Tra cinque anni, dove m’avrà portato l’ambizione?

Mi ha fatto ridere una mia amica. Lei è una di quelle realiste, che chiamano le cose col loro nome, che dicono pane al pane e vino al vino (insomma, una che non farà mai carriera, tanto per intenderci).

Ai “capi” (che il termine lo metto tra virgolette perché di molti di loro non si capirà mai come abbiano fatto a raggiungere certe posizioni), almeno a quelli italiani, piace tanto fare quella domanda così di moda, che servirebbe a testare la tua grinta e la tua ambizione, salvo poi ritrovarti in una realtà ben diversa, fatta di ristrutturazioni, flessibilità, demansionamento, scavallamenti e ingiustizie.

Dunque, tornando a bomba, la domanda fatidica è questa “Lei, come si vede da qui a cinque anni?”. La domanda viene posta con tono impostato, di chi vuol farti intendere che la sa lunga, tono di uomo d’esperienza e grande pontificatore oltre che pianificatore, che sa esaminare, valutare, collocare. Viene posta rilassandosi, poggiandosi per bene sullo schienale della propria poltrona, spesso con le braccia incrociate e l’espressione indagatrice pronta a catturare e sapientemente valutare la risposta.

A lei, siccome già era dipendente – a tempo determinato – e già si era passati al tu, l’hanno fatta in modo più rilassato: “Ma tu, come ti vedi da qui a cinque anni?”

“E come me vedo”, risponde lei completamente disincantata “precaria, a quattro zampe, con l’azienda alle spalle”.

A fare che, non c’è stato bisogno di chiarirlo.

28 commenti

  1. Grandissima!! E’ davvero forte! Anch’io purtroppo molto volte pecco di troppa onestà e trasparenza ma ritengo che essere limpidi il più possibile ti renda migliore di altri (anche se facilmente attaccabile e quindi più debole).

    "Mi piace"

    • Anche qui, bisogna raggiungere l’equilibrio: l’autotutela, senza sconfinare nell’ipocrisia, credo sia d’obbligo.

      Comunque secondo me il non vendersi paga, e si può permettere di non vendersi la persona che veramente vale e che ha fiducia in se stesso.

      Tanto, chi è capra, per quanto salga, sempre capra rimane, e chi non lo è, per quanto possano non venirgli riconosciuti meriti dall’alto, sarà sempre in grado di costruirsi la sua oasi felice, ricca di piccole ma continue e immancabili soddisfazioni quotidiane (provare per credere 😉 ).

      "Mi piace"

  2. Bruno De Angelis

    Devo cominciare ad attaccarti, carissima Ifi ! A costo di passare nella tua “Black list” , o peggio ancora nella “Lista degli scassamaroni” !
    Attaccarti a fondo, ‘muro contro muro’ e senza farmi scrupolo della ( presunta ) tua fragilità che ti conferisce l’ esser tu una Donna di delicato sembiante .
    Ci proverei anche qui, ma come si fa ?
    Preferisco quindi correre il rischio di essere trascritto nella tua “Pinky List” degli adulatori, negandomi tu ogni possibilità di ribattere alla tua acuta e motivata saggezza, alle tue sofferte, ma mutate in crescita, esperienze ‘di persona’ .
    Come si fa a non convenire con te quando leggo tue parole come “Comunque secondo me il non vendersi paga, e si può permettere di non vendersi la persona che veramente vale e che ha fiducia in se stesso” .
    Ho diretto una Struttura Tecnica di una grandissima e prestigiosa Banca, avendo per collaboratori uomini e donne . Ho sempre aborrito ( eufemismo per dire : “Mi fanno schifo” ! ) i Dirigenti che, dall’ alto del loro miserabile poteruncolo ( il più delle volte ottenuto mettendosi “a pecoroni” ! ), per ‘ammaliare’ (sic!) sprovvedute collaboratrici ( alcune vere sprovvedute, altre ‘finte’ , ma con atteggiamenti fasullamente ingenui (sic!) perchè al Capo piaceva quell’ innocenza cialtrona, lo faceva sentire ‘maschio (sic!) fascinoso e rapace’ ! ), corteggiano ( violando le disposizione dell’ Azienda e delle Leggi vigenti ! ) le Signore e Signorine del reparto, promettendo avanzamenti di carriera, più soldi e altre facilitazioni immaginabili, purchè…..!
    Chi si rifiuta a simili e lusinghiere (sic!) proposte ? Come ho potuto constatare ‘de visu’ soltanto chi, come dici tu, “veramente vale ed ha fiducia in se stesso, sia esso Uomo, sia essa Donna !
    Convengo inoltre con te : “Il non vendersi paga” ! Ed a pagare non è l’ Azienda o la Vita, ma il portafoglio dell’ Etica . E quel prezzo di pagamento ricevuto, anche se il ventisette non è registrato sullo ‘statino stipendio’, è l’ unico che ci fa sentire ‘persone per intero’, l’ unico senza il quale ‘vivere (promossi o non promossi, capi o subalterni, Uomini o Donne ) non avrebbe il benchè minimo senso’ .
    Ti abbraccio, ‘vergin di servo encomio e di codardo oltraggio’ !

