Domande difficili, risposte in fondo facili.

Dice Martina:

“l’incapacita’ di uscire dalle situazioni di sofferenza, non me la spiego. E’ davvero una cosa umana. Di storie simili ne ho sentite a bizzeffe. Guardiamo la nostra vita dallesterno, come se stessimo guardando un film. La vediamo srotolarsi in modo tragico, masochista. E non reagiamo. Piuttosto somatizziamo, ci ammaliamo. Perdiamo tutto.
Perché questo gusto per la sofferenza?”

E Mario si chiede:

“Le domande che mi pongo, sempre da parte mia, sono: ha il diritto una donna di volere un fiuglio senza un padre? E quale istinto poi spinge quella stessa donna a dargli quel padre che prima non voleva?”

Forse non è difficile rispondere.

Non ci si crogiola nella sofferenza per gusto, ma per stanchezza, immobilismo, paura. Perché da dentro le situazioni non si vedono chiaramente, perché il ritrovarcisi dentro lentamente, pezzetto per pezzetto, ci obnubila e fiacca le forze. Non per gusto, ma per inebetimento progressivo.

Il fatto di precipitare passo passo, non ci fa rendere conto della profondità del baratro, e quando ci siamo dentro le forze, la determinazione, la volontà, sono consunte.

Per quanto riguarda i figli, la protagonista del racconto aveva rinunciato a un figlio, sono cose che generalmente una donna non dimentica, rimane tanto desiderio di riparare in qualche modo ciò che si è fatto, ricostruire, andare avanti quasi per poter tornare indietro e cancellare quel dramma che continua a turbare i sentimenti.

Si fa un figlio perché ci spetta, perché è nostro diritto, perché è nostro figlio. Si fa senza il padre, perché tanto lui non sarà mai d’accordo, ma noi sentiamo che non ha il diritto di negargli di esistere, che quello che ha già fatto una volta e continuerebbe a fare è orribile, e ricorriamo al “fatto compiuto” (anche se qui tendo ad essere più d’accordo con Martina).

Ma poi capisci magari che gli altri bambini un padre ce l’hanno, e vorresti non creare complessi al tuo. Oppure, il tuo retaggio culturale ti dice che un figlio ha bisogno del padre, e forse un po’ la coscienza ti rimorde.

Oppure lui torna a capo chino a bussare alla tua porta, e ti chiede di far parte di quel tuo mondo, perché è anche il suo, e sente di averne bisogno, e di voler riparare quello che ha fatto.

Le risposte sono tante: ma, chissà com’è, quelle domande rimangono sempre le stesse, e sempre così tremendamente in sospeso.

73 commenti

  1. Ify, siccome sono cotta ed ina una sorta di tempesta emotiva, stasera, faccio il copia ed incolla di un commento che ho postato prima sul blog di Mario (http://emmedigi.wordpress.com/2010/10/26/silenzi/#comments)
    Mi si perdoni la pigrizia, ma stasera mi sento davvero svuotata. eppoi non riuscirei ad aggiungere altro….

    Mi sono spesso chiesta, perche’ ci sottoponiamo a tali sofferenze? Io ho accettato di dormire in un letto vuoto dodici e passa anni fa. E’ sempre rimasto vuoto. Come te ho accettato solitudini ed umiliazioni che nessun essere umano dovrebbe subire. Perché?
    Ho sempre pensato fosse una sorta di autopunizione. Ho capito presto di aver fatto degli errori irrimediabili. Per cui dovevo punirmi. Scontare una pena autoinflitta. Vivere e soffrire con le spalle al muro, come dice Ross.
    Pero’. E sembra assurdo questo pero’. Pero’ io credo ancora nella possibilita’ di gioia. Nella possibilita’ di piccole gioie quotidiane. Nella possibilita’ di una vita che non sia continua fatica e struggimento.
    Ci credo. Se non ci credessi, avrei gia’ deposto le armi. Ma quest’analogia non mi piace. Sembra di essere alla guerra. Non voglio pensare in questi termini, non posso continuamente paragonare la vita ad una battaglia.
    Come ho detto anche a Ross, non credo alla parola “sacrificio” applicata al nostro quotidiano. Mi piace lavorare, mi piace avere una famiglia, dei figli. Mi piaceva anche l’idea di avere un compagno di vita, qualcuno con cui fare compromessi e preparare insieme il pranzo della domenica. Qualcuno con cui litigare per le cose piu’ stupide per poi riappacificarsi con tenerezza. Qualcuno con cui condividere le decisioni e la quotidianita’.
    Non sarebbero stati sacrifici. Solo presa di coscienza delle proprie responsabilita’.
    Non e’ successo. La vita non sempre va come si vorrebbe. I figli non sempre nascono perfetti, le torte a volte vengono fuori bruciate. Non si sceglie sempre il luogo ideale in cui vivere. Si fanno errori di giudizio sulla persona che si sceglie come partner, ci si accorge presto che tali errori sono madornali. Ed allora perché non ci si svincola?
    Il giorno in cui sapro’ rispondere a queste domande, avro’ raggiunto l’apice della saggezza Zen 😀 Nel frattempo, mi limito a cercare dei momenti di serenita’. Giusto per non soccombere a tutte queste domande che non trovano risposta.

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  2. ARI “UNOOOO” !!!
    Ahò, ho visto Ser @Aquila nei paraggi, e hai visto mai …….
    Ha diritto una Donna ???
    Beh, se parliamo di una Donna che, s’ alza una mattina e decida di essere ‘mamma’ anche senza un Partner ( Marito, Compagno, Amante, etc. ) e per questo suo desiderio ‘esclusivo’ si adopera per essere ‘madre’ ricorrendo ad una delle tantissime tecniche di laboratorio genetico oggi in vigore, a mio parere ‘errante’ quel diritto si incrina, perde ogni legittimità etica, poichè “obbliga” fin dall’ inizio il nascituro ( che al contrario di lei, non ha alcuna possibilità di decidere il suo futuro ) ad essere privo di un Genitore !
    E questo, diciamocelo con ogni franchezza, non appare un fatto apprezzabile, anzi – se devo essere sincero fino in fondo – mi appare un fatto ignobile !
    Altra cosa è una Donna che, innamorata di un Uomo ( Marito, Compagno, Amante, Occasionale Partner etc. ), dopo un atto d’ amore con costui “rimane incinta” e, di fronte al rifiuto dell’ uomo ( sempre individuato come sopra ) di voler far nascere ed accettare quel Figlio, decida invece, contro tutto e tutti ( e magari anche contro se stessa ), di avere quel Bambino .
    Beh, in questo caso ritengo che “quella Donna” abbia “il pieno diritto”, e lo abbia Lei e solo Lei, “di essere Madre” comunque !
    E’ una scelta dolorosissima, una scelta coraggiosa e degna, una scelta che ammiro ‘senza se e senza ma’ !!!
    Il Padre, il Compagno, l’ Amante, il Partner occasionale ( o, nei casi limiti, il violentatore ) non lo volevano o non l’ avrebbero mai voluto quel Figlio ??? Sono problemi loro e della loro coscienza ma, loro malgrado, sono anche i segni inequivocabili della caratura infima “del loro essere uomo” !!!
    Ma quelle Madri coraggiose, in caso di abbandono a se stesse dal compagno vigliacco e se vivessimo in una società veramente ‘civile e democratica’, dovrebbero essere sostenute, aiutate in tutti i modi ( anche economicamente, se fosse necessario ! ), seguite e ammirate . Poichè è dal coraggio e dall’ amore per la vita, che nasce la vita, non dalle rinunce vili ed egoistiche, quando non sprezzanti la vita altrui !

