmi là a scervellare per comprare qualcosa che mi farà spendere la stessa cifra se non di più e che molto probabilmente non sarà neanche gradita.

      Mi spiace, se uno dice “nulla”, per me è nulla. Rimane la gratitudine, l’amicizia, la voglia di voler essergli utile non appena se ne presenti l’occasione.

      "Mi piace"

  20. kalojannis

    Mah… non dico nulla per intendere qualcosa… solo che chiedere il giusto prezzo (come da tabella) a volte mi sembra esagerato, per cui, anziché chiedere poche decine di euro (che non mi cambiano la vita e che, anzi, mi dequalificano) preferisco far intendere di aver eseguito la prestazione a titolo di favore.
    Se poi il cliente anziché rimanere da me, va più avanti, capisci che al danno si aggiunge la beffa.
    Ma forse (e lo dico senza ironia) sono io ad essere troppo buono e a farmi troppi scrupoli…

    "Mi piace"

    • Kalos, un amico è un amico, un cliente è un cliente. Se una persona che non mi è niente non mi fa pagare per una cosa, quasi quasi non mi sento libero di chiedergli la seconda: la mente umana ha dei meccanismi strani, ma in questo caso poi neanche tanto.

      Prestazione a titolo di favore? E perché gli hai fatto un favore? E’ un tuo amico? Oppure un povero disgraziato che non si può permettere di pagare la parcella?

      E comunque, la massa apprezza ciò che paga, così come segue le mode e vuole ciò che vogliono tutto. Un amico apprezza un favore, Una persona intelligente apprezza un lavoro. La massa segue altri percorsi.

      "Mi piace"

  21. kalojannis

    Hai ragione.
    Ho cercato (sbagliando evidentemente modi) di fidelizzare la clientela e (ulteriore errore) ho probabilmente “devalorizzato” il mio lavoro.
    Vabbé, tanto sto cercando di uscire dal tunnel… 😉

    "Mi piace"

    • @Kalos: a volte non è questione di deprezzare il proprio lavoro, ma di mettere in difficoltà la persona per cui l’avete fatto. Pensavo giusto poco fa: se c’è un’amica che lavora bene all’uncinetto, e io le chiedo un centrino, me lo fa e non vuole niente: con che faccia le chiedo il secondo se mi serve?

      Se devo ricambiare, ripeto, mi sembra stupido. Passare il tempo a zonzo, a cercare qualcosa che “le potrebbe” piacere ( e che quasi sicuramente non le piacerà) mi lascia una sensazione di disagio. Allora vado da chi si fa pagare, magari poco, e siamo contenti tutti e due (ma la persona che non si è fatta pagare finisce col rimanerci male, e non capire cosa è successo e perché).

      Diverso è un amico. Mettiamo proprio Bal, se mi chiedesse una somma per qualcosa che ha fatto per me ci rimarrei un male cane. Diciamo che se è un favore piccolo va in conto amicizia, se è grande magari trovo il modo di ricambiare, e mi sarebbe facile farlo, perché dato il rapporto potrei facilmente intuire quello che desidera, magari un oggetto visto insieme, o un abbonamento a qualcosa. Allora sì, così è più carino: un po’ come i due amici che vanno sempre al bar e pagano una volta ciascuno: alla fine la spesa è uguale, ma più carino che fare ogni giorno ognuno per sé.

      "Mi piace"

  22. Vi è mai capitato di chiedere un favore, che pensate rappresenti uno sforzo piccolo per la persona a cui fate la richiesta, e alla vostra domanda “dai, dimmi quel che ti devo”, il personaggio in questione risponde “ma…niente…facciamo trenta euro” 😕

    "Mi piace"

    • @Bali: eh no, o è niente, o è trenta euro! Ecco, una cosa che mi farebbe imbestialire è la persona che prima fa la parte di non volere niente e poi spara la cifra.

      Per quanto poi riguarda la valutazione di sforzo piccolo, è sempre piccolo lo sforzo che fanno gli altri (diceva scherzando un mio collega “Come mi piace vedere lavorare gli altri, NON MI STANCO PER NIENTE”). Il valore del mio sforzo lo decido io, e poi, anche se fosse piccolo, chi sei tu per ritenere di averne diritto gratis?

      Metti che un vicino di casa mi chieda di fargli una traduzione. Se ci impiego dieci minuti, può darsi pure che sia gratis et amoris dei, chiunque egli sia, ma se c’impiego un’ora, il pc, la stampante, e lui è una persona che a malapena conosco, sta tranquillo che me la paga, altrimenti veramente ci perderei di dignità, verrei svalorizzata, e si spargerebbe la voce del somaro da soma che lavora gratis!