    "Mi piace"

    • Beh, ammetto che un po’ mi sono pompata (ma giusto un po’ ). Ora me ne vado a fare un giretto sulla mia nuvoletta, poi torno 😉

      "Mi piace"

  3. Ma si parla di capacità di dire le cose come sono o di come si vorrebbe che fosse il mondo?
    Sinceramente essere una povera precaria consente una sola piccola soddisfazione, ossia quella di dire pane al pane e vino al vino. Se il “capo” sa essere sufficientemente ironico se la sposa subito e se non può almeno cerca di assumerla a tempo indeterminato, se invece è un minchione… beh allora si sarà anche scavata la fossa, ma sai che soddisfazione!

    "Mi piace"

    • Si tratta di dire le cose come sono, perché parlare di come vorremmo che fossero alla fin fine può essere pure un parlare di aria fritta che non viene negato a nessuno. Il fatto è che, almeno inizialmente, come stanno le cose lo vedono tutti (il re è nudo!), ma poi, piano piano, imparano a non vederle più.

      Storica la frase di un mio capo di qualche tempo fa “Se io dico le cose come stanno, perdo di credibilità”: scelse di non dirle, ma ancora sarebbe stato in grado di farlo: oggi non so se ancora sappia distinguere le cose come stanno.

      "Mi piace"

  4. Bruno De Angelis

    Cara @rossaura, mi peermetto di risponderti : SI TRATTA DI DIRE LE COSE COME SONO, E NON COME VORREMMO CHE FOSSERO !
    Ed infatti, se leggi bene il mio commento, io testimone ‘de visu’ e dall’ altra parte della barricata ( diciamo così, dalla parte del ‘potere’ ) “ho parlato delle cose di lavoro come per lo più sono !” . E ‘de visu atque de auditu’ ( quindi percependo le cose con gli organi fisici preposti ) ho riscontrato :
    1) Che molte volte chi detiene un potere quale che sia ( particolaarmente quelli che, a quel posto, ci sono arrivati per vie traverse ! ), rivolge se ‘maschietto’ attenzioni galanti di dubbia caratura a Colleghe ( maritate oppur non ) subalterne, cercando di portarsele a letto ( sai che goduria ! ) con ‘promesse di carriere o avanzamenti di remunerazione salariale’ per lo più, o con minacce di rappresaglia, in caso di ricusazione della profferta galoppina, spinte in taluni casi limiti a minacce esplicite ( tipo ‘perdita del posto di lavoro’ etc. ) . Questa penosissima situazione, che si verifica ‘in tutto il mondo’, dà luogo a denunce, processi e, ove i fatti vengano coraggiosamente denunciati dalle vittime e accertati dai Giudici, a condanne dei ‘conquistatori d’ accatto’ e su questo argomento si sofferma spesso la Stampa di tutti i Paesi . Se ne deduce che “stiamo parlando di cose come sono e avvengono, non di come vorremmo che fossero !” .
    2) Non c’ è dubbio che in genere, chi riesce a trovare la forza per reagire ai soprusi ( che l’ Azienda e le leggi condannano senza se e senza ma ) “è Persona, che vale ed ha stima di se stesso” . Ho detto, in genere . In altri casi la denuncia viene presentata dalla ‘vittima’ in quanto, allo stremo delle sue forze, più che la paura ( o la vergogna ) può la ‘disperazione’ . In altri casi ancora, le maleodoranti preofferte dei ‘galoppini’ vengono accettate a ‘obtorto collo’ ( o con pieno compiacimento ), in quanto più che il rispetto per se stessi può la lusinga pelosa .
    3) Chi reagisce, comunque appalesa un’ Etica ( preferisce cioè avanzare con i propri mezzi leciti, piuttosto che farlo con mezzi illeciti suoi o altrui ) e sente questo ‘valore’ interiore dentro di se ‘vitale per vivere libero e con il rispetto di se stesso’ .
    Allo stato, direbbe il coltissimo e raffinato linguista Dr. Antonio Di Pietro : “Che ci azzecca questa realtà concreta, con il “come si vorrebbe che fosse il Mondo” ?
    Se invece tu, @rossaura, mi chiedessi : “Bruno, come vorresti che fosse il Mondo ?” , ti risponderei : “Che fosse migliore di quello attuale, anche con il mio modesto contributo o lotta o sacrificio personale” . E qui veramente esprimerei semplicemente una mia romantica speranza !

    "Mi piace"

  5. abbasso decisamente il tono della discussione, ma ecco come ha risposto Andy Samberg a chi gli faceva una di queste classiche domande “all’americana” (“dimmi la tua giornata tipo se tu fossi il capo”)

    "Mi piace"

  6. @Bruno: avances sì, promesse di carriera legate all’eventuale accettazione delle stesse sì ma, avendo gentilmente declinato tutti gli inviti, non posso dire di avere avuto ritorsioni oltre a quelle della “ricompensa mancata”.

    Anzì, ti dirò, le persone di potere, almeno nei miei confronti, sono state più signore, semplicemente sono andate oltre, offrendo a donne più “sveglie” i privilegi cui io avevo rinunciato, ma per quanto riguarda i rapporti tra me e loro, amici come prima. Sono stati più i pari grado e i subalterni a vendicarsi, soprattutto con chiacchiere e calunnie (poveracci!).

    Il mio problema è stato un altro, essermi sempre rifiutata di chiudere un occhio e pure l’altro di fronte a questioni che andavano contro la mia coscienza, ma soprattutto schierarmi sempre dalla parte del più debole, del mobbizzato di turno, e lì si che le ritorsioni ci sono state!

    @Fra’: un po’ come in “Una settimana da Dio” 😉
    (volevo postarne un video divertente, ma non ho trovato quello in cui mostrava l’uso (improprio) dei poteri appena ottenuti)

    "Mi piace"

  7. Bruno De Angelis

    Può apparire presuntuoso “il non conoscere Situazioni e Persone” e pensare comunque ( anzi, peggio ancora, esserne certi ! ) di “poter leggerne bene i pensieri” e da questa lettura decifrarne il comportamento !
    Ma voglio correre questo ‘serio’ rischio, Ifi : non avevo il minimo dubbio di come ti saresti comportata tu, laddove oggetto delle sbracate e cialtrone lusinghe di ‘capini, capetti e caponi’, e quale ‘irrisorio peso’ avrebbe gravato su di te il tuo rifiuto a soccombere . Altre ‘più sveglie di te’ hanno accettato ? Meglio ( o peggio ) per loro ! La vita continua e passa comunque !
    Ma quanto mi è piaciuto sentire da te, con il tuo convinto sorriso e senza atteggiamenti ‘giovannadarcheschi’, quelle parole : “IL NON VENDERSI, PAGA !” . Mi hanno fatto sentire il profumo di cose perdute, un’ aria pulita e tersa d’ alta montagna, una rassicurante certezza che “esistono e esisteranno sempre, ad onta dei prepotenti, persone semplici che siano in grado di dire “NO, GRAZIE !”, rispedendo al mittente le sue squallide lusinghe !
    E’ vero, poi, che mettersi dalla parte del più debole è ancora più impervio, ma a ciò ci spinge, non sempre ahimè, una forza interiore cui è più difficile “Nò, grazie !” .
    Bravo @fra puccino ! Anche se, anzichè abbassare decisamente i toni del contesto, li hai decisamente alzati, proponendoci l’ esilarante ( e realistico ) video .
    Per la serie ‘belliana’ : “Er Patto è ricco assai – ma nun me tocca ! – Ritornate alli trenta de febraro !”

    "Mi piace"

    • Voglio chiarire: io non mi metto dalla parte del più debole per principio, ma solo quando ritengo che sia dalla parte della ragione. Se ritengo che invece sia dalla parte del torto, non mi faccio impietosire dalla sua debolezza: il medico pietoso fa la piaga purulenta.

      "Mi piace"

  8. Bruno De Angelis

    Pardon !
    Sono saltate alcune parole : avevo scritto “una forza interiore cui è più difficile ‘dire, senza vergognarsene,’ “Nò, grazie !” .

    "Mi piace"

  9. Alla domanda “Lei come si vede qui tra cinque anni (con la variante del “tu”) si può rispondere in un solo modo: “al suo/tuo posto”.

    "Mi piace"

  10. Veramente io al suo posto c’ero vent’anni fa: come cambia la vita! 😆 😆 😆

    "Mi piace"

  11. rosigna

    … discorsi interessanti e, dal mio punto di vista, terribilmente attuali, terribilmente vissuti proprio in questi giorni.
    Purtroppo.
    Difficile sconfiggere una mentalita’ radicata, fatta di uomini “giusti” al posto “giusto”.
    Il problema e’ che a volte e’ impossibile anche sperare di combattere contro questa mentalita’. Le armi ti vengono tolte prima che la battaglia cominci.

    E se il capo/dirigente di turno ti dice che lui e’ consapevole che le cose dovrebbero andare in un altro modo ma …. “lui/lei c’ha famiglia …” allora, scusatemi, forse non ho ancora ben capito come funziona la carriera.

    Nella vita mi hanno insegnato che chi non risica non rosica. Se scegli di non risicare, difficilimente rosicherai. O forse, rosicherai, ma in tutt’altro senso.

    "Mi piace"

    • E a proposito di famiglia, certe azeinde vogliono solo senza famiglia, persone disponibili a lavorare un giorno a Canigattì, uno a Milano e uno a Berlino, a fare le due di notte davanto al pc, rinunciare alle ferie o andarci a novembre. Che dire, non è che questi debbano essere migliori degli altri anzi, generalmente le madri di famiglia hanno sempre dimostrato una maggiore elasticità e capacità di organizzazione e pure agli esami di certificazione hanno dato i punti a tutti ma… dalla due alle tre devono far cadere la penna e fuggire, e poi il bambino con la febbre, e quando esce prima da scuola, e poi non vogliamo perderci una recita…

      eh no, siamo inaffidabili: meglio persone disponibili ventiquattr’ore al giorno, indipendentemente dalla capacità, o madri che, dopo aver messo al mondo un figlio, sono disponibili a rivederlo quando va all’università: magari regalandogli un appartamentino per il diploma.

      "Mi piace"

  12. Bruno De Angelis

    In una esilarante Commedia di Eduardo De Filippo, “Chi è più felice di me ?”, un procacciatore d’ affari ‘facili’, cerca di coinvolgere all’ affare con guadagno immediato il personaggio interpretato da Eduardo, un uomo semplice e accorto, che si contenta e si bea del poco che ha . All’ ennesimo rifiuto di Eduardo di lasciarsi coinvolgere ‘nell’ immediato ( ed aleatorio ) guadagno super’, il procacciatore gli dice piccato : “Eh Cumpà, chi non risica non rosica !!!”, al che Eduardo, guardandolo fisso negli occhi, replica e chiude : “E chi t’ ha detto ch’ io voglio ‘rosicà ?”
    Circa le donne lavoratrici, concordo con @ifigenia e ripeto : “Voi donne siete inaffidabili !!!”
    Specie quelle che non ci stanno e reagiscono alla profferta ambigua con un energica ‘zampata ai coglion.’!
    Pardòn, stavo per scrivere una parola non consentita .

