E se la mamma s’innamora?

Non la mamma di mia figlia: la mia.

Mia madre è una di quelle donne all’antica, morigerata, assolutamente indottrinata su tutto quello che una donna perbene deve fare (che è tutto quello che fa lei) e tutto quello che assolutamente non deve fare (che invece è quello che faccio io).

Naturalmente una donna perbene ha un solo uomo nella vita, in costanza di matrimonio sopporta l’insopportabile e, se rimane vedova, “se ne sta pe’ la patta sua” vita natural durante e conduce la sua spoglia esistenza nella e della memoria del marito.

La donna perbene, quand’è sposata (e se non è sposata non è una donna perbene) non coltiva amicizie che la distolgano dai doveri casalinghi, non passa il tempo al telefono con le amiche: la donna perbene è votata al dovere senza piacere, alla sopportazione senza reazione…. insomma, è una frustrata cronica, che regolarmente rompe le balle al prossimo perché così incanala quelle energie che non riesce a impiegare altrimenti. Serve specificare che “il prossimo” nel 99,99% dei casi sono i figli?

Però che succede, che siccome l’uomo propone e Dio dispone, siccome ci sono pure figli che non si fanno ricattare, magari quelli pure con qualche possibilità economica che regalano a mammà una bella crociera, la caricano sulla nave e le dicono “Oh bella ciao, ci rivediamo il mese prossimo!”, insomma, siccome tutto può succedere, la partita della vita è sempre tutta da giocare.

La mamma, vedova e morigerata, fa solo quello che è consentito alla donna perbene, frequenta solo la parrocchia e che per essa, vicine di casa, cognate, nipoti, solo quello che è lecito e consentito dalla legge (quella della sua morale, s’intende) ma… ma a un certo punto la vediamo cambiare, recarsi al circolo che frequenta, tutta rinciucciunita, pure con la febbre a 40°, e pure quando le vengono lasciati i nipoti, anziché portarli al parco giochi, li porta in un posto molto più godurioso ed adeguato: il circolo anziani.

Dire che la cosa mi lascia perplessa e insospettisce è dire poco, e chiedo quindi a mia figlia d’indagare; mi ritorna da una delle sua escursioni riferendomi che la nonna duetta con un vecchietto che suona la chitarra, e lei canta gorgeggiando come un usignolo e guardandolo sbattendo le ciglia dei suoi grandi occhioni (quelli strabuzzati per motivi tiroidei): non ci posso credere, non c’è più religione!

I figli, ma soprattutto le figlie, non accettano mai che qualcuno possa prendere il posto del loro superpadre, non accettano che la madre possa scoprirsi anche donna, e soprattutto non a un’età veneranda!

Cominciamo a fare allusioni acide e frecciatine e lei si mortifica, si vergogna, si chiude in se stessa e abbandona il campo. Lei cantava e basta, non credeva che qualcuno potesse sentire, anche a tanta distanza, il cuore che le batteva.

Si è vergognata, e ha chinato il capo. Ora però siamo noi a vergognarci.

47 commenti

  1. Eh no, tua mamma ha bisogno di innamorarsi! Lasciatela fare! Ditele di tornare al circolo, continuare a cantare con il suo chitarrista romantico ed anzi, che se ne vadano loro due assieme adesso a farsi la crociera. Non è mai troppo tardi per essere felici ;)
    Un saluto

    • Eh eh, purtroppo è ormai acqua passata. Ho ritirato fuori questa storia adesso perché mi è capitato di leggere un romanzo, stucchevole e melenso, in cui c’è per l’appunto la storia di due “grandicelli” che si innamorano e il cui amore è avvelenato dall’opposizione e lo sdegno dei figli di entrambi.

      In realtà, mi sono sentita punta sul vivo perché, qualora mia madre s’innamorasse di qualcuno, la vedrei proprio come i personaggi del romanzo.

      Si è voluta presentare come l’angelo del focolare votata al sacrificio e basta? Ci ha scassato l’anima per una vita perché pure noi (i.e. pure io) una volta rimasti soli ci immolassimo per non far chiacchierare parenti, portiere e vicini di casa vari? Beh, sia coerente, ne basta una in casa di donna perduta.

      La vita è una sofferenza
      di cui non si può fare senza
      lei è devota al marito defunto,
      e la sua vita è finita, punto!

      Donna di malaffare è chi s’apre alla vita,
      che dalla sorte sia aspramente punita!
      La donna pudìca si chiude in clausura,
      e si conserva, per quel che può, casta e pura!

  2. che bella storia. L’amore non ha età.
    Una storia del tutto diversa da quella successa all’amico di un mio parente, circa trent’anni fa. Il padre, ormai vecchio, che non si era mai mosso dal paese, iniziò a prendere l’autobus per andare in centro città. Tutti i giorni. I figli si insospettirono.
    “Non è mai andato fuori dal paese, nemmeno per le vacanze…che cosa ci va a fare in centro tutti i giorni? Si è forse trovato un’amante?”
    Lo seguirono, scoprendo che la sua attrazione era un cinema a luci rosse.
    E poi finì male. In quel cinema ci fece un infarto. C’era da immaginarselo, un uomo che non era mai uscito dai propri confini deve essere rimasto sconvolto da quanto i film proponevano.

    • Beh, però sarà morto contento, magari immedesimandosi nel protagonista, e quindi con il sorriso sul volto pensando alla bionda procace con cui aveva fatto di tutto di più.

      Scherzi a parte, è vero, l’amore non ha età, anche se io personalmente vorrei trovare il principo azzurro prima di arrivare al centro anziani. Mi ricordo sempre un’altra storia, di un’extracomunitaria settantenne madre di tredici figli e vedova di un uomo fedifrago e violento, che era venuta in Italia per aiutare la figlia, ragazza madre con due bambini.

      Un giorno vado a trovare questa mia amica (la mamma dei due bambini) che mi palesa varie difficoltà organizzative: a quel punto le chiedo della madre e lei, con gli occhi a terra, imbarazzata da morire, mi comunica che si è sposata.

      Insomma, c’era una volta un vecchietto di ottant’anni, abbandonato a se stesso, di cui i figli aspettavano solo la fine naturale. Lei l’ha conosciuto, si sono innamorati, l’ha lavato, pulito, stirato, rimesso in piedi e si sono sposati, tra lo sdegno e l’imbarazzo di tutti. In particolare i figli di lui l’hanno affrontata direttamente e “informata” a brutto muso che lui non possedeva nulla, che la casa in cui abitava era già intestata a loro e cose di questo genere. Lei rispose che non le importava nulla, che voleva solo stare con lui.

      Poiché lei aveva anche già regolare permesso di soggiorno, i figli di lui non trovarono altro argomento per sobillare il padre e montarlo contro di lei. Si sposarono e vissero felici e contenti; vivevano insieme, si coccolavano, il pomeriggio si facevano la loro bella passeggiata per il quartiere, occhi negli occhi e mano nella mano che era una delizia guardarli.

      Lei una volta a settimana andava dalla figlia, le stirava un po’ di panni e poi se ne ritornava dal suo maritino, che a ottant’anni aveva fatto il colpo grosso di sposarsi la fanciullina (aho, sarà stata pure una settantenne, ma sempre dieci anni meno di lui aveva! :lol: )

      Ora lei è di nuovo vedova, ha ottant’anni e chi lo sa, magari ci scappa che si risposa un’altra volta! ;)

  3. davvero l’amore non ha età!!
    chissà forse senza tante aspettative è ancora più bello!!!
    ma il libro è Donna Flora e i suoi due mariti??

    • No, il libro è “Un dono speciale”, libro che ho prontamente regalato appena finito di leggere, perché a mio avviso non vale lo spazio che occupa: però, non siamo tutti uguali e, come potete vedere dall’opinione che ho linkato sul titolo, c’è chi la pensa in maniera decisamente diversa ;)

  4. ho visto la scrittrice sul link di rimando,
    non ho letto nulla di lei quindi non saprei aggiungere altro, mi fido del tuo giudizio…

    • Mica che scrive male, è che non mi piacciono i romanzi d’amore, che credo abbiano rovinato più matrimoni di suocere e amanti messe insieme. Lo sapete che io ritengo la vita bellissima, ciononostante la vita non è un romanzo rosa, e io credo che troppe donne vengano suggestionate dai sogni che nascono dalla lettura di detti romanzi e poi, paragonando il proprio marito all’eroe dei racconti, si sentano prigioniere di un incubo che nulla ha a che vedere con la favola che hanno in mente.

      Preferisco i racconti di vita vissuta, magari quelli belli, a lieto fine, che però mettono in campo situazioni, sentimenti, ostacoli e reazioni reali.

  5. a grandi linee sono d’accordo,
    però quelli con riferimenti all’animo femminile mi piacciono molto, ora sono concentrata su Isabel Allende, tu hai letto qualcosa??

    • Ho letto solo la casa degli spiriti, e non l’ho amato.

      Comunque difficilmente io leggo romanzi, e nel caso quasi mai quelli rosa. Ora poi, dopo che la gestione della sopravvivenza quotidiana mi ha tolto per anni la possibilità di leggere, sto cercando di recuperare con classici e saggistica (se invece leggo in inglese allora va bene tutto, perché lì l’interesse è esercitare la lingua e non godere del racconto, abbenché l’uno non escluda l’altro).

      Comunque, se proprio romanzo deve essere, la mia autrice preferita è stata a lungo Helen Van Slyke.

  6. farò una ricerca su internet, non conosco nulla di lei,
    a me piace sempre conoscere di nuove cose

    • Su genitori però che si innamorano spiazzando i figli non mi viene in mente nient’altro, ma sono sicura che esista una letteratura in merito.

  7. Ma c’è proprio da vergognarsi!!! Parlo di voi figliolini cari che infrangete i sogni di una nonnina così a modo. :-) La creatura ha bisogno di sentirsi viva e che la vita le promette anche se in minima parte un po’ di quel futuro che voi giovani e dissennati avete in abbondanza. Scommetto che la meno preoccupata è la nipotina :-)
    Io tengo per le nonne che hanno sempre voglia di ricominciare. Innanzi tutto non si piangono addosso e poi si mantengono giovanili a lungo (insomma si risparmia in badanti).
    Sarà che potrei essere nonna e che sono vedova per giunta, situazioe che potrebbe essere molto dura se non fosse che non mi sono mai persa d’animo e che lo spirito non mi manca…. Mio figlio su questo è sereno, sarebbe stato per lui in peso non indifferente dover fare il conto con una madre sola e depressa :-)
    Dai incoraggiatela a cantare con il suo Johnny Guitar perchè la vita può essere bella a tutte le età e i figli non hanno nessun diritto di stare a giudicare.
    Buona fortuna signora e non badi ai suoi figli degeneri ;-)

    • :D Se è per questo mia madre è un inno alla bellezza della vecchiaia. Secondo lei non c’è cosa più bella che invecchiare, essere libera e priva di affanni, ricevere i soldi senza lavorare, non avere nessuno da accudire, non avere responsabilità dell’educazione di nessuno: coi nipoti quattro coccole, due dolcetti (volevo dire due coccole, quattro dolcetti :lol: ), qualche decina di euro, e passa la paura. Se poi studiano o no, escono o no etc etc, non è problema suo.

      Lei esce (finalmente) con le amiche, non si tira indietro davanti a una gita, fa sport )laddove da giovane è sempre stata un sacco di patate), canta, balla e recita, e neanche si tinge i capelli perché si piace così.

      Evviva la mamma!

  8. Evviva i nonnetti innamorati!
    Quando un amico mi ha raccontato che il padre ultra ottantenne ha una fidanzata da due anni (quasi coetanea), ho pensato:” Allora la vita finisce proprio quando siamo noi a volerla far finire!”
    L’amore ci rende più belli, più comprensivi, più tolleranti… peccato non essere innamorati!
    P.s.: Io lo sono! :-)

    • @incognita: io no… :( … però sapeste quanto mi piacerebbe! Una volta dicevo: “Vorrei innamorarmi, persino non ricambiata, pur di provare quel brivido e quelle sensazioni”. Poi mi sono presa una bella cotta, pseudoricambiata, è stato bellissimo per un mesetto, e poi la mazzata: probabilmente ci ho impiegato quasi un anno a riprendermi, ma certo è che sono stata male da morire, e con l’imbarazzo di stare in quelle condizioni davanti a mia figlia. Oggi lei, quando mi vede qualcuno attorno, alza gli scudi dicendo “Prima mi togli attenzioni, e poi io mi becco le lacrime”: beh, mica ha torto…

  9. dani

    Sono un pò perplessa da questi commenti.. non so.. confesso che non riesco a cogliere se c’è ironia affettuosa o sarcasmo leggermente acidognolo..
    Mah.. una cosa è vera è che bisognerebbe sempre cercare di immedesimarsi in situazioni simili.
    p.s. e sull’essere innamorati senza “tornaconto”.. sì anche io l’ho vista in modo positivo ma anche quelle che belle “mazzate”.. ancora più toste delle altre..

    • Ehi, ma non vi si può lasciare un momento soli! La mamma innamorata tira eh… ;)

      Dunque, cominciamo.

      @Dani:cos’è che ti lascia perplessa? Io qui di sarcasmo acidognolo proprio non ne riesco a vedere anzi, tutti dalla parte della nonnetta!

      E sì,, le mazzate di un amore non ricambiato sono ancora più dure delle altre, perché quelli non ci lasciano neanche bei momenti da ricordare, sul piatto della bilancia c’è tanto dalla parte no e nulla dal sì, non ci potremo mai consolare dicendoci che il gioco è valso la candela :(

  10. Ti capisco benissimo… anch’io ho avuto un anno meraviglioso… ora ho le lacrime e un dolcissimo amico…
    Io piango di nascosto… è diventato un lusso anche piangere… si deve trovare il momento adatto e soprattutto vietato farsi sgamare dai figli!!!
    cmq. sia… sono ancora innamorata e lo sarò almeno per un decennio… pazienza!!!

    • @incognita

      Cara incognita, anch’io ho avuto un anno meraviglioso… poi ho avuto le lacrime e un dolcissimo amico… però non piango più, né di nascosto né alla luce del sole. Io sono stata sgamata da tutti, figli, colleghi e passeggeri d’autobus, e sono momenti che sembrano non finire mai, ma poi passano, quando meno te l’aspetti, e vedrai che non riuscirai a farli rivivere neanche volendo (“volendo”, si fa per dire). Non sarai innamorata di lui altri dieci anni, sono pronta a scommetterci, ti va? ;)

  11. Io mi innamoro sempre, ifigenia, di tutti. È da chi si innamora di me che fuggo :D
    Bella la tua mamma, vorrei conoscerla ;) La mia purtroppo ha smesso di vivere circa 40 anni fa. E da tempo sto già preoccupandomi per le badanti. È una tristezza enorme…:(

    • @Martina: eh eh, lo conosco il trucco di innamorarsi di chi non ricambia, è tutta la vita che lo uso! ;)

      Mi dispiace per la tua mamma… io con la mia non sono mai andata d’accordo, e soffro al pensiero di quando non ci sarà più, quando non ci sarà più neanche la speranza di poter chiarire ciò che non si è chiarito mai! :(

  12. rosigna

    … di’ la verita’ … l’hai fatto apposta a pubblicare questo post!!! Io penso che, sara’ per la morale imperante, sara’ per tradizione, sara’ per abitudine, sara’ perche’, se un figlio ha amato un padre, e’ difficile se non impossibile accettare di vedere la madre accanto ad un altro uomo, lo stesso figlio si sentira’ sempre un po’ imbarazzato, o forse turbato, dinanzi ad una madre nuovamente innamorata.
    Ma non e’ questo che deve far desistere la madre dal vivere il proprio sentimento, la propria “nuova” giovinezza. E’ giusto che ogni persona trovi il modo di sentirsi viva, sempre e comunque.
    E’ sempre meglio che una madre sia felice e realizzata come persona, e lo sia per davvero, non che racconti bugie finanche a se’ stessa, piuttosto che una donna in qualche modo frustrata, votata al sacrificio e ad una serie infinita di rinunce, per un amore che alla fine amore non e’, ma solo speranza di una qualche ricompensa che assume contorni e dimensioni reali solo nella fantasia.
    La vita e’ altro, e una volta tanto bisognerebbe che tutti diventassimo “saggiamente” egoisti, piuttosto che vittime di noi stessi.

    • @Rosigna: l’ho fatto apposta??? Ma perché, dimmi, hai la mamma che si sta innamorando di qualcuno??? :shock: :lol:

      Sì, capisco tutta la teoria che una madre viva la sua vita e non rinunci mai ai suoi sentimenti e all’essere donna, però come girano le scatole a pensare a un estraneo (vecchio e bavoso, tiè!) con le sue zampacce addosso alla tua mamma!

  13. Tutto questo mi fa pensare ai condizionamenti, quanto ci facciamo condizionare nella vita dai genitori, quanto i genitori dai figli..non ne ho di figli e non credo che ne avrò, ho due nipoti cui auguro come prima cosa di vivere affrancandosi dai condizionamenti, a compiere i loro passi (da adulti) con vera convinzione.

    • @Maria Emma

      Affrancarsi dai condizionamenti? Forse nell’isola di Utopia. Io penso che nella vita ci sia sempre qualcosa che ci condiziona, in un modo o nell’altro.

  14. balibar

    Non posso che essere favorevole agli innamoramenti in età, ehm, matura. Mio nonno si risposò segretamente (per non dover sottostare al giudizio dei figli) a 75 anni.
    Immaginate quando mio zio, che viveva vicino a lui telefonò a mia mamma dicendole semplicemente “Papà si è sposato”. Nessuno avevo sospettato niente. :D

    @Maria Emma: parli di condizionamenti, e mi trovi d’accordo. Io pure non ho figli ed ormai non ne avrò più (d’altra parte l’ho sempre pensato) ed ho due nipoti.
    Bè, sono cresciuti piuttosto liberi e mi viene immediato pensare a come invece siamo stati educati io e mia sorella.
    Noi ci siamo dovuti ribellare, o per lo meno essere critici, a molto di ciò che ci era trasmesso.
    Molti ragazzi oggi devono costruirsi da soli i propri punti di riferimento e, forse, oltre ad essere faticoso, può essere pericoloso, nel senso che è facile perdersi o essere vittime di condizionamenti.

    Il discorso può sembrare (magari lo è :D ) OT ma cambia anche lo scenario del rapporto genitori-figli. Forse un genitore che s’innamora quando ormai anziano susciterebbe meno meraviglia, o più indifferenza, non so.

    • @Bali: tu veramente pensi che i giovani d’oggi siano più liberi da condizionamenti di quanto lo siamo stati noi? Io non ci credo. I condizionamenti coambiano, ma ci sono sempre. Forse ai nostri tempi c’era più la cultura della famiglia, oggi più del mondo esterno, minimo che sia gli amici: come dire prima era un “endocondizionamento”, ora “eso” (ma come sono brava a creare i neologismi io! :lol: )

      Anche la libertà a ogni costo condiziona, forse più del senso del dovere: a volte di è schiavi dell’idea della libertà, si rifuggolo le scelte, gli impegni, si vive allo stato brado, e alla fine in solitudine, spesso persino in povertà, in nome di una libertà che forse significa un’altra cosa. Io credo che la libertà più vera sia quella che decidiamo come impiegare, a chi e a cosa donarla, come e quando trasformarla.

      Per quanto riguarda il genitore che si innamora, credo che sul loro diritto a farlo non si discuta, ma soprattutto quando una famiglia è stata molto unita, e il genitore perduto quasi una figura mitica, il vedere un torso di broccolo che avanza pretese sui nostri affetti è dura.

      Perché torso di broccolo? Ma si capisce, è un ruolo! Quella con cui va il nostro ex dopo averci lasciato è sempre una poco di buone, quello ci cui si innamora nostra madre dopo la morte del nostro grande papà è sempre un ometto inadeguato, fosse pure un re o un grande magnate (della qual cosa, comunque, permettetemi di dubitare) :lol:

  15. mrsimpleliving

    Ci sono passato anch’io con mia madre…io accetto ogni sua scelta, la vita è semplicemente sua!

    Ciao Ifigenia

    • @Mr.:tu sei maschio, un uomo accanto a tua madre non sostituisce il nostro eterno principe azzurro, che tale generalmente è il padre per le figlie femmine.

      Comunque, per ora “l’affair” è saltato ;)

  16. Brrr come non mi piacciono le cosiddette “donne perbene”. Per fortuna che poi si scoprono come tua madre!!

    • Ma mia madre ha fatto la donna perbene e ha rinunciato, vergognandosi come una ladra che qualcuno possa aver sospettato (così credo io almeno: poi, potrebbero essere tutte mie proiezioni, ma non credo… )

  17. come ti capisco !

    La mia preferisce nascondermi tutto … ma qualche volta dalla maglie qualcosa sfugge …

    Per ora però non ha trovato nessuno che gli fa perdere la pensione

    • Eh, caro Antonio, meno male che c’è la pensione dello Stato a mantenere i nostri genitori integri e con la testa sulle spalle! ;)

      Benvenuto, stasera passo a trovarti io!

  18. @ Balibar, sì sono d’accordo con te per quel che riguarda i punti di riferimento, forse oggi le famiglie ne forniscono di meno, ma io credo che questi siano fondamentali per la crescita e lo sviluppo, per far diventare i bambini dei buoni adulti.
    Quando ho scritto pensavo maggiormente a condizionamenti sulle scelte di vita, più che ai punti di riferimento, condizionamenti su quei bivi da intraprendere, le scelte che ognuno di noi (avendo alle spalle un buon background dato proprio dai punti di riferimento) ad un certo punto della vita dovrebbe compiere da solo, liberandosi dalle opinioni altrui, perché solo noi sappiamo come ci calzano le nostre scarpe…

    • Cara Emma, non essere condizionati dipende non tanto dai punti di riferimento, ma dalla nostra autostima. Un po’ è carattere, un po’ si acquisisce e in questo sì, c’è anche della cultura familiare, ma non solo. Per esempio, io sono una purtroppo fin troppo libera dai condizionamenti altrui (e quando dico troppo dico che non ne ho neanche quel minimo che sarebbe opportuno al vivere sociale), eppure mia figlia è stata quella che ha passato pure la fase di sofferenza totale per la mancanza di consenso del gruppo.

      Non credo che sia questione di punti di riferimento, anche se questi aiutano: è una questione di carattere e di scelte. C’è chi è nato libero chi schiavo, e questo indipendentemente dal background.

  19. Balibar

    @Maria Emma. In effetti è quello che volevo esprimere ma con la fretta non mi è riuscito.

    Totalmente d’accordo.

    Se guardo alla mia storia personale rivedo le litigate a fil di coltello con i miei, però sono sempre ( quasi, eh ;) ) stato libero sulla scelta finale.
    Anche di sbagliare e nessuno mi ha mai detto “te l’avevo detto”.

    Per questo penso che molto dipende dal contesto educativo in cui si cresce.

  20. Esattamente questione di carattere, le tue parole Ifi un pò come una lama che lambisce una ferita che si sta cicatrizzando, ma è solo perché è un mio momento così…di ripensamento, vorrei poter dire ciò che ha detto balibar, su alcune cose passate.
    Whatever..

    • Se dovessi buttarla su un motto popolare, direi che “nessuno nasce imparato”: non fare però l’errore che ho fatto io per tanti anni, e cioè piangere sul passato: si parte da adesso, e se abbiamo perso tempo prima, se non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto, è un motivo di più per non perdere altro tempo, guardare avanti, e chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto.

      L’unica cosa che possiamo dirci quando il nostro passato, o la noi del passato non ci piace è: la vita comincia ogni mattina, la mia comincia ora, “e a culo tutto il resto”, direbbe l’amato Guccini ;)

  21. balibar

    Cara Ify, avere dei punti di riferimento significa anche crearsi una propria opinione, ribellarsi a questi se e quando riteniamo che vadano a cozzare con il nostro sentire. Vuol dire potersi allontanare ma magari poter anche tornare.

    E questo ha molto a che fare con l’autostima, che non ci è data, a mio avviso, geneticamente. Non credo ai discorsi di chi nasce schiavo e chi libero, noi abbiamo mille e una potenzialità da poter esprimere.

    Bassa autostima, se è a questo che ti riferisci, significa che nel nostro equilibrio interiore dipendiamo eccessivamente dagli altri.
    E, per fortuna, siamo in grado (auspicabile) di fare esperienza, imparare e migliorare.

    Da un’altro punto di vista l’autostima dipende anche dai livelli energetici, cambiando gli uni si modificano gli altri.

    Mi viene in mente un signore al quale confidai che mi sarebbe piaciuto cambiare lavoro.
    Mi guardò scettico e mi disse “se nasci operaio, sei destinato a rimanere operaio. Perché cercare di andare controcorrente. Questa è la vita”.
    E infatti io continuo a fare lo stesso lavoro. :lol:

    • Beh, l’affermazione del tizio mi pare abbastanza idiota, anche se poi ci sono dei condizionamenti sociali: tu puoi essere bravissimo in qualcosa, ma se per 30 anni hai fatto l’operaio, sul tuo curriculum quello risulterà, e chi dovrà prenderlo in considerazione non ti concederà altre chance: questo non è giusto, sarebbero più opportuni, dico in linea di principio, dei test psicoattitudinali.

      Mio padre, contrario ad obbligare a sudiare i ragazzi che non volevano, diceva “meglio un buon falegname che un pessimo chirurgo”, ma io credo anche al contrario, che uno che magari non riesce bene come operaio potrebbe brillantemente operare a cuore aperto. Non ci sono lavori superiori o inferiori, ci sono attitudini.

      A me, per esempio, piace cimentarmi nelle imprese difficili, piace risolvere i problemi miei e degli altri: le cose facili mi annoiano, e finisco col non metterci impegno.

  22. balibar

    Sorrido perché in questi giorni ascoltavo una notizia che parlava di Hamilton Naki, sulla carta un semplice infermiere, praticamente il braccio destro del chirurgo sudafricano Barnard.
    Ah, Naki era un uomo di colore.

    Non sempre i curriculum sono tenuti in grande considerazione. (ad esempio se sei raccomandato :lol: )

    • Beh, io mi sono stufata di queste cose. L’ho già detto da qualche parte, io le idee in ufficio non me le faccio più venire, sono stanca di cibare gli altri con la mia testa.

      Il mancato riconoscimento aziendale va dall’appropriarsi delle tue idee al non essere in grado di capirle. Dal sottovalutare al sentirsi minacciati. Io una volta dissi al mio capo: “I miei problemi con l’azienda sono di due categorie: quelli che derivano dal fatto che non mi avete capito, e quelli che derivano dal fatto che mi avete capito benissimo. La seconda opzione è estremamente più inquietante della prima”.

  23. Da poco i miei genitori si sono separati e da un pò ho saputo che entrambi hanno una “amicizia” particolare nata dopo la loro separazione. Non è che la cosa mi sconvolga più di tanto ma neanche mi lascia totalmente indifferente.
    Vedo mio padre insieme ad un’altra donna che non è la stessa che ho visto al suo fianco per tutta la mia vita, e oltretutto c’è anche un bimba piccola (figlia di lei ovviamente) che teoricamente sarebbe una sorellastra. Dal lato di mia madre invece ancora non ho avuto modo di conoscere l'”amicizia” particolare, ma anche per lei la cosa mi fa un effetto strano.
    Non so ma qualcosa di strano c’è, però sono contento per loro se riescono ad essere felici e a trascorrere dei bei momenti con una persona che ritengono importante.

    • Io non so se riuscirei ad accettarlo… forse neanche mia figlia, io e suo padre siamo separati praticamente da prima che nascesse, ma di fatto non ha mai visto nessuno né accanto a me né accanto a lui: nonostante non ci abbia mai visti insieme, chissà come la prenderebbe…

  24. Lo so, ma forse lei è piccola (o meglio…non tanto vecchia quanto me) e soprattutto vivendo ancora dentro casa forse la cosa sarebbe più sentita.
    Alla fine sia io che mio fratello abbiamo passato i trenta (io da poco poco) e stiamo fuori di casa, quindi alla fin fine piuttosto che pensare ai nostri genitori “soli e abbandonati” è meglio vederli in compagnia di qualcuno e felici!

    • In teoria… in pratica, l’impatto emotivo può essere ben diverso.

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