Mettiamo che…

Leggo questa bella riflessione di Maria Emma, dal lirico profumo dei fiori non colti.

Nella vita di ognuno di noi esistono molti inizi, punti di svolta, creati dalla fortuna dalla volontà e dal fato.

Shantaram – D.G.ROBERTS

In quale mondo si svolge la vita che avrei vissuto facendo le scelte che in questa ho escluso.

In quale quaderno riposano i pensieri che non ho scritto.

Quali reazioni avrebbero provocato le parole che non ho detto.

Quali realtà avrei conosciuto se avessi valutato le varie alternative priva di condizionamenti.

Se incontrassi il genio della lampada gli chiederi di farmi parlare con la Maria Emma che ha avuto il coraggio di intraprendere le strade che io ho abbandonato.

Quanto tempo ancora per fare pace con me stessa e non pensare più a queste cose…

Questi sono i dubbi di tutti. A tutti sembra che la strada non intrapresa sarebbe stata quella più ricca di soddisfazioni, a tutti sembra di aver fatto delle scelte sbagliate e che la persona che non abbiamo scelto di essere, o che abbiamo deciso di non essere, è quella che avrebbe avuto tutto, quella che sarebbe stata felice e appagata.

E’ l’eterna questione delle possibilvite che poi, secondo me, è questione di lana caprina.

Tanti anni fa io e una mia amica, simile a me come carattere, caratteristiche e talenti, ci confrontavamo sulle nostre scelte di vita, assolutamente dissimili: beh, sapete quale fu la conclusione? Che eravamo arrivate allo stesso punto, con due situazioni oggettivamente diverse, ma soggettivamente identiche.

Stesso stato d’animo, stesse conclusioni esistenziali, stessi rimpianti (beh, non stessi, analoghi).

Cosa sarebbe stato di me se, una volta trasferitami all’estero, non fossi ritornata per essere vicina a mia madre malata? Che cosa sarebbe successo se fossi riuscita a perdonarla e ad accettare la mano che mi tendeva?

Che sarebbe successo se avessi avuto la forza di non sposare l’uomo che ho sposato, non avessi sentito come esigenza primaria quella di fuggire di casa, e avessi concesso alla mia vita una possibilità diversa?

Cosa sarebbe successo se il mio capo non avesse aperto la porta della mia stanza il momento in cui stavo esprimendo dei timori sulla mia salute, e non mi avesse consigliato il medico che ha rovinato la mia vita?

Cosa sarebbe successo se…

Inutile chiederselo: probabilmente sarei arrivata allo stesso punto semplicemente seguendo un altro percorso, perché il carattere è metà del destino, e quindi il destino ce lo portiamo appresso, qualunque sia la strada che decidiamo di percorrere.

Però, qualunque sia la strada che abbiamo deciso di percorrere, qualunque sia la strada che percorreremo, credo che abbiamo sempre la possibilità di prendere in mano le redini della nostra vita e renderla felice.

18 commenti

  1. Fede

    Assolutamente d’accordo.
    Basti ricordare SLIDING DOORS (che cito soltanto dato che non ho ancora imparato a postare dei video… 😦 chiedo scusa!), e in particolar modo la scena finale…Le due vite della protagonista corrono in due direzioni completamente diverse ma alla fine arrivano nello stesso identico punto.

    Io cerco sempre di evitare di chiedermi “se” o “ma”, tanto non porta da nessuna parte, se non ad un cumulo di rimpianti o altrettante indecisioni, anche perchè non esistono risposte certe a questo tipo di domande.
    Cerco piuttosto di trovare nuove conferme nelle scelte che ho fatto e, se si sono rivelate sbagliate, di non ripetere quanto meno gli stessi errori e di trarre qualche lezione dagli stessi.

    Alla fine, mi sono convinta che le cose vanno come devono andare (grosso modo, quanto meno).

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  2. E anche se non era destino che andassero come sono andate, non serve a niente vivere con la testa voltata all’indietro nutrendosi di “se” e di “ma”.

    Credo che l’unico mezzo sia esaminare il passato sì, ma non per vivere di rimpianti, bensì per capire i propri errori e non recidivare (e non è facile, io sono fermamente convinto che l’essere umano sia recidivo 🙄 )

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  3. Cara amica questo post somiglia tanto alla mia vita che mi fa quasi impressione leggerne le assonanze,
    penso sempre a come sarebbe stata la mia vita…se…ma si dice che con i se e con i ma non si va da nessuna parte allora mi dico è andata come doveva andare, sono qui, sono ora…
    ti lascio questa poesia che per me è stata di conforto..
    più bello dei mari

    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello
    che vorrei dirti di più bello
    non te l’ho ancora detto.
    – Nazim Hikmet

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    • Io sono felice di aver trovato una chiave diversa di lettura della vita.

      Il mare più bello è quello dove ho passato la mia adolescenza, ridendo e scherzando coi miei amici, anni spensierati che non ritorneranno. Un altro mare conobbi un’altra volta, era su un traghetto sullo stretto di Messina: salii, e mi ritrovai accanto a un fascinoso marinaio col quale feci solo due chiacchiere, mentre il vento soffiava forte, ma ora a pensarci mi sembra di essere stata Rose con Jack sulla prua del Titanic (e che mi frega, tanto nel caso Jack era lui! 😆 ).

      La figlia più bella al mondo è la mia, e su questo non ci piove.

      Sono d’accordo che il più bello dei miei giorni non l’ho ancora vissuto, perché io credo che sulla mia strada troverò ancora tanta felicità, comunque di giorni tremendamente belli nella mia vita ce ne sono stati tanti.

      Quello che devo dire di bello a una persona, glielo dico subito, senza se e senza ma. Quanto sia importante per me, quanto mi manchi quando non c’è, quanto io gli sia grata di tutto: glielo dico e basta, e non solo perché il rimorso di quello che non si è detto, soprattutto quando qualcuno ci viene a mancare, è sempre la parte più dolorosa del distacco, ma perché anche chi è vivo e vivrà cento anni dopo di noi sappia cosa ha rappresentato per noi e nella nostra vita.

      Questa è la lezione principale che ho imparato dalla vita: se vuoi bene a qualcuno, se ritieni bello e importante che quella persona ci sia, diglielo, diglielo subito, che sia madre, figlio, amico, amante, portiere, fornaio, vicino, non importa, perché tutti noi abbiamo bisogno di sapere che siamo utili, importanti, graditi.

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  4. ohhhh sí che siamo recidivi, eccome! Gli errori ci sembrano sempre diversi .. ma sono gli stessi con un vestito diverso!
    Adoro il tuo blog
    Marta

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    • @Mila: beh, detta così mi spiazzi, ma non posso negare che mi faccia enormemente piacere. Che poi, a ridosso di quello che ho appena scritto ad Aurora, sembra un segno del destino! 🙂

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  5. mi piace la tua chiave di lettura,
    cercherò di trarne profitto umano..

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  6. Cosa sarebbe successo se….? Certo è un inutile gioco al massacro, perchè molte strade avrebbero potuto essere più promettenti di quelle che abbiamo persorso, ma quelle abbiamo percorso e non ci è dato altro da sapere. Poi è questione di carattere, personalmente sono una decisionista e quando mi si pone una scelta io ho già deciso, quindi poche riflessioni mi sono state compagne, certo che su alcune cose sono certa: primariamente che non poteva che andare così, quando scelgo scelgo e non c’è niente da fare, che ogni scelta non poteva essere diversa in quanto era quella che volevo in quel momento, che se ho dovuto pagare ho pagato e non mi sono mai lagnata nè tirata indietro, che non ho rimpianti… tranne uno perchè è stato, oggi lo so, il mio peccato originale che ha totalmente e irrimediabilmente indirizzato la mia vita su una certa strada. Se avessi aspettato il suo ritorno oggi sarei una donna diversa e probabilmente sarei piena di figli e di buonumore, o forse anche no chissà, certamente non sarei quella che sono. 🙂

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    • E infatti io il post l’ho intitolato “Mettiamo che…”, che è lo stesso criterio però adottato per il futuro, è quello che si chiama “sognarola”.

      Mettiamo che si realizzi questo e quello, mettiamo che ci capitino tante cose buone, se sto male, anche di un male incurabile, mettiamo che io guarisca, se ho un lavoro lontano, che mi porta via tanto tempo, mettiamo che mi trasferiscano più vicino…

      Sognare non costa nulla, ed è piacevole, a patto che non costituisca un rifugio che ci allontani dalla realtà.

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  7. “Gli uomini ammucchiano gli errori di tutta la loro vita e creano un mostro che chiamano destino.”
    – John Oliver Hobbes

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    • @offender: chi era Schopenhauer che diceva che la storia dell’umanità sembra una tragedia scritta da un pazzo? E la storia di ogni singolo uomo, non è a sua volta, magari in piccolo, assimilabile alla storia dell’umanità?

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  8. È pericoloso fare il gioco dei se e dei ma… ci porta sempre lontano e non serve a molto. Dicono che ogni caduta, ogni strada sbagliata, ogni ferita abbia un senso. Probabilmente sono tanti tasselli che incastriamo per costruire la nostra lunga e personalissima strada verso la felicità.
    🙂

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    • @kokeicha:

      …la nostra lunga e personalissima strada verso la felicità…

      forse la nostra lunga e personalissima strada verso il nostro destino, forse verso la conoscenza. Non sono sicura che possa chiamarsi felicità.

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  9. mrsimpleliving

    E’ così, l’uomo è il vero artefice del proprio destino. Bisogna vivere con gli occhi spalancati sul mondo che ci circonda e su quello interiore per cogliere le occasioni che il destino ci ha riservato.

    Ciao Ifigenia

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  10. Ifi, grazie per la citazione, non sono convinta che io sarei la stessa di oggi, che sarei allo stesso punto in cui sono ora, se avessi fatto altre scelte, il film sliding doors…non lo condivido molto. Ma la cosa più importante è certamente cercare di evitare i se e i ma e andare avanti.
    Un abbraccio.
    Emma

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    • Però ogni tanto la mente ci va….

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