    "Mi piace"

    • Mai zampate certe zone. Solo una volta un manrovescio, un’altra volta urla fino al cielo, un’altra, al mio declinare l’invito, mi è arrivata una serie di insolenze, di cui “sciocca bigotta” è l’unica riferibile.

      "Mi piace"

  13. Bruno De Angelis

    Questa Ifi è bellissima !
    Facci caso : quando le donne ci ricusano, siamo soliti, noi uomini, di inveire contro di loro usando ‘il peggio del peggio’ dell’ epiteto . Arrivando anche al punto di definirle ‘brutte m…otte !’, perfino quando il loro ‘averci ricusato’ dovrebbe in realtà attestare il contrario !
    Ma per un ‘capino, capetto o capone’, una donna che rifiuti le sue ‘irrinunciabili avances’ è ai suoi ‘occhietti lupini’ insopportabilmente obbrobriosa . Al punto di obnubilarne la logica !

    "Mi piace"

  14. Comunque, sul lavoro funziona più o meno così:

    "Mi piace"

  15. Riporto qui il link a un commento di Bruno sul divano, e mia successiva risposta, perché è a questo post e relativi commenti che i due interventi fanno riferimento.

    "Mi piace"

  16. Aiuto, me lo sono trovato in un test d’ascolto del corso d’inglese che sto seguendo on-line:

    Can you imagine what you’ll be doing in five years?

    Help me, please!!! 😯

    "Mi piace"

  17. E io che credevo fosse una caratteristica della mia società, e invece pare sia un costume prettamente italiano:

    Una societa’ italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.

    Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivo’ il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.

    Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo di progetto scopri’ dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacita’ gestionale: ingaggio’ immediatamente una societa’ di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.

    Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare. Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: “Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli piu’ responsabilita’”.

    L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La societa’ italiana licenzio’ immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante cio’ pago’ un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.

    La societa’ di consulenza preparo’ una nuova analisi, dove si dimostro’ che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato. Al momento la societa’ italiana e’ impegnata a progettare una nuova canoa.

    "Mi piace"

  18. ..e iooooooooooooooooooo???????
    Si caro Balibar..aspetto di conoscerti ..in quel tuo “Arrivederci Roma”
    Un bacione alla mia amichetta Ify_D e alla grander Cytind che ho conosciuto anche io..e ritrovo nella tua descrizione la stessa mia prima impressione

    "Mi piace"

    • Ehm, mi sa che non volevi rispondere su questo post… 😉

      "Mi piace"

  19. Aiutoooooooooooooooooooooooooooooooooooo
    ma io ho letto un altro post!!!!!!!!!!
    Amica mia….se leggi il mio ultimopost…..puoi avere un idea di dove sono andati a giacere i miei neuroni…

    @A proposito…….
    mia madre ha detto che sei una persona speciale e che finalmente una “Buona amica” è entrata nella sua casa…….
    smacckkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

    "Mi piace"

  20. Cara Nunzy, non ti dico da quant’è che ho aperta la finestra del tuo blog, pronta a risponderti (modestamente, sono una grande esperta di conflittologia genitori figli), ma sono alle prese con un sistema che non risponde, una rete che cade in continuazione, una figlia che tira per un braccio, e poi il telefono che squilla ed è sempre Attila…

    Sono contenta di essere piaciuta a tua madre, anche a me piace moltissimo la tua famiglia. Sarà una buona opportunità per vederci più spesso.

    Ecco, per tornare on topic, tra cinque anni io questa blog-famiglia la vorrei vedere ancora tutta unita, e questo sì che è qualcosa per cui lotterò con tutto il cuore!

    "Mi piace"

  21. Ti adorooooooooooo
    Sto uscendo con una amica ..ma torno a risponderti (penso stanotte..)

    "Mi piace"

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: