Diario di viaggio (prima parte)

Cari amici, eccomi qua col resoconto del travagliatissimo viaggio 😉

Cominciamo subito con il giorno della partenza.

Timorosa di non svegliarmi (su questo punto non ho alcuna fiducia in me stessa, capace di realizzare dopo due ore che sarei dovuta essere su un treno), con l’opportuna sveglia telefonica ( 😆 ) vado a finire con l’arrivare alla stazione con un ‘ora di anticipo.

Appena salita su una carrozza (ma quant’era che non prendevo un treno??? 😯 ) scopro che i vecchi vagoni di un tempo non esistono più, i posti sono disposti tipo aereo (ma in aereo non si portano su i bagagli!), che in soldoni significa che sono strettissimi.

Davanti a me si siede dopo pochi minuti un signore (signore? ‘na checca persa!) che incomincia, con movenze alquanto femminee e tono in falsetto, a lamentarsi di tutto, finché non interviene un altro passeggero a redarguirlo: “Senta un po’ lei, ma mica avrà intenzione di farci passare tutto il viaggio così?”. Il tizio (tizia, ‘nzomma, ‘na via de mezzo) si offende e se ne va (e fuori uno!).

Procedo silenziosamente verso la meta, passo sotto le gallerie cercando di superare il senso di oppressione che provo nei luoghi chiusi e finalmente arrivo a destinazione; Bali è alla stazione che mi aspetta, mi dispiace non aver indossato la mia mise fucsia, mi sarei sentita decisamente più “io”. Ci prendiamo un caffè al bar, saluta tutti, lo conoscono tutti, e mi rendo conto povera stella che aveva ragione lui, lui là ci deve vivere, fossi arrivata conciata come avevo pensato l’avrebbero torturato vita natural durante, e allora è andata meglio cavarsela con un po’ di sobrietà.

Non ricordo già più com’è stato il susseguirsi dei giorni, i posti visitati (ma San Marino sì, era una vita che desideravo andarci e l’ho adorata), so soltanto che sono passati sereni, come fosse la vita di sempre perché diciamocelo, a stare bene ci si abitua subito. Due giornate sono state di pioggia, e chissene, fossi venuta per il mare mi sarebbe andata male, e invece quasi ci è venuto comodo: bell’alibi la pioggia per restare a casa a ciagolare, ciagolare, ciagolare… abbiamo oltre un secolo da raccontarci (una decina di lustri a testa, che mica sono passati poi così lisci, ce n’è da raccontare e da far precisazioni e distinguo 😉 ).

Accompagnandomi poi alla stazione per il ritorno, credo il pover’uomo tremasse al pensiero dei miei stentorei e altisonanti singhiozzi, quasi peggio della mise fucsia per chi là ci deve continuare a vivere, per chi ha un nome e una dignità da difendere, e invece no, sono stata brava, ho fatto meditazione e, mentre ero alla stazione, pollice contro l’indice in tutte e due le mani, ho ripetuto dentro di me mille volte ooommmmmm, ooommmmmm, ooommmmmm, riuscendo così a salire sul treno senza perdere mai il mio notoriamente compassato aplomb (mamma mia quante ne sparo, ma quante ne sparo, a volte persino io mi stupisco! ).

Fine prima parte.

6 commenti

  1. io la mise fucsia me la sarei messa 🙂

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    • @Martina: hai ragione, mi sono sentita che mi mancasse un pezzo senza il mio cappello fucsia a falde larghe, con tanto di occhialoni da sole: se una è una vip si deve vedere lontano un miglio, non ti pare? 😉

      Magari, avrei potuto seguire il consiglio di Aquila, e la mise fucsia metterla lo stesso… 😆

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  2. Bruno De Angelis

    @Ifi, questo racconto mi sembra un po’ ‘kafkiano’ !

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    • @Bruno: kafkiano? Può darsi, nella vita c’è sempre qualcosa che si trasforma 😉

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  3. Proprio oggi mi arriva un commento su un blog praticamente abbandonato, http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2010/01/01/le-tre-domande-di-lev-tolstoj/ , e mi pare che come sintesi del viaggio ci stia proprio bene (lo dico sempre io che le coincidenze non esistono 😉 ).

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  4. Bruno De Angelis

    Vedo che siete mattiniere !
    Io questa mattina, mi sono alzato alle 4,50 : dovevo ripassare delle cose di Greco e fare degli schemi ‘facili da comprendere’ per il mio Studente ‘figlio’ Alessandro, che mi sta dando soddisfazioni straordinarie !
    Ma non è questo il punto del mio mattiniero commento .
    E’ che volevo dedicare a @Ifigenia una Canzone che ho già inviato a @Kate ( che l’ ha gradita molto ) “a titolo di ben ritornata a noi” ed alle sue opre !!!
    Ed in questa occasione, dedicarla anche alle impareggiabili @Martina, @Dani, @Leamichedelsabato, ed ancora a @Kate, per ripetervi che il mio, per voi ‘Foeminae’, non è “un amore in più, ma qualcosa che mi spinge dentro” per cercare di vedervi il più possibile ‘come siete’, Donne-Universo che stimo assai e di cui sono lieto di ‘essere e di essere considerato’ un Amico sincero, a prescindere dalla scassatura di San Pietrino che mi esorta continuamente al “Cave Foeminae” !
    Mi si dirà : è giocoforza, per te Padre di due Ragazze, amare ed apprezzare le Donne !
    Sarà pure vero, e non lo nego . Ma chi mi conosce da sempre ( Voi, mi raccomando, pigliatelo ‘per fede’ ! ) sa che anche prima che nascessero le mie due Figlie, io la pensavo “esattamente così” !!!

    Ps. L’ arco e le balestre puntate sul bersaglio che vedrete nel Video non sono casuali : è esattamente così che vi aspetto al varco, quando riprenderemo i lavori su ‘Scuola e Degrado’ iniziati, ahimè, allorchè udii – orribile auditu ! – la parola, ironica o non ironica, di “PROF” !

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