La bilancia

E’ una questione rimasta in sospeso, e dentro di me così rimane, impedendomi di metterci un punto, di andare avanti senza portarmi dietro strascichi, oppure tornare indietro e riaggiustare le cose.

Rimangono sospese quelle bastonate (virtuali) che le ho dato, botte da orbi, proprio a lei che mi diceva “So che non mi faresti mai del male”.

Eppure, ogni volta che ripenso a tutta la storia, mi sale una rabbia che se tornassi indietro mille e mille volte rifarei la stessa cosa.

Lei diceva che non le avrei mai fatto del male, io invece di lei lo sapevo che me ne avrebbe fatto, e sapevo persino esattamente il tipo di male che mi avrebbe fatto. So che me l’ha fatto perché gliel’hanno permesso. Sapevo tutto, prologo ed epilogo inclusi. Quello che non sapevo era in che modo l’avrei potuta fermare.

Ho reagito in maniera totale, ma questo non è servito a chiudere i conti, è rimasto in sospeso tutto l’amore che avevo per questa persona, e la stessa identica misura di risentimento e rabbia.

Ogni tanto provo a scriverle, mettendomi dalla sua parte, nei suoi panni, con tutta l’empatia per come deve aver vissuto lei la storia, ma quando poi ripasso dalla mia di parte, a descriverle la mia di situazione, la rabbia mi rimonta, anche perché il “puzzle” si riempie sempre di nuovi particolari, di nuovo “lavoro dietro le quinte”, e regolare arriva allora il rigetto e chiudo tutto però… però no, non chiudo tutto, chiudo solo l’e-mail, e quei due piatti della bilancia continuano a stare lì ad oscillare.

Forse un pochino è più dalla mia parte che pende il piatto, ma talmente poco che la questione non riesce ad esaurirsi e rimane così, in bilico, giorno dopo giorno, mese dopo mese, e oramai anno dopo anno.

Tante volte vorrei (sempre virtualmente) afferrarla per la collottola, sbatterla al muro gridandole: “Perché l’hai fatto?”, ma poi penso che il perché lo so benissimo, semmai sono io dall’esterno che dovrei dirlo a lei, non il contrario.

Clicco su “elimina”, e per l’ennesima volta l’e-mail in fieri viene gettata via, ma io so che da qui a breve sarò di nuovo qui a scriverle “Ti chiederai il perché di questa mia, dopo tanto tempo”.

Io non me lo chiedo il perché le scriverei, lo so: è per via di quella bilancia sospesa nell’aria che continua a oscillare, oscillare, oscillare…

67 commenti

  1. Girando tra i blog trovo proposta una poesia di Umberto Fiori che mi colpisce, e forse con questo post c’entra pure.

    Parla del silenzio dopo una discussione, e per il fatto che mi sia capitata sotto gli occhi oggi continuo a pensare che nulla sia casuale.

    Se alla fine di una discussione
    a furia di ragionamenti
    sempre più serrati, sempre più stringenti,
    sei riuscito a farti dare ragione,
    che silenzio c’è finalmente.
    Giù, sui viali, si sente un tram che va.

    Ora l’altro, quello che ha torto,
    non grida più: se ne sta muto
    come un morto, come un animale,
    con gli occhi nel vuoto. Guarda lontano, via.
    Le parole lo hanno abbandonato.
    Ti sta in faccia, ma non è più lì con te.

    Pur di farlo ancora parlare
    pur di non essere più solo,
    vorresti dirgli che non importa,
    che forse le cose
    non sono così chiare.
    Proprio allora
    ti accorgi che il discorso
    ha lasciato anche te

    In tanti anni di rete, tanti contatti, avrò discusso con quattro persone: due, meglio perderle che trovarle, nessun rimpianto.

    Due, hanno lasciato il segno.

    Ify è nata (questo blog è nato) per lasciarsi dietro il passato. Ma oggi, per una particolare occasione, prendo un abito della prozia, e con questo mi reco a una festa.

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  2. Non c’ è niente di peggio, per me, dell’ attimo in cui, dopo una litigata serrata con chi amo ( Moglie, Figlie, Amici/Amiche, Persone estranee a volte ) e dopo aver imposto la mia ragione con argomentazioni incontrovertibili (sic!), vedo “l’ altro/l’ altra” rimanere in silenzio, ferito/a, battuto/a dal mio infame e serrato attacco ‘razionale’, anche quando questa aggressione verbale fosse da me sferrata ‘a difesa’ !
    Niente ! Poichè nel momento stesso che affiora in me l’ orgoglio per “aver avuto la stramaledettissima ragione”, mi prende un acuto senso di malinconia, una malinconia dolorosissima, e “quel silenzio” che afferra il mio interlocutore/interlocutrice è “il mio silenzio”, è la scoperta, che mi abbatte, della mia mancanza di ogni sentimento affettuoso, di ogni ‘humana pìetas’ che, soltanto pochi attimi prima, mi hanno, ahimè, impedito di comprendere le ragioni dell’ altro/dell’altra .
    Ed è verissimo, Queen @Ifigenia, che proprio allora ti accorgi che “il discorso ha lasciato anche te”, e che sei ‘solo’, come ‘sola’ hai lasciato la persona che “hai vinto”, ferito, talvolta schiacciato .
    Mi stupisce sempre la complessità dell’ animo umano, e per quanto mi sforzi sempre di capire le motivazioni che mi/ci spingano ad agire, spesso mi dimentico che di ognuno, al di là delle ragioni eventuali o mie o sue, c’ è una umanità ed una fragilità che dovrei “in assoluto rispettare”, poichè ognuno è parte di noi “indissolubilmente” e vincerlo, o ridurlo al silenzio, vuol dire per noi “un pò morire” !

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    • Cari amici,

      intanto grazie per aver mantenuto vivo questo mia spazio durante la mia assenza (ogni tanto sono allo sgobbo!). Non mi sono potuta neanche affacciare, anche solo a leggere come di solito riesco a fare anche se impegnata.

      Un complimento a parte a Ser Bruno che, forse ispirato dal fatto che oggi dovrebbe essere il suo onomastico (me l’ha detto un uccellino, mi ha informato bene? Nel caso AUGURONI da tutta Ifilandia!), mi ha lasciato un commento che ho apprezzato moltissimo, per come ha saputo interpretare il mio pensiero, quello che intendevo esprimere attraverso la poesia proposta, ma che non avrei saputo rendere con lo stesso calore da lui trasmesso.

      In realtà, forse la poesia non era così chiara, perché una persona me ne ha chiesto privatamente spiegazioni, e un’altra ha sostenuto di primo acchito che potevano sembrare parole insolenti, che superbamente ribadivano il proprio avere ragione: non è così.

      Vi riporto la risposta scritta all’amico che mi ha chiesto cosa volessi intendere:

      [] volevo dire una cosa che sicuramente ti troverà d’accordo, e cioè che litigare è una brutta cosa.

      E anche se uno ha ragione, e se anche uno riesce per giustizia o prevaricazione ad imporla questa ragione, forse la perdita di un amico è un dispiacere talmente grande che spesso, se non sempre, rende preferibile rinunciarci, chiudere un occhio, e se possibile anche quell’altro, e se necessario le orecchie e quant’altro []

      E’ vero, caro Ser Bruno, prevaricare è un po’ morire. Forse anche il semplice imporsi se l’altro resta silenzioso in ginocchio.

      Il rapporto che arricchisce è quello tra pari.

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  3. Questo post, la poesia e il commento del cavalieregirovago mi colpiscono nel profondo dell’anima.
    E’ per questo che io mi sforzo sempre di trovare il giusto nei ragionamenti degli altri, anche a costo, spesso, di faticare a sostenere discussioni.
    Se anche l’altro avesse soltanto l’1% di ragione e il 99% dei torti, è sulla prima che occorre soffermarsi, per poi passare serenamente ai secondi (poi dolce, frutta, caffè e ammazzacaffè…).
    Per quanto riguarda la bilancia, forse è arrivato il momento di fermarla, no? Da qualsiasi parte penda.
    (Ma io sono della vergine e non parlo con cognizione di causa. E non fate battutacce…)

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    • @aquila: sì, è così, e non è che io non l’abbia fatto. In realtà, come ho pure scritto nel post, le sue ragioni, i suoi stati d’animo, li ho sempre tenuti presente, ed è proprio per questo che non riesco ad archiviare l’accaduto.

      Temo che rimarrà un discorso irrecuperabilmente sospeso.

      Per il fatto dell’essere vergine a causa di qualcosa che pende non l’ho capito, ma insomma, non vorrei che tu pensassi che faccio battutacce… 😛

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  4. Battutacce, Amico mio ‘non virtuale’ ???
    E su di te, poi ?
    C’ è un tempo per ridere, e Tu, lasciamelo dire ancora una volta, non sei secondo a nessuno !
    C’ è un tempo per riflettere, profondamente riflettere su noi stessi e sugli altri, sforzandosi – oltre ogni limite ! – per capirli, per arrivare a comprendere, e a dargli un valore anche accrescitivo, “quell’ 1%” che noi, presi spesso dalle nostre ragioni, amaramente trascuriamo !
    Un bel Post, Queen @Ifigenia, che mi riporta alle motivazioni del mio perenne vagare per lande ( che non vorrei ) solitarie, ed attraverso piogge ventose senza riparo alcuno tranne le stelle, rasentando rive di mare sconosciute ai più !
    Non di rado, spinto dalla tenacia a conoscere o frenato, più che dalle piogge, dall’ incomprensione umana che tutti, ahimè, serbiamo nel petto !
    Senza pensare, che “le ragioni del contendere, erano giù lì prima ancora che noi nascessimo” !

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  5. E’ difficile dare un consiglio perchè tutto si basa sulla percezione delle cose. Anch’io provo una cosa simile per un’amica, in questo caso: reale, anche se ormai non ritengo più opportuno tenere in vita quella bilancia.
    Le diedi aiuto in molti momenti brutti e veramente brutti della sua vita, la ospitai quando si accorse che il compagno con il quale avevaavuto tre figli, la tradiva. Le ho tenuto i figli quando aveva avuto bisogno di qualcuno che lo facesse. Poi alla fine si ributtò tra le sgrinfie di quel figuro affermamdo che quello era il dovere di una brava donna innamorata. Ergendosi giudice sentimentale e anche metro di paragone sulla brava madre. Si fece angariare e sfruttare dal figuro e dai figli e la ascoltai, ma ormai qualcosa era rotto, non mi faceva più solo pena ma mi faceva anche una grande rabbia.
    So di averle voluto bene, sono felice che finalmente si sia liberata del tipo, ma non dei figli egoisti e male educati, sono contenta che possa rifarsi una vita, ma la rabbia non mi passa e non capisco ancora perchè.
    Mio figlio l’altro giorno ne parlava riferendosi al figlio suo coetaneo e amico e ne ha fatto un quadro che non avrei mai saputo fare di meglio. Diceva: “Sai lui è il tipo che terrebbe chiusa in casa sua figlia, se ne avesse una, solo per la paura che s’innamorasse di un uomo come lui”. E con questo ho detto tutto.
    Non so se ci sono legami tra quello che ho scritto e l’amicizia per quella persona di cui parli tu.
    Ma a volte anche l’amicizia e l’affetto che ne deriva non è cosa facile.
    La bilancia diventa la metafora di una cosa irrisolta che forse non si risolverà mai.
    Sul fatto di chi ha ragione o torto e sulla soddisfazione di aver ragione o torto sopra la testa degli altri… beh questo è un’altro dolente argomento da post.
    Un abbraccio
    Ross

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    • @Ross. cara amica, non nego che queste tue parole mi abbiano stupito. Ti reputo una persona estremamente comprensiva e accomodante, ma non capisco la rabbia verso un’amica succuba della sua mentalità, della sua cattiva educazione, probabilmente anche della sua debolezza, o del suo amore, o di tutto un po’ messo assieme.

      Su questo ti ha risposto Martina, con cui concordo. Quando un’amica non riesce ad uscire da una situazione, non credo sia da condannare (giudicare forse sì, condannare no), ma da aspettare in silenzio, dopo aver cercato di consigliarla ed aiutarla, ma inutilmente.

      Sì, la bilancia è metafora di una cosa irrisolta, soprattutto perché continua a oscillare senza decidersi a scegliere un lato (e qui rispondo ad aquila, non c’è decisione da prendere, neanche a distanza di cent’anni).

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  6. Io invece non sopporto piu’ le discussioni. Nei litigi nessuno ha torto o ha ragione. Abbiamo i nostri punti di vista e su quelli rimaniamo. sono esausta. Non riesco piu’ a discutere in modo aggressivo. Non voglio. Non voglio essere cosi’. Mi mancano le forze. Forse e’ perché c’e’ stata talmente tanta violenza verbale e confronto nel mio passato che davvero non ne posso piu’
    E mi chiedo: quali sono le differenze che non si possono risolvere aprendo totalmente la mente ed il cuore?
    Mi risponderete: molte. E difatti, rispondo io, a me e’ capitato che un matrimonio sia naufragato nell’oceano dell’abuso verbale proprio perché la controparte non ha voluto aprire ne’ la mente ne’ il cuore. Lo sforzo deve essere reciproco.
    Come ti scrissi in passato, Ify, io con le relazioni ho avuto parecchia sfortuna ma con gli amici sono la persona piu’ fortunata del mondo. con i miei amici c’e’ un rapporto fraterno e totale. Loro mi danno tanto ed io do’ tutto quello che vogliono a loro. Questo dare mi appaga in modo indescrivibile. Cerco di fare lo stesso anche con gli amici che ho avuto il privilegio di conoscere in modo virtuale (e che spero di conoscere di presenza un giorno).
    E visto che tu hai citato Joan Baez, caro Cavaliere, non posso altro che reiterare: fate l’amore e non la guerra.
    Hippiscamente vostra.

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    • @Martina: avrei potuto scrivere io questo commento, quasi tale e quale. Poche differenze, a me non è che manchi la forza, manca la voglia. Certe discussioni tolgono energie e non danno nulla in cambio, ti lasciano spenta, esausta, svuotata, e non è uno sforzo che sia servito a costruire qualcosa.

      Idem per la fortuna con gli amici versus una fortuna decisamente meno favorevole in campo sentimentale, anche se a me è risultato sempre impossibile sopportare più di tanto, mi manca proprio il fisico per salire sull’ara.

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  7. Ross, i nostri post si sono incrociati.
    Il motivo per cui mi do in modo cosi’ “totalizzante” ai miei amici e’ perché, in passato, io sono stata con loro un po’ come la persona che descrivi nel tuo commento. I miei amici di sempre, quelli che mi erano stati vicino, furono messi da parte ed ignorati per anni a causa di qualla relazione che tu conosci, che mi annullo’ totalmente.
    Beh, loro aspettarono. Capirono cosa stava succedendo. A distanza di anni, quando uscii dall’altra parte del tunnel a brandelli, sorpresa sorpresa, loro erano li’ ad aspettarmi. non fecero commenti sarcastici. Non dissere “te l’avevo detto” o case simili. Aprirono semplicemente la porta delle loro case, mi accolsero, abbracciarono me e i miei figli e mi dissero: conta su di noi.
    E’ per questo che l’errore che ho fatto in passato non lo faro’ MAI PIU’. E’ per questo che a loro do’ tutto, perché a loro devo tutto.
    Nel mio mondo emotivo e passionale non esistono bilance. IO non ragiono, mi conosci, e sai che a volte e’ sbagliato. Ma in questo caso non potrebbe essere piu’ giusto.
    Con loro non c’e’ torto o ragione. Ci sono loro, ci sono io, i nostri vissuti, le nostre esperienze.
    Ed il piacere di ritrovarsi una volta ogni tanto (purtroppo a causa di queste maledette distanze geografiche che spero verranno presto annullate) davanti ad una tavola.
    Una volta un caro amico mi disse: ti vedo ogni sei mesi, ma quando ti vedo e’ come se ci fossimo visti solo il giorno prima.
    L’essere presenti.
    A quel punto le bilance non hanno piu’ importanza.

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  8. La brava Baez, che ellora era mito, disse qualcosa di più impegnativo: Cosa mi risponderesti se ti dicessi che ti amo. Ora cerco di scordarmi della bilancia. In un resoconto della mia vita mi accorgo di aver lasciato per strada se non tutte quasi tutte le amicizie. Raramente dopo una lite. Vorrei allontanarmi un attimo dal tema. Mi sono trovato a dire cose che sapevo che mi avrebbero fatto perdere quell’amicizia. Ma l’amico è anche quello che sente il dovere di dirti anche le cose sgradevoli, se crede che servano. Quello che ti dice solo quello che vuoi sentirti dire non so se è veramente amico. Scusatemi se ho spostato il tiro e introdotto un argomento diverso. Succede anche perché io dopo una discussione, se solo è possibile, cerco di ricucire. Non ho mai pensato di avere la verità. Ho cercato sempre di rispettare le opinioni diverse. E quando succede agisco come se a parte i graffi l’amicizia resti più importante anche delle ferite.

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    • @Mario: le cose si possono dire quando si dicono con e per affetto, e non si calano con disprezzo dall’alto. Certo, poi può capitare che le cose vengano dette con uno spirito e percepite in un altro, ma credo che in quel caso ci sia poco da fare.

      Però secondo me uno dovrebbe sapere quando chi ti sta parlando è un amico, oppure uno sputasentenze. Magari a posteriori. 😉

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  9. Anche perché, caro Mario, la verita’ asoluta non esiste. La verita’ e’ soggetta al nostro modo di interpretare la realta’. La “verita’” cambia. L’esperienza ci fa vedere le cose diverse a distanza di anni.
    Un amico questo la capisce, e non sputa sentenza. Ci si dice in faccia che ci si sta ccomportando da idioti, ma questo accade anche per amore. Quando vuoi bene a qualcuno e pensi che quel qualcuno stia facendo una cazzata, glielo dici.
    La mia migliore amica anni fa sposo’ uno stronzo. Glielo dicemmo tutti: non farlo. Lei si ostino’. divorzio’ dopo tre anni.
    Pero’ avevamo tutti ragione e tutti torto. Lo stronzo, dopo la tempesta del divorzio, cambio’, e si tramuto’ in una persona affettuosa che le manda ancora i bigliettini per i compleanni e le chiede spesso come si trova nella nuova vita. allora aveva ragione anche lei, solo che c’erano altri problemi e non funziono’.
    e’ un esempio per dire: noi le volevamo bene e volevamo proteggerla. Lei pero’ lui lo conosceva meglio di tutti.
    cerchi di proteggere ma lasci che le esperienze si evovano da sole. Un po’ come si dovrebbe fare con i figli.
    Non abbiamo smesso di volerle bene neppure per un attimo, durante i suoi anni tumultuosi di infelicita’ e di errori. e lei ha fatto lo stesso con me.
    Dove ho messo il sapphi? Ora lo vado a cercare.
    😀

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  10. Beh! insomma… un po’ forzata. Non si può dare un “parere” proiettato nel futuro. Uno è carogna (stronzo) nel presente. E lei, come tutti, credeva di sapere. E’ sempre il tema del… cerchiamo di cambiare l’altro in come lo vorremo. Ma se io mi prendo un gatto perché poi pretendo che faccia la guardia e abbai? Ho conosciuto tante situazioni simili in cui lui è rimasto stronzo. E altre in cui lei diceva che alla fine stava cambiando. Cosa ti devo dire? Ci si innamora. Se ci si innamora.

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  11. Sì, Ser @Mario …. ci si innamora . Se ci si innamora !
    Il resto, consigli e previsioni, fausti o nefasti che siano, non contano nulla !
    Citai Lady @Joan Baez ( che adorai e seguii a suo tempo, che amo ancora ! ), ma avevo Lord @Bob Dylan nel cuore ed il suo “Inquieto Addio” !
    “……………………………………………
    Oh, tutti i nemici che ho affrontato,
    la causa era già là, prima che noi venissimo !
    Ed ogni causa che ho combattuto
    l’ ho combattuta tutta senza rimpianto o vergogna ….
    Ma il buio muore
    quando la tenda viene tirata
    e gli occhi di qualcuno
    dovranno incontrare l’ alba
    e se io vedrò il giorno
    sarò costretto a restare …..
    Così, dirò addio nella notte
    e non ci sarò più” !

    Ogni storia, nasce, vive e si sviluppa, talvolta finisce, talvolta nò !
    Ma quando si impegnano i sentimenti, non dico l’ amore o l’ amicizia, quando si considera che “comunque e ineludibilmente” qualcosa di noi rimarrà anche nell’ altro, come qualcosa di lui è rimasta dentro di noi ( anche se non ce ne fossimo mai accorti ) poichè ‘le cause del contendere erano già là prima che noi nascessimo’, beh allora concordo al 100%100 con il nobile Ser @Aquila : “E’ tempo che quella bilancia smetta di oscillare, da qualunque parte penda” !!!

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  12. sabby

    sono d’accordo con aquila@ credo, pur non conoscendo la storia, che sia ora di fermarla questa bilancia.
    Certo in te c’è ancora tanta rabbia, rabbia che immagino nasca anche dal non aver avuto risposte e chiarimenti, questa è la cosa che, in qualunque storia, ferisce di più, quel silenzio che sembra voler chiudere una porta ma che in realtà lascia tutto in sospeso e quel sospeso ci logora.
    La tua coscienza sa come sono andate le cose e conoscendoti un po’ sono sicura che hai fatto di tutto, se dall’altra parte c’è stato silenzio ora chiudi quella porta!

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    • @Sabby, io più che non averli ricevuti risposte e chiarmenti non li ho dati, ed è questo il mio cruccio. Sono io che ho risposto col silenzio, ma d’altra parte ero troppo arrabbiata, e troppa gente ci si è messa di mezzo.

      Avrà sbagliato, ma quello di rifugiarsi nel silenzio non è un errore che ha fatto lei, bensì io.

      Quando è poi passato un tempo sufficiente per me per far decantare le acque e darmi la serenità sufficiente per dare i chiarimenti richiesti, quello stesso tempo per lei era stato troppo. Non mi sento di biasimarla.

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  13. Conosco la tua generosità, Queen @Ifigenia, la conosco ‘per certa’, e sò che il dolore stesso che provi ( nè l’ hai mai nascosto ! ) per “quel tuo umanissimo silenzio” è già una conferma inequivocabile del tuo spessore di Donna !
    Sbagliasti ? E chi può dirlo ! Chi può leggere ‘esattamente’ dentro ad una Persona e sentire, come chi la provi sulla sua pelle, che cosa anche l’ Amicizia può far scaturire in determinati, amarissimi casi ?
    Nessuno, Amica mia, forse soltanto il tuo cuore !

    Ps. Grazie per gli auguri, Carissima @Ifigenia, che apprezzo tantissimo, venendomi da te !
    Sì San Bruno da Colonia è il mio Santo Protettore, e proprio lui fu il Fondatore, mentre io partivo armato da Crociato per la piana di Gerusalemme, dell’ Ordine dei Certosini !

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    • @Ser Bruno: giusto a sbagliato, in quel momento non ero in condizioni di fare altrimenti quindi, pure potendo riavvolgere il tempo e tornare indietro, temo che in quelle stesse condizioni non potrei che fare la stessa cosa. Ma, forse, pure per lei fu, è, sarebbe stato lo stesso.

      Io ho capito e perdonato tutto, spero che lei abbia fatto lo stesso con me.

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  14. Cara Ifigenia,
    generalmente sono una persona comprensiva, lo sa chi mi conosce bene, in genere sono paziente ed affidabile, c’è però in me un punto di rottura che è difficile da determinare prima. Io non mostro rabbia verso quell’amica, anche se ne ho nei suoi confronti. Questa rabbia mi è stata provocata probabilmente da una cosa banale che forse mi sarà difficile spiegare. Certo una donna nelle sue condizioni muoveva tutti i tipi di sentimenti protettivi e tutte le voglie di partecipare ad aiutarla per farla uscire dal buco che si era infilata. Certamente non ho mai preteso riconoscenza, certamente mi ha chiesto consigli e ho cercato di farla riflettere e farla giungere a delle conclusioni razionali, l’ho aiutata anche economicamente, l’ho ospitata per più di un mese in casa, l’ho incoraggiata e ascoltata e poi come finale lei si è rimessa con quell’uomo senza trattare minimamente una nuova condizione più forte in quella casa ed è finita cacciata in malo modo, da un cretino che l’ha continuata a cornificare, non l’ha mai sposata e l’ha sempre sfruttata. Bene tu dirai sono scelte sue. Io come amica dovevo restare lì ad aspettare che riprendesse il senno. L’ho fatto come si conviene ad un’amica, ma mai e poi mai mi sarei aspettata che fosse lei ad ergersi come giudice sentimentale di altre persone che si trovavano in difficoltà e a voler intervenire sul mio rapporto con mio figli che per fortuna è idilliaco. Insomma non è che mi ha detto sei una madre snaturata, ma la cosa suonava come “dovresti fare come me, così si comportano le madri che amano i figli”.
    Questo mi ha fatto rabbia e mi ha anche fatto riconsiderare la sua amicizia. La ciliegina è stata quando mi ha detto che i soldi che le avevo dato in un momento che ne era sprovvista li ha dati ai figli per pagarsi le ricariche dei telefonini.
    Va beh sarò crudele, sarò una donna senza cuore, ma l’amicizia mia è diventata superficiale tale e quale la sua. Ora non riesco più a partecipare ai suoi problemi, molti dei quali se li è voluti e se li anche curati con generosità. Le voglio bene ovviamente, ma non mi piace come si comporta, lei è amica di chi le dice le cose che vuole sentirsi dire e purtroppo non sono capace di mentire e sebbene ormai non le parlo più apertamente, non sono del tutto capace di stare zitta.
    Io amici ne ho da sempre e li amo profondamente, solo in questo caso la mia amicizia non riesce a sopravvivere, almeno non come io intendo amicizia.
    Un caro saluto
    Ross

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    • @Ross: sì, appare chiaro che non era un’amicizia adatta a te, forse in questo caso è stata confusa la solidarietà, la disinteressata voglia di aiutare con l’amicizia. Un’amicizia finita non per quello che lei ha fatto, ma per quello che lei è.

      Comunque quello che ti ha detto, come si è comportata, non mi stupisce: certe persone, con una vita così palesemente sgangherata, hanno bisogno di raccontarsela per sentirsi meno derelitte. Infangano gli altri per poterli non vedere lucidamente e non doversi confrontare con loro, perché sanno bene che da quel confronto ne uscirebbero sconfitte. Sono le proprie principali nemiche, né di altri potrebbero essere amiche.

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  15. dani

    In questi giorni sono sempre piena di impegni o anche impicci!! Al volo ho letto, avrei voluto intervenire più di una volta ma poi leggendo i vari commenti mi sono sentita confusa e ho sempre poco tempo per riflettere ed introdurmi. Ma ho almeno seguito.. 🙂
    Riguardo l’amicizia.. anche in questo caso dipenderà da quella che sono adesso e ormai..
    Ancora meno tollerante.. spesso con atteggiamento vittimistico… suscettibile e permalosa. 🙂
    Condivido.. “la perdita di un amico è un dispiacere talmente grande che spesso, se non sempre, rende preferibile rinunciarci” .. ma non è semplice. Io ci sto provando, con tanta amarezza e tristezza ma ci sto provando..

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    • Cara Dani, sono casi nei quali non ci si può semplicemente provare, perché se devono rimanere ombre, o rospi non digeriti in gola, tanto vale la pena una sana litigata.

      Se l’accettazione dell’altro, la scelta di deporre l’ascia di guerra non viene spontanea, io credo che sforzarsi sia controproducente, che significhi creare una serie di situazioni irrisolte, macigni pesanti, che a lungo andare creeranno una montagna che separerà sul serio.

      Spesso è meglio un sano scazzo, tirarla fuori la rabbia e tutta l’energia che si porta dietro, anziché ingoiarla e farci venire l’ulcera.

      Solo che, passato il momento, tutto andrebbe riconsiderato con serenità. Poi, come nel caso di Ross, se è la stima quella che è venuta meno, al di là dell’episodio specifico, allora è meglio metterci definitivamente una pietra sopra.

      Insomma, un trattamento emotivo differenziato per quelli che sono amici e quelli che non lo sono.

      Buona giornata!

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  16. dani

    Infatti ho rinunciato allo scazzo.. e quindi con tutto il rospo e la sofferenza possibile anche alla amicizia. In fondo è questo che sto provando a mettere in pratica con tanta difficoltà: dimenticare “l’amico”!! E forse realizzare che tanto amico non era..
    Ci ruisciro del tutto? Non credo..
    Buona giornata..

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    • Io non credo che sia possibile “decidere” di dimenticare un amico, o un’amica che sia.

      E’ un processo che deve avvenire da solo. Come ti ho detto, le persone coinvolte erano due, e sono stati due processi completamente diversi. Con lui, il dolore è stato infinito, straziante, ma alla fine, proprio dopo un terribile colpo di coda a base di notti spaventosamente insonni e lacrime senza fine, ne sono uscita completamente fuori, e non potrei ritornarci dentro neanche se mi sforzassi.

      Con lei, forse il dolore non c’è mai stato, solo la grande rabbia, il grande rifiuto, e poi la rielaborazione del tutto e la nostalgia. Ogni rapporto ha il suo processo, le sue modalità d’estinzione. O di conservazione in apnea.

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  17. La vita è strana. O lo è solo con me? Si possono dire molte cose. In linea di massima. Dietro le spalle, come foglie in autunno, come detto, ho le rovine di molte amicizie. Per lo più ci siamo semplicemente persi. Altre le ho ritrovate dagli albori di 40 anni prima. Ma qui vorrei portare due casi personali. Dissimili. Come dire che ogni storia è una storia. Con Marco, naturalmente il nome è di fantasia, avevo poco più di 20 anni. Lui era mio coetaneo. Ad un certo punto del percorso della nostra amicizia mi sono reso conto che lui stava trasformando la mia figura in qualcosa di diverso. Cominciava a vedermi come un padre, lui che aveva avuto, probabilmente, un padre distratto. La mia vicinanza lo faceva dipendere da me. Allontanarmi voleva dire farlo crescere e restituirlo l’obbligo di affrontare le cose da sé. E’ stata una dolorosa quanto cosciente separazione. Senza parole. Me ne sono semplicemente andato per lasciarlo camminare con le sue gambe. Poi la vita non ci ha dato modo di ritrovarci. Differente è stato con Ross. Quando è finita la nostra storia d’amore avevamo entrambi il disperato bisogno dell’amicizia dell’altro. C’era tra noi quella empatia che va oltre ma forse, e ripeto forse, si sarebbe accontentata e arroccata in una grande amicizia. Se era moglie così o come è stato nemmeno me lo chiedo. So che lei era diventata la ragazza del mio migliore amico. Di questo per ora sorvolo perché il particolare è diventato una storia dolorosa solo recentemente. Lui, il caro amico, non avrebbe mai potuto permettere che restasse qualcosa tra noi. Anche solo amicizia. Questo lo capisco. Lo comprendo. E’ umano. Lui era geloso ed io sarei stato comunque qualcosa di più di un ex. Non avrebbe potuto misurarsi con me, credo; senza presunzione. Non lo voleva. Ed era essenzialmente anche un vigliacco. Forse rimpiango di non essere stato vicino a Ross quando la mia vicinanza le avrebbe fatto bene quanto l’aria. Ho sempre sentito invece la sua vicinanza anche se in un piccolo angolo del mio cuore. Sapevo che avessi avuto disperato bisogno lei ci sarebbe stata. Non l’ho cercata, testardamente. Questo per dire che non c’è regola senza infinite eccezioni.

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    • @Mario: temo stavolta di non essere d’accordo. Abbandonare un amico perché TU hai deciso che lui si sta legando troppo, TU hai deciso che ti vede come un padre, TU hai deciso che nel caso non sarebbe bene per lui, TU hai deciso unilateralmente di troncare un’amicizia senza dargli alcuna spiegazione, ritenendolo (e sembra molto “ritenendolo dall’alto”) di fare il suo bene? Qui torniamo al mio “Ti uccido per non farti morire“, anche se in contesto non sentimentale.

      Non so che dirti, io ho una vera e propria allergia per le persone che hanno preso sulla mia pelle delle decisioni “per il mio bene”, mi hanno fatto soffrire infinitamente di più di quelle che mi volevano “sanamente” male.

      Perdonami la schiettezza, ma credo ci sia della presunzione in questi comportamenti, che finiscono col diventare cinici nei confronti di chi li subisce.

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  18. @Ify: la teoria della “sana litigata” mi vede dalla tua parte (MAI “Imbottigliare” le emozioni perché letteralmene ti corrodono da dentro) ma devi avere una controparte che la pensa come te.
    Molti regiscono male ai litigi, vuoi perché hanno atteggiamenti vittimizzanti (“ecco, tutti ce l’hanno con me, sono un fallito”), vuoi perché reagiscono in modo violento (sia verbale che non 😦 ), vuoi perché hanno timore del confronto diretto.
    E’ necessario esplorare, anche se davanti ad emozioni e sentimenti non si puo’ essere razionali. Il classico conto fino a dieci prima di dirtelo in faccia.
    Ovviamente questo e’ uno sforzo che faccio con le persone a cui voglio bene, a cui tengo. Magari anche perché non voglio ferirle. Se invece detesti una persona, va da se’ che gli tireresti dietro tutte le cose che ti capitano per mano senza pensarci due volte.

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    • @Martina: meglio esplodere che implodere, ne va, oltretutto, della propria salute 😉

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  19. In linea di massima ti darei ragione. E poi si presentano le eccezioni. E non sempre puoi fare come vorresti. E nemmeno come sarebbe più facile. E meno doloroso. Il fatto era molto riassunto. Ho, purtroppo (?), l’istinto di protezione. L’avevo tolto molto dai guai. Aveva più bisogno d’altro ormai che di me. E dovevo andare. E non chiedere scusa, mi piace la schiettezza quasi sempre.

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    • @Mario.

      Immagino che in poche parole non si possa riassumere una storia e descrivere in tutte le sue implicazioni e sfumature. Ho reagito in maniera così diretta perché per me la storia delle persone che agiscono “per il mio bene” è un nervo scoperto: io credo fermamente che avrei avuto una vita ricca e fortunata, e avrei sofferto infinitamente di meno, se qualcuno non si fosse presa questa briga di agire “per il mio bene”.

      Poi, ovviamente, ogni caso è a sé.

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  20. rosigna

    Mi trovo molto d’accordo con l’ultimo commento di Martina.

    Certo, non sempre e’ facile capire se chi e’ dall’altra parte e’ disposto a discutere partendo dagli stessi presupposti, o comunque mettendo sul tavolo tutte le sue carte. Forse neppure se e’ un amico che si conosce da sempre si puo’ avere questa certezza.

    Tutto dipende anche dal nostro modo di essere e di fare, o anche solo dalla particolare predisposizione d’animo di quel momento.
    Questo non significa che bisogna lasciar perdere oppure lasciarsi guidare dalle emozioni, significa soltanto che (come ti ha consigliato qualcun altro) a volte bisogna semplicemente svuotare la bilancia, e rimandare (se proprio non se ne riesce a fare a meno) la pesata ad un altro momento.

    A questo proposito ti ripropongo un’immagine che a suo tempo ho riproposto dalla prozia. Le candele da accendere che ti passano accanto. Puo’ essere che riuscirai subito ad accenderle tutto, puo’ darsi che tu non riesca ad accenderne qualcuna. Ma non puoi soffermarti su quella che non riesci ad accendere, altrimenti rischi di non riuscire ad accendere neppure le altre. E so bene che tu non vorresti mai che accadesse una cosa del genere.

    Ciao a tutti!!! (e buon onomastico a Ser Bruno anche se con un giorno di ritardo)

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    • @Rosy: ma a volte una quella particolare candela l’ha accesa, e poi si è ritrovata a spegnerla… insomma, qualche rimpianto e qualche dubbio credo rimangono sempre.

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  21. Ho capito. E ne avevi comunque diritto. Si debbono sempre difendere le proprie idee.
    Al punto… anche quando non vorrei le mie scelte purtroppo condizionano gli altri, come per tutti. Non so curare molto tutte le amicizie ma sono veramente molte. E me ne dispiaccio. L’ultima persa in una dura discussione durava dal ’68. Non sono stato capace di non reagire all’arroganza che stava diventando maniacale. Chi mi sta vicino è libero. Debbo sentirmi libero.

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    • E’ così che deve essere, sia pur sempre nel rispetto dell’altro.

      Considera però che anche l’arroganza maniacale potrebbe essere legata a un particolare momento della vita di una persona. Se si tratta di una vecchia amicizia, probabilmente non è il suo costume solito, altrimenti non sareste rimasti amici così a lungo: forse uno squillo vale la pensa di farglielo, sia pure per gli auguri di Natale, hai visto mai… 😉

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  22. Ho perso San Bruno di Colonia????
    Noooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Auguri Cavalierechesesifermas’ingrippa!
    P.S.: volevo dire che sono d’accordo con TUTTI VOI, così non litigo con nessuno.

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  23. A parte la storia di un'”amicizia” finita in una strada senza uscita, che ho raccontato all’inizio, sono persona facile alle amicizie, ho amiche e amici da secoli, che ogni tanto ci sentiamo o ci messaggiamo, tanto per capire l’aria che tira.
    In genere comunque se in particolari condizioni, quando cioè la persona con cui ho scambi amichevoli e fraterni, mi trovo spesso a dire come la penso. Non sono impicciona, perchè la parte non mi piace, ossia non direi mai ad una cara amica o amico che il partner l’ho visto nell’atto di tradire o in qualche condizione che potrebbe farle male, certo che tenterei di capire in che posizione è e forse tenterei di metterla sulla difensiva, ma anche no.
    Non credo che nessuno abbia diritto di dire certe “verità” ad un’altro anche e con la buona scusa che è persona amica.
    Ricordo, uno dei tanti casi. Una mia amica sposata con tre figli, un marito che non solo aveva varie donne più una fissa, ma spendeva tutti i suoi guadagni in queste avventure. Un giorno questa mia amica edotta da altri, mi ciede conferma di quello che aveva saputo. Sapeva che per varie condizioni io avrei potuto sapere. Cercò di farmi giurare che dicevo la verità. Io sostenni sempre che non ero a conoscenza di niente, che lui mi era sempre sembrato affezionato molto ai figli e a lei.
    Non so se feci bene, ma continuo a non pentirmi. Lei alla fine venne a sapere tutto e si trovò anche in serie difficoltà economiche. Non si separò, sempre per il discorso di sacrificare per i figli, ma dopo l’infarto che lui fece, si ritrovò piena di debiti, ma senza rimpianti.
    Non credo proprio che un diverso atteggiamento da parte mia avrebbe cambiato la sostanza delle cose. Purtroppo lui ebbe il dubbio che fossi stata io ad informarla e questo mi fece male, ma d’altra parte di lui avevo una stima piuttosto bassa e non mi preoccupai.
    Non lo so su queste cose io mi regolo così, ma ho trovato molti in disaccordo con me.

    Sulla questione, poi, di riallacciare vecchie amicizie che si sono deteriorate, anche su questo non sono totalmente d’accordo. La gente cambia e noi con loro, non sempre ci si trova sulla stessa lunghezza d’onda. Faccio un esempio. frequento amiche con cui ero a scuola media assieme. C’è chi mi è sempre stato facile frequentare e a cui voglio da sempre bene, c’è anche chi ho ripreso a frequantare, ma ho ben poche cose in comune. Con le prime, nulla è cambiato o almeno così ci pare, con le seconde invece non c’è più niente da condividere e per quanto tena a trovare cose comuni, l’amicizia stenta.
    Sarà che esco da una generazione dove l’amicizia veniva posta anche prima dell’amore. Mario lo sa bene. Fummo separati proprio da un caro amico di entrambi, che si rivelò successivamente per quello che non era. Ossia un amico. Imparammo la lezione, ma solo nel momento in cui capimmo cosa ci era costata quell’ingenuità. A rigor di logica se provassi ancora amicizia per quella persona dovrei andarci davanti a muso duro e dirgli che ormai mi erano chiare tutte le sue manovre e che lo disprezzavo. Ma se per qualcuno l’amicizia non si perde mai, per altri, soprattutto persone a cui si è legati da un rapporto amoroso, l’amicizia finisce alla fine del rapporto stesso. Non ne vedrei l’utilità, anche se mi darebbe un sottile piacere che si rendesse conto che il suo gioco è stato scoperto (per le persone piene di sè è uno smacco terribile :-)).
    Scusato ho divagato sull’amicizia e sono andata OT
    Ma qui a Ifilandia mi pare che non sia un problema
    Ross

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    • @Ross: no, decisamente non è un problema anzi, pare sia una caratteristica di questo regno indipendente e sovrano (buon sangue non mente).

      Riguardo all’amicizia, la penso esattamente come te, e direi che la mia esperienza in merito può ritenersi analoga alla tua. Quello che volevo dire è che a volte, dopo essersi persi, magari semplicemente perché le strade si separano, o per reali incomprensioni o fatti sgradevoli, nello stesso modo ci si potrebbe anche ritrovare, e rivelarsi un bel ritrovamento. Insomma, a voi è successo per amore, può succedere anche nell’ambito dell’amicizia, non vi pare?

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    • @Ross, scusa, quasi dimenticavo di risponderti sul fatto di riferire o meno a un’amica il tradimento del suo marito o compagno.

      Io, anche se lo riterrei giusto, anche se personalmente vorrei saperlo, esigerei di saperlo, non lo direi, e non lo direi perché la vita mi ha insegnato e ribadito che generalmente la persona tradita non lo vuole sapere, ti odierà per averglielo detto, magari accuserà pure di essere invidiosa e di avere tu delle mire nei confronti del marito.

      Però, messa con le spalle al muro davanti a una richiesta diretta, confermerei quello che so, e non starei certo a giurare di non sapere nulla. Non so, non mi ci sono mai trovata, però penso che agirei così.

      A me ne è capitata un’altra, ma lei non era una mia amica, bensì una semplice conoscente con cui non c’era neanche troppo feeling. Dopo il fallimento del negozio, lei si era messa a fare la badante, e mentre la vedevo accudire gli anziani, o spingere carrozzini di neonati, o insomma, spaccarsi la schiena per guadagnarsi qualcosa, a lui capitò di raccontarmi, incontrandomi al bar, di star cercando un appartamento dove incontrarsi con la sua bella, disposto a spendere circa 800mila lire al mese (che più o meno sarà stato lo stipendio di sua moglie). Mi fece veramente schifo.

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  24. Ser @Aquilasperimentante ( ‘Archimede’ di te stesso oppure Dr. Jeckill ??? ), quello che dici è verità : se mi fermo m’ ingrippo !
    Daltronde, le mie parti ferree ( corazza e maglia, proteggi gomiti e ginocchia, calzari da torneo ed elmo ), a forza di vagare io attraverso ‘piogge ventose’ senza riparo alcuno tranne le stelle, si sono un tantinello arrugginite e solo col mio perenne ‘errare’, poichè il movimento supplisce alla mancata lubrificazione, riesco ancora ad impedire che la ruggine e la polvere le blocchino del tutto !
    Anch’ io, come te concordo con le azioni svolte nel tempo dai nostri Amici che commentarono sopra, ma più che per non farmeli ‘nemici’ per il semplice motivo ( che è anche il tuo, sebbene tu sappia celarlo meglio di me ! ) che ogni storia umana è ‘storia complessa’, è storia di passioni e fragilità, di memoria e senso del tempo perduto ( quello remoto, che non muta più ) e del tempo che trascorre, che muta e ci mutò, e per quanto noi ci si sforzi ad entrarci ‘da fuori’, di quelle storie vissute dagli altri noi non rechiamo ferite, nè già rimarginate nè tutt’ ora in guarigione !
    Però, indotto da una riflessione di Lady @Ross sul fatto “che dire la verità per alcuni è un fatto irrefrenabile”, e pertanto se, essendone a conoscenza ‘de visu’, sia il caso di dire a qualcuno ( Amico/Amica oppur nò ) che il Partner lo/la tradisca, a mio parere ‘errante’ direi proprio di nò, e concordo pertanto con Lady @Ross che si rifiuta di dire agli altri “questo tipo” di verità gratuita !
    L’ impellenza di “dire la verità”, quell’ impossibilità a tacere che alcune Persone ( ipocrite ) adducono a pretesto del loro agire dissennato, si dimostra tale quando chi non si sottrae e rivela “rischia, e di brutto, in proprio” !
    Nei casi deprecati dall’ Amica ‘rossochiomata’, invece, chi avverte l’ Amico/l’ Amica “che ha le corna”, non rischia nulla in proprio, poichè si frantuma solo la serenità ( e talvolta anche la felicità ) di colui, o colei, che ha ‘superficialmente o intenzionalmente’ avvertito !!!

    Ps. Grazie per gli ‘auguri postumi’, anche a nome di San Bruno da Colonia, il Fondatore dell’ Ordine dei Monaci Certosini che, presumo, non dovrebbe ‘esserti sconosciuto’ !

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    • @Ser Bruno: la verità si dice a chi la merita. Io voglio andare avanti, nella mia vita, con la verità, ma a volte non dirla è legittima difesa. Più che legittima.

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  25. Diree o non dire? sempre si perde l’amico a cui si svela il segreto. Spesso si incorre nella sua ira per avergli taciuto. Poi, come dice Ross, le persone cambiano. E cambiamo noi. Magari certi “difetti” si fanno più evidenti fino ad essere intollerabili. La mia ex si riprometteva di restare amici. Un proposito, il suo, più che impegnativo. Preciso ancora una volta che è stata lei a volere la separazione e senza altro motivo che il logoramento del rapporto. Non avrei avuto difficoltà. Non è stata capace di far seguire alle parole (e intenzioni) i fatti. Il nostro resta un rapporto civile ma ci si è persi completamente: Ci si ignora. Di quel nostro amico di cui parla la mia cara Ross sarebbe troppo complesso parlare. E poi come spiegare che solo ritrovandoci dopo tanti anni abbiamo capito. Ma come spiegare anche la mia stupidità di allora. E parlo solo della mia perché amo prendermi le mie responsabilità. L’amico su cui mi consiglia Ify… è peggiorato. Prima si credeva uno dei più crandi pensatori del 900. Oggi pretenge che il mondo glielo riconosca e si prosti. Mi ha chiesto una serie di cortesie (leggi piaceri). Sono diventati doveri. S’è impersonato nella figura di dio. E io sono agnostico. E non parlo del fattore invidia e gelosia. Avvevo troppi lettori e lui troppo pochi. Mi correggeva la grammatica dov’era corretta. Aveva preso a chiamarmi al mattino presto per spiegarmi come va il mondo e per educarmi al suo concettop di uomo nuovo, e soprattutto, suddito. E intervenuto nei miei rapporti sociali insolentendo altri amici. Alla fine, visto che era dio, l’ho mandato al diavolo. Una parola non servirebbe. Certo che se riesco a trovare l’occasione il primo passo lo faccio. Io non so portare rancore. Ma questo l’ho già detto.

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    • @Mario: beh, il tuo amico mi sembra piucchaltro matto alleluja, e la psicopatologia, col tempo, soprattutto se non curata, è chiaro che può solo peggiorare.

      Io mi riferivo a comportamenti non idonei isolabili e circoscritti, da potersi imputare a un generico umano errare.

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  26. P.S. a volte se togli qualcuno dai guai non vuole rivederti perché gli ricorderesti quei guai.

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  27. dani

    Cara Ifigenia, io ci provo ad impormi questa difficile decisione!! Lo so che non è semplice ma le notti strazianti ci sono state … e ancora ci sono, se pur con minore entità. Spero nel colpo di coda di cui parli 🙂

    No, anche io di fronte alla scoperta di un tradimento del compagno/a di un amico/a non riuscirei a parlare con il tradito. Forse, se la cosa mi indignasse troppo, riuscirei ad attaccare il traditore..

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    • Notti strazianti ci sono state e ci saranno ancora, non è facile dimenticare una persona cui si è voluto così profondamente bene, e secondo me imporsi una decisione è controproducente. Accogli tutto il dolore che arriva, e vedrai che un giorno ti sveglierai semplicemente guarita.

      E vaccinata. Probabilmente il colpo di coda ci sarà, ma sarà il canto del cigno di una sofferenza che non tornerà.

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  28. dani

    Poor me…. 😦

    p.s. proprio il canto del cigno? Qualcos’altro no? Ti confesso che non amo nessun volatile o pennuto che sia.. 😉

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    • e quindi Aquila si dovrà accontentare di me, Martina o Godot? 😉

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  29. dani

    Io a contatto di un aquila!!!??? OH MY GOD!!!!! Scappo anche davanti ad una galllina….
    Sì, sì l’aquilotto è tutto vostro!! 🙂

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  30. Uhm, però …… ho capito bene ???
    “e quindi Aquila si dovrà accontentare di me, Martina o Godot” ?!?!?
    DI TEEE, DI MARTINAAA E DI GODOOOOT ????
    Nella mia Città natìa, che non rinuncio a pensare, nè ad amare più che me stesso, direbbero : M’ AJ DETTO GNJENTE !!!!

    Ps. a Sor @Aquilotto, a parapadagnjo ‘nun vedente’ pe’ nun dì guercjo, gnjente gnjente è questo l’ esperimento che voj fà, eh ???
    Rivernicjatte le penne e fatte cresce li peli lunghi da “Fijo dei Fjori”, p’ annà a vive’ – pe’ la serje de la famija allargata che dice la sora @Martina – co’ ‘ste tre pezze de Donne ? Co’ ‘ste tre Femmine da novanta che te farebbero ‘mbriacà puro er mistico San Pjetrino ?
    Sì-ne ??? Te pjacerebbe assaj ???
    Oh, boccuccja de rosa, oh tenero germojo della Parapadagnja !
    Gnjente gnjente sej ‘nnato a schola da quer parapadagnjo der sor @bossi ( che se possa ‘nnegà ‘ndrento a li fossi ) ???

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  31. dani

    ma come ‘nnegà ‘ndrento a li fossi ???!!! er sor bossi mo che s’è venuto a magna’ ‘a coda alla vaccinara è no stinco de santo…!!!

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  32. Nò, carissima Lady @Dani, cui la tristezza vela talvolta gli occhi !
    Mi permetto, ad onta del mio essere un “Cavaliere Errante” dal parlar forbito, di dirtelo nel nostro idioma, nella ‘parlata stradarola’ in uso nell’ amatissima nostra Roma, la Città dalla perenne bellezza !
    ‘No stinco de santo ‘r sor @Bossi ??? S’ è adattato a magnjà puro luj a la romana ???
    Ecchissenefrega !
    Quelli come ‘sto fregnjo de padagjo deveno da annà fora da le palle, nun ce li volemo a Roma ! Ce ‘nsozzeno le strade e co’ ‘sti chjari de luna, co’ ‘sta micragnja de sordi ch’ er nano co’ li tacchi riarzati ‘ndrento a le scarpaccje sua ja ‘mmolla ar camerata suo sinnaco, chi la smove a gratisse la nettezza urbana ?

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    • Roma ladrona, e quel suo figlio padano, che mi dicono straincompetente, che guadagna quel botto di soldi? Sono porci questi romani, e noi gli offriamo pure la coda alla vaccinara?

      E’ con la spada, non con l’oro, né la coda alla vaccinara, che si riscatta Roma (detto storico leggermente riadattato 😆 )

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  33. dani

    🙂 🙂 🙂

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  34. confesso che il termine “accontentarsi” mi ferisce.
    😉

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    • Ma era ironico! Con tre femmine del nostro calibro, il volo dell’aquila sarà altissimo… si ubriacherà di altezze stratosferiche, aria pura, cieli tersi, luminosi di giorno, stellati di notte!

      Non mi essere ipersensibile…

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    • Errata corrige: sarebbe, si ubriacherebbe…. 😉

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  35. Ehm ….. Amica @Ifigenia ….. conosco Ser @Aquila “non vedente” ( dice lui, ma ci vede e ci coglie benissimo ! ) e se vi punta, o dall’ alto del picco o dal basso della parapadania, nè si ubriacherà ne si ubriacherebbe !!!
    Quel Filibustiere Rapax, quell’ Aquila onnipresente, se avvista una preda ( e lui ne ha gia allumato “tre”, tre stacche di Donne ! ) non falla !!!
    Lady @Marty d’ Irlanda : ti ferisce quell’ “accontentarsi” ???
    Ohibò, questo è niente ! Vedrai in seguito, quando Ser @Aquilaghermente piombrà su di te ‘ad artigli aperti e pronti alla presa” !!!!

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  36. kinjo

    Salve alle padrona di casa e a tutti….Ify,da quello che ho capito,e’ stata la persona che ti ha tradito a sbagliare (logico no ?!? 😆 ),percio’ a che serve martoriarsi cercando un contatto,una risoluzione,o una ripresa del dialogo quando la persona che ti ha fatto del male pensa di essere nel giusto ?? Naturalmente se sto sbagliando mollami due ceffoni…ma se e’ come ho capito io,il perdono che tu vorresti concedergli e’ inutile,se lei non ha capito profondamente gli errori che ha commesso,sarebbe come dare le perle ai porci 😐 !! Comunque,spero di non aver scritto delle eresie,vado un’attimo a sedermi sul divano…

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    • Kinjo, io non sto cercando un dialogo o una ripresa di contatto, che a questo punto sarebbe impossibile, fuori tempo e inappropriata.

      Semplicemente, mi dispiace per come sono andate le cose, e per quanto riguarda l’aver capito, io la mia parte di errori l’ho sempre saputa, lei la sua credo non l’abbia capita mai, ma è pure vero che io non mi sono presa la premura di spiegargliela, magari chissà, le cose sarebbero andate diversamente.

      Comunque è inutile piangere sul latte versato, ha ragione Aquila, questa bilancia va fermata. Ieri era una giornata particolare, oggi la vita può riprendere a scorrere e, almeno per un po’, senza fermarsi a pesare il passato.

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  37. dani

    cavaliere .. figurati se io voglio considerare un atto di onore l’arrivo di Bossi a magna da ste parti.. (devo però confessare che preferisco la polenta alla coda alla vaccinara 😉 )
    Caro cavaliere & company troppo ci sarebbe da indignarsi per ben altro in questi giorni e non.. Meglio lasciar perdere altrimenti, altro che polenta, ci mangiamo il fegato..

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  38. dani devo concordare sulla polenta dato che sono vegetariana… ehm pure a me piace… provatela calda con il gorgonzola fuso sopra e poi vedete come cambiate idea 😉
    Ed adesso sto per scrivere una cosa che mi provochera’ l’incenerimento immediato da parte dei romani… non ho mai assaggiato la coda alla vaccinara… :fiuu:

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  39. dani

    cara Martina, io sono romana di adozione e non DOC come ci tengono a definirsi i romani “autentici” purosangue 😉 , anche se di fatto ormai mi ritengo parte del territorio che mi ha accolto da tantissimissimi anni, e ti confesso che nemmeno io ho mai mangiato la coda alla vaccinara o la trippa o coratella o altro del genere e mai lo mangerò… sono un pò “schifittosa” per tutte queste frattaglie.
    Adoro la polenta in tutti i modi ma soprattutto con gorgonzola.. anche se sono tutt’altro che nordica!!!! 🙂

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    • E si vede che siamo romani, si parte da un’amicizia finita con sofferenza, silenzio, e si finisce con la coda alla vaccinara: siamo proprio irrecuperabili!

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  40. dani

    p.s. ma visto che presto verrai a Roma potrai soddisfare la mancanza se ti va.. 😉

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