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    • Un figlio si fa in due, su tutti e due cadono le responsabilità, e non ritengo assolutamente giusto ingannare l’altro imponendogli un figlio che non vuole. Se poi capita, è ovvio che la genitorialità riguarda entrambi, quando due persone si uniscono il concepimento rientra nelle possibili conseguenze di cui assumersi la responsabilità.

      Diverso è il caso di stupro: io sono sempre contraria all’aborto, ma a volte si deve scegliere tra due mali, e se la donna stuprata questo figlio non lo accetta, è in gioco pure la sua di vita, di valore non certo inferiore a quella del bambino. Per quanto, ho conosciuto una ragazza congolese che, stuprata all’aeroporto mentre stava venendo in Italia per entrare in convento, rifiutata dal convento stesso a causa di quella gravidanza, decise di tenerlo perché l’aborto era contro le sue convinzioni religiose, ma di darlo in adozione perché non riusciva ad accettarlo.

      Però qui stiamo parlando di una donna adulta, e supportata da una forte fede religiosa.

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  3. Acc….
    Lady @Marty, mi hai buggerato !
    Sei più veloce di Ser @Aquila !!!!

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  4. dani

    Mi sono persa passaggi di origine del discorso e ho qualche difficoltà a capire bene di cosa si stia parlando e quindi intervenire.
    Ma traggo spunto da una frase di Martina “Guardiamo la nostra vita dall’esterno, come se stessimo guardando un film”.
    Eppure una volta mi è stato detto che riuscire a guardare la nostra vita dall’esterno sarebbe una grande aiuto per capire noi stessi, i nostri errori e riuscire così, senza farsi coinvogere troppo emotivamente, a porvi rimedio..

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    • @Dani: martina faceva un discorso generico, anche se a partire dalla sua situazione (un matrimonio infelice di cui si sta liberando), mentre Mario raccontava di una donna che ha deliberatamente scelto di avere un figlio da un uomo immeritevole e che già l’aveva una volta fatta condotta ad abortire, e l’aveva fatto smettendo a sua insaputa di prendere la pillola.

      Questa stessa donna poi avrebbe fatto i salti mortali per far rientrare quest’uomo nella sua vita e dare un padre a suo figlio. Ecco, mi pare di aver capito che Mario ritenga questo comportamento incomprensibile e incoerente.

      “Guardare dall’esterno la propria vita” ha un doppio significato: può voler dire riuscire ad astrarsi dal coinvolgimento emotivo e valutarla oggettivamente, e questo è buono, oppure viverla lasciandosi trascinare dalla corrente, come se sulla nostra vita non avessimo alcun potere d’intervento, fossimo spettatori e non attori, e questa è l’accezione negativa.

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  5. Appunto, un Figlio si fà in due !
    Io “non” mi riferivo ad una Donna che imponga al Marito ( o etc. etc.) un Figlio, che lui non avrebbe mai voluto, facendosi deliberatamente ingravidare pur conoscendo ‘prima’ la volontà del Partner !
    Mi riferivo, al contrario, ad una Donna che, dopo un atto d’ amore “eseguito in due”, rimanga in cinta ‘suo malgrado’ ! E che, in questo caso, venga ricattata dal Partner, o almeno spinta con ogni mezzo da lui ‘a liberarsi subito del fardello’, coll’ infame diktat “O lui, o me” !!!
    O ad una Donna che, rimasta in cinta dal Marito ( o etc. etc. ) “sul cui affetto prima fidava”, scopra soltanto dopo l’ inaffidabilità dell’ altro !
    Ripeto, a mio parere ‘errante’, quella Donna ha il sacrosanto diritto ‘a voler essere Madre’ !!!!
    E così pure una Donna stuprata, se decide di tenersi comunque il Figlio !

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  6. Ecco, Ify, a quella frase avevo dato appunto l’accezione negativa che tu hai descritto. Io ho guardato dall’esterno la mia vita senza prendervi parte. Non ne ero coinvolta.

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    • Credo sia un fatto più comune di quanto si possa pensare.

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  7. Il cavaliereerrante (2) disegna un mondo teorico esemplare; come dargli torto? Ma ogni vicenda ha risvolti particolari. Singolari quanto preziosi e personali. Ed io, anche io sono fallibile. Posso chiedere un ordine preciso al mondo?
    Io, in quanto Mario, nei panni di amandoRoss, mi sono liberamente ispirato ad una vicenda reale. Poco di teorico. Vicenda a suo modo emblematica e, come tutte, “particolare”. La mia dolce compagna è intervenuta per una revisione della stessa in base ad un suo sentire di donna. Ma credo che Mario debba una precisazione. Mario non ritene il comportamento descritto incomprensibile e incoerente. La logica lo farebbe. Mario si limita a registrare comportamenti affascinato dai processi e dalle storie delle persone. La logica vorrebbe… ma la logica fa a botte con le pulsioni, i sentimenti, le emozioni e gli attimi. La storia che mi ha ispirato, come tutte, ha una ben diversa e più ingarbugliata complessità. Ognuno nella sua si trova a lottare contro tante cose e, prima ancora, contro se stesso. Forse mai riuscirò a spiegarmi certi miei gesti; certe scelte. Con questo non giudico. Nello specifico non ho mai avuto esperienze nemmeno simili. Ho amato e sono stato amato. Ho dato e ricevuto. Quando l’amore è finito è semplicemente finito. Se tutto andasse come nei sogni un lri e una lei metterebbero al mondo solo figli voluti e scelti, e li acudirebbere assieme riempiendoli di amore e di attenzioni. Del mio particolare caso ne ho parlato in Figlia (http://laltrametadelcielo.wordpress.com/2010/10/21/figlia/). Lei, la mia ex, lo faceva come un agire normale. Me ne dispiaccio ma non riesco a rinfacciarle troppo. Eppure in quel mamonto di quel rapporto tutto funzionava alla perfezione. E mia figlia è una splendida donna. Debbo ripeterlo ancora che io sono un uomo molto fortunato?

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  8. A onor del vero i racconti a cui fa riferimento Ify sono due, uno che parla di una donna che è messa di fronte alla scelta di abortire da un compagno che fin dall’inizio aveva sostenuto di non volere figli. Il racconto puntava più sulla questione dell’egoismo. E’ più egoista chi vuole un figlio malgrado tutto oppure chi non vuole figli tout court? Anche in quel caso non do una risposta precisa, la protagonista potrebbe proseguire la gravidanza oppure no, qualsiasi possa essere la sua decisione potrebbe essere tacciata di egoismo. Volere e avere un figlio non voluto dal padre oppure sottostare al dictat del compagno sempre egoistico sembra. Sia che lo sia lui o lei.
    Nel secondo racconto la donna ha una lunga storia con un uomo che la tiene legata strettamente, ma che non le concede niente, un po’ perchè non vuole e un po’ perchè non può. Lui è già padre e non vuole avere problemi, senza tenere conto che la protagonista ha delle esigenze a cui lui non sa dare risposta.
    Cosa deve fare questa donna? Vorrebbe un affetto certo, qualcosa che le rimanesse e la impegnasse, in questa storia combattuta e arida. Per lei, raggiunto il momento di decidere, perchè anche se non si vorrebbe, le donne sono obbligate da quell’orologio biologico che tanto spaventa, un figlio è l’unico dono che si può prendere. E’ giusto che lo faccia? Oppure no?
    Certo non lo chiede perchè sa la risposta che riceverebbe. Proprio per questo se ne prende tutte le responsabilità, si sente anche in colpa, ma non può farne a meno. E’ destinata ad essere madre single di un figlio che è destinato ad essere senza padre.
    Non faccio discorsi moralistici. Non sono contraria all’aborto e sono convinta che debba essere la donna a decidere se abortire o meno. Non apprezzo le donne che si fanno mettere incinta per taglieggiare il padre del loro figlio. Io sono per l’autodeterminazione e per la responsabilità.
    Sinceramente non sono come Ify che ritiene che accettare comunque una gravidanza sia il trionfo della vita sulla morte. Troppo poco se messo a confronto con l’infelicità di quella donna, di quell’uomo e sopratutto di quel bambino… E’ questo che spaventa. Meglio un figlio che noin esiste che un figlio poco amato e maltrattato. Fossimo tutti giusti non ci sarebbero tante brutture al mondo.
    Sulla protagonista che vuole quel figlio a tutti i costi posso solo dire che simpatizzo con lei. probabilmente se non l’avesse fatto sarebbe rimasta una donna sola ed infelice. Certo avrebbe avuto una vita più facile, ma decisamente molto poco significativa. Egoista pure lei? Forse, ma alla fine se tutto finisce bene e lei riesce a crescere, pur senza padre, un figlio splendido… allora che male c’è?
    Ho purtroppo visto coppie consenzienti e in accordo fare figli che poi hanno utilizzato per angariare l’altro. Ho visto bambini sofferenti, disturbati, depressi che sono nati con il benestare dei genitori. Le cose poi cambiano e non tutti sono pronti per certe responsabilità.
    Riguardo al dolore pure io ho la stessa teoria di Martina. Che sia poca autostima oppure voglia di punirci (per sensi di colpa veri o presunti) molto spesso ci intestardiamo su posizioni assurde e complicate. Tutto potrebbe essere più facile se ammettessimo i nostri errori e tentassimo di ripararli.

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    • Cara Ross, sempre molto ricche le tue osservazioni e difficile dare risposte che non rischino di essere superficiale o comunque inadeguate a situazioni specifiche.

      Tu chiedi: “. E’ più egoista chi vuole un figlio malgrado tutto oppure chi non vuole figli tout court?”.

      Io non ho dubbi: è più egoista chi vuole un figlio “a tutti i costi” (e anche chi non ne vuole “a tutti i costi”, io assolvo solo chi non ne vuole, e che per questo vive una sessualità responsabile, non chi abortisce, o partorisce e li butta nel cassonetto e via dicendo). L’egoismo è proprio in quella frase “A tutti i costi”.

      “A tutti i costi” è un’affermazione che contiene dentro di se la prevaricazione dell’etica, lo schiacciamento dei diritti altrui, uno scavalcamento persino del normale buon senso e, vi dirò di più, persino del proprio personale vantaggio: “ a tutti i costi” è un’affermazione che per fortuna non è quasi mai vera, perché se lo fosse sarebbe nella maggior parte dei casi pura follia.

      Vorrei precisare meglio il mio pensiero riguardo all’aborto: sì, accettare una gravidanza è il trionfo della vita sulla morte, ma quando uno l’accetta col cuore, e la porta avanti con tutti i sentimenti, non quando è una specie di condanna subita (caso in cui sono comunque contraria).

      Non sono mai stata d’accordo con quello che io considero solo un comodo alibi, “metterei al mondo un infelice”: nessuno può decidere a priori chi sarà felice e chi no.

      Scrissi in questo post:

      “Non gli potevo garantire un futuro”: altra megagalattica cazzata.
      Nessuno può garantire un futuro a nessuno: la storia è piena di persone che sono nate in condizioni a dir poco disagiate, spesso drammatiche, e hanno avuto una vita piena e soddisfacente, e di figli di papà che hanno fatto una brutta fine, spesso per scelta (magari su uno yacht, vuoi mettere?). Questa non è un’opinione, è la vita.”

      D’altra parte, cara Ross, tu stessa concordi che “lei riesce a crescere, pur senza padre, un figlio splendido… allora che male c’è?
      Ho purtroppo visto coppie consenzienti e in accordo fare figli che poi hanno utilizzato per angariare l’altro. Ho visto bambini sofferenti, disturbati, depressi che sono nati con il benestare dei genitori”.

      Non siamo predestinati. O forse sì, ma non secondo il metro di noi ignari umani.

      Tornerò sul discorso del dolore, ora mi devo assentare per un po’.

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  9. Quando è quel tempo di ammettere ed emendarsi spesso è troppo tardi. Bisognerebbe non sbagliare ma come si fa? Se c’è una ricetta non l’ho ancora trovata. Anch’io simpatizzo con quella donna. Ciò che la distingue da altre storie è che la sua alla fine è terminata bene. Bene perché quel figlio è un bell’uomo. Perché lei ha saputo crescerlo e tirare avanti; ma su questo ionon avevo alcun dubbio. Detto per inciso i dubbi li ha sempre avuto tutti lei. Bene anche per altre cose, cose che lei aveva sempre meritato, ma nopn sempre avuto. Il tutto ha inizio in un rapporto sbagliato. Quando ci si accorge dello sbaglio è già tardi perché ci si trova dentro senza la capacità di uscirne. La vita è fatta di momenti, di attimi. Facile dire dopo.

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    • @Mario 1: soprattutto la vita è fatta di “trovarcisi dentro” ma, di questo, abbiamo già parlato e tanto torneremo a parlarci.

      Facile dire dopo “avrei, avresti dovuto”. Ma io ho dovuto decidere prima, non dopo e, prima, il senno del poi non mi era concesso.

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  10. Ser @Mario, perchè “casi teorici” ???
    Nel mio vagare per lande solitarie e rive di mare sconosciute ai più, al di là della ‘metafora’ del Cavaliere Errante ( che calza come un guanto con la mia vita realmente vissuta fin qui e, per quanto starà in me – per le mie scelte ideali “inderogabili” ! -, “finchè il Fato si compia” ), io ho osservato, talvolta vissuto, “casi in carne ed ossa” !
    Quando io dico di una Donna che scelga non ostante tutto, io parlo ad esempio del caso concreto di una giovane Donna povera, che viene lusingata da un uomo fascinoso, lei se ne innamora, fanno l’ amore e lei rimane in cinta ! A questo punto, lui le rivela la verità, e cioè che è sposato e che ha già due Figli e la supplica di abortire per evitare uno scandalo . E quando la Ragazza gli risponde “che vuole avere comunque quel suo Figlio”, lui se la squaglia in un’ altra Città con Moglie e Figli, facendo mancare a quella povera Ragazza ogni suo sostegno economico e morale da quel momento in poi !
    Bene, quella giovane Donna “volle far nascere il Bambino”, abbandonò il suo Paese natìo, venne ad Anzio, dove si predispose a fare tutti i lavori più umili e duri che le capitassero, portò avanti la gravidanza e, quando suo Figlio ( che oggi è un mio ottimo Amico ) nacque, triplicò le sue fatiche, sforzandosi =da sola != a crescere quel Bambino con sani principi, spirito di sacrifico e amore per la vita ! Di casi come questo, ne ho conosciuti a decine nel mio lungo vagare, e conosco casi anche di Donne ‘stuprate’ che vollero tenere comunque il Bambino, ad onta di tutto tranne che della vita che portavano in grembo !
    E concludo che mi sembra retorica la domanda se le Donne abbiano o meno il diritto di far nascere un Figlio senza Padre . Nei casi prenarrati, ed in ogni caso a mio giudizio, una Donna “ha il pieno diritto”, e ce l’ ha solo lei, a fare questa scelta “”dopo”” che suo Marito ( ci sono anche questi casi, il cui il Marito non avrebbe mai voluto alcun Figlio ! ) l’ abbia abbandonata, o l’ abbia abbandonata il Compagno, o l’ Amante, o qualunque Partner occasionale !
    Col senno di poi, si potrebbe obiettare a quelle Donne ( non certamente a quelle stuprate ! ) : “ma chi ve l’ ha fatti fare a mettervi insieme a uomini (sic!) simili” ???
    Ma fare questa obiezione, significherebbe capire assai poco della vita, ed altrettanto poco delle complesse relazioni di affetto, di innamoramento o di semplice passione che intrecciano i destini di un Uomo e di una Donna !
    Certo, ed ho già convenuto in questo con Lady @Ross in un suo Post, molte di quelle ‘scelte materne’ che avvennero in simili condizioni di fragilità diedero luogo a Figli con mille problemi ( peraltro, come non di rado accade anche in Figli sanissimo di “Coppie unite” in Matrimonio o altro, e magari fruenti di una buona posizione socio-economica ! ), ma molte altre nò, poichè da esse seguirono Figli normali e indipendenti !
    Per concludere, come hai detto Tu : nella vita quotidiana ogni storia di Persone ‘reali’ è un caso a sè e ha motivazioni originali .
    E per questo a mio parere ‘errante’, va esaminato attentamente e singolarmente compreso e giudicato, senza da questo “esame particolare” potersi permettere di ‘generalizzare o teorizzare’, e soprattutto senza porci noi una domanda ( “diritto di scegliere se….” ) che, ove non fossimo Donne, non sarebbe di nostra pertinenza ‘maschile’ !

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    • @Ser Bruno: risponderò quanto prima alla tua domanda “Ma chi ce l’ha fatto fare a sceglierci uomini simili”. Ho chiesto a Martina di scrivere a quattro mani, ma in realtà io chiederei pure a Ross, e a Kate…. Scriviamo un post a enne mani “Ma perché ce li siamo presi?”?.

      Se mi mandate il vostro scritto per posta, magari assemblo tutto e vediamo cosa ne esce! 😉

      (Poi voi maschietti vi metterete d’accordo tra di voi e ci risponderete? 😉 )

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  11. Caro cavaliereerrante, mi appariva chiaro che la tua risposta dipendesse da esperienze conosciute. Il post-racconto-testimonianza però parlava di altro. Qui ho usato il termine teoria. Quando pongo la domanda se la donna può, non dò giudizi, anzi ritengo che solo la donna può… anche se ho vissuto forzature in ciò. Forse la domanda-provocazione andava formulata in codesto modo: la donna sa? ben sapendo che la donna non può sapere prima cosa vuol dire oggi, in Italia, in questa società, in questo mondo, dare la vita ed allevare un figlio da sola. Ma la domanda era volutamente provocatoria per stimolare. Nel caso specifico ho naturalmente, per necessità etc., tralasciato alcuni aspetti. Certo tutto sarebbe bello se andasse come vorremmo. Nello specifico la mia compagna può completare l’informazione o no. Ritengo che una donna ha quel diritto e non sa. E’ il risultato a cambiare i termini. La donna del post desiderava quel figlio. Il racconto dice circa: non ho chiesto mai nulla, non ho avuto nulla, mi prendo una cosa per me. Il suo compagno, compagno di una relazione difficile, non voleva quel figlio. Ad essere quasi esaustivi lei lo ha liberato di ogni responsabilità. Ha avuto il figlio da sola. L’interrogativo vero sarebbe proprio quello da te riportato: “ma chi ve l’ ha fatto fare a mettervi insieme a compagni/e (sic!) simili”, non fosse che, appunto, ai sentimenti non si può comandare. Possiamo persino aggiungere che nemmeno lei saprebbe dire se quello era mai stato amore. Non riusciamo a liberarci delle nostre “gabbie”. E tutto diventa confuso. Poi hai dei sensi di colpa, magari anche per quel figlio. Io ho imparato solo recentemente, ma non era tardi, che bisognerebbe non accontentarsi mai di un compromesso. O è amore vero o non è. Meglio soffrire oggi che non tutta la vita. Allora anch’io avrei fatto di tutto per restare con quella ragazza, e lei con me. Non ci sarebbe rincorsi per tanti anni illudendoci in altre storie. Ma questa è la mia storia e il mio viaggio.

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  12. E aggiungo: che parlino le donne, perché ogni donna ha una storia diversa e un diverso interrogativo su cosa l’ha portata tra le braccia di quel compagno e a scegliersi la propria condanna.

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  13. Ecco, nobile Ser @Mario, ora ci intendiamo al 100%, e non poteva essere che così, vista la considerazione sincera che abbiamo in comune nei confronti delle Donne : pezzi della nostra stessa carne e del nostro cuore, non oggetti di piacere da buttare via non appena ci abbiano stancato ! Ed anche quando un amore ( o una ‘relazione alla pari’ con esse ) sia terminato, esaurito, spezzato per una qualsiasi motivazione ( chè l’ animo umano, o maschile o femminile è fragile assai ! ), DEVE RESTARE COMUNQUE UN RISPETTO PROFONDO nei confronti della nostra ex Compagna, e deve apparire sempre e comunque, o almeno da quando sia cessata la ragione del contendere !
    Ricatti, egoismi d’ accatto, ripicche, fughe e ritorni interessati, riagganci, violenze morali quando non anche fisiche, minacce, appartengono ai cialtroni, non a noi !
    Poi, nell’ evoluzione dei casi umani, il ‘senno di poi’ non giova mai, poichè a nessuno è dato pronosticare il futuro o emettere giudizi sull’ operato altrui . Meglio, assai meglio è attenersi ad uno dei tre principi che ritengo gli inviolabili Punti Cardinali ( o Imperativi Categorici ) della mia vita . Me lo insegnò Ser @Spinoza : “Le Azioni degli Uomini ( e delle Donne ), non deriderle o compiangerle, ma sforzati sempre di comprenderle con tutto te stesso” !
    Altri poteri non ci sono dati ( ed è vano se ce li arroghiamo, magari usando la forza ! ) se non, alla luce di quanto hai affermato anche Tu, Amico mio ( “Io ho imparato solo recentemente, ma non era tardi, che bisognerebbe non accontentarsi mai di un compromesso. O è amore vero o non è.” ), l’ esprimere sempre, almeno quando riguardi soltanto noi e non i minori di cui abbiamo una ineludibile responsabilità ( ma nei casi impossibili anche in quelle situazioni ), un inguaribile desiderio di vivere e di migliorarci sempre, rigettando il compromesso e facendo invece riaffiorare alla luce del giorno “la parte migliore e più nobile di noi” !
    Sì, Ser @Mario, questo è il Viaggio
    ed è il mio, ma spero di tanti !

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  14. Cari amici, torno adesso da una giornata pesantissima, ora leggo tutto, e sono da voi immediampresto (Ross l’ho già letto, stavo iniziando a rispondere quando sono stata mandata al fronte, in prima linea, armata di una pistola ad acqua 😉 ).

    Torno tosto.

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  15. @Cavaliere, plaudo il tuo nobile intervento #16 🙂
    Hai ragione che ci deve essere rispetto anche quando finisce. Ma, aggiungo io, se non c’e’ stato rispetto prima non puo’ essercene neanche dopo. Impossibile.
    E sono d’accordo al 200% quando dici che in amore non bisogna fare compromessi. O e’ vero amore o non lo e’. Purtroppo io ho fatto compromessi in passato, ed ho pagato caro.
    Anch’io ho imparato la mia lezione.

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  16. Sì, Lady @Mary, hai pagato caro ed hai imparato la lezione !!!
    Ma in quel “mantenere il rispetto” io mi riferivo all’ uomo nei confronti della Donna, e quindi al tuo ex marito, che non si è dimostrato nè un Uomo, nè un Irlandese d’ onore !!!
    Nè Tu, potevi saperlo fin dall’ inizio di che pasta fosse composto, e seppure l’ avresti potuto capire, chi può dire “col senno di poi” che sbagliasti a fare dei Figli con lui !!!
    Conosco la tua sofferenza, ma posso confermasti solo questo : dai tuoi Figli, che hai tirato sù = pressochè ‘da sola’ ! = con sacrifici accorati, avrai soddisfazioni impensabili, ed anche dal Giovanotto ‘difficile’ che stai crescendo ‘a pane, dolore e lacrime tue’, anche da lui se non soprattutto !!!

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  17. ecco, Ify, allora mi metto a scrivere 😉
    (anche se ho ancora dei brividi addosso per delle storie appena lette… la mia storia sara’ una stupidaggine in confronto… 😦 )

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    • @Martina_23: le storie appena lette le rileggeremo presto, il quattro novembre sarà un triste anniversario 😦

      O forse le citerò nel post sul perché le donne scelgono certi uomini, in fondo forse là c’è la radice delle mie di scelte.

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  18. Non so perché, ma di molte cose non so il perché, ma plaudo all’iniziativa di Ify. In attesa di leggervi. Io comunque ho sempre creduto che sia utile leggere il passato. Non è poi vero che ricordando si impara, ma comunque utile. E poi trovo bello questo dialogare su noi per scoprire le cose, per scoprire la bellezza dell’incontro. Noi maschietti… noi maschietti amiamo più raccontercela, ci deliziamo della fola. Chi non è poi il migliore. La competizione la esprimiamo continuamente, compiutamente, alla luce del sole. Eppure non mi sento di annoverarmi nella norma. Un abbraccio a tutti i compagni (come direbbe il ns. cavaliereerrante, e mi aspetto lo faccia) di questo nostro viaggio.

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    • @Mario_24: vedo molti uomini perbene scegliere donne che li fanno a pezzi, e viceversa: noi racconteremo la nostra storia, mi farebbe piacere che voi raccontaste la vostra. Perché le brave persone difficilmente si’incontrano tra di loro? Forse perché che è disposto a dare fatalmente incappa in chi è disposto a prendere?

      Difficile questione…

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  19. E’ dolce, e nobile quanto esprimi, Ser @Mario e, in apparenza, così semplice da mettere in pratica !
    Ma osta, contro questo nostro modo di pensare la vita, la complessità dell’ esistenza che si intreccia, e talvolta in maniera inestricabile, alla complessità dell’ anima di ciascuno di noi, oceano sconfinato che noi stessi non sempre conosciamo .
    In alcuni, questo aggrovigliamento di situazioni che vivono, non di rado loro malgrado, porta fatalmente o ad un “cupio dissolvi” o a lasciarsi prendere dall’ egoismo più cieco, un ‘carpe diem’ in cui gli altri, chiunque siano, non contano nulla .
    In altri invece, prevale la volontà inarrendevole e coraggiosa di “sforzarsi sempre” a tentare di dirimere la fatale matassa che li avviluppa . E come in un Viaggio attraversano l’ esistenza alla ricerca della parte ‘migliore e più nobile’ di essi, mai arrestandosi di fronte alle intemperie, al buio della notte ed alle inquietudini .
    Al di fuori della metafora, la Vita è realmente un grande, affascinante Viaggio, dove non si escludono le sofferenze e gli affanni, dove non mancano i rimpianti e gli scoraggiamenti umanissimi .
    Ma sempre, il Viaggio prosegue inarrestabile, in quella ricerca sublime della nostra Anima che, al di là delle certezze conferite da una Fede religiosa, sappiamo esistere dentro la nostra precaria carne di esseri viventi destinati al nulla ed alla polvere immemore del Tempo !
    Sì, questo è il Viaggio ed è il mio !
    E che gioia sottile, e appagante, Ser @Mario, avere la certezza che è anche il tuo, e di tutti quelli che vorranno !

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  20. “ma chi ve l’ ha fatto fare a mettervi insieme a compagni/e (sic!) simili”?
    Ma è proprio una cosa così difficile da trovare? Una tale anomalia? Ho come l’impressione che siano le eccezioni quelle difficili da trovare. Già non si sa mai prima se la ciambella uscirà con il buco.
    Uomini e donne mescolati senza la capacità di discernere quale sarebbe il loro bene, il loro meglio.
    Non ho difficoltà di raccontare il perchè ritengo possibile scegliere o cadere in simili compagnie. Non viviamo in un mondo perfetto e secondo me è anche molto lontano dal perfettibile. Qui si parla di debolezze umane di sentimenti usciti da queste genesi imperfette. Conflitti con altre debolezze umane, condizioni, costrizioni, errori e indolenze. Siamo umani in fin dei conti e le nostre corazze sono solo dei veli di latta arrugginita senza onore e gloria. Qualche volta è colpa dell’amore, sentimento che tutto giustifica e che non giustifica niente. A volte sentimento malato e a volte irragionevolmente fiero. Ma mai uguale ad un altro.
    Per amore ho sbagliato molto e molto gli altri hanno sbagliato con me. A volte è stata colpa anche del disamore. Non un’unica idea d’amore comunque. Non la mia.
    Se oggi sono felice e serena è perchè finalmente ho trovato un uomo che conserva la mia stessa idea d’amore, una cosa fondamentale di cui non sapevo o non ricordavo il valore intrinseco. Inutile arrovellarsi di domande e risposte, sono in questa congiunzione di fatti e di eventi si può aspirare alla felicità. Poi ci sono anche i caratteri che mettono a rischio tanta fortuna, ma questo è un altro discorso che appartiene sempre alle manchevolezze umane.

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    • @Ross_26: prenderò le tue parole come cappello del mio prossimo post (o più probabilmente sarà materia della prozia, ora vedremo 😉 ).

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  21. Bella discussione questa.
    Per me è stato, è e sarà sempre un mistero la logica con la quale le donne si scelgono il compagno.
    Ho tentato di dare una piccola, parziale risposta qui:
    http://aquilanonvedente.wordpress.com/2009/11/01/riflessioni-sparse-nella-notte-di-halloween/
    anche se mi rendo conto che il discorso sarebbe molto più complesso.
    Cosa che adesso non posso fare, perché sto iniziando la pausa pranzo e mi si raffredda il minestrone, le polpette e i piselli di contorno che mi sono portato in ufficio.
    OREVUAR!!!

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    • @Aquila_27: vado, leggo, medito 🙂

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  22. Dimenticavo.
    Per chi non conosce la lingua padana, OREVUAR non significa “E ORA CHE VUOI?”, ma ARRIVEDERCI!

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  23. ma come la polenta non te la sei portata? 😉
    vado a leggermi il tuo post…

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  24. Ho letto. Caro aquila, ci hai azzeccato in pieno. 100%. L’ho sempre sostenuto e se ne parlava tempo fa anche sul blog di Ross. Gli stronzi e le stronze si beccano tutto. I fessi (noi), siamo quelli che rimangono fregati.
    non ne faccio beanche una questione di uomini o donne.
    Io ad esempio lo stronzo che descrivi tu non l’ho mai cercato. Il motivo per cui sono finita con uomini sbagliati e’ perché, principalmente, ero sbagliata io.
    Mi sa che ne parleremo presto in un prossimo post di Ify. A me gli stronzi non interessano, ho sempre cercato stabilita’ e rispetto. Allora il mio caso e’ ancora piu’ difficile? Io una persona come il tuo amico la considererei un uomo ideale. Pero’ pure voi scusate, se una non ha le dimensioni di Julia Roberts non la notate neppure. Come la mettiamo dunque?
    E la prossima volta che ti capita una donna ovviamente interessata a te, aquilotto, fai cadere “accidentalmente” un libro ai suoi piedi… non sui suoi piedi, mi raccomando, quello potrebbe essere un deterrente 😀

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  25. Eccellente Ser @Aquila, come al solito semplicemente eccellente la “serie fotografica di Femmine più o meno discinte”, che hai lodevolmente incastonato sul tuo Post “Le Donne” !
    Oserei dire “divino”, quel contorno !!!
    Il tuo Racconto ???
    Ehm …. francamente ….. mah !
    PURE !!!!

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  26. Ps. Ehm ….. Lady @Marty, sconsiglierei al mio Amico Ser @Aquila quel “tuo malizioso invito” a lasciar cadere accidentalmente ai suoi piedi, al fine di attirare, o meglio ‘di accalappiare’ l’ attenzione dell’ ipotetica Donna che si interessasse a lui, “un bel Libro” !!!
    Lo sconsiglierei per due motivi precisi : 1) perchè alla sua età, Ser @Aquila, nel raccoglierlo con grazia, potrebbe rimanere bloccato a mezz’ asta dal “Colpo della Strega” – 2) perchè, ammesso che la improbabile Donna, anzichè i pantaloni, sguainasse un superbo paio di gambe da mozza fiato, la vista dell’ Amico non ne potrebbe fruire, essendo lui “non vedente” !
    Nò, piuttosto seguirei, se fossi Ser @Aquilacchiappante, i saggi consigli di Lady @Natalia Aspesi, la leggiadra curatrice della rubrica “Cuori infranti” sul Venerdì de “La Repubblica”, che invita i Colleghi del nostro Amico, determinati a conquistarsi una Campagna, a “circondare la Donna con regalini, domandine intelligenti e un frullar d’ ali nell’ ambito di una corte tanto assidua quanto leggera e simpatica !!!
    Nella fattispecie, Ser @Aquila, che è un Maestro nel settore, potrebbe, che sò, avvicinare con leggiadria la Dama e, guardandola dritto negli occhi, chiederle con grazia che non trema : “Mi scusi, ha mai visto la “Collezione di Plichi intonsi di DUE PIU'” che custodisco in casa” ???

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    • @Ser Bruno_32: troppo forte! 😉

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  27. Ahahahah! Aquilacchiappante a questo punto devi reagire. quella storia degli inserti di Due+ intonsi ti ha marchiato ormai irrimediabilmente… ehm, Cavaliere, e’ LEI che dovrebbe raccogliere il libro… come da mio blog 😀

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    • @Martina_33: eh sì, oramai la collezione di inserti intonsi ha marchiato il nostro Aquila, ma è pur verò che si è rivelata più potente di qualsiasi collezione di farfalle! 😆

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  28. Sì, Lady @Marty, indubbiamente dovrei !
    Ma ….. non dispongo di quei ‘preziosissimi inserti’ .
    All’ epoca ahimè, indaffarato io sotto le mura di Gerusalemme a scavalcare le sue turrite e ben difese mura, non riuscii ad impossessarmene !
    E Ser @Aquila, ad onta dell’ Amicizia che ci lega, è scrupoloso ‘collezionista’ ed è incline a mostrare le sue gemme tutt’ al più a Signore e/o Signorine !!!
    “Marchiato” lui ???
    Non penso !
    Semmai, l’ ha facilitato …… !

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  29. Ogni donna ha diritto ad essere madre!
    se sola, con compagno, con compagna, se malata straniera o con un trauma passato (come l’aborto) che ti taglia le gambe dalla paura. ognuno ha diritto ad essere felice a modo suo…ma purtroppo qui ancora non lo capiscono tutti

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    • @Farnocchia: sì, ogni donna ha diritto ad essere madre, se cosciente che il figlio è una persona, e non un modello più sofisticato di bambola o bambolotto.

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  30. @Cavaliere: ti do’ del TU, con LEI intendevo, la donna… ehm 😀

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  31. Io sì ed anche tanti altri qui convenuti, Lady @Farnò !!!
    In un solo caso la Donna, sempre a mio parere ‘errante’, deve riflettere attentamente : quando ci siano ragioni inoppugnabili che il Figlio, di cui ha saputo essere appena incinta, ad un esame Medico-Clinico scrupoloso, avrà con certezza ‘tare o malattie rare’ incurabili !
    In questo atroce caso, una Mamma deve riflettere attentamente, se portare avanti o meno questa gravidanza . Ma sempre sua deve essere la scelta, e amarissimo sarebbe per lei se fosse lasciata sola quale che sia stata la decisione !!!

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    • @Ser Bruno_37: in effetti io non mi sono mai pronunciata contro l’aborto terapeutico: sostenere che la vita va portata avanti “a qualsiasi costo” rientra nella mancanza di equilibrio di cui ho già parlato. L’integralismo non è mai giusto, ma a una madre che si trovasse in quella situazione non vorrei essere neanche camicia. Più che esprimere un’opnione in proposito, preferisco dire quello che era solita dire la mia saggia nonno in situazioni così drammatiche: “che Dio non ce lo faccia mai provare”.

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  32. Oh ……
    che sbadato !!!!
    Quindi, Lady @Marty, “è Lei”, e cioè l’ improbabile e poco eventuale ( a dire dello stesso nostro Amico, ma io non gli credo ! ) Donna che si interessasse a Ser @Aquila, che dovrebbe raccogliere il libro gettato, come esca per pescicani, da lui ai suoi piedi !
    IL LIBRO ?!?!?
    Mon Dieu, “QUEL” LIBRO DI SER @AQUILAAAAA ?!?!?
    E COME DA “TUO BLOG” ?!?!?
    ohibò, mi tocca venirci anco a me, in questo tuo interessantissimo Blog !!!!
    A presto !

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  33. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse!

    Amici cari, torno ora da una giornata che avrebbe accoppato un cavallo, datemi tempo per riprendermi, leggervi, e piano piano riuscirò a rispondere.

    Mi è arrivato anche lo scritto di Martina sul perché le donne si scelgono certi uomini, per Ross prenderò quello che ha scritto qui, mentre devo ancora andare al lin indicato da Aquila (anche se i suoi post li ho letti assolutamente tutti, quindi sicuramente anche quello).

    Cerco di riessere qui a brevissimo!

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  34. Lady @Marty-33 !
    Ho provato ad entrare nel tuo Blog per lasciare una riflessione, ma la mia imperizia ( su ‘account’ e ‘password’ ) me lo ha impedito .
    Al tuo Post, avevo lasciato questo commento :

    ” Oh …… dicevi “un libro qualsiasi”, Lady @Marty !
    Epperchennò, Ser @Aquila, il nostro Amico solitario, potrebbe usare benissimo questo metodo “se fosse un Commesso Viaggiatore” .
    Il guaio, è che Lui più che ‘Commesso viaggiatore’ è un aquila “non vedente” e l’ unico libro che potrebbe aver letto è scritto in ‘braille’ !
    La gentile Signora ( e/o Signorina ), potrà dire “Oh, l’ ho letto anch’ io !” e fargli un sorriso ???
    Beh, tentare non nuoce !!!”

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  35. dani

    Vengo solo di passaggio leggo di fretta.. vorrei rispondere ma poi alla fine della lettura mi sono persa….
    Storie sbagliate e strane attrattive per uomini (o anche donne incaso opposto) sbagliati o come si sta dicendo.. “stronzi-e”. dite che ci sia questa conscia o inconscia attrattiva? Non so.. e anzi non credo proprio. Io direi che l’amore è decisamente misterioso.. il perchè scatti questa fantasiosa e fantastica scintilla non si sa.. Ed ecco qui che ci si può appunto innamorare anche del cosiddetto “stronzo” ma proprio perchè innamorati non ce ne accorgiamo o meglio… non vogliamo accorgercene!! E spesso ci si illude di poter cambiare le cose..
    Personalmente penso di aver preso la batosta peggiore proprio “non” essendo innamorata. Sicuramente in buona fede.. credevo di esserlo.. poi mi è toccato capirlo e, passaggio ancora più “tosto”, riconoscerlo con me stessa.. E poi di conseguenza tutto il resto perchè ormai il peggio era stato fatto.
    Ma non mi sono mancate nemmeno le batoste del classico e più stupido innnamoramento non ricambiato..
    Mi sembra che però siate partiti dalla scelta o decisione di mettere al mmdo dei figli sapendo di doverli crescere da soli. Difficile scelta da ponderare molto bene sapendo bene a cosa si va incontro e spesso invece non lo si fa.. Potrebbe anche essere, a mio parere una scelta egoistica. E sicuramente non si deve poi crecare il “padre” perchè solo dopo si capisce che il figlio ha necessariamente bisogno di un papà.. Non credo, ne ha bisogno solo se cè.. e se vuole esserci. E’ ovvio che sarebbe certamente meglio ma se ne può anche fare a meno..
    E invece sappiamo bene che ci sono donne che fanno di questi figli una specie arma-ricatto. ebbene sì.. dobbiamo riconoscere che c’è anche una buona percentuale di “stronze”!!
    Aspetto questo 4 novembre con curiosità e interesse. 🙂

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    • Dani, il quattro novembre è semplicemente l’anniversario della morte di mio padre. Le storie cui si riferisce Martina penso riguardino lui, ne abbiamo parlato ieri sera e le ho inviato il link: è una storia di vita, storie di vita, dalla sua infanzia, fino al momento in cui ha chiuso gli occhi, dopo tre anni che non gli parlavo.

      Sto finendo di leggere Aquila, vado e torno.

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  36. dani

    Se non ho capito male Martina scriverà una storia rifacendosi a quanto tu le hai detto di tuo padre..
    Idea molto carina e.. carino anche il rapporto creatosi tra di voi 🙂

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    • Tra di noi. Anche tu ci sei dentro 😉

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  37. dani

    Grazie.. 🙂

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  38. Si’, a quelle storie mi riferivo Ify. Mi hanno lasciato la pelle d’oca. No, non scrivero’ nulla a riguardo perché non sono degna. Perché sono storie personali, intense, inteccabili. Ti ho mandato quello che e’ successo a me e penso che quelle poche righe la riassumano tutta.
    @dani: no, io non ho messo al mondo i miei figli per tirarli su da sola. Io alla famiglia ci credevo davvero. Pero’ in modo sbagliato. Credevo ad una di quelle famiglie idealistiche dove tutti sono felici e si amano. Purtroppo quelle famiglie non esistono. E dopo pochissimo tempo mi sono ritrovata da sola. Ho imparato la mia lezione.
    un abbraccio a tutti/tutte.

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  39. @Cavaliere: prendo nota del tuo commento e contro-commento: secondo me il nostro aquila ci vede piu’ di quanto stia lasciando intendere 😉

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  40. Queen @Ifi-48 ( ahò, ma che è, la “battaglia navale” che facevamo tra i banchi del Liceo all’ ora di Religione ??? ), concordo totalmente con te !
    Neanche io, vorrei trovarmi negli amarissimi panni di quella Mamma segnata da uno dei peggiori destini !!!
    Lady @Dany-49 ( colpita ??? No-ò ? Però ….. ma che cavolo stò dicendo ! ) : “stronzi-stronze” ???
    Nessuno è perfetto !

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  41. Ehm …. Lady @Marty-55 ( ahò, quel 32-B ha affondato l’ incrociatore …. No-ò ??? E 18-A ??? Neppure ??? Ma dove le hai piazzate ??? 47-H ?!?! Nòòòò, puttana eva, m’ hai preso la ‘silurante’ !!! ), temo anch’ io che il nostro impareggiabile Ser @Aquila, alla mutigna, ‘zitto zitto’, ‘quattone quattone’, sia diventato, almeno a livello padano, un Campioncino del “Chiagni e fotti” !
    Boh ……. !

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  42. Oh …… !
    @Sconosciuta-576 ( No-ò !!! Il 27-O ha fatto cilecca ….. !!! ), scomodarono anche te, in questa bolgia ???
    Chi ce l’ ha fatto fare “a metterci insieme” a uomini … ???
    A UOMINI ?!?!?
    Io e Ser @Mario ???
    NOI DUE ???
    Nò, bellissima immagine dai capelli ‘corvini’ e dal dolce sorriso !
    Io e Ser @Mario ….. ehm ……. mai !
    Noi, ….. ma và ?
    PREFERIAMO METTERCI CON DONNE !!!

    Ps . No-ne, il 22-D ha fatto buco, ma te ne voi annà ???

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  43. Queen @Ifigenia-58, il nuovo Post è servito ???
    E non si potrebbe servire ‘anche un buon caffè’ ???
    Temo che stasera, faremo mooolto tardi !

    Ps. Che ? Il 49-F non t’ ha preso la corazzata ?!?! A furbona, fammi vedere il foglio, t’ ho visto quando la disegnavi là !

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  44. dani

    No, cara Martina, per carità.. non mi riferivo a te. Penso di aver e più o meno capito (forse meno perchè troppo si dovrebbe parlare per conoscere davvero..) la tua storia.
    Forse non ho letto in modo molto preciso tutti i commenti ma mi sembrava che il discorso fosse partito dalla decisione di alcune donne di portare avanti delle gravidanze anche se già da sole. La mia opinione era quindi sulla consapevolezza di una decisione simile. Credo che se pensi di poter affrontare questa maternità da sola, devi essere davvero pronta a portare avanti questa situazione.. sola.
    Credo che anche un uomo abbia il diritto di rifiutare la paternità. Ma questo è riferito a gravidanze diciamo casuali, in situazioni di coppie.. ancora non del tutto coppie.
    E non è certo il tuo caso e quindi non è a tuo marito che posso riconoscere questi diritti..
    Mi dispiace tu abbia pensato questo.

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  45. dani

    cavaliere.. sarà la stanchezza (almeno lo spero..) ma mica ho capito cosa vuoi dirmi.. 😦

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  46. Lady @Dani-63, cosa volevo dirti ???
    Driiiiiiin ! Che ? E’ finita l’ ora di Religione ? Ahò, non me rimasto manco un ‘sandalino’ !!!!
    Ehm, Lady @Dany-63 ….. ma lo sai ?
    Non me ne ricordo più !

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  47. dani

    e meno male.. stamo messi bene allora.. 😉

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  48. Ehm… Terrettici a precisare che i miei inserti “proibiti” di Due+ sono tutt’altro che intonsi!
    Direi che per le persone “normali” dovevano essere inserti “usa e getta”.
    Io invece non li ho gettati.
    (ma nemmeno usati…) 😥

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    • @Aquila: il fatto che tu non li abbia usati non significa che non abbia usato i consigli e accorgimenti in essi contenuti! Non mi freghi coi giochi di parole, sono una letterata io! 😆

      PS: grazie…

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  49. ….. nemmeno usati …. ?
    NEMMENO USATI ?!?!?
    Ehm ….. Ser @Aquila, lo sospettavo !
    E adesso ???
    Lady @Dani-65, ‘messi bene’ ???
    Ser @Aquila non li usò, io non me ne ricordo più, ma che stiamo a fare qui ?
    Boh …… !
    Aiutooooo, qualcuno se ne ricorda ???

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  50. Pronto “prova microfono”, pronto “prova microfono” …..

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  51. “sessantanoooveeee” !!!
    Ser @Aquila, lì da te in parapadania, qualcuno se ne ricorda ???

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    • Sessantanove era il titolo di un inserto. Metà pagine erano scritte in un senso, metà nell’altro.

      Nessuno fu mai capace di leggere l’intero inserto.

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  52. Nessuno ???
    Che peccato !
    Mi sono scapicollato per occupare la “Casella 69”, dicendomi : hai visto mai ???
    Con tutti questi ‘inserti’ che Ser @Aquila ha rimesso in circolazione, pensavo “Chissà, ci fosse un plico intonso in palio” !

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  53. Giusto @ifigenia ed ancora più giusto (come sempre) il nostro @cavaliere. un bambino deve essere una gioia e non un atto di egoismo…sia se lo si vede come una bambola che quando lo si vuole “proprio” per forza anche se una malattia lo porterà ad una vita infernale (e qui scatta la biotecnologia…ma purtroppo noi siamo il paese “del” vaticano e ste cose è difficile farle passare qui..schifo).
    ma adottare no???
    oddio pure lì pochi giri devi fare…madò che casino!

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  54. Bene, il nuovo post è servito… 😉

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