Affidarsi

Beh, che l’articolo di Rossaura “Amarsi” mi ha profondamente colpito lo sapete, ve l’ho consigliato anche sul Divano, ma i commenti non sono da meno, soprattutto questo suo, di cui riporterò qui le parti che più hanno toccato le mie corde e acceso qualche lampadina (ma  vi consiglio di leggerlo per intero).

Ci siamo chiesti se la paura di soffrire e di farci coinvolgere avrebbe potuto fermare la confidenza e l’apertura che abbiamo provato subito l’uno per l’altra. La risposta è sì, avrebbe potuto. […] Per una vita mi sono controllata fino allo spasmo. Tentando l’ingeneroso atto di amare senza perdere il controllo. Così facendo mi sono giocata la possibilità di ricavare piacere dall’abbandono che si dovrebbe avere verso la persona amata. Insomma amare con molte riserve.

Abbandonarsi, affidarsi: che cosa difficile, e come mi rendo conto di non saperlo fare: attitudine mai avuta, o ferita di guerra?

 Così facendo mi sono giocata la possibilità di ricavare piacere dall’abbandono che si dovrebbe avere verso la persona amata.

Quante volte l’ho fatto? Sicuramente le ultime, causa esperienze pregresse. Ma mio marito per primo lo fece con me, dando origine a una catena, dichiarandosi scottato dall’esperienza con la prima moglie e pertanto guardingo.

Mi offendeva. Gli dicevo “Sei come uno che apre un negozio e non investe in merce per paura di fallire e poi, quando il negozio chiaramente va a rotoli, ma proprio a causa della mancanza di merce, dice ‘Visto che avevo ragione?’ “.

Mi ricordo una canzone di Loretta Goggi, che diceva “Se ci hai messo tutta l’anima ora chi te la ridà”, ma poneva la domanda senza dare la risposta. Ce la dà Ross?

Ci si studia, si esperimenta, si mettono i picchetti nelle zone di ingerenza e si difendono quelle che devono rimanere private. Lui cerca di crearsi l’ambiente ideale, lei cerca di capire qual è il suo spazio. Quasi subito si decidono i ruoli. Non ci si espone quasi mai, solo quel tanto che basta per iniziare un rapporto.

che detta così pare pure normale. Il minimo per chi ha passato la fase “faccio karakiri con la mia ingenutità”:

Poi c’è la solitudine che diventa parte della tua vita anche quando sei in due. Perchè aprirsi se ti saccheggiano?

Mi ricordo che, tempo fa, scrissi una poesia che diceva più o meno così:

Anch’io ero giovane,
e gli occhi miei sognavano,
e il cuore progettava.

Poi sei venuto tu e hai rubato,
e gli uno dopo gli altri hanno rubato.
chi gli ori e i quadri e chi l’argenteria.

E cosa vuoi che importi
ai miei occhi stanchi
e al mio cuore chinato
[…segue…]

e quindi ritorna l’idea del saccheggio, dell’essere depredati.

Ora Ross ci dice chi è che spezzerà questo cerchio, chi romperà questa maledizione che ci condanna alla solitudine:

Ecco questo prototipo di uomo non ti guarda con altri occhi, ti guarda con occhi che riconosci perchè assomigliano ai tuoi. Di lui ti fidi perchè ha la tua stessa sincerità

E poi, un’altra chiave per aprire la cella in cui la paura ci ha rinchiuso: la leggerezza. Lasciarsi vivere, senza se, senza ma, senza paura, affidarsi, e vivere con quella leggerezza che, ha ragione Ross, è pure un’arma potente contro il rischio del “male oscuro”, la depressione.

Per quanto riguarda la leggerezza è una “qualità” che viene dall’autoironia, che mi ha aiutato a vivere me a convivere con gli altri. Essere leggeri ti consente di superare le traversie e accettare anche l’inaccettabile. E poi ti conserva esente dalla depressione 🙂

Grazie Ross, per la tua testimonianza e per la speranza con cui hai voluto distendere gli stanchi pensieri di noi arroccati.

75 commenti

  1. cara Ify
    ho commentato su Ross ma ho scritto piu’ volte di questo argomento. Metaforicamente o no anche sul mio blog. Molto sul blog di Ross, di Mario e sul tuo.
    Commento anche qui, ripetermi non mi dispiace.
    Tra i commenti di quel post, Mario dice che non si puo’ trovare amore se non c’e la disponibilita’ all’amore. Ovvero se non ci si lascia amare. Io non mi sono mai lasciata amare.
    Tu hai scritto da Ross che non sei pienamente d’accordo, ma nel mio caso e’ paritito tutto dall’infanzia. Una madre ipercritica e con problemi mentali, un padre altamente anaffettivo. Mai un abbraccio, una carezza, un incoraggiamento. Non mi sono mai sentita degna. Non mi sono mai sentita di meritare l’amore degli altri. Perché qualcuno dovrebbe innamorarsi di me? Proprio di me?
    Ho proseguito il pattern, mi sono fatta maltrattare dagli uomini e mi sono sposata il piu’ disaffettivo di tutti. Un uomo incapace di amare. Ne abbiamo parlato a dismisura. Ci ho fatto due figli, sperando di cambiarlo, sperando di creare la famiglia ideale che avevo sempre immaginato, quella che giaceva, appunto, nel mio immaginario. Speravo, appunto, che lui imparasse ad amarmi, almeno perché ero la madre dei suoi figli.
    Inutile dire che non solo le cose non sono migliorate ma sono peggiorate in modo catastrifico. Un uomo deve avere la spina dorsale (leggi= palle) e mostrarle sin dal primo momento.
    I nostri vissuti sono tutti diversi eppure cosi’ simili. Siamo arroccati tu dici bene, io sto cercando di disarroccarmi ma non e’ cosi’ semplice. So che Ross e’ positiva ma io non concordo sempre sulle sue speranze. Ci sono difficolta’ pratiche. Due figli da tirare su praticamente da sola, due lavori, di cui uno a tempo pieno effettivamente non incoraggiano un uomo, anche un uomo con le migliori intenzioni, ad avvicinarsi ed invitarti a fare una passeggiata romantica. Non c’e’ tempo. Sono un pacchetto difficile, mi porto dietro un fardello complicato. E cosi’ va per te, so che capisci appieno.
    Si cerca di essere forti. A volte si crolla. A volte crollo davanti ai miei figli, effettivamente davanti a chi altri potrei crollare? Loro sono meravigliosi, sono una madre fortunata. Sono cresciuti ad abbracci e sostegno ed hanno imparato a darne a loro volta. Ma mi riprendo subito. Loro non devono sostenermi, non e’ compito di un figlio, e’ esattamente il contrario.
    Non e’ cosi’ semplice. Cerco di vivere con la liberta’ e leggerezza descritta da Ross. Ma ci sono le bollette da pagare. Uno vorrebbe farsi una vacanza, semplicemente non c’e’ il tempo. Uno vorrebbe prendersi un weekend, e ci sono i figli che si ammalano. Non si esce, non si incontra gente. Si lavora e basta. La vita sociale diventa quasi esclusivamente virtuale, nei ritagli di tempo.
    La disponibilita’ ad amare probabilmente potrebbe svilupparsi, ma non c’e’ spazio. Quando corri in continuazione. Quando non hai neppure tempo di fare una telefonata.
    Non sono arroccata dunque, non voglio. ma, come dicono qui, life is a bitch. Si fa un errore vent’anni prima e lo si paga tutta la vita. Il nostro ergastolo esistenziale. Purtroppo, molto femminile.
    Un forte abbraccio

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    • Cara Martina,

      ognuno si dà le sue ragioni, e probabilmente sono anche tutte valide. Io sono nata in una famiglia unita e molto affettuosa. Mio padre stravedeva per i figli, non c’è cosa che non avrebbe fatto per noi e apparteneva, come me, alla categoria “fisica”, quindi baci, abbracci, “strapazzate”, era uno di quelli che non poteva parlare senza dare pacche sulle spalle o fare un complimento senza accompagnarlo almeno da un buffetto sulla guancia (insomma, era una calamità per i “non fisici” e i disaffettivi 😉 ).

      Mia madre io la ricordo fredda ma probabilmente, ora che rivedo un filmini della mia infanzia, mi rendo conto che non fu così: lei, probabilmente, mise a un certo punto uno spartiacque, e decise che non eravamo più bambini e quindi niente smancerie (Bali ci raccontò una storia simile relativamente a un padre con una figlia, ma per me la storia fu con mia madre).

      Non mi sono mai sentita indegna di essere amata (ancora oggi mi stupisco di come si possa non amarmi 😆 ), ma tant’è, è tutta la vita che sto sola. Tante volte mi sono chiesta perché, e sì che non ho avanzato chissà quali pretese (oppure sì? spessore morale e culturale sono pretese troppo alte?).

      Ho conosciuto uomini disposti a mettermi su un piedistallo e adorarmi, purché io da quel piedistallo non facessi nulla, neanche respirare, e per una che è una persona e non una bambolina di porcellana non è il massimo della vita. Io sono stata disposta a farmi amare, non sono stata disposta mai a farmi né tradire né prevaricare. Non sono neanche stata disposta a non essere amata: rifiutando un uomo che amavo, intuendo che il suo sentimento non fosse allo stesso livello del mio, gli dissi chiaro e tondo “non ho aspettato tanto per un uomo che non mi ama, se è “un giro di valzer” quello che mi stai offrendo (mi sarei pure dovuta spostare io per andargli incontro), il giorno che rientrerò in quell’ordine di idee un uomo che non mi ama me lo posso trovare vicino casa”.

      Non lo so perché non ha funzionato, forse sono comunque una che si espone poco, mi hanno detto che metto soggezione (a quelli migliori), ma credo non sia neanche quello il problema. Tutti mi dicono che io in realtà un uomo non lo voglio, e mi chiedo se sia vero, fino a che punto, e soprattutto da che punto, se è sempre stato così o se è un risultato dell’essere stata saccheggiata, se sono giunta a dirmi “quel poco che mi hanno lasciato me lo tengo stretto”.

      Mio marito mi perse perché, tant’ero innamorata, ritenne di poter fare di tutto, e che avrei sopportato tutto: sopportai molto, ma non tutto. Il secondo mi adorò sì, ma era geloso in maniera maniacale, e la vita con lui era un’eterna scenata, l’inferno in terra.

      Poi… poi che dirvi, non saprei, ma comunque, nel mio caso, lo scenario familiare lo terrei fuori (mia madre credo che sia stata tra le donne più coccolate, mio padre era tutta una dichiarazione nei confronti di quella moglie, che a sua volta era ancora più innamorata di lui).

      Ogni storia ha le sue dinamiche, ogni arroccamento le sue torri e i suoi lucchetti.

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  2. @Martina. Cavolo, quasi, quasi fra tutte fate venire voglia di scrivere un post anche a me. 😕

    E’ vero che spesso il tempo materiale entra in conflitto con quello psicologico, però a me torna sempre in mente un fatterello.

    Abitavo in una città con un centro storico affollato. Qualcuno fece la proposta di renderlo pedonale. Fu l’insurrezione: e se qualche anziano fosse stato male? E raggiungere i posti di pubblica utilità?
    Non se ne fece niente.

    Qualche tempo dopo il centro venne forzatamente e completamente chiuso per lavori stradali. La pavimentazione era divelta, tanto che non poteva passare neanche una bicicletta.
    La gente cominciò a organizzarsi, i bar ad allargare la zona dei tavolini all’aperto, tutti camminavano senza fretta.
    Furono dei mesi felici, nessuna lamentela, solo qualche negoziante che non poteva arrivare in macchina.

    Insomma, mi chiedo se dobbiamo essere obbligati da fattori esterni per capire che possiamo vivere meglio. Tranne poi dimenticarcene al ritorno allo status precedente.

    Questo tipo di atteggiamento psicologico lo replichiamo spesso: è una nostra difficoltà (anche mia ti assicuro) quella di pensarsi, non dico felici, ma un minimo soddisfatti; io so che talvolta uso gli impegni materiali come alibi.

    Per me il problema è vivere troppo sulle aspettative; si finisce per ricadere nel mito del principe azzurro o della principessa rosa, cioè nel sogno.
    Non dico che quello che affermi è falso, ma che potremmo vederlo in una dimensione diversa, alleggerita.

    Bè, sono abbastanza off topic dal post di Ify, però direi che quello affettivo è un calderone che mostra così tante sfaccettature, una potrebbe essere anche questa.

    Semmai tornerò più aderente alla questione posta da Ify. 😉

    Ps: nasce nel periodo infantile? E’ questo che mi piacerebbe approfondire. 🙂

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    • @Bali: sul periodo infantile ho detto la mia, aspetto con ansia il tuo intervento 😉

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  3. cavaliereerrante

    Ah, era qui che estrapolasti Queen @Ifi, e non sul Divano dove mi ero scapicollato ? Vabbè, lo ammetto ! Mi molceva il cor quel bel “grappolo d’ una” alludente in ginocchio sulla seduta !
    Te aripossino ammazz……….. pardòn, il cielo ti benedica !, imprevedibile Amica mia !
    E veniamo ‘on topic’ .
    Concordo, girandomi a 360° e incidendo una circonferenza sull’ arida terra con la punta del mio spadone, con le acute osservazioni di Ser @Opossum, alias l’ ottimo Samurai @Balibàr : eheheh, una ‘durlindankatana’ unita al Brando Crociato sono efficaci assai, penso ( o nò-ne ? ) .
    Dunque, che aggiungere al delicato e sincero racconto di vita dell’ eccellente Lady @Ross ?
    Nulla in più di quanto già scritto : fu storia tenerissima a lieto fine !
    Bene !
    Ciò dimostra, carissima Lady @Martina che ci sorridi sotto l’ azzurro cielo d’ Irlanda, che sognare e predisporsi al vivere onesto, dignitoso, pacatamente vissuto non soltanto per se stessi ma aprendosi, talvolta, anche agli altri, non fu vano !
    Nè credo, lo sarà mai !
    Se i nostri sogni, germogliati al tempo delle rose e calpestati poi in un fatale inverno, continueranno ciò malgrado a vivere e ad ampliarsi, nutrendosi sempre, qualunque siano le intemperie, dell’ inguaribile amore per la vita !
    Questo è il Viaggio, ed è il nostro !

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    • @Cavaliere: è nell’amore per la vita che confidiamo, nel fatto che chi è pieno d’amore non potrà mai fare a meno di continuare ad amare.

      Come disse qualcuno sulla questione seconde nozze, sono il trionfo dell’ottimismo sull’esperienza 😀

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  4. sabby

    cara ify ho scritto proprio adesso nel mio blog qualcosa che riprende il commento di Martina@;
    non ho letto il post di Rossaura, lo farò dopo, ma riguardo al concetto di affidarsi personalmente penso che ognuno un po’ viva e rifletta quelle che sono le sue esperienze.
    Se da piccoli non si è ricevuto amore affidarsi diventa difficile e anche doloroso, perché si è come divisi in due, una parte di te vorrebbe affidarsi all’altro, perchè ne sente dirompente la necessità, un’altra parte, invece, ne ha paura, paura di una delusione e di non saper neanche come si fa.
    Però penso anche che i figli orfani d’affetto sono anche i più pronti a combattere, perché la delusione è nata con loro.
    Forse non ci si affida mai completamente però si impara a guardare l’altro con occhi fiduciosi. Questo secondo la mia esperienza.

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  5. dani

    E Attila chi è? prime nozze? seconde nozze? o extranozze? Fatto sta che è quello che non ha tagliato il cordone.. 😉

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    • Extranozze (post nozze, niente adulterio, ci mancherebbe solo che ci avessi tradito qualcuno per assicurarmi ‘sto campione! 😆 )

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  6. dani

    E voglio ben vedere… Se se deve fa’ sto peccato.. e che sia almeno peccato di buona qualità… 😉

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  7. dani

    Comunque, andando sul post, ho già detto sul post di Rossaura che sono rimasta molto colpita dalle belle riflesioni scritte. E non solo da lei.. Le parole di tutti manifestano qualcosa di positivo, la fiducia nel futuro..
    Penso di poter identificare qualche pezzetto della mia in ognuno di voi. E del resto è normale, nessuno di noi ha l’esclusiva della vita.
    Le mie esperienze passate? In fondo poche storie importanti e un solo matrimonio.
    Sicuramente in nessuna delle esperienze questo cosiddetto amore era ricambiato allo stesso modo.. ed ecco quindi di essere arrivata alla mia matura età senza senza avere forse raggiunto questa consapevolezza dell’ “amarsi” di cui si parlava..
    E siccome non credo che sia un’esperienza dovuta a tutti nella vita.. penso di far parte del gruppo esseri umani che non ne avranno mai completa conoscenza.
    E di questo in fondo mi ritengo l’unica responsabile. Quali possono essere state le cause di partenza non ha importanza.. fatto sta che sono io che non sono stata capace di “aggiustare” quanto di sbagliato c’era… e c’è.. in me!!
    Non mi riferisco solo ad amori di coppia. Ci sono anche altri aspetti nella vita… per renderla ancora più amara!!
    E così cerco di compensare con qualche dolcetto in più.. 🙂

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    • Una volta incontrai in autobus una signora. Sapete che io non credo alle coincidenze, e anche quella volta per me non lo fu. Un brevissimo incontro, una fermata o due, ma quello che bastò per dirmi una cosa su cui ebbi a riflettere da quel momento in poi: noi non facciamo delle scelte, sono le scelte che vengono incontro a noi.

      Sapete, notai da quel momento in poi che era vero. Questo per dirti, cara Dani, di non crucciarti per colpe che quasi sicuramente non hai: la vita a volte ci si disegna addosso da sola, senza nulla togliere al libero arbitrio e alla responsabilità delle nostre azioni.

      PS: scendendo quella signora mi guardò e mi disse “Che strano, non parlo mai con nessuno io”, ed era pure straniera…

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  8. Lancio la palla: non credete che sia più facile “affidarsi” in un momento difficile della nostra vita?

    Non credete che magari, finché teniamo alta la guardia impediamo alla felicità di affacciarsi alla nostra porta, mentre quando la stanchezza ci fa arrendere il bene ci potrebbe travolgere?

    Ve lo dico perché a me è capitato in campo diverso da quello sentimentale, e mi sono ritrovata con la casa comprata in un momento in cui avevo problemi di salute che mi toglievano l’anima, ma a una mia amica è capitato invece proprio col principe azzurro, entrato nella sua vita in età piuttosto avanzata in un momento che, per gravi motivi di lavoro, dire che era sottoterra è dire poco.

    Voi che ne pensate? La nostra forza ci si può rivolgere contro mentre lasciar fare alla vita può alla lunga pagare?

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  9. cavaliereerrante

    Sì @Ifi, a mio parere ‘affidarsi’ talvolta giova, se ………….. !
    Si è certi che l’ altro o l’ altra, sentano “anche in sè” questo sentimento umanissimo . Se ho ben capito, è un po’ la storia di Lady @Ross col suo bel finale da ‘fiaba reale’ ! E’ sempre – a mio opinabile parere – una cosa virtuosa uscire dalla propria solitudine o dalle proprie “presunte debolezze” e scegliere di affrontare il viaggio esistenziale – che sia all’ inizio o pressochè alla fine non importa granchè – unendo forze, sentimenti e sogni !
    Lady @Dani, non me ne volere se individuo in te un tantino di disistima !
    Ti leggo ormai da lungo tempo, e penso che tu non ne abbia la benchè minima ragione ! Chi di noi è esente da debolezze o omissioni ? Chi di noi non conserva in un angolo più o meno riposto qualche rimpianto ? Chi di noi un giorno non pensò che la felicità non era fatta per lui ? Nessuno credo, che calpesti la terra !
    Ma non è mai troppo tardi, per imparare a credere che non tanto le nostre eventuali debolezze poterono renderci fragili, quanto lo potè il nostro amaro e pessimistico ‘chiuderci dentro’ e rinunciare ai sogni .
    Questo è quello che ho colto dalle stelle, errando di landa in landa !

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  10. cavaliereerrante

    Ah, me n’ ero completamente dimenticato !
    Chè il mio errar per lande non di rado mi smemorò !
    Questo Cavaliere Errante ‘amico delle stelle’ voleva dedicare a ‘tutte’ le Madamigelle e Lady del viaggio comune questo brevissimo inserto .
    Sorprendentemente, risponde alle riflessioni ed alle domande di Queen @Ifi-13, in maniera a mio avviso esaustiva .
    Vi invito a guardarlo tutto, ma in particolare la parte finale !

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  11. Cara Ifi e cari (nuovi e vecchi) amici,
    bellissimo questo rimbalzo di considerazioni ed osservazioni che vagolano tra il personale ed il “pubblico”.
    Mi piacerebbe toccarne tutti i punti cominciando dalla storia di Martina e continuando con la domanda di Balibar, l’autanalisi di Dani, il velato pessimismo di Sabby e una riflessione sulla tua storia cara Amica e sulla riflessione se è il dolore che ci rende più disponibili ad affidarsi.
    Comincerei con la fine perchè la domanda o meglio la “possibilità” consente una risposta chiara e definitiva, almeno da parte mia. Nella mia vita ho subito qualche “insulto” sul quale non avevo personalmente nessun potere. Ho perduto il padre di mio figlio che era diventato dopo più di vent’anni di “storia” complicatissima, mio marito, improvvisamente. Perdita senza appello: la morte. Mio figlio era dodicenne ed io ero sposata solo da meno di sei anni. Questo fatto mi aveva resa una donna spezzata. Non era solo la perdita, ma tutto il carico che questa storia mi aveva posto sulle spalle. Storia che era l’esempio evidente del disamore verso me stessa. L’esempio anche dell’impossibilità di affidarmi a qualcuno, neanche nell’estremo momento in cui dovevo matenere un figlio lavorando come una mula. Occhi chiusi e avanti. Le mie notti una sola ora di sonno, Troppa tensione, nessun cedimento. Dopo qualche anno conobbi il mio secondo marito. Ma anche qui era stato più importante la volontà di risolvere i suoi problemi caratteriali e di depressione. Mai mi è passato per la mente che avrei potuto chiedergli uno spazio per me. Lo curavo e accudivo più di mio figlio che per quanto orfano di padre riusciva ad essere più autonomo e comunque molto più comunicativo. Non mi affidai perchè ero saccheggiata da lui, ma perchè ero io che mi saccheggiavo per lui. Fatica inutile. Tutto finì. Nulla sapeva darmi di cui io avessi bisogno, niente di me sapevo donargli perchè con lui ero più madre che moglie. Se io avevo bisogno di sentirmi amata per amarmi, quello fu un punto molto basso della mia autostima.
    Con questo voglio dire che nemmeno le sofferenze possono renderti più dispnibile. Anzi credo che funzioni come fattore inibitore. Vivere tutta la vita provvedendo a te stessa e magari, come già dissi, giocandoti contro, aiuta solo ad arroccarsi di più.
    Cara Ifi, credo che proprio per il fatto che da bambina hai avuto una sana famiglia che ti ha dimostrato affetto e considerazione tu verso il mondo hai un atteggiamento più sicuro. Forse si può anche percepire dai tuoi post. Sembri una donna con le “palle” e probabilmente lo sei, affronti situazioni complicate in modo abbastanza razionale, diciamo come potrebbe dire il nostro Cavaliereerrante riesci a tagliare “giudizi” e “considerazioni” come se fosse in tuo possesso una durlindana. Poi si sa che quello che sembra forse non è completamente lo specchio della realtà. Sei in una situazione che per quanto “reggi”, ti squassa e ti percuote come se tu fossi un tamburo. 🙂 Quindi rispondo a Balibar. Un ambiente affettuoso e coinvolgente nella nostra infanzia ci insegna ad avere fiducia negli altri. Insomma getta le basi per gli eventi futuri. All’inverso una famiglia che non crede in te crea un essere incerto e privo di autostima. Mio figlio quando era piccolo lo invitavo a fare cose complesse, tipo andarmi a fare delle spese al supermercato oppure, che ne so, tuffarsi da una barca in alto mare oppure chiedere informazioni anche all’estero in tenera età. L’unica cosa che mi chiedeva era. Mamma pensi che io riesca a farlo? Certo,rispondevo,non te lo farei fare se non ti credessi capace. Questa fiducia oggi è la sua fiducia.
    L’infanzia è la chiave, caro Balibar,almeno lo è stata per me e a quanto pare anche per Martina.
    Ora non manca che l’ultima difficile parte: Martina. 😉
    Lo so che la tua storia è un insieme di casualità ed errori. Succede spesso a donne generose di trovare saccheggiatori e prevaricatori. Succede a chi non pensa di meritare niente, ma che almeno ritiene di poter tener testa al destino. Errore su errore. Ma questo fa parte del passato no? 🙂 ora bisognerebbe rifarsi dalla sorte (voluta o meno) ora chi limita sono le necessità economiche, le tante necessità dei figli, l’orgoglio e…. la paura. Una volta, cara Martina, quando mi parlavi dei tuoi figli ti dissi che ti trovavo molto anglosassone, non so perchè invece oggi ti sento ritornare troppo italiana. Forse non è un complimento, però non è neanche una cosa negativa. La sensazione è che ti stai mettendo in situazioni che ti proteggono dal dover prendere delle posizioni “altre” dal dover lasciare spazio ai tuoi figli, responsabilità al tuo ex e qualche libertà per te stessa. Gli uomini che si spaventano per il tuo impegno, a priori, sono inadatti al tuo modo di sentire e di essere. Se gli uomini son tutti così sarai destinata ad essere arroccata, ma io questo non lo credo, credo piuttosto che in questo momento sei tu a fuggire e a tentare di giustificarti, pur riconoscendo che non vivi per niente una vita facile e che davvero sei giustificata per la tua paura.
    Scusate, ho parlato troppo,ma gli argomenti erano davvero stimolanti e non sono riuscita a fermarmi prima. Certo che nei vari ragionamenti non ho sentito la campana maschile. Almeno non apertamente e portando la propria esperienza su di un post o di su un commento. Forse Balibar ci sta pensando… o forse mi sbaglio.
    Un abbraccio a tutti
    Ross

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  12. cavaliereerrante

    Nò, cara Lady @Ross, la ‘campana maschile’ rintocca spesso qui da @Ifigenia, e gli Uomini ( che brutta espressione, tuttavia, quel ‘con le palle’, sia quando rivolta agli Uomini, sia quando si alluda a ‘Donne di carattere’ ! ) non mancano mai di esprimere ‘liberamente e senza nulla a pretendere’ il proprio parere dal versante maschile !
    Alcuni lo fanno usando l’ ironia, che cela sempre sentimenti profondi, talvolta amari, altri con analisi attente e stile misurato, altri ancora, come me Cavaliere Errante, usando ‘metafore’ medioevali che, in realtà, sono “lo specchio fedele” della nostra attualità o del tempo appena lasciatoci dietro, ma tutti ( ripeto tutti ! ) animati da un desiderio di conoscere gli altri e di conoscersi dentro, e tutti col proprio fardello di inquietudini e dolore poichè, ammettiamolo, la sofferenza non è patrimonio nè femminile, nè maschile ma è concessa ‘a piene mani’ a chiunque calchi questa terra .
    Se questo connubio di “Blog dell’ anima” voluto e cercato da @Ifigenia, se questo intreccio virtuoso di Blog, estranei a narcisismi ed esposizioni in vetrina di ‘merci inutili’, prenderà piede ed evolverà come tutti auspichiamo, imparerai a conoscerli anche tu insieme ai tuoi Amici che verranno a trovarci .
    Che altro dire ?
    La tua, è una storia esemplare, una storia di vita che dà, se non speranze garantite, respiro non angusto a che non ci si chiuda mai, in nome di “presunte” scelte sbagliate o di rimpianti per ciò che perdemmo, in improduttive solitudini o in ‘sbagliati pensieri’ che la felicità non ci appartenga più .
    Quali siano state le nostre vicissitudini precedenti, siano state esse confortate da una felicità radiosa o schiacciate da una cupa infelicità, ognuno di noi resta, ad onta di questo attimo sospeso ‘tra il nulla e il nulla’ che è la vita “per tutti”, un Universo immenso, uno Spazio vastissimo ( forse infinito ) non riducibile a schemi esistenziali prestabiliti o a esperienze personalissime, un Mondo inimmaginabile tuttora sconosciuto a noi stessi, dove il tempo stesso non trae più limite : poichè tutto è ancora possibile e raggiungibile, che ci si trovi all’ inizio del viaggio o pressochè alla fine, se poniamo in questa ricerca ‘non vana’ di felicità la parte migliore e più nobile di noi, se viaggiamo senza tenere chiusi, mai, gli occhi e le orecchie alla sofferenza altrui, alla sua richiesta di aiuto, di solidarietà, di rispetto .
    ‘Coro di voci dolenti’, che potenzi il singolo grido di dolore e lo conforti assicurando ‘coi fatti’ che non siamo più soli, nè lo saremo mai !
    Questo è il Viaggio
    ed è già di tanti .

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  13. Ok ok, da Bali, ad Ify a Ross, cerco di spiegarmi e difendere i miei alibi 😀 Perché alibi sono, certo che tu lo sai Ross, ed anche Bali lo ha percepito. Certo che ho paura.
    Ma e’ matematica semplice: 18 ore di vari lavori al giorno, pagati e non pagati e di cura lasciano in genere 6 ore in cui cerco di dormire. Vi ricordo che non ho nessun aiuto, sorelle o amiche o simili, solo recentemente (da un mese) una volenterosissima ragazza alla pari slovacca che pero’ riparte e fine settembre, causa anno accademico che ricomincia. Anche i pasti saltano, vi assicuro che vivere per una settimana a spuntini non e’ il massimo. Oggi sono andata a pranzo con mia figlia, l’ho portata in pizzeria e non mi sembrava vero. Lei che insiste in continuazione che io mi sieda e mangi. E non c’e’ tempo, lo sai pure tu Ross che dormivi un’ora a notte.
    Tempi migliori verranno. Certo, gli uomini che si spaventano del mio pacchetto non mi interessano. Gli uomini che si spaventano delle difficolta’ del mio figlio autistico non li voglio. La mia liberta’ ritrovata ovvio me la tengo strettissima, mai e poi mai piu’ un uomo mi dovra’ venire a dire cosa fare del mio tempo libero. E tantomeno MAI E POI MAI accettero’ ancora un uomo che mi dica di smettere di lavorare per accudire ai suoi bisogni.
    Sono diventata cosi’, ancora una vota, perché life is a bitch. Non e’ femminismo esasperato. Lo dico e lo ripeto, amo gli uomini, sono eterossessuale che piu’ non si puo’. Ma ho deciso di vivere, e secondo i miei termini per una volta.
    Ross, ultimamente sempre piu’ persone continuano a ricordarmi che sono proprio un’italian mother… devo cominciare a preoccuparmi? 😀 Ovvio che a volte esagero con i miei figli, ma se li lascio dal padre un paio di giorni e poi mi arrivano gli sms della ragazza alla pari che mi avverte che c’e’ il frigo vuoto io come vuoi che reagisca? Faccio la spesa online al supermercato e gliela faccio recapitare (per poi andarmi immediatamente a riprendere i figli). Cosi’ gli riempio il frigo a spese mie e poi devo riempire il mio (sempre a spese mie, lui non passa una lira) perché i figli sono da me. E questo e’ solo un esempio tra mille, va cosi’ per tutto. Non vi preoccupate, la mia avvocata sta prendendo nota di ogni dettaglio 😉
    Non prende una decisione, non e’ in grado di gestire nessuno, neppure se stesso, tantomeno una famiglia.
    Secondo te perché divento una madre italiana ossessiva? Chi la portava la figlia dal medico per le analisi dato che ha una sospetta appendicite? Ed in caso si dovesse operare, chi stara’ con lei all’ospedale? Chi porta il figlio per le sedute terapeutiche (essenziali) dallo psicologo? Chi gli organizza le lezioni private di matematica (e Ross non venirmi a ricordare che c’e’ un secondo fine in questa ultima cosa perché si e’ trattata di una mera coincidenza! 😀 :D)?
    Io, e nessun altro. Perché non c’e’ nessun altro. Punto.
    Figuratevi un uomo che si ritrova una situazione del genere.
    Io personalmente fuggirei.
    Chi non lo farebbe?

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    • Cara Martina,

      vedo sempre più somiglianze nelle nostre storie, sia pure diverse: diciotto ora al giorno di lavoro, nessun aiuto, alimentazione disordinata, ansia continua per i figli, non lasciano molto spazio a lucidità e vigore per decisioni radicali: siamo di carne e ossa, sfinite dalla stanchezza, e cuore lacerato.

      PS: però scusami, O gli riempi il frigo O ti riprendi i figli: entrambe le cose sono uno sbaglio che si può fare una volta!

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  14. cavaliereerrante

    Errare, humanum est !
    Sed perseverare, diabolicum !

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  15. rosigna

    Non ho molta voce in capitolo, perche’ sarei un’ingrata se mi lamentassi di quel che ho.

    Pero’ sono d’accordo sul fatto che in amore bisogna essere in due a 360 gradi, e se da una parte c’e’ sospetto o una sorta di violenza a se’ stessi e al proprio modo di fare, prima o poi questo verra’ fuori.
    Certo, credo che nessuno di noi voglia togliere al rapporto stesso la parte migliore e piu’ vera di se’, ma e’ anche vero, come voi tutti dimostrate, che la vita e’ spesso e volentieri maestra efficace riguardo all’esperienza.
    E certi “errori” che lasciano ferite profonde si e’ molto molto restii a ripeterli.

    Poi e’ anche vero che il modo di porsi femminile e’ completamente diverso da quello maschile.
    Le donne sono portate a meditare, a ricordare, a comparare. Gli uomini, forse, non dico soffrano di meno, ma di sicuro dimenticano di piu’. Le ferite rimangono per tutti, ma certi scenari scompaiono.

    Mi ricordo di come, prima di “ricominciare” con colui che e’ mio marito, mi chiedevo come fosse possibile che, se qualcuno dice che ti ama, poi non e’ capace di metterti sul piedistallo. Di fare in modo che tu ti senta sempre e comunque la numero uno.
    Questo dovrebbe essere il minimo, per poi arrivare a costruire tutto il resto.
    Ma evidentemente non e’ cosi’ scontato come potrei pensare.

    Quello di cui sono certa e’ che scegliere (piu’ o meno) di restare da soli e’ un grosso azzardo. Sono convinta che sia una scelta coraggiosa, da fare solo dopo aver ponderato bene i pro e i contro. Non che bisogna gettarsi nelle braccia del primo venuto, ma, soprattutto quando ci sono dei figli in gioco (e non importa se il loro padre e’ venuto a mancare o se si e’ scelta la strada della separazione), ma sicuramente non far pagare a loro il prezzo della solitudine.

    Forse con questo vado un po’ fuori argomento, ma la questione mi sta molto molto a cuore.

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    • Rosy, che bello leggerti, mi stavo giusto apprestando a scriverti per chiedere tue notizie 😀

      Anche tu hai avuto l’impressione che gli uomini siano più ‘capaci’ di cancellare?

      Passo subito a ciò che hai detto sull’essere restii a ripetere certi errori, e salto all’affermazione sulla scelta di rimanere soli: io non lo so se di essere soli si sceglie, credo sia una cosa che capiti, e capita perché collegato a quanto detto prima. Io non ho scelto di restare sola, ma non riesco più a innamorarmi (né, ammettiamolo, ho incontrato qualcuno che si sia impegnato per farmi cambiare idea), e se con un uomo che amo forse mi convincerei piano piano a provare, figuratevi se ho voglia di rischiare con una persona con cui questo coinvolgimento non c’è.

      Una volta qualcuno mi chiese se sarei stata disposta a iniziare una storia con una persona della quale magari non ero innamorata, ma per la quale provavo un bene dell’anima e fiducia cieca, e la mia risposta è stata sì, non solo sarei disposta, ma mi sentirei decisamente più tranquilla rispetto a un amore che a volte fa perdere di vista chi essettivamente sia l’oggetto di questo amore. Questo sembrerebbe in contraddizione con quanto detto prima, ma non lo è: nessuna voglia di tentare con “uno” che magari sulla carta “può andare” (che so io, bell’uomo, di cultura, libero, solida posizione), qualche spiraglio in più con la persona con cui stai collaudatamente bene, che stimi all’ennesima potenza, e alla quale veramente senti di poterti affidare, al prescindere dal tipo di legame.

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  16. rosigna

    Sono d’accordo con te.

    Riguardo allo stare da soli, non e’ una scelta come le altre. Quello che voglio dire io e’ che, anche quando la vita non da’ alternative, e’ molto piu’ difficile vivere coscienziosamente questo stato di solitudine piuttosto che altre situazioni.

    Poi, e’ ovvio, molto dipende dal carattere di una persona, dalla capacita’ di saper riempire la propria vita come del resto hai fatto tu. Hai saputo costruire un mondo di affetti intorno a te con l’unico strumento che ad un certo punto ti sei trovata tra le mani e cioe’ il PC.

    Anche l’arte di arrangiarsi, in qualche modo, spesso e volentieri puo’ costituire la salvezza per una persona.

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    • In effetti, mi devo riconoscere una certe dose di risorse.

      Io mi reputo una persona piuttosto serena, generalmente di buon umore, mentre vedo persone intorno a me, messe decisamente meglio da un punto di vista oggettivo, che soffrono di crisi esistenziali inaudite.

      PS: pensa che Attila sfotte pure per il blog, nelle sue visite del lunedì, mentre io sto al pc (quelle rare volte che non trovo rifugio politico) lui, invece che stare con la figlia, mi gira intorno scimmiottando mentre muove le braccia a mo’ di ali di gallina “il blog, il blog, il blog, il blog”: quanta solidità da parte mia c’è voluta per non cedere a un giustificatissimo raptus omicida!

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  17. @Rosigna e @Ify.
    No, scusate, dissento. Io compromessi non ne faro’ piu’. MAI PIU’. Ho vissuto di compromessi per DECENNI. Ecco il risultato. Non mi mettero’ mai piu’ con un uomo di cui non sia innamorata. O con un uomo che non sia davvero innamorato di me E ME LO DIMOSTRI. Non mi e’ mai capitato e se non capitera’ bene, vuol dire che non ne ero destinata. Le alternative sono: o sola o con un amore vero, coinvolgente, con un uomo che valga la pena chiamare tale.
    Troppa indiffenza, troppi anni di mancanza di rispetto. e non voglio neppure essere messa su un piedistallo come dice rosigna, cosa che sarebbe eppure lecita in un vero amore.
    Voglio soltanto (e dico poco) rispetto e accettazione di quello che sono.
    Mai piu’ compromessi.

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    • @Martina: io non ho mai parlato di compromessi, ma di scelte. Diciamo che alla mia domanda ha risposto Mario, anche se al momento non mi trova d’accordo (ma la sua storia è la SUA storia, non si tratta di essere d’accordo o meno, è così e basta) .

      Cercammo qualcosa di meno coinvolgente. Di meno “traumatizzante”.

      Senza il “pathos” non è detto che non sarebbe quanto e più coinvolgente. Qualcuno che io stimi profondamente, di cui mi fidi e a cui sarei disposta ad affidarmi con totale serenità non sarebbe “meno” coinvolgente. Ross e Mario si erano conosciuti quarant’anni prima, hanno avuto modo di conoscersi l’un l’altro e di conoscere la vita, di fare altre esperienze: comunque la loro storia è ponderata, d’amore, di passione, ma ponderata.

      Non parlavo di compromesso io, parlavo di non fidarsi di una subitanea emozione, di un fuoco che potrebbe essere di paglia. Parlavo di un amore sereno, non di una persona “di cui mi frega ma non troppo, se c’è s’è se non c’è non c’è”. Anche Rosigna (lo scrivo perché lei stessa ce l’ha detto) è ri-tornata con quello che poi è diventato suo marito; è tornata dopo un lungo periodo, ad acque decantate, e mi sembra che le cose procedano alla grande. Quello di cui parlavo io non è compromesso, ma forse un amore più profondo, forse con meno suono di fanfare, ma una maggiore capacità di dialogo, di rispetto, e di tante altre forme di armonia e sintonia che certamente rispondono al nome “amore”.

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  18. Piccola chiosa: Ify cosa aspetti a sbattere Attila fuori di casa, cambiare la serratura e prenderlo a colpi di sedia in testa la prossima volta che ti si ripresenta? Ti capisco perché anch’io sono stata “sfottuta” in passato, in realta’ era spesso la sua arma infantile per chiudere un litigio su cui non aveva piu’ argomenti e ti assicuro che era lui che ci faceva una figura davvero pietosa… dio mio che brividi di disgusto.

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    • @Martina: insistete tutti col cambiare la serratura, come se lui avesse le chiavi di casa: non le ha, da anni ormai, almeno una decina, forse più. E’ la figlia che gli apre, e forse tutto quello che è successo è servito a farle capire quale siano le mie motivazione per non farlo entrare in casa.

      Comunque, nella lettera che gli manderà l’avvocato, sarà ribadito che io a casa non ce lo voglio, e se si fa aprire dalla figlia pur sapendo che le mie disposizioni sono contrararie, è un abuso di cui si dovrà assumere le responsabilità.

      Per quanto riguarda lo sfottere, per lui non è un’ultima arma ma uno stile di vita.

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  19. METTO QUI E LA’ (da Ross) LO STESSO COMMENTO PERCHE’ SEMBRANO DUE FRAMMENTI DI UN UNICO POST:
    Io sono una persona fortunata. Non so cosa abbia fatto la mia fortuna se non la fortuna. Potrei fare molte ipotesi. Tutte vere. Forse però nessuna è vera se da sola. Forse ognuna è complementare.
    In realtà entro con imbarazzo. Sono solo quello che ha posto quella domanda a Ross (“Ma perché non ti sei amata mai?”). Che nemmeno era una domanda. Di quella, della domanda, sapevo bene la risposta. La mia era una affermazione: “Bisogna imparare ad amarsi”. Avevo, come ho sempre avuto, intenzione di esserci. Poi l’ho detto anche a mia figlia, ma questo non c’entra. Dirlo a mia figlia è che l’ho fatto su consiglio di Ross e perché mia figlia ha ancora tutto davanti. E’ meno devastante non essere costretti a sbagliare. E poi almeno gliel’ho detto. Ma torniamo all’origine di tante “parole”. Quando ho ritrovato Ross ho cercato i segni del tempo. Non che ne fossi particolarmente preoccupato. Ho trovato i segni del dolore. Questo mi ha fatto male.
    Credo di non portarmi nessun trauma dell’infanzia. Non sull’autostima. Della sua mancanza non ne è responsabile nessuno. Semplicemente ne sono nato sprovvisto. Non ci piango sopra. Non amandomi ho semplicemente cercato di rendermi migliore. Di inseguire quello che avrei voluto essere. Così come ho inseguito fuori in mio ideale l’ho inseguito in me. Ma tutto questo è banalmente poco rilevante. Così il fatto che alle solitudini ho risposto circondandomi di amici. Non ho provato l’ossessione di avere comunque una persona “mia” vicino. Così come non ho fatto nulla senza buttarmici dentro a capo fitto e completamente. Nello specifico quando ho amato l’ho fatto con tutto me stesso. Certo mettendomi a rischio. Pensando che diversamente non era amore. Forse non è nemmeno rilevante che nacqui comunista; e nel mio essere la parola deriva proprio da comunione.
    Ogni scelta si paga e ha un prezzo. Tutto questo non conta o conta poco. Semplicemente a vent’anni ho, e abbiamo, sbagliato. Ho incontrato l’amore, non ero pronto, non ero certo, in parte non l’ho riconosciuto. A sessanta l’ho ritrovato. La vita bizzarra ha dato alla mia enorme fortuna un’altra possibilità. Nel frattempo ho vissuto, ho amato; se posso dire così, e sono stato amato. Non era la stessa cosa. Non c’era quella e questa magia. Eppure ho amato con tutto me stesso. Eppure non mi sono amato. Ma non mi sono “risparmiato” (in nessuna cosa). Ripeto che non credo ci sia una unica alchimia. Se si può amare rubando l’anima, e si può, io credo che niente sia più bello che amarsi all’unisono. Quelli che fanno l’amore solo con se mentre stanno con un partner a mia convinzione rinunciano a tutto quello che gli può dare la generosità della persona amata. Per me il piacere dell’altra/o vale come e più del mio stesso piacere.
    Ripeto: credo che l’amore abbia bisogno di spontaneità (e parlo d’amore). Quando ho ritrovato lei non mi sono minimamente chiesto cosa mi poteva dare. Per un attimo solo cosa le potevo dare. Subito dopo le sono semplicemente corso incontro. Mi sono “gettato tra le sue braccia”. L’opposto di tutto non era qualcosa; era niente. Che lei cercasse quello non lo sapevo ancora, semplicemente non potevo esserne certo. In fondo l’unica cosa che credo valida per tutti mi trova d’accordo col cavaliere: il vero peccato originale è rinunciare ai sogni. Aggiungo ancora una cosa a “questa storia”. Una cosa per me importante e che forse per Ross non lo è stata altrettanto e comunque di cui lei non ha ancora parlato: l’amore. All’ora entrambi prendemmo paura proprio dell’amore. Non ne eravamo preparati. Cercammo qualcosa di meno coinvolgente. Di meno “traumatizzante”. Solo che avrei saputo più tardi il prezzo e che allo zoppo non sempre la vita offre la stampella su cui appoggiarsi. Ho imparato su di me che non si ama a metà, semplicemente non si ama. Così come ho imparato che nessuno può amare anche per l’altro. Si deve essere in due ad amare. Diversamente meglio soffrire subito e non tutta la vita. Ma questo non l’ho saputo fare.
    P.S. Mi permetto di dissentire da Rossigna. Parlo molto e ricordo molto di più. Non credo che nell’argomento ci siano così tante e nette differenze.

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  20. cavaliereerrante

    Nò, Lady @Martina, niente ‘sediate in testa’ !
    Meglio, assai meglio, che ‘il povero attila’ sia consegnato a noi .
    Sai, “tra uomini” ci si intende meglio !
    E noi, abbiamo “tanti progettini” su di lui e sul suo ‘precario’ futuro !

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    • @Cavaliere: Attila è nelle mani della sua mammina, che è peggio di una squadra di picchiatori. Avete visto “Fracchia la Belva Umana”? Avete presente la madre della Belva? Giuro che è lei, egli stesso la riconobbe! 😆

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  21. Se al cavaliere è utile una mano gliele offro entrambe

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  22. rosigna

    @Martina: forse non mi sono spiegata bene. Io intendevo proprio dire che proprio sul rimanere soli e’ meglio non scendere a compromessi con se’ stessi. Ovvero: va bene scegliere di rimanere da soli, ma farlo con tutta la convinzione possibile, senza strascichi, senza nutrire false speranze, se non la piena fiducia in se’ stessi e nelle proprie possibilita’.

    Ho seguito la tua storia, e capisco bene quello che vuoi dire. Ma credimi, io sto pagando ancora le conseguenze di una scelta ALTRUI di solitudine per “eroismo” (?), “devozione” (?). Non lo so.

    So solo che sono stufa di sentirmi in colpa per colpe che non ho.

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    • @Rosy: credo che una delle prime cose da cui bisogna imparare a difendersi sono le persone che mirano a farti sentire in colpa.

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  23. Rispondo a Mario
    Tu sai bene quanto conosca di noi. Sai bene cosa ci separò e sai anche cosa ci rimise insieme. Chiamiamola ineluttabilità della sorte. 🙂 indiscutibilmente si nasce insicuri, ma molte cose ti aiutano a restarci e a peggiorare. Più o meno come nascere comunisti. difficile è diventare qualcosa di diverso. Magarti si diventa più comunisti oppure in forma diversa, ma comunisti si rimane proprio nel senso di comunione.
    Comunque a vent’anni si affronta la vita come se fossimo portatori sani di eternità e di giovinezza. Solo dopo si sa che non è così. Si perdono cose importanti credendo di poterle trovare due passi più in là e anche questo non è così.
    I nostri errori in questo capitolo aperto fanno la differenza solo perchè ci siamo adattati a vite che ci sembravano normali o forse anche piene di fascino, senza accorgerci che erano solo dei fantasmi di quello che volevamo.
    Tu ci hai comunque messo tutto e così hai poco da rimpiangere, io invece ho rinunciato ai miei sogni, tenendoli in un cassettino minuto e nascosto.
    Mi sono fatta da sola, e tutto sommato sono diventata anche forte. Ho imparato ad accettare la solitudine. E questo so che ti stupisce ancora. Però se fossimo diventati quello che promettavamo a quell’età saremmo stati veramente diversi e forse davvero imbattibili. Ma non è andata così.
    E ormai non c’è più niente da rimpiangere.

    Rispondo al Cavaliere
    E’ vero in alcuni blog, si parla meglio e a volte il tenzone è solo un gioco per mettersi alla prova, per suscitare stimoli a parlare e condividere. Comunque se ti servono altre due mani, una parolina ad attila la direi pure io 😉

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    • @Ross: è meraviglioso leggere la vostra storia, con quanta serenità e chiarezza l’analizzi e la offri alla nostra riflessione. E’ un grosso regalo quello che tu e Mario ci fate.

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  24. Solo e solo una precisazione. Certo la paura di allora fu uno sbaglio che non avrei ripetuto. Nemmeno io sono d’accordo ma così è stato. Eravamo forse più giovani della nostra età e prendemmo paura di un sentimento che per la prima volta appariva così “completo”. Certo su tutto è pesato il fatto che non avevo tempo. Dovevo partire quasi subito per il militare. Non mi volevo legare. Prima ancora non volevo legare a me una ragazza.
    Quando l’ho ritrovata non ho avuta l’esitazione di un attimo.

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    • A me è capitato di essere lasciata a causa di “un sentimento troppo forte”: non lo so, è una cosa che non ho mai capito e che continuerò a non capire, eppure succede e in tanti mi testimoniano di loro scelte in tal senso (scelte di cui si sono regolarmente pentiti a distanza di anni, e vorrei ben vedere!).

      Come si fa a lasciare una persona perché il legame è troppo forte, perché la storia è troppo bella? Paura di legarsi, una voglia di fare esperienze (capirai!) che ci verrebbe preclusa se facessimo una scelta definitiva ancora troppo giovani… non lo so, di solito si dice “non capisco ma mi adeguo”, io non capisco e non ho nessuna voglia di adeguarmi: se mi capiterà una storia bella, se sarò legata a qualcuno da un sentimento troppo forte, sicuramente mi vivrò la storia senza remore.

      Sono d’accordo con Mario sul fatto che, se non c’è reciprocità, meglio troncare e piangere un po’ subito che per tutta la vita.

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  25. cavaliereerrante

    Ser @Mario, nel suo commento, dice : “Quando ho ritrovato lei non mi sono minimamente chiesto cosa mi poteva dare. Per un attimo solo cosa le potevo dare.” !
    Questo è Amore, oserei dire l’ Amore vero, cui in più occasioni ho avuto modo di accennare . L’ Amore che ha come oggetto, non il possesso o la soddisfazione ‘di essere scelti ed amati’, ma la sola felicità di colui o colei che accese questa arcana scintilla, questa energia vitale su cui, da millenni, si dice tutto ed il contrario di tutto . Può avere tantissime facce l’ Amore e ciascuno, giustamente, lo esprime secondo la propria personalità e desiderio, ma solo una espressione ha, a mio personalissimo parere, l’ Amore ‘senza etichette’ e Ser @Mario l’ ha sussurrata con quel suo primario domandarsi “cosa le posso dare ?” .
    Questo sentimento non conosce età, nè precarietà del vivere, nè miserabilità aggressiva dell’ ambiente .
    E’ qualcosa che illumina e riscalda una vita quale sia o quale sia stata, e per ognuno ed ognuna, è un mondo raggiungibile, sempre !
    Per questo, da una parte plaudo alle Amiche che qui ribadiscono di voler bandire compromessi e situazioni di comodo, ma dall’ altra non condivido il latente pessimismo che traspare da alcune riflessioni di ‘Donne coraggiose’ che furono schiacciate da precedenti esperienze, ahimè, fallite .
    Mai chiudersi nella erronea idea che quella felicità, negataci un tempo o perduta, ci sia fatalmente negata, mai !
    L’ Amore è libero e improvviso, e non di rado se ne infischia dei nostri pur motivati e umanissimi proponimenti !

    Ps.1 Ringrazio della proposta di aiuto sia Ser @Mario che Lady @Ross
    poichè ‘più siamo meglio agiamo’ ! E con ser @attila, specie ora che Queen @Ifi ci ricorda che l’ unno gode dell’ usbergo di mamma @lobot, è meglio premunirci .
    Ps.2 Preghiera ai nuovi Amici : se avete la bontà di citarmi, chiamatemi Cavaliere Errante, non cavaliere ( o Cavaliere ), poichè il solo fatto di richiamare, sia pure alla lontana, l’ unto d’ arcore mi è davvero insopportabile !

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    • Facciamo una cosa, siccome “Cavaliere Errante” è troppo lungo, o scegli un altro nick, o propongo di chiamarti solo @Errante (@Erry per gli amici).

      Off Topic: la prozia ti ha dato (da lei) una dritta su una cosa da leggere, riguardo a due ragazzi su una panchina… 😉

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  26. cavaliereerrante

    Beh, @’Errante’ è arma a doppio taglio ! Poichè è vero che io vado sempre vagando per lande solitarie e rive di mare sconosciute ai più, talvolta ‘errando’, ma talvolta ‘indovinandoci’ !!!
    @’Erri’, Amica mia, non renderebbe giustizia alle tragedie ed agli orrori che vidi sotto i bastioni in fiamme della Città violata di Gerusalemme, sembrerebbe un nome più adatto ad un ‘giocatore di poker’ che ad un Crociato, ancorchè infedele, come me !
    Vogliamo fare Ser @Bruno ???
    Ohibò, è il mio secondo nome dopo il primo che è @Ildebrando !

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  27. dani

    La conversazione è andata avanti.. Leggendo i diversi commenti, più volte avrei avuto voglia di intervenire per confermare, aggiungere o dissentire.. ma diventa un pò difficile tornare indietro e riprendere ogni frase che mi ha coinvolto o colpito maggiormente..
    Fatto sta che la conversazione è molto coinvolgente per tutti perchè.. perchè è l’amore, i sentimenti che sono un aspetto troppo determinante della vita. Non è detto che tutti ci arriviamo e quindi questo confermerebbe l’ipotesi che non è poi così indispensabile per vivere ma…. alla fine è indispensabile cercare di avere questo amore, di conquistarlo. E’ come se fosse uno degli scopi essenziali della nostra esistenza.. anche di chi non vuole ammetterlo. E’ come se, gira e rigira alla fine è sempre lì che andiamo a ronzare attorno..

    Leggevo della possibilità di altri amori (dopo altri ovviamente che ci hanno lasciato delusi). Chi parla di passione e amore travolgente e chi invece di amore sereno..
    Dipende tutto da come siamo, da quelle che sono state le nostre esperienze precedenti e da come le abbiamo vissute e affrontate..
    Io mi lascerei andare con una amore molto coinvolgente, credo di esserne sicura. A questo punto della vita nessuna via di mezzo o compromesso.. o è bianco o è nero!!
    La solitudine senza uomini per casa non mi spaventa affatto e non ho bisogno di compagnia.
    Un amore sereno mi spaventerebbe perchè mi darebbe la possibilità di sentirmi “sola” in compagnia di qualcun altro.. Esperienza che ho già provato e che non voglio provare per nessun altro motivo al mondo.
    Preferisco essere “sola” .. da sola!!
    E non parlo certo di solitudine senza conoscenze o amicizie, quelle possono anche esserci ma lo stesso provare quel senso di solitudine che ti prende lo stomaco.
    Proprio di recente ho visssuto un momento di diffcoltà con un figlio, ho chiamato l’ex marito (e quindi padre) per parlarne.. avevo forse bisogno di parlare con qualcuno che potesse capirmi perchè coinvolto. Mi ha risposto che non gli interessava, che non dovevamo parlarne assieme perchè non siamo più una famiglia. Non è un padre disinteressato e non se ne è fregato del problema.. ma è me che voleva pugnalare.
    E’ stata una vera pugnalata. Ancora una volta ho sentito nello stomaco cosa significa essere soli..

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    • Cara Dani,

      rispondo per prima alla cosa che mi ha colpito di più del tuo discorso: “Un amore sereno mi spaventerebbe perchè mi darebbe la possibilità di sentirmi “sola” in compagnia di qualcun altro”. Non è questo che intendevo, non intendevo un amore grigio, incolore, amorfo. Per “sereno” intendevo sereno, come un cielo limpido, i cui colori sono ben più brillanti di uno plumbeo. Intendo un rapporto dove il rispetto sia naturale, e naturale il dialogo, la tenerezza, il piacere di stare insieme.

      A volte si scambia (ma come è possibile?!) per amore la sofferenza, il tormento: non volere questo non è certo cedere al compromesso. L’amore non è tirarsi i piatti, non è aspettare invano, non è l’incognita eterna di non sapere mai la reazione dell’altro, se oggi è il nostro giorno oppure no. Tu dici “O bianco o nero”? Io credo che, per molti aspetti, anche se ammetto non tutti, continuare a vedere in bianco e nero significa essere cresciuti invano, non essere entrati in armonia col mondo che i colori li ha tutti, e tutti hanno un loro senso, un significato, uno scopo.

      Certo che preferisco essere sola da sola, non ho nessuna intenzione di avere tutti gli svantaggi della solitudine senza averne anche i vantaggi, ma non è di questo che parlavo. Io parlavo di un amore fatto di conoscenza, rispetto, dialogo, comprensione, fiducia, affettuosità, dolcezza, in cui tutte queste cose non siano sostituite da un batticuore le cui radici potrebbero non avere ragione d’essere, trovarsi sospese in aria senza un rapporto reale in cui trovare terreno solido.

      La pugnalata a noi? E’ esattamente come la storia del lenzuolo sporco: gli uomini non amano perdere, e ricorrono a mezzi leciti e illeciti per punire chi riesce a vivere senza di loro.

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  28. cavaliereerrante

    Non capisco, Lady @Dani !
    Dal tono, sembrerebbe che un ‘amore sereno’ sia da gettare come un oggetto repellente ! E perchè ?
    Un amore, sereno o altro, intanto è un amore, un gioco cioè di passioni cercate, di desideri spirituali e carnali e di aspettative reciprocamente esaudite, non un rapporto tra pantofole, consuetudini noiose e reiterati sbadigli, con la donna magari a fare ‘da ferro da stiro e tinozza da bucato’ . Questo “non è” amore, è condivisione abitudinaria di tedio e mancanza di stimoli reciproci, è tornaconto di pigri . Da questo tipo di rapporto, capisco la renitenza femminile ( e talvolta, diciamocelo, anche ‘maschile’ ! ) ad incapparvi e a rimanervi imbrigliate !
    Un amore è sereno – a mio giudizio confutabile – quando, esaurite ‘momentaneamente’ le necessità carnali ( ineludibili, in una coppia sana ), la compagnia dell’ uno all’ altra diviene ‘spirito disteso’, senso nostalgico comune dell’ esistenza, cessazione, in virtù di “questo amore reciproco”, di ogni rimpianto, inquietudine, sentimento del nulla, è certezza che la passione carnale non si è esaurita, ma sussiste ardente come la brace ! E’ l’ amore che gli antichi Greci eternarono con le loro meravigliose statue, i capolavori di Fidia e Prassitele, sorgente anche di irraggiungibili opere di Poesia alta !
    La solitudine invece è condizione o subita o autoscelta . Non è mai un buon sentimento, perchè ci preclude, o nostro malgrado nel primo caso o per nostra scelta nel secondo, la strada ad ogni felicità possibile, anche all’ amore !

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  29. cavaliereerrante

    E’ incredibile, per tutti i Numi immemori dei Crociati !!!!
    Io e Queen @Ifi, sentiamo, io da Uomo lei da Donna, la stessa cosa e commentiamo simultaneamente quasi sovrapponendoci !
    Dalla visione dei due commenti, si può ancora una volta riscontrare la “non virtualità” di questa tenzone informatica, e come le vicissitudini o in tinta maschile, o in tinta femminile, conducono sempre, se si è onesti con se stessi, alle stesse rive esistenziali !

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    • Avevo notato anch’io la pressoché totale identità di sentimenti e argomentazioni a sostegno 😉

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  30. dani

    Allora una mia risposta va bene per tutti e due…. 😉
    Cari amici, io penso che la nostra lingua italiana ci consenta poi di fare giri di parole o di interpretare le parole in modo un pò personale partendo da ciò che noi stessi intendiamo con quel termine. Dovremmo a questo punto riflettere su quello che ognuno di noi intende per “sereno”.
    Dicendo che non mi basta un rapporto “sereno” non volevo dire che amare vuol dire soffrire e tormentarsi.
    State tranquilli che tutto ciò che voi dite è quanto piacerebbe anche a me.. ma io credo che tutte queste caratteristiche possano trovarsi anche in un buon rapporto di amicizia.
    L’amore per me è qualcosa di più.. non bastano dialogo, tenerezza, dolcezza, rispetto, stima, interessi in comune etc etc..
    Ho avuto occasione di vedere persone che non sentono la necessità di provare quel qualcosa in più e si “accontentano” di una serena coesistenza pur di non stare da soli (soprattutto gli uomini che sono più incapaci delle donne di stare da soli..).
    Io credo che amare significhi soprattutto dare ancora più che ricevere.. e per dare bisogna ricevere prima quella specie di sferzata che ti coinvolge e fa agire incondizionatamente.. ma non fraintedetemi.. dare non significa annullare la propria personalità.. tutt’altro.
    Ma riconosco che forse mi sono ormai così inacidita da avere idee un pò pretenziose 🙂

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  31. cavaliereerrante

    Bravissima Lady @Dani, il ‘sereno’ che dici tu ( … dialogo, tenerezza, dolcezza, rispetto, stima, interessi in comune etc etc..) è diametralmente opposto a quello che ho scritto io in un italiano inequivocabile ( ma sempre perfettibile, ovviamente, chè un altro Alessandro Manzoni non è ancor nato ) !
    Io ho scritto : “un gioco cioè di passioni cercate, di desideri spirituali e carnali e di aspettative reciprocamente esaudite…” e l’ Amicizia, ne parlammo a fondo, ricordi ? esclude ‘la passione carnale’ cercata e, soprattutto, esaudita !
    Al contrario, l’ Amicizia sincera “include” proprio le cose che dici tu
    ( … dolcezza, rispetto, stima, ……. ) !
    E’ sentimento bellissimo e alto questo tipo di Amicizia, e non di rado a tanti riempie soddisfacentemente la vita !
    Ma ad altri nò, poichè percepiscono, o ricordano, che l’ Amore è altra cosa ed include, oltre allo spirito, la nostra precaria e disfattibile carne, piaccia o non piaccia questa crudezza !

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  32. ed arrivo io, con la mia solita chiusa esistenzialista 😀
    Amore, sereno o tempestoso, noioso o tormentato, come volete: basta che sia amore. Io non faccio la schizzinosa. L’amore e’ amore (quello vero, intendo, quello che Ify definisce con molta precisione in #44) si manifesta in varie forme, tutte relative alla personalita’ dei protagonisti 😉
    Ma un denominatore comune rimane: e’ amore, ti riempie la vita, ti fa vedere il compagno come la persona con cui vuoi invecchiare, la persona che sai sara’ li’ per te in ogni difficolta’ ed in ogni gioia. e questo ovviamente avviene per entrambi.
    E’ quando quest’amore non c’e’ che allora la solitudine e’ 1000 volte preferibile. Perché la mancanza di amore e’ orribile e la differenza si vede a miglia di distanza.
    Ma mi sa che abbiamo tutti detto la stessa cosa in modi diversi.

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  33. dani

    Ha ragione Martina.. diciamo tutti la stessa cosa in modo diverso.
    Buona giornata a tutti 🙂

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  34. rosigna

    … qui la cosa si fa’ seria!!!

    Mi piace molto la piega che hanno preso i commenti a questo post, davvero si riesce ad esaminare la situazione in oggetto a 360 gradi, il che per me e’ assolutamente magnifico.

    … e rientro anch’io con la mia chiosa a quanto ho letto finora. Come diceva Ify, ho “ritrovato” colui che e’ il mio attuale marito dopo anni nei quali le nostre vite hanno preso binari completamente diversi, dopo esserci frequentati assiduamente e con un certo trasporto.

    Purtroppo (o per fortuna) allora non ci incastravamo bene. Pero’ in qualche modo avevamo avuto la possibilita’ di testare il nostro stare insieme.

    Negli anni in cui ci siamo persi di vista ho avuto modo di sperimentare la solitudine, e ho avuto modo di sperimentare dei rapporti assolutamente monodirezionali. Quelli in cui, come si diceva nei primi commenti, c’e’ solo una persona che si mette in gioco, che tiene l’altro su un piedistallo sempre e comunque, che rischia il tutto per tutto (o quasi) affinche’ il rapporto vada avanti.

    Si’, e’ vero che ero libera, nel senso che potevo mettere a frutto il mio stare da “sola” per coltivare i miei interessi, per dedicarmi a me stessa … ma c’era sempre qualcosa che mancava. Questione di carattere, sicuramente. Come diceva qualcuno, dipende tutto da come si interpretano i propri bisogni, e da cosa essi sono realmente.

    Io spiavo le finestre delle case, guardavo le famiglie riunite, soprattutto la sera. Ed era quello che mi faceva sentire sola. Era quel senso di famiglia che io non avevo, che piu’ che altro mi faceva sentire vuota e priva di tutto.

    Ecco, la mia solitudine e’ stata soprattutto questo, oltre al fatto di cercare il mio pezzo mancante, colui che sapevo mi avrebbe completata.

    E, in quegli anni, era proprio l’immagine del mio attuale marito che mi ritornava in mente.

    Non lo so se e’ stato il destino, ma come diceva Ify, oggi le cose vanno alla grande.

    Forse perche’ io e lui siamo stati fortunati, abbiamo speso gli anni che ci hanno visti lontani a mettere a punto noi stessi, a scremare il superfluo per trattenere soltanto quello che sapevamo essere necessario. Senza nulla togliere all’amico comune che, forse nei panni del destino, ha deciso un giorno che era ora che ci reincontrassimo.

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  35. cavaliereerrante

    E’ proprio come voi, tutte, affermate !
    L’ Amore segue strade arcane, a volte, che misteriosamente sembrano allontanarsi da noi per non ritornare mai più !
    Ma lui è là, “testardo come un mulo, fragile come un Bambino, sciocco come il rimpianto, dolce come i ricordi”, e ci aspetta al varco !
    Infischiandosene dei buoni proponimenti e delle ritrosie che ci siamo imposti . Lui ci guarda e sorride, pensando : e dove scappano ? Io sono un Dio, il Dio che illumina le tenebre, che riempie i vuoti e le paure del nulla, che placa le tempeste o le riaccende, che fa sognare e illudere, che riaccende i ricordi, che travalica la caducità dell’ esistenza ! Furono deluse da un mio ‘sosia cialtrone’ che schiacciò la loro anima ?
    Bene !
    Io le aspetto lo stesso, in agguato dovunque !
    Hanno espatriato in terre lontane credendosi al sicuro da me ?
    Hanno chiuso la loro casa a doppia mandata consegnandosi e nascondendosi dietro la loro amara e motivata solitudine ?
    Io le ritroverò ovunque esse siano, e le riagguanterò tra le mie braccia profumate, se sapranno conservare nel cuore il “loro cuore di ragazze” sognanti !
    Ah, l’ Amore …… !
    Che oggi mi porterà a vagare sulle strade della mia Città natìa, Roma dalla perenne bellezza .
    La saluterò per tutte e tutti voi, Amici miei .
    Ser Bruno

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  36. Cari amici,

    grazie a tutti della vostra partecipazione, leggervi e ritrovarsi qui è per me, e spero per tutti voi, un arricchimento continuo.

    Stavolta vi rispondo collettivamente, ma per prima cosa vi propongo questo video tratto dall’esilarante “Harry ti presento Sally”: tranquilli, non è la solita scena dell’orgasmo a tavola (unica!), ma parla dell’amicizia tra uomo e donna.

    Beh, non è che io non concordi, anche se ho avuto tanti amici maschi, con cui c’era amicizia e basta, però è vero, la cosiddetta “tensione erotica” spesso e volentieri c’è, almeno da una delle due parti.

    E’ questo che io vorrei rispondere a Dani, che a volte ce la raccontiamo. Se noi siamo sole, e sogniamo l’amore, siamo amiche di una persona che è sola, e cerca l’amore, stiamo benissimo insieme, ci capiamo su tutto, e il tempo passato insieme è meraviglioso e sembra non bastarci mai… beh, è diverso se questa sintonia si verifica tra due donne o tra un uomo e una donna: la paglia vicino al fuoco brucia, e per paglia vicino al fuoco non intendo un uomo vicino a una donna, ma un uomo e una donna vicini nelle condizioni di cui sopra.

    Quando tu sei in una situazione in cui semplicemente stai bene, senza andare a esaminare troppo il percome e il perché e starti lì a fare mille altre elucubrazioni mentali, capisci solo che bene ci vuoi stare il resto della tua vita e allora, dagli il nome che ti pare, che non sia batticuore, che sia solo voglia di felicità, non credo che sia questione sulla quale disquisire.

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  37. @Rosy: a te una risposta a parte, perché mi sono commossa a rileggere la tua storia, che già conoscevo, addirittura ho avuto l’onore di ascoltarla, a tavola con te e tuo marito, dai diretti interessati.

    La tua storia somiglia molto a quella di Ross e Mario, ma voi vi siete ritrovati prima, ancora in tempo per formarvi una famiglia vostra (il primo figlio è meraviglioso, aspettiamo il seguito 😉 ).

    Per quanto riguarda il vedere le altre famiglie, capisco i tuoi sentimenti, ma la vita mi ha dato modo di constatare quante di quelle famiglie siano fasulle, e ci sia ben poco da invidiare: oggi, guardando dalla finestra quei deschi familiari, e spesso sapendo cosa c’è dietro, mi tengo stretta la mia solitudine.

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  38. Rosigna, hai scritto un commento molto bello. Ma questa frase mi ha colpito in particolare: Era quel senso di famiglia che io non avevo, che piu’ che altro mi faceva sentire vuota.
    Ti capisco in pieno. Ci ho passato 15 anni con questa sensazione dentro. Sono felice per te, un abbraccio.

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  39. dani

    Cara Ifigenia, con questo argomento dell’amicizia fra un uomo e una donna tocchi un argomento già affrontato :-)discordi. “Fermamente” perchè buona parte è convintissima della possibilità di vera amicizia fra un uomo e una donna ma poi cominciano a spountare fuori tutti quei “se”, “ma” e “però” che rendono la loro opinione apparente e si avvicinano alle idee di Harry.
    In effetti quei particolari cosi soddisfacenti da farti stare in una situazione di benessere che troviamo nell’amicizia sono lì lì a due passi da quelli che troviamo nell’amore. Si tratta solo di quel piccolo scatto in più.. Volete identificarlo con l’attrattiva sessuale? Certamente, ma non è solo quello; si tratta di un qualcosa in più di difficile definizione..
    Hai ragione, ognuno di noi gli dia il nome che vuole.. ma sia capace di acchiapparlo al volo 🙂 .
    Io insisto che dipende tutto da come ognuno di noi si sente al momento. Confermo che sono troppo inacidita e poco propensa a credere di potermi “innamorare” ancora e anche abbastanza consapevole che perchè accada è necessario essere disponibili. Ed io non sono più..
    Sarà forse che ho anche avuto la batosta dell’enigmatica amicizia uomo-donna. Credevo fosse amicizia, ma non so nemmeno cosa fosse a questo punto visto la mia sofferenza. C’era anche la famosa attrattiva sessuale così chirificatrice? Mhhh.. confesso di sì, a volte nei miei sogni, ma non si è mai trasformata in un minimo cenno di incoraggiamento e quindi non ho nemmeno la certezza che ci sia stata davvero.
    Conclusione 1: non sono nemmeno più sicura della possibilità di amicizia fra uomo e donna.
    Conclusione 2: sono sicura di non reggere più di qualche giorno di convivenza nemmeno per quello stato di benessere di cui parlavamo.
    Ben venga il benessere ma solo a periodi alterni..
    Sì, le mie batoste mi hanno inacidito del tutto. 🙂
    P.s. conosco bene quel senso di vuoto di cui parlano Rosigna e Martina. Proprio qualche giorno fa sono andata da Ikea dove cominci ad acquistare anche tante cose inutili e sfiziose. Beh, credetemi, guardandomi intorno ho visto coppie per lo più giovani ma anche meno giovani ma sicuramente coppie, famigliole e famiglie. Mi è sembrato di leggere in ognuno di loro quel piacevole senso di costruire qualcosa, di organizzare, progettare. E a un certo punto mi sono detta:ma che ce devo fa’? a che me serve sta roba?
    Ho lasciato tutto e me ne sono andata ….più vuota di come ero entrata.

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    • @Dani: sono sentimenti che capisco, anche se oramai so che sono transitori: anche dovessero durare anni. Un giorno passano, all’improvviso, così.

      Io sono una dura a riprendersi, una che le batoste le prende male, e per rialzare la testa ci impiega anni ma poi, inevitabilmente, anche senza volerlo, senza sforzarsi di rialzarla, ecco che la vita ha ancora il sopravvento: pancia in dentro petto in fuori, e avanti tutta!

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  40. dani

    Non so perchè all’inizio dopo il primo sorrisino è saltata una frase in cui più o meno dicevo che sull’argomento amcicizia uomo-donna ci sono opinoni “apparentemente” e “fermamente” discordi.

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  41. dani

    Che vi devo dire? Perdonatemi tutti gli errori di battitura. Dovrei imparare a rileggere e correggere. 🙂

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  42. Cara Dani, così, di getto. 😉

    Anch’io poco tempo fa sono andato all’Ikea.
    A me è sembrato di vedere tante persone che giocavano a far le coppie, le famiglie, anche i single felici.

    Ed ho pensato, nonostante i sentimenti fossero contrastanti, che ero la mia famiglia e che andava bene così.

    Il concetto di famiglia (o forse solo quello che comunemente viene inteso con questo termine) non riesco a digerirlo più di tanto. 😦
    Che stia inacidendo troppo col tempo?

    Comunque penso che l’amore, quando s’incontra, sia un evento rivoluzionario e tu ti puoi opporre, ma lui è troppo forte e capovolge, contraddice tutto quello che pensavi di essere o di volere. 🙂

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    • @Bali: non sottovalutare le capacità di autosabotaggio delle persone…

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  43. rosigna

    Grazie Martina.

    @Ify: sono d’accordo con te che spesso dietro l’apparente serenita’ familiare si possano nascondere delle aridita’ ben peggiori della solitudine da cui magari si cerca di fuggire. Io, pero’, guardavo quelle famiglie non tanto invidiando quel che pensavo avessero, ma anelando a quel che avevo io nel cuore. Proiettavo in quelle scene i miei desideri … tutto qui.

    E poi Ify … anche se ho letto che hai scritto un altro post un po’ triste … allegria!!! Un mese fa’ e’ stato il grande giorno!!!! non abbiamo neppure festeggiato a dovere!!! 😀

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    • @Rosigna: per il fatto delle proiezioni ti capisco… a volte le cose non hanno un valore oggettivo, ma “evocativo”. Non hanno un valore per quello che sono, ma per i pensieri e i sentimenti che ci suscitano.

      E hai ragione, oggi è un mese esatto da quando ci siamo conosciute: allegria! Fu proprio una bella giornata, mi avete fatto una sorpresa e un regalo grandissimo. Comunque tuo marito è stato un tesoro a scarrozzarti dall’amichetta tua, tanti altri non sarebbero stati disposti.

      Un brindisi a Rosigna, al di lei dolce e simpatico consorte, alla grande Cytind che ha ospitato tutta la truppa, e all’irresistibile bimbo che ci ha conquistato seduta stante.

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  44. dani

    Grazie Balibar, hai ragione .. io sono la mia famiglia! 🙂 Infatti, anche se il nucleo potrebbe essere più allargato (e numericamente sulla carta lo è..) dovrei soffermarmi proprio su quell’ “io” per stare meglio.
    Non vorrei, comunque dare di me una impressione di persona troppo depressa e funerea. Me la cavo abbastanza a mettere su il petto in fuori e andare avanti.. o almeno a provarci 🙂 E’ solo che riflettere sugli argomenti posti mi porta a considerazioni malinconiche.. questo sì.

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    • Pensare che oggi avrei voluto scrivere un post allegro, proprio per spezzare la catena delle riflessioni malinconiche, e invece m’è venuto fuori Nostalgia”: quando l’umore è quello…

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  45. dani

    Ma no.. niente malinconia e se c’è traspare altro.. Le tue parole rivelano sempre aspetti positivi di te. Mi è piaciuta la definizione che qualcuno (non ricordo chi..) ha dato di te: una donna con le palle! Sì.. sì sììììì. e anche grosse!! 🙂 🙂 🙂

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    • Grosse perché piene: Attila adiuvat 😆

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  46. cavaliereerrante

    Lady @Dani, abbandoniamo per un attimo le ‘filosofie salvifiche’ ed i personalismi, poichè “tot capita tot sententia” !
    Per un attimo, lasciati andare e rifletti su questo : stai bene come stai ?
    La precedente esperienza, lasciamo stare di chi fu la colpa, ti ferì ?
    E’ nel tuo pieno diritto agire e pensare “la mia famiglia sono io” !
    Evviva l’ amicizia, evviva lo star soli !
    E’ tutto lecito, è tutto appagante se così lo si percepisce, ed è inutile tornarci sù e rimescolare la minestra !
    Ognuno si scelga il suo status, ognuno stia bene ed in pace con se stesso come meglio crede !
    Ma l’ Amore, ‘sto vigliaccone, se ne strafrega e tende agguati a chicchessia !
    Qualcuno un tempo lo fece cantare l’ Amore ( 3° atto dell’ opera lirica “Andrea Chenier” di Giordano, se ben ricordo ‘a braccio’ ) e lui, con la voce della Callas, cantò : “Io sono il Dio, che scese dal cielo sulla terra, “per fare della terra un cielo” !
    Poi se qualcuno ne può fare a meno, pazienza !
    La terra continuerà a ruotare intorno al sole, e noi a vivere come meglio ci pare !

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    • @ser Bruno: “Per fare della terra un cielo”: ma mi pare qui abbiamo passato l’inferno per ciò che abbiamo chiamato “amore” anche se, ammettiamolo, probabilmente non lo era. Ma se quello che abbiamo chiamato amore non lo era, ed è stato fonte di sofferenze indicibili, dove troveremo quello che invece lo è.

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  47. cavaliereerrante

    Queen @Ifigenia, intanto buon giorno !
    Qui ad Anzio è una pessima giornata, cielo nero, pioggia che cade giù alla grande !
    Ma non potrebbe fregarmene di meno, dopo le meraviglie che ho riassaporato ieri, andandomene a passeggio ( da solo ! ) per le strade di una Roma meravigliosa, sfiorando anche “le tue parti” e tagliando, dopo essere sceso verso Via del Corso, Via di Pietra e Piazza di Pietra, Via del Seminario, Piazza del Pantheon, vicoli, vicoletti e piazzette, Via Arenula, Ponte Garibaldi e Trastevere, fino a Via della Lungaretta, dove, al Ristorante “Er Papa Re” mi aspettava a pranzo mia Figlia .
    Una Roma di una bellezza incredibile, una giornata da sogno !
    E veniamo all’ eterno argomento che ci molce il cuore .
    L’ Amore fu un inferno, procurò amarezze indicibili ?
    Lo credo, ma come detto quello era soltanto “un clone” !
    Quando l’ Amore scende, e si impossessa di noi, anche le lande che attraverso e le solitudini che registro diventano Cielo !
    Che lo si voglia oppur nò !
    Ma come già detto, anche senza di lui, la Terra continuerà a girare intorno al proprio asse e intorno al Sole . E le stagioni, che derivano proprio dall’ angolo di incidenza, sul piano orbitale, dell’ asse di rotazione terrestre, continueranno ad alternarsi, checchè ne dica il nostro insostituibile Ser @Aquilarientrante !
    Quindi, ognuno sia lieto e sereno : anche senza l’ Amore si può pacatamente vivere bene !
    Più o meno !

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    • Lo so Ser Bruno, lo so che l’Amore è Paradiso, ma so anche che le persone scottate mettono in atto degli atteggiamenti di difesa che finiscono col rivelarsi autosabotaggio, ed è difficile riuscire a scalzarli (anche perché neanche ci si prova).

      E’ un autogol, sono d’accordo, però a volte, quando l’amore vero arriva, si resiste anche a quello: a meno che non arriva in un momento in cui, per qualche ragione, per una momentanea disattenzione, abbiamo abbassato la guardia.

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  48. Si sfiorano le cicatrici e prima si portano nei nostri pensieri. Ci regolano. Ci gravano. Alla fine credo che se ti guardi indietro puoi sommare le tue e le altre colpe. Darti dello stupido o quello che vuoi. Ci vuole anche fortuna. Nel tuo caso credo che non ti abbia certo proprio dato una mano. E mi chiedo… non lo faccio. Mi innervosisco quando nella logica, nella razionalità, non trovo una soluzione. Abolire Attila è così impossibile? Con la sfiga èp una lotta impari ma con gli umani… mi sembra assurdo. Spèero che ti arrivi perché vorrei donarti un sorriso 🙂 Un largo e aperto sorriso.
    E un abbraccio

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  49. cavaliereerrante

    Concordo pienamente col nobile Ser @Mario ( ahò, che sta diventanno ‘n’ abbbitudjne ???? ) e con te, @Ifigenia-72 : chiudersi ostinatamente a cagione di ferite ancora impresse sulla pelle è un “autogol” !
    E convengo pure sul fatto che non sia facile riaprire alla speranza, di una felicità “completa” sempre raggiungibile, i Cuori ancora confusi dalle lacrime e dalle infelicità pregresse .
    Ho da poco conosciuto la storia di una Donna ( attenzione : con la “D” maiuscola ! ), peraltro mi sembra d’ aver capito tua lontana parente, cui l’ Amore sublime sorrise nitido e bello, eppure non la fece pervenire alla lieta fine della favola, come avrebbe strameritato !
    La cosa mi ha indotto una malinconia indicibile, ma anche l’ Amore sbagliò, ahimè, in quella tristissima circostanza : poichè lei era una sognante “anima pellegrina”, lui – forse senza saperlo ! – un cialtrone !
    Come conclude Ser @Mario, sorridete apertamente alla vita, comunque e pretendendo sempre il meglio per voi !!!
    Il resto, non conta !

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  50. dani

    Lady Ify, sono perfettamente d’accordo con lei…
    🙂 😦

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