      "Mi piace"

  23. dani

    ma il discorso non era partito da richieste di favori fra amici?? Un amico ti chiede un favore su una tua competenza di lavoro? Beh.. è allora se è lavoro, e l’amico lo sa bene prima di chiedertelo, dovrebbe essere scontato che ti chieda anche quanto ti deve.. anche se sicuramente si aspetterà un prezzo di favore. A te poi decidere.. e credo che dipenda dal livello di amicizia.. o da quanto tu sai che lo stesso amico possa permettersi. E cioè se sai che se la massa malino.. beh..
    Ma se invece parliamo di semplici conoscenti.. se è il mio lavoro.. il pagamento è scontato (prevedibile con certezza… 😉 ) e scontato (con riduzione di tariffa…..) a mio insindacabile giudizio..

    In un primo momento avevo però pensato si parlasse di altro tipo di favore, cose che magari sappiamo fare pur senza essere parte del nostra lavoro. In questo caso non credo si debba parlare di pagamenti.. assolutamente.

    "Mi piace"

    • @Dani: dani, è chiaro che un favore è un favore, e un favore a un amico è un favore a un amico.

      Parliamo di prestazioni lavorative, a un amico, o a un conoscente, occasionali o continuative, e nei casi che non si abbiano (o noi o lui) preoccupazioni economiche o invece ne abbiamo: le combinazioni sono tante. Che sia il nostro lavoro o no, invece ritengo conti poco: parliamo di prestazione lavorativa, indipendentemente da qualle che sia l’attività principale con cui ci guadagnamo da vivere.

      Insomma, se uno fa il cameriere, e noi gli chiediamo d’imbiancarci la casa perché sappiamo che è in grado di farlo, dovrebbe farlo gratis?

      Diciamo che un favore è un favore, un lavoro è un lavoro. Poi, può anche essere una cosa occasionale, ma se impiego tempo, magari ho pure bisogno di arrotondare le entrate, sei un conoscente, e la stessa cosa poi me la chiedono in tanti, per cui tutte queste cose “occasionali” cominciano ad assere chieste di frequente (dalla stessa persona o da persone diverse) insomma, direi come te che il pagamento dovrebbe essere scontato, anche se scontato (carino il gioco di parole!).

      Ogni caso è a sé, ma i punti che vorrei sottolineare sono principalmente questi:

      1) chi non si fa pagare deve farlo con cognizione di causa e per scelta, non per non essere stato capace ci chiedere e rimanendoci con uno stato d’animo di disagio e delusione.

      2) chi chiede, deve sapere che sta chiedendo a una persona tempo e lavoro, e tenere questo in considerazione: il mancato apprezzamento penso sia l’aspetto peggiore di queste situazioni.

      "Mi piace"

  24. dani

    Bali.. meno male che te ne ha chieste solo trenta.. visti i tempi.. 🙂

    "Mi piace"

  25. Ehm … chissà …. possibile ?!?!?
    Queen @Ifigenia, sto riflettendo su quel tuo “esempio casuale”
    ( “Mettiamo proprio Bal, se mi chiedesse una somma per qualcosa che ha fatto per me ci rimarrei un male cane.” ) ….. ehm ….
    sospetti qualcosa ???
    Stai ‘mettendo le mani avanti’, come dire “giocando d’ anticipo la palla” ????
    Fuori dallo scherzo, tuttavia, e dalla “teorizzazione teorica del dò ut des”, credo che Ser @Balibar, che non parla mai ‘per dar fiato alla gola’, intendesse altre cose, altri ‘piccoli favori’ che normalmente si fanno, o facciamo, ‘aggratis’ !
    Chessò, ad esempio da un Benzinaio alla cui Stazione di Servizio ( di sua proprietà ) siamo Clienti ricorrenti e di cui percepiamo una certa affettuosità nei nostri confronti, si può passare e dire : “Franco, mi dai una guardata alla ruota anteriore sinistra, ho il sospetto di avere bucato, ti dispiace” ? “Nò amico mio, ci mancherebbe” ! Risponde lui sorridendoci . E comincia a smontare la ruota, a osservarla bene e poi, visto infondato quanto paventavamo, la rimonta con calma : tempo, una decina di minuti in tutto ! Mentre in cuor nostro riteniamo di pagargli il servizio di controllo e gli chiediamo : “Quant’ è, Frà ( immaginando si tratti di una decina di Euro )”, lui con l’ aria di gratificarci ci guarda sorridendo e ci risponde : “Niente Dottò, mi dia 30 euro” !!!
    E di questi esempi ‘minimi’ ne incontriamo a bizzeffe, Ser @Bali !
    Ad uno di questi ‘benzinai amici’ risposi : “Solo 30 ? Nò amico bello, dopo la fatica che hai sostenuto, eccotene 50” !
    E non mi sono fatto vedere più !

    "Mi piace"

    • @Ser Bruno, No, non sto mettendo le mani avanti, per ora non mi occorre niente per ora, o quanto meno nulla che possa essere fatto a distanza (che se stesse qui una mano me la farei dare….)! Ho soltanto citato una persona con cui c’è un rapporto d’affetto infinito, e in questi casi sarebbe come se una pagasse la propria madre per tenere i bambini; la nonna li tiene, te li rimanda coperti d’oro e pure col pacchetto della cena: cribbio, è tua madre, è la nonna!!!

      Ci sono contesti in cui parlare di denaro è decisamente fuori luogo. Una vota una signora fu costretta a rimanere immobile per un periodo, e la sua vicina, carissima amica, passò da lei tutti i giorni a rigovernarle la casa, credo anche a cucinarle, e considerate che di lavor faceva la domestica! Ebbene, quella signora non solo non volle mai nulla, ma ogni tanto portava pure un regalo, per allietare la signora allettata: l’amicizia è amicizia, e non ha prezzo, e torniamo a quanto detto da Ross.

      E torniamo anche a quanto detto da me: gratis, lo decido io.

      "Mi piace"

  26. scusate ma ad un amico io non chiederei mai denaro, mai! per qualsiasi cosa, assolutamente… ma anche a dei conoscenti… insomma, i lettori assidui di Ify avranno probabilmente capito che io ho dei GROSSI problemi a chiedere denaro 😀 😀

    "Mi piace"

    • @Martina: penso proprio che abbiamo centrato il punto nei commenti precedenti. Il nostro lavoro non dovrebbe mai essere gratuito perché abbiamo difficoltà a chiedere denaro che invece vorremmo, ma perché noi abbiamo deciso che quello è un gesto d’amicizia, uun favore che vogliamo fare.

      In caso contrario, bisogna andare a scuola di “come farsi pagare”, fare un corso accelerato, e insomma, liberarsi quanto prima di parassiti e profittatori.

      Come bisogna liberarsi di chi, come nel caso del benzinaio raccontato da Ser Bruno, è invece una sanguisuga che dà al proprio lavoro un valore a nostro avviso sproporzionato.

      "Mi piace"

  27. Post Scriptum, alla luce dei commenti che leggo ora !
    Ad un Amico nostro intimo, mestierante o professionista, non bisogna mai chiedere una prestazione professionale “aspettandosi un trattamento di favore”, io non lo faccio mai, in nessuna occasione !
    Pretendo invece dall’ Amico ( qualunque mestiere o professione svolga ) che lui esegua il lavoro per me, “come, e forse meglio, che se stesse eseguendo un lavoro per sè stesso” !
    E questo, non per un mio eccesso di ‘malcerta moralità’, ma per l’ affetto stesso che provo per l’ Amico, e per il rispetto che nutro verso il suo lavoro o professione !
    Se agissi diversamente, se mi aspettassi cioè uno ‘sconto particolare’ in virtù dell’ Amicizia reciproca, ricadrei senza dubbio nell’ episodio del “Commerciante Amico del Padre di Queen @Ifi” , e questo non mi piacerebbe !

    "Mi piace"

    • @Ser Bruno: sull’ultimo commento mi trovo meno d’accordo. Secondo me un occhio di riguardo per un amico bisogna averlo, se io chiedo un lavoro a un amico è magari proprio perché voglio essere in mani “sicure”, ben consigliato (ma il lavoro mi aspetto che lo faccia al suo meglio per chiunque, non solo per me, altrimenti, che professionista è?), ma il trattamento di favore, anche economico, me lo aspetto: un amico è un amico, un estraneo è un estraneo.

      Dal commerciante amico mio padre si aspettava il prezzo di costo, ed è chiaro che uno mica sta in un negozio a cambiare aria!

      "Mi piace"

  28. Concordo con quanto è stato detto dal mio commento in giù (quelli prima non li ricordo) 😉 .

    Ser@Brando, ecco una cosa simile.

    Poi c’è l’amico che dice “ma no, dai che ti faccio il lavoro. Fra amici ci si trova sempre d’accordo sul prezzo”.
    Io comincio a tremare. 😦

    "Mi piace"

    • @Bali: e secondo me fai bene: patti chiari e amicizia lunga, e chi non dice subito il prezzo e tergiversa, secondo me sta affilando le armi.

      Comunque, se uno si vuole fare pagare, in una situazione ambigua (conoscente che chiede “un piccolo favore”) i sistemi per farlo capire ci sono, e sempre riconducibili al “patti chiari e amicizia lunga” di cui sopra.

      Un conoscente ti chiede se puoi fare ripetizioni al figlio? “Certo che posso, per te il tempo lo trovo sempre, e naturalmente avrai un prezzo di favore“.

      Ti serve che ti batto la tesi al computer? “Ti dispiace se il prezzo te lo dico dopo che l’ho vista? Sai, dipende da quanto è lunga”.

      “Ti dispiace mettere mani al mio pc che si è rotto?”. “Ma scherzi? Mi fa piacere, e poi in questo momento arrotondare il bilancio mi fa pure comodo”.

      “Può tenere un ciclo di lezioni su questo argomento?”. “Farò di tutto per farle rientrare in agenda, poi semmai del prezzo ne parliamo quando avrò confermato la disponibilità”.

      Magari io qui l’ho messa giù un po’ brutale, ma il fatto è che la gente non deve arrivare a fine lavoro e non sapere se deve pagarlo o no, e iniziare quella manfrina “quanti ti devo” “ma niente”, “ma no, ma dai!” “semmai la prossima volta”, le detesto queste scene.

      Se vuoi i soldi, dillo, se non li vuoi, grazie, sei stato davvero gentile.

      "Mi piace"

  29. Ser @Bali-45 : pienamente d’ accordo con te, “ed anch’ io comincio a tremare”, in quelle occasioni di ‘slancio amichevole’ !!!
    Queen @Ifigenia-47 ( cinquina ! ) : nò, non sono d’ accordo con te
    ( e, ovviamente, non cade il mondo per questo ! ) . Ad un Amico, con cui sono legato ‘da antica ed inossidabile’ consuetudine, da un ‘modo comune’ di sentire le cose della vita, non mi aspetto nè sconti, nè trattamenti di favore ! Ed ho già spiegato il perchè : “per l’ affetto che nutro per lui”, e per il rispetto sincero per la sua professione o il suo mestiere” . La manciata di euro che potrei risparmiare, “non compensano”, per come la vedo io, i precedenti miei sentimenti nei suoi confronti e per il suo lavoro !
    Ho invece “sempre preteso”, e continuo pretenderlo sempre, che il lavoro che avevo chiesto all’ Amico, fosse svolto come se fosse “una cosa sua”, anzi meglio che se fosse una cosa sua ! E mi sono trovato sempre bene, sia per il lavoro svolto con una cura che definirei ‘amorevole’, sia con la mia coscienza ed i miei sentimenti per lui .
    Altra cosa è “lo scambio di prestazioni”, nel senso che io faccia qualcosa per un Amico ( che lui non sarebbe in grado, in base alla sua professione o mestiere, di effettuare ) e lui, da parte sua, faccia qualcosa per me ( idem ) . In questa situazione, non avviene uno scambio di denaro, ma solo di affetto reciproco e professionalità .

    "Mi piace"

  30. Ciao Ifigenia! Che bel gruppo siete!! Ho letto alcuni post. Simpatici, mi sono fatta alcune risate, ne avevo bisogno!!!
    Ho ascoltato De Andrè, quanto ha ragione… e voi con lui.
    Mah, non si sa più cosa vale e cosa no. Certo sembra che il tempo, nonostante ne abbiamo poco, non venga considerato, sarà forse proprio perchè essendo così prezioso NON HA PREZZO ???

    è tempo di rivalutare il tempo… del lavoro, s’intende!!!

    "Mi piace"

    • Ciao Alice, benvenuta in questo mio spazio.

      Sì, siamo un bel gruppo, oramai pressoché fisso. Mi sa che questo vederci così affiatati magari intimidisca qualcuno, e gli impedisca di buttarsi nella mischia, e questo mi dispiacerebbe: qui la porta è sempre aperta, il nostro motto è “aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più!”.

      In effetti qualche post è proprio per sorridere (o ridere), ci ho fatto pure una categoria, “Per sorridere un po’ “.

      Ci sono giusto appena riandata, e mi sono ricordata del post “Discrezione“, che racconta dell’origliare le liti dei vicini, e quello che oramai è diventato mitico (qualche amica burlona ha pubblicato il link su facebook “Pene, amore e fantasia“.

      Però trattiamo anche argomenti seri… lavoro, famiglia, e delle tante seccature che la vita di propina, e che noi qui tentiamo di sdrammatizzare 😀

      Buona navigazione, e invito tutti a ricambiare la visita nella nostra new-entry! 😉

      "Mi piace"

  31. dani

    ahahahaha.. non l’avevo letto!!
    Quello che mi piace di più é: “Chi ha paura dell’uomo nero?”

    "Mi piace"

  32. Il preservativo spray? Oddio manco da troppo tempo sulla scena… 😀

    "Mi piace"

  33. Buona sera, Lady @Alice dei Signori di Matè, e ben venuta tra noi, che ce ne stiamo ‘allineati e coperti’ qui, da Queen @Ifigenia, cui non difetta nè l’ ospitalità, nè l’ ironia, nè la memoria !
    Sì, è vero quello che dici, e l’ ammetto, ci sentiamo “un gruppo, francamente, non dei peggiori”, cui fà piacere ridere a cuore aperto, incrociare la spada per duellare con chiunque ma con lealtà, piangere qualche volta insieme quando necessiti, per tentare “di ricreare una qualsivoglia sintassi del vivere umano, e mostrare una carne buona da mangiare almeno per mille anni ancora” !
    Troppa grazia ???
    Beh, noi ci proviamo ……
    e chissà !!!

    Ps. Oh, Lady @Dani, ti piace “Chi ha paura dell’ Uomo Nero” ???
    “UOMO NERO” ?!?!?
    Però …… ehm ….. gira e rigira siamo sempre là !
    L’ Uomo, o nero o rosso o giallo, è sempre al centro dell’ attenzione !

    "Mi piace"

  34. Grazie per il tuo garbato e cavalleresco saluto. Mi par d’essere in un maniero d’altri tempi, gradisco accoglienza e compagnia.
    Non so se sono all’altezza della situazione, ma si può sempre imparare 😉

    "Mi piace"

    • @Alice: qui nessuno è all’altezza, per arrivarci saliamo in spalla l’uno all’altro (ma senza farsi pagare, s’intende! 😉 )

      "Mi piace"

  35. Scusate Amici e Amiche, se per rimanere nel tema posto da Queen @Ifigenia, io debba specificare che questa comunicazione ‘pro ea’ la faccio amichevolmente “aggratis”, senza cioè nulla a pretendere dalla nostra Ospitante !
    Ma il fatto è che dovete sapere che la nostra Queen @Ifi è al momento azzoppata ‘nella sua qualità di Blogger’, in quanto il suo PC non funge come dovrebbe, a causa dell’ ignavia del Gestore della sua ADSL . E’ questo il motivo, e non perchè ( come io stesso avevo temuto ) la nostra Amica si sia data alla macchia, della sua “assenza dal ponte di comando” di questo Blog !
    Per cui, se nella sua momentanea assenza, si volesse proseguire a commentare, lo si faccia pure : lei sarà la prima ad esserne lieta !

    "Mi piace"

    • Ma una volta le chiacchiere non si facevano sul divano????

      Avanti, marsh, tutti comodi sul sofà, che sto arrivando, armata del wireless gentilmente offerto dall’azienda 😉

      "Mi piace"

  36. Ahò, ben tornata, “più tiranna e determinata che pria” !!!
    Ma quale Divano, qui si stà discutendo di una specifico Post !!!
    O l’ hai proditoriamente chiuso ???
    Boh !

    "Mi piace"

    • Nel senso che mi volete pagare per fare la blogger? Che vi devo pagare io per commentare? Che ritenete che il gestore non mi dia la linea perché non ho pagato una bolletta?

      Insomma, Cavaliere, non mi è chiaro il nesso… 😯

      "Mi piace"

  37. Ti è chiaro, ti è chiaro, Amica mia e del sole !!!
    Tu non becchi niente, nel senso che “noi non cacciamo una lira ch’ è una lira” o meglio, per restare ‘On topic’ anche sull’ attuale moneta vigente, “Un cent di euro ch’ è un cent di euro”, e Tu non l’ incassi !
    Porquà ( ma esiste ‘sto termine ? ), Tu continuerai a fare la Blogger “aggratis” se t’ aggrada e, per quanto riguarda questo martoriato Post, sta a te chiuderlo con un altro argomento oppur nò !
    Ma finchè si parla di “soldi” ( da incassare noi, ovviamente ! ), è lecito restare qua, a mio “errante” parere !
    Hic laeti manebimus !!!

    "Mi piace"